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Sucar Plaza a Casalmaggiore (CR)
Di Sucar Drom (del 10/08/2006 @ 12:17:14, in casa, visitato 1671 volte)
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di Andrea Costa CASALMAGGIORE — Campo nomadi, si parte con l’ampliamento. Ieri mattina il sindaco Luciano Toscani, insieme al segretario comunale Giampietro Zaramella, ha incontrato una rappresentanza del campo di via Al Porto e di ‘Opera nomade’ per definire gli ultimi dettagli del progetto che sarà presentato ufficialmente sabato mattina in Comune. «Entro la fine dell’anno ci sarà il cantiere aperto», spiega il primo cittadino.

Il nuovo campo, che si chiamerà ‘Sucar Plaza’ avrà al suo interno 3 micro-aree: «In ognuna di esse troverà posto un’abitazione da quattro posti-letto destinate ai nuclei famigliari Sinti originari (quelli cioè che da più tempo vivono a Casalmaggiore, nda). Nello spazio circostante, invece, ci saranno piazzole di sosta attrezzate con servizi primari per le famiglie dei parenti», afferma Toscani. L’operazione ha ricevuto, lo scorso 27 giugno, un finanziamento da 207mila euro dall’assessorato regionale Casa e Opere pubbliche e complessivamente dovrebbe arrivare a costare 265mila euro. La realizzazione di questo ampliamento con ristrutturazione — accantonata l’ipotesi di costruire abitazioni per tutti i nuclei famigliari presenti e sostituita con la realizzazione di servizi adeguati — ha da sempre sollevato numerose polemiche. L’ultima in ordine di tempo, è quella del consigliere regionale Mauro Gallina (Lega Nord) che ha criticato l’amministrazione casalese per l’impegno di risorse in favore dei nomadi. «Credo che la situazione del campo nomadi di via Al Porto sia decisamente cambiata negli ultimi anni — afferma sicuro Toscani —. Delle circa 70 persone che vi abitano più della metà è nata a Casalmaggiore. I ragazzi vanno tutti a scuola, alcuni anche alle superiori. E molti dei residenti del campo lavorano. C’è anche chi sta cercando un’occupazione ma fa fatica per via della diffidenza della gente. Davanti a questo sensibile miglioramento della convivenza tra i nomadi e la comunità casalese di cui loro stessi fanno parte a pieno titolo, ritengo che l’impegno dell’amministrazione sia più che giusto. Non possiamo chiedere a queste persone di vivere in 70 con tre bagni: queste sono condizioni disumane». Sabato se ne saprà di più.


ciao Fabrizio, in allegato trovi il progetto per trasformare il "campo nomadi" di Casalmaggiore in tre micro aree su base famigliare. insieme alla trasformazione abitativa sarà attivato un progetto di mediazione culturale.
il progetto sarà presentato ufficialmente, insieme alle famiglie sinte, domani mattina.
noi scriveremo la prossima settimana.
Carlo Berini