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Patto di legalità
Di Fabrizio (del 06/03/2007 @ 09:31:52, in Italia, visitato 1645 volte)

Cari amici,

le adesioni raccolte dall’appello contro il “patto di legalità” che abbiamo promosso come singoli cittadini ci incoraggiano a pensare che sia possibile andare oltre la visione del problema rom come un problema di segregazione e di intervento meramente emergenziale. D’altro canto manca, nel nostro Paese, non solo una cultura che superi il pregiudizio ma anche una legislazione che riconosca i rom come minoranza portatrice di una propria cultura, una propria lingua, un modello di convivenza e socialità diverso dal nostro. Per superare la polemica, pur necessaria e utile, contro il “patto di legalità” proponiamo di incontrarci per uno scambio di opinioni, per una informazione sullo stato delle cose a Milano e provincia e per un aggiornamento sui lavori della commissione interministeriale istituita per i rom con l’obiettivo di preparare una iniziativa pubblica che porti il dibattito sul terreno per noi fondamentale del riconoscimento di questo popolo.

Per questo proponiamo di incontrarci lunedì 12 marzo alle ore 18 presso CHIAMAMILANO in largo Corsia dei Servi 11 (alle spalle di corso Vittorio Emanuele).

Paolo Cagna Ninchi

corso di Porta Ticinese 48

20123 MILANO

Tel.: +39.0258101910 - 3391170311

In allegato una nota dell’Opera nomadi

PARTECIPA ALL'INCONTRO DI LUNEDI' 12 MARZO ORE 18,00

Cercare di ragionare sulle politiche locali nei confronti delle comunità stanziali di rom e sinti significa spesso inoltrarsi in un labirinto di pratiche discriminatorie striscianti, talvolta anche da parte di poteri pubblici che dovrebbero essere invece garanti dell'universalismo dei diritti.

Dopo un lungo periodo in cui rappresentanti delle istituzioni milanesi e della casa della carità hanno parlato sui media, in una sorta di monologo, della necessità di stipulare un “patto di legalità e socialità” con i rom rumeni dei campi di via Triboniano ed Opera, eccoli ora proporre di estendere nel prossimo futuro questo ipotetico “modello” di comportamento agli altri insediamenti abitati dai rom e sinti italiani, serbi, bosniaci, kosovari.

Ce lo aspettavamo.

Il fastidio e l'irritazione un po' scomposta che hanno accompagnato la reazione di alcuni politici e opinion leaders alle nostre critiche e argomentazioni, non hanno peraltro offerto una risposta convincente nel merito di politiche che rischiano di essere discriminanti sul piano del diritto o fin troppo logore e condizionate da interventi di solo carattere emergenziale.

Cioè senza prospettive di più ampio respiro.

Difficile dunque capire perché non si debba continuare a discutere sulle conseguenze e le implicazioni della varie possibili scelte senza sottostare alla spada di Damocle di un'accusa davvero ingiusta che ci siamo sentiti rivolgere, cioè di “indebolire” la sinistra impegnata a difendere le politiche per i Rom del centro destra al governo a Milano.

Opera Nomadi Milano