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Ed ora
Di Fabrizio (del 03/06/2007 @ 09:22:58, in Italia, visitato 1223 volte)

Ricevo da Maurizio Pagani

Ad un anno c.ca dall’elezione del nuovo Sindaco di Milano e ad una settimana appena dalla vittoria del centro destra in molti dei Comuni del Nord, il tema della presenza dei “Rom” continua a tenere banco sui giornali e nei commenti di chi, durante le elezioni, si è sbilanciato in promesse di ogni genere circa la loro possibile “cacciata” in caso di vittoria del proprio schieramento.

Come stiano in realtà le cose, non da un anno a questa parte, ma ormai da oltre un decennio, da quando cioè una salda coalizione di centro destra governa la città, o come questa problematica sia stata gestita dal Governatore Formigoni in Regione, ormai al suo terzo mandato, è sotto gli occhi di tutti, o almeno lo sono gli effetti prodotti, in buona misura disastrosi.

Pur continuando a rappresentare una piccola minoranza di persone, c.ca 5.000 a Milano, forse 10.000 o poco più in tutta la Provincia, e nonostante moltissime delle comunità rom e sinte siano composte da cittadini italiani, cioè non distinguibili né discriminabili di fronte alla legge per la loro appartenenza “etnica”, il tema, come si diceva, suscita scalpore e tensioni, su un fronte politico e sull’altro, per l’impossibilità di piegarlo ad una semplice risoluzione. Quella di “cacciarli”.

Certamente non ha giovato l’intervento del Ministro degli Interni Amato che ha offerto un pacchetto di misure per aumentare la sicurezza nelle aree metropolitane, indicando proprio i Rom come uno dei principali problemi di ordine pubblico da affrontare.

O ancora, nel cortile di casa, il commento del Sindaco di Sesto, Oldrini (DS), uno tra i pochi rieletti al primo turno nel centro sinistra, che ha rivendicato con orgoglio gli interventi di sgombero dei Rom da quel territorio.

Ma che dire di Veltroni a Roma e della sua idea, quasi impronunciabile per quanto inverosimile, di realizzare 4 nuovi campi nomadi, spostando alcune migliaia di rom dal centro urbano alla desolazione del raccordo anulare?

Mi ha colpito, tra le tante o poche manifestazioni di dissenso, quella di alcuni cittadini ebrei romani che hanno rivendicato la propria posizione contraria a questo progetto che sarà finanziato dal Governo, rievocando il proprio passato “storico” carico di discriminazioni e sofferenze.

A quando un analogo gesto di solidarietà da parte della comunità ebraica milanese?

Maggiore fortuna sembrano viceversa aver riportato quelle forze politiche (Lega Nord e AN in testa, ma non è certamente da meno Forza Italia) da sempre ostili ad ogni misura di buon governo del territorio, che fino a prova contraria ha sempre favorito una migliore convivenza tra le comunità locali e quelle rom anziché peggiorarla.

Ma i cittadini, o almeno la maggioranza di quelli che vanno a votare, sembrano pensarla allo stesso modo.

A Rho, comune dove il centro sinistra si è a lungo arenato sulla questione del “campo nomadi”, realizzandolo un mese prima della elezioni (…) e perdendole, tra i nuovi venuti c’è chi ha trovato il modo di dire: “adesso cacciamoli” ( e ridaglie), ma poi ha aggiunto: “e già che ci siamo, cacciamo anche tutti quei ragazzini (54) che frequentano le scuola materna, elementare e media.

Compagni di banco dei loro figli.

Per usare un linguaggio a me inusuale, si potrebbe dire che la “parabola” avviata con indubbia efficacia manageriale attraverso il sodalizio Moratti – Moioli / Don Colmegna – Casa della Carità un anno fa a Milano, è giunta ad una svolta e ha fatto scuola (loro lo chiamano Patto, modello ecc.).

Alla costruzione dell’immagine del “Rom”, un po’ straccione e un po’ accattone, da associare prontamente a quella del deviante da redimere e reprimere, si aggiunge ora, con il concorso morale e politico di chi dovrebbe costituire sulla carta un’alternativa politica e culturale, il centro sinistra, quella del “fastidio” da cui liberarsi prima possibile, meglio se in prossimità delle elezioni o per decreto.

Ma chi può contestare tutto ciò, visto anche l’inopinabile appoggio al “pensiero unico”offerto dagli organi di stampa?

Maurizio Pagani - Vicepresidente Opera Nomadi Milano