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Quello che la Lega non racconta
Di Fabrizio (del 28/06/2005 @ 09:50:32, in Italia, visitato 3550 volte)

Premessa: Cronache allarmate sulla situazione del campo di via Barzaghi-Triboniano a Milano. Sui giornali l'argomento regge da oltre una settimana. Per uno strano paradosso, la cosa non riguarda chi, come me, frequenta da anni quel campo o quei cittadini esasperati che da anni vivono lì attorno.
Ho notato che gli stessi articoli si ripetono uguali da tre anni ad ogni inizio estate e ogni fine autunno. In pratica, è un'emergenza stagionale, che si è incancrenita nella città.
Nel rincorrersi delle notizie (sempre le stesse, purtroppo) è molto facile dare la colpa ai Rom, perché sono un'entità collettiva e senza qualcuno che li rappresenti. Ma il paradosso è che loro non gestiscono niente di quel campo, lo subiscono proprio come gli altri cittadini.
Ma, di cosa discutono quanti dovrebbero avere il mandato per farlo?
Esiste un partito, la Lega, che è al governo della città da 15 anni, ha fatto della contrapposizione ai nomadi un suo tratto distintivo eppure, non mi sembra che niente sia cambiato in tutti questi anni. Anzi!
Però, se dovessi parlare bene della Lega, direi che almeno sono coerenti. Leggevo su Corriere-Milano di giovedì 23 giugno (edizione cartacea) un'intervista a un ex responsabile del PCI e un ex responsabile DC cittadini (ora rispettivamente nei DS e in FORZA ITALIA) che "giocavano" a scambiarsi i ruoli tra forcaioli e buonisti. Sentivo il giorno dopo dichiarazioni a Radio Popolare del sindaco cittadino e del presidente della provincia: tutti e due ripetevano convinti che "certe etnie [leggi Rumeni ndr] hanno una loro specifica tendenza al crimine" e la contrapposizione tra i due era solo se i campi sosta vanno costruiti in città o in provincia.
Di fronte a certi esempi, mi viene il sospetto che la ragione di queste beghe politiche, non sia il benessere dei cittadini, o dei nomadi o degli immigrati, ma quanti voti pesino le loro dichiarazioni. Che sono spesso intercambiabili.
I problemi invece restano uguali. Per par condicio recupero dal diario di zio Kalderosh (23 Novembre 2004)


 

 

Una domanda anche per i meno esperti: esistono punti di contatto tra l'intelligenza di un leghista e quella di uno zingaro?
Nessun intento buonista nelle storie (vere) che leggerete, ma il solito invito a non aver paura delle differenze.

In consiglio di zona si doveva votare sul'istituzione del nostro campo sosta. L'ostacolo + grosso (anche nel senso di tonnellaggio) era un leghista duro e puro, che allora faceva ancora il taxista al Bossi.
Lo invitammo al bar poco prima che iniziasse la riunione, parlammo di tante cose, ogni argomento condito con un bicchiere di rosso.
In seduta noi stemmo buoni, rispetto alle urla dei consiglieri. Quando si votò, il nostro leghista si asciugò la bava, disse che eravamo bravi ragazzi e che ci meritevamo il campo. Dopo il voto, crollò sul banco, da cui risorse a fine dibattito con un rutto fragoroso.


Miguel, gran narratore e spesso giustamente polemico (vedi Kelebek), quando gliel'ho raccontata ha voluto dimostrarmi che aveva anche lui storie simili:
...A Imola riuscii a ottenere una decina di biglietti dal comune per uno spettacolo della Kocani Orkestar. Uno per me, otto per alcuni amici Rom profughi dal Kosovo, rimaneva un biglietto libero... e invitai il capo locale della Lega, che di mestiere fa la donna delle pulizie. Senza dirle chi erano gli altri invitati.
Finì in un gran ballo tra la Angela e un simpatico Rom affetto dalla sindrome di Down.
E Angela poi a telefonarmi per darmi dritte su come trovare lavoro per i Rom...


Quando dico che la nostra arma per sconfiggere il razzismo è farci conoscere, è proprio ciò che intendo. E termino con l'ultima storia:
Sempre consiglio di zona a Milano. 15 anni fa l'insediamento del campo con una maggioranza di sinistra. La Lega, cominciava allora ad avere qualche rappresentante, nessuno avrebbe immaginato che di lì a poco avrebbe avuto anche il sindaco (nessuno immaginava neanche che quel sindaco sarebbe finito a Bruxelles eletto dall'Ulivo... ma questa è un'altra storia). Dicevo: maggioranza di sinistra, buoni rapporti, ma sempre la sensazione di "essere distanti". Con la Lega no, la distanza non era una sensazione ma una certezza.
Succede, che cambiò la maggioranza in Consiglio di Zona, e ai Servizi Sociali finì una leghista della prima ora. Voce acuta quasi come la Jervolino (ma lombarda doc!), rabbia da vecchia zia e un bel collier di perle al collo. Però, tra tanti bravi amici, è stata la prima consigliera che un mattino d'inverno s'è infilata stivaloni da pescatore ed è venuta a controllare il nostro campo, per vedere se quello che raccontevamo era vero. Abbiamo continuato a litigare per gli anni a venire, ma abbiamo iniziato anche a rispettarci a vicenda.
Non si vive solo di belle parole.


Ma, secondo voi, la Lega ci farebbe una bella figura a mostrare pubblicamente questo suo aspetto? Mi devo scusare per i voti che le avrò fatto perdere?  : - D

PS: Chi è lo zio Kalderosh?