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GLI APPRENDISTI STREGONI
Di Fabrizio (del 04/04/2007 @ 09:55:29, in Italia, visitato 2262 volte)

Quando le fiaccole illuminano la strada per le ronde

C’è da stupirsi che qualcuno si stupisca.
Le “ronde padane” proposte per controllare i campi nomadi non sono una novità, un’improvvisa e incontrollabile deviazione dal percorso sin qui seguito dall’operazione “Proteggiamo Milano” che ha vissuto il proprio culmine con la manifestazione del 26 marzo scorso.
Non è il caso di dilungarsi sulle immagini lugubri che tali alzate d’ingegno richiamano alla memoria, né sulla partita politica che si sta giocando all’interno della maggioranza che governa la nostra città.
I propositi di chi oggi si appresta a presidiare Rogoredo e Gratosoglio -domani si vedrà- non devono destare stupore: bastava ascoltare gli slogan dei militanti leghisti che alla manifestazione del 26 marzo hanno sfilato dietro allo striscione “Zingari, fora dai ball!”.
I militanti del Carroccio gridavano:“Non ne vogliamo/zingari non ne vogliamo”, “Clandestino, zingarello/il tuo posto è sul battello” .
Bastava ascoltare e prevedere. Del resto erano le stesse forze politiche che erano state protagoniste del presidio anti-rom di Opera, con tutto ciò che ne è seguito.
Una volta innalzato il vessillo della sicurezza non bisognava essere dotati di capacità profetiche per prevedere che il primo bersaglio sarebbero stati i campi nomadi e che coloro che avrebbero fatta sentire più alta la propria voce sarebbero stati gli imprenditori della paura, coloro che reclamano a gran voce sicurezza ma si oppongono a qualsiasi percorso che porti a integrazione, dignità e legalità.
Ma si sa gli apprendisti stregoni spesso non valutano appieno gli effetti delle proprie azioni.
Effetti che si sono fatti già sentire concretamente e sono quantificabili. Infatti, non solo è stata messa in moto una deriva che sarà difficile arrestare, ma è stata sconfessata la politica messa in atto dall’Assessore Moioli che puntava a disegnare dei percorsi di riconoscimento e inserimento per i nomadi. Anche le cifre parlano chiaro: 400.000 euro dirottati dalle politiche sociali a quelle per la sicurezza.

Beniamino Piantieri