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Francia
Di Fabrizio (del 02/04/2007 @ 09:55:45, in casa, visitato 1507 volte)

Da Roma_Francais

Alcune famiglie Manouches da qualche anno vivono su di un terreno di loro proprietà a Bessancourt. Infatti, hanno comperato dei lotti sui quali hanno installato i caravan. E' un modo di vita che hanno scelto, nessuno li obbliga, è un loro diritto. Non chiedono privilegi. Non sono alla mercè delle istituzioni caritatevoli, che siano cristiane, musulmane, laiche, atee, governative...

NO, guadagnano la loro vita col sudore della fronte, come molti dei loro compatrioti, Cosa chiedono? È tanto normale che si hanno difficoltà ad immaginare che debbano passare per la giustizia!

  1. LUCE

  2. RACCOLTA DELL'IMMONDIZIA

  3. UN AUTOBUS CHE ARRIVI SINO A LI'

A chi verrebbe l'idea che queste tre cose, basiche e fondamentali, siano rifiutate a dei cittadini sul territorio della Repubblica francese? E' quindi un caso a Bessancourt. Col pretesto che il terreno di cui sono proprietari si situa in una zona "verde", questi servizi basici vengono rifiutati. Tuttavia, su questa famosa "zona verde", sono le stesse persone che, una volta acquistati i terreni, li hanno sgomberati da alcune tonnellate di rifiuti accumulati da moltissimo tempo. Così, oggi quello spazio è cambiato, poiché i proprietari lo mantengono molto accuratamente. E' altrettanto vero che dall'altra parte del sentiero che borda i terreni sono sepolti, dagli enti pubblici locali (ecologi? ) rifiuti che debordano dappertutto. Capite così chi è l'ecologista in quest'affare.

Quindi, cosa per lo meno stupefacente, questi Sinté hanno vicini che, loro, non hanno gli stessi problemi, mentre si trovano sullo stesso "bordo verde". "Tanto meglio per i nostri vicini", dicono i nostri cugini sinti; il problema non è che loro abbiano l'elettricità, o il diritto di costruire piccoli chalets (conformemente alla legge, non superano i 20 m²), ciò è normale, il problema è che noi, non abbiamo questi stessi diritti, mentre siamo nella stessa situazione.

Parteggiamo perfettamente con questo punto di vista. Di conseguenza, le associazioni "La voix des Rroms", "Femmes rroms, sinté et kalé", "Samudaripen", assieme al Centro AVER di ricerca e d'azione contro tutte le forme di razzismo, hanno sostenuto la loro azione. [...] I rappresentanti delle famiglie coinvolte hanno depositato un reclamo contro ignoti per discriminazione dinanzi al tribunale di Pontoise. Sfortunatamente, non è il solo caso di discriminazione che i Rroms, Sinté e Kalé subiscono in Francia, paese, tra l'altro, dell'uguaglianza. E' triste che nel paese dell'uguaglianza, si debba investire il giudice per essere considerato uguale al proprio simile. Speriamo che ciò risolva i problemi dei nostri amici di Bessancourt, ed anche, serva più globalmente a diminuire le discriminazioni, che siano dirette o indirette, nei confronti del nostro popolo. Perché, ricordiamo, non ha mai impedito nessuno fra noi ad essere così francesi, anche quando ciò ha implicato prendere la macchia durante la Resistenza.

Source: http://lesrroms.blogg.org