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Di seguito gli articoli e le fotografie che contengono le parole richieste.
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Di Fabrizio (del 20/10/2010 @ 23:42:36 in Europa, visitato 2699 volte)
Notizia importante per quanti hanno seguito per un anno e mezzo gli
sviluppi della storia della piccola
Natálka:
il tribunale ha emesso il proprio giudizio. Mi manca il tempo di tradurre le
varie agenzie, questo il lancio di
VIRGILIO notizie (segnalato da Alberto Maria Melis)
La foto è presa dalla
BBC
Ventidue anni di carcere, ridussero in fin di vita una bimba
Praga, 20 ott. (Apcom-Nuova Europa) - Pena esemplare in Repubblica ceca per i
quattro neonazisti che nella primavera del 2009 - con un attacco incendiario
contro una casa abitata da una famiglia Rom - ridussero in fin di vita una
bambina di due anni, Natalka, provocandole ustioni gravissime in tutto il corpo.
L'attentato fu compiuto come gesto dimostrativo per celebrare il 120esimo
anniversario della nascita di Adolf Hilter. Il tribunale di Ostrava, nella
Moravia del Nord, oggi ha inflitto 22 anni di carcere a tre degli attentatori,
mentre il quarto - incensurato, che li aveva aspettati in auto, per fuggire dopo
il raid - è stato condannato a 12 anni di detenzione. I quattro, di età compresa
fra 22 e 25 anni, dovranno anche versare un risarcimento complessivo di 17
milioni di corone (circa 600 mila euro). I condannati hanno immediatamente
impugnato la sentenza, con un ricorso in appello.
Di Fabrizio (del 29/06/2010 @ 09:52:48 in Europa, visitato 2467 volte)
Da
Czech_Roma: Sabato e domenica scorsi la CNN ha trasmesso una puntata
sul caso della piccola
Natálka e sulla situazione dei Rom nella Repubblica Ceca.
Sul suo sito, oltre all'articolo che traduco, potete vedere anche foto e
video in inglese - By Andrew Tkach, CNN
Natálka prima dell'attentato e durante il ricovero - foto tratta da
Blesk.cz
Vitkov, Repubblica Ceca (CNN) - Natálka Kudrikova è una bambina di tre
anni dagli occhi vivaci, ricoverata per gravi ustioni quando estremisti di
destra lanciarono una molotov dentro casa sua.
La sua famiglia e le autorità dicono che venne presa a bersaglio perché rom,
zingara. Natálka ha perso l'80% della pelle, due dita (una terza è stata
amputata in seguito) e ha passato mesi giacendo in un coma indotto, dopo
l'attacco dell'anno scorso a Vitkov [...]. Sta tuttora recuperando dopo 14
operazioni.
A maggio Natálka è tornata nell'ospedale di Ostrava per le sessioni
riabilitatorie, così che un giorno sia capace di muoversi da sola. "Preferirei
non riportarla in ospedale," dice sua madre, Anna Sivakova, "ma se deve tornare,
il mio sogno è che impari a camminare senza nessun aiuto."
Proprio il giorno dopo, contro quattro giovani accusati dell'assalto,
detenuti dal tribunale distrettuale di Ostrava venivano formalmente accusati di
attentato a sfondo razziale e tentato omicidio.
Secondo il procuratore, l'attacco venne pianificato per il 120° anniversario
della nascita di Adolf Hitler. Gli esperti del tribunale confermano di aver
trovato svastiche ed altri cimeli nazisti nelle case degli accusati.
In tribunale, Ivo Muller e Vaclav Cojocaru hanno descritto il loro attacco
coordinato con le molotov. Come unica scusa - dicono che pensavano si trattasse
di un magazzino vuoto usato per merci rubate.
Negli interrogatori incrociati, Muller e Cojocaru hanno ammesso di aver preso
parte a manifestazioni anti-Rom organizzate da estremisti di estrema destra.
Gli altri accusati, Jaromir Lukes e David Vaculik, non hanno testimoniato.
Lukes è accusato di essere l'istigatore, accusa che il suo difensore nega
decisamente, anche se concede che sia stato proprio Lukes a condurre
l'automobile sul luogo. Il suo avvocato inoltre nega con veemenza qualsiasi
motivazione razziale all'assalto.
Un sito antifascista ha pubblicato una foto di Lukes che cammina accanto al
leader del Partito dei Lavoratori di estrema destra. Un'altra foto mostra
Vaculik che indossa il bracciale del Partito dei Lavoratori, la faccia pubblica
dell'estrema destra ceca.
Il leader dell'ora bandito Partito dei Lavoratori, Tomas Vandas, ha negato
qualsiasi coinvolgimento.
"Sì, forse possiamo aver usato quella gente come organizzatori dei nostri
incontri pubblici, ma come avremmo potuto sapere che volevano commettere un
crimine?" ha detto Vandas. "Spero che Natálka migliori presto," ha aggiunto.
Miroslav Mares, dell'università Masaryk di Brno, è un esperto sui gruppi
estremisti cechi.
Dice che è improbabile che il Partito dei Lavoratori sia direttamente
coinvolto nell'attacco incendiario, ma che sono stati responsabili "per aver
infiammato i sentimenti anti-Rom."
Dice: "Forse alcuni tra i più giovani nella scena neonazista si sono detti,
-Se tutta la popolazione è contro i Rom, siamo giustificati a portare avanti
simili attacchi.-"
E le indagini mostrano che il sentimento anti-Rom è diffuso. Il sito EURoma
dell'Unione Europea dice che tra i Rom cechi resistono tassi di disoccupazione
estremamente alti, bassi standard scolastici, isolamento ed i pregiudizi della
popolazione maggioritaria.
Dice Marek: "Nelle regioni con alta disoccupazione e povere condizioni
sociali, l'ascesa dell'estremismo è popolare tra i giovani disoccupati maschi,
ma possiamo vedere sempre più donne nella scena neonazista."
Lucie Slegrova, 20 anni, è una convinta militante dell'ora rinominato Partito
della Giustizia Sociale dei Lavoratori. Nega che il suo partito si sia ispirato
all'ideologia nazista di Hitler.
Invece, dice, seguono le loro idee nazionaliste. Dice, "La Repubblica Ceca
dovrebbe essere per gente che sa come comportarsi. Se gli zingari non vogliono
seguire le regole, sono liberi di andarsene."
Solo l'1% dei votanti ha scelto il Partito della Giustizia Sociale dei
Lavoratori alle ultime elezioni, ma il Primo Ministro, Jan Fischer, si preoccupa
del fatto che il 7% degli studenti cechi ha votato per i partiti dell'estrema
destra, secondo un ufficioso sondaggio nazionale.
"Molta gente è stufa dei politici, ed ha problemi per la crisi e la
recessione," dice Fischer, "il mio messaggio a loro è: per favore riflettete e
non credete a questi cattivi profeti."
Il movimento di estrema destra ha ottenuto i maggiori successi nella vicina
Ungheria, dove il 17% dei votanti ha scelto il partito Jobbik alle ultime
elezioni.
Anche la violenza è cresciuta. Negli ultimi due anni, secondo European
Roma Rights Centre (ERRC), in Ungheria sono stai uccisi nove Rom durante
attacchi notturni.
Gli assalti ai Rom sono diventati un tema anche nella campagna elettorale
slovacca. Il locale Partito Nazionale ha commissionato dei manifesti che
mostravano un uomo tatuato e dalla pelle scura con un messaggio provocatorio:
"Votate SNS così non dovremo nutrire chi non vuole lavorare."
Da
Czech_Roma (con una chiusa personale)
Romea.cz PHOTO: Repro Česká televize
La bambina rom bruciata ha subito oltre 100 anestesie, in seguito ci
sarà un intervento chirurgico - Budišov nad Budišovkou (Opava district),
4.2.2012 21:00
Natálie Siváková (5 anni) si sta gradualmente riprendendo dalle ferite patite
nell'aprile 2009, quando fu vittima di un assalto di neonazisti, poi conosciuti
come i piromani di Vitkov. Lo scorso ottobre, i medici hanno effettuato la
ricostruzione delle dita e dell'avambraccio destro, che erano inutilizzabili a
causa del tessuto cicatrizzato dalle ustioni. La televisione ceca riporta che
ora è in attesa di un'operazione al collo ed alle ascelle.
Alla bambina non è permesso di uscire, a causa del gelo intenso nella regione.
"Il tessuto cicatriziale è più sensibile della pelle sana, si asciuga più
velocemente e può rompersi," ha detto alla televisione Iva Zámečníková, vice
direttrice del Centro Ustionati dell'ospedale di Ostrava.
L'intervento a cui sarà sottoposta presso il centro ustionati sarà il ventesimo
in sequenza. "Non riesce a reggere la testa in maniera corretta, quindi [i
dottori] la opereranno al collo e alle ascelle. Ho molta paura," ha detto alla
televisione sua madre Anna
Siváková. La bambina è già stata sotto anestesia un centinaio di volte.
Durante l'ultima operazione ad ottobre 2011, i dottori avevano fissato la
cicatrice sul collo della bambina. Allora, una specialista in chirurgia alle
mani, Alena Schmoranzová,
l'aveva operata al dito indice ed all'avambraccio, che a causa delle cicatrici
la bambina non era in grado di muovere. "Prima non li usava per niente,"
conferma Anna Siváková. "Ora ha scoperto che va meglio e lo usa tutto il tempo,"
ha detto alla televisione, aggiungendo che la figlia deve ancora indossare
plantari speciali.
Natálie venne ferita alle prime ore del mattino del 19 aprile 2009, durante un
assalto incendiario a sfondo razziale, commesso da quattro neonazisti contro la
casa della famiglia. Il tribunale ha condannato David Vaculík e Jaromír Lukeš a 22
anni di carcere, e Václav Cojocaru e Ivo Müller a 20 anni per tentato omicidio a
sfondo razziale ed atti vandalici.
ryz, Czech Television, translated by Gwendolyn Albert
E' dal 2009 che seguo passo passo la storia di
Natálka.
All'inizio mi era rimasta impressa l'efferatezza del gesto: in una casa come
tante, abita una famiglia come tante. Ma è una famiglia rom, e così una notte 3-4
teste rasate buttarono una molotov attraverso la finestra. Natálka,
di neanche tre anni, rimase ustionata sull'80% del corpo. Dichiarata quasi
morta, cominciò invece un lento recupero, che vide coinvolti in una gara
solidale non solo i suoi genitori, ma i medici, le autorità dello stato, tanti
cittadini anonimi di quella stessa Repubblica Ceca che invece è nelle cronache
europee per gli atti di violenza quotidiana contro la minoranza rom.
Da una parte facevo il tifo per i piccoli miglioramenti di Natálka,
dall'altro seguivo le cronache del processo ai piromani, interrogandomi su cosa
avesse portato dei ragazzi a un gesto simile, e se mai sarebbero stati in grado
di capirlo, e cosa avrebbero pensato quando anche loro avessero generato una
prole. Ed assieme tentavo di capire cosa significasse sopravvivere, ricostruirsi
pezzo a pezzo, per una bambina di quell'età, per i suoi genitori ed i fratelli e
sorelle.
Quel fuoco, non arde solo nella remota Repubblica Ceca. Sentiamo il
crepitare delle fiamme anche a Opera, a Ponticelli, a Torino.
E' passata da poco (e già mi sembra vecchia) la
memoria del Porrajmos, tra il ricordo di 500.000 morti e le risate di
scherno dei negazionisti.
Per me non è il Porrajmos il marchio di questo popolo, con tutto il
rispetto per la tragedia di quegli anni. Il marchio sono le storie di violenze
grandi e piccole di OGGI, del tempo dove NOI viviamo. A costo di essere retorico, è
la piccola storia di una bimba bruciata, che NON E' MORTA, che attraverso le sue
ustioni riflette la nostra immagine allo
specchio.
Lo scorso 11 ottobre, così
Nicolae Gheorghe chiudeva il convegno per i 40 anni dell'AIZO:
"L'Olocausto ancora non è stato riconosciuto come fatto politico.
La povertà del nostro popolo, la capisco sino ad un certo punto, non oltre: non
siamo a chiedere l'elemosina agli altri. La nostra miseria da forza ai nuovi
nazisti, dobbiamo averne conoscenza per combatterli.
La nostra terra, il ROMESTAN, ci è stato copiata ed è diventato patrimonio dei
discorsi della destra. Ricordatevi: in Germania la prima misura dei nazisti fu
di togliere la cittadinanza ai sinti, e la loro prima richiesta a guerra finita
fu di riaverla. Allora: la cittadinanza EU, richiesta da molti, non può essere
una riparazione per la mancata cittadinanza nazionale.
Siamo una nazione culturale: IL NOSTRO SIMBOLO NON E' LO STERMINIO, MA
LA SOPRAVVIVENZA."
Di Fabrizio (del 28/04/2012 @ 09:12:43 in Europa, visitato 3120 volte)
Da
Czech_Roma
Analisi: l'estrema destra ceca odia gli immigrati - tranne quando può
usarli contro i Rom - Praga, 21.4.2012 21:16, (ROMEA)
L'organizzatore della manifestazione [...] a Břeclav, Erik Lamprecht (...),
qui con Jiří Dudák e altri neonazisti moravi. Il saluto nazista è prassi comune. Photo: Antifa.cz
- František Kostlán, translated by Gwendolyn Albert
Non ci sono dubbi che il Partito della Giustizia Sociale dei Lavoratori (Dělnická strana
sociální spravedlnosti - DSSS) e relativi affiliati, la Gioventù Lavoratrice (Dělnická
mládež - DM), siano nella Repubblica Ceca una forza politica contro
immigrati, migranti e rifugiati. Anche se il partito ha condotto per anni una
campagna d'odio contro i migranti, ora ha deciso di fare un uso propagandistico
di una famiglia ucraina a Břeclav, sfruttando le loro recenti disgrazie per
fomentare l'odio contro i Rom nel loro complesso. Domani DM ha intenzione di
manifestare a Břeclav, assieme al DSSS.
Negli ultimi anni, DM e DSSS hanno fatto innumerevoli dichiarazioni d'odio su
immigrati e richiedenti asilo. Diamo uno sguardo a qualcuno degli esempi più
estremi.
"La nostra bellissima terra ceca è stata sommersa da un'onda distruttiva di
immigrazione che sta distruggendo quanto qui c'è di bello. Non intendiamo
tollerare questo schifo," ha detto Vandas in uno dei suoi comizi. La
registrazione della dichiarazione è stata ripresa da TV Nova nel suo notiziario
del 18 aprile.
Settimana scorsa Vandas ha telefonato a Oxana Živačovská, , madre del
quindicenne Piter (la forma ucraina del ceco Petr), assalito e ferito a Břeclav
domenica scorsa. Vandas le ha assicurato che il DSSS avrebbe dato appoggio alla
sua famiglia.
Živačovská - che non ha idea di cosa sia il DSSS - e suo figlio sono Ucraini.
Lei lavora come interprete e traduttrice, in tribunale e altrove.
Il programma politico del DSSS non è favorevole ai migranti, ed afferma: "Non
vogliamo un paese pieno di immigrati, migranti dagli stati dell'ex Unione
Sovietica, dai Balcani, dall'Asia, dall'Estremo Oriente, ecc. L'asilo
politico o i permessi di soggiorno dovrebbero essere garantiti solo a quanti
incontrano criteri di qualità morali e conoscenze professionali, persone che si
presume possano adattarsi agli usi e tradizioni nazionali dei cittadini della
Repubblica Ceca, persone per cui ci sia garanzia che si assimileranno totalmente
nella società maggioritaria."
Robin Siener, del partito neonazista tedesco NPD, con cui Vandas coopera
strettamente,riguardo ai migranti l'anno scorso a Brno durante la manifestazione
del DSSS del 1 maggio, ha detto: "Guardiamo alle grandi città europee, dove le
donne sono violentate nel centro delle piazze... dove questa spazzatura umana
può commettere crimini senza che la popolazione locale intervenga... Quando
finalmente la nazione riceverà i suoi diritti?... Mandiamo il nostro sangue in
Libano, Iraq o Afghanistan, ed in cambio riceviamo spazzatura umana a cui
nessuno è interessato... Chiedo ad ognuno di voi, sino a quando durerà tutto ciò
prima che prenderemo torce e bastoni ed inseguiremo chi ci opprime, per
rispedire la loro spazzatura umana fuori dalla fortezza europea, da dove
vengono? Sarebbe meglio se li rimandassimo subito in Israele o negli USA con un
biglietto di sola andata... Ci sono solo due cose che ci separano, il confine e
la lingua, nient'altro..."
Vandas ed i suoi compagni di viaggio vennero condannati a novembre 20101 dal
tribunale cittadino di Brno, per i loro discorsi razzisti e xenofobi contro i
migranti. Quando Vandas era presidente del recentemente disciolto Partito dei
Lavoratori (Dělnická strana - DS),
durante il corteo del 1 maggio a Brno parlò di "onda distruttiva di immigrati,
uno tsunami che sta inondando la nostra bella terra ceca e distruggendo tutto
ciò che abbiamo di caro." Venne condannato, sentenza poi sospesa, per aver
diffamato una nazione, incitando all'odio e sostenendo il neonazismo.
Nella stessa manifestazione, il vice presidente DS Jiří Štěpánek disse: "In
molte professioni gli stranieri hanno rovinato gli stipendi, dato che oggi un
Ceco viene assunto col medesimo salario di uno appena arrivato dalle trincee...
Chi sta lavorando oggi nelle grosse fabbriche? I Cechi? No, soltanto stranieri
che continuano ad aumentare la somma dei crimini commessi. Non dimentichiamo le
malattie che queste orde dalle steppe portano con loro... Possiamo vederlo con
l'esempio dei Vietnamiti come sarà il paese quando comanderanno loro. Quella
comunità, cercando di evitare di pagare le tasse, si è data allo spaccio di
droga. Stanno iniziando a coltivare marijuana su larga scala ed a venderla qui,
ma non ai loro figli, che vengono mandati all'università, ma ai bambini cechi.
Stanno creando qui una sorta di ghetto vietnamita e non sono lontani i tempi in
cui i Vietnamiti cacceranno dal lavoro la nostra gente... la nostra gente è da
sola... Hanno la sfortuna di essere bianchi qui."
DM sta organizzando una manifestazione a Břeclav "contro la violenza". Questo
violento gruppo militante di giovani del DSSS è attualmente presieduto da Erik Lamprecht,
che ha già un notevole curriculum come ex presidente dell'organizzazione Zbelo
(Ultra Bianchi). Come riportato dal sito Anti-Fascist Action, Lamprecht iniziò
la sua carriera come hooligan di calcio, ed ora è attivista della neonazista
Resistenza Nazionale (Národní odpor - NO) a Brno. Inoltre ha recentemente
organizzato la manifestazione neonazista di Jihlava.
Il sito Antifa.cz riferisce per la prima volta di Lamprecht a maggio 2010, come
compagno di viaggio di un altro significativo neonazista moravo, Jiří Dudák. Nel
profilo di Dudák pubblicato sul sito, ci sono fotografie di lui assieme a
Lamprecht, ed anche foto di Dudák col veterano della divisione SS Liebstandarte Adolf Hitler, Herbert Schweiger. Lamprecht
è in contatto attivo con la scena neonazista tedesca, soprattutto con la
struttura del NPD in Sassonia. (Dettagli e foto in
questo articolo, solo in ceco).
Vandas ha presieduto tanto il DSSS che il suo predecessore, il DS, che nel 2007
fondò uno "Squadrone Protezione". Questo squadrone, oltre a convocare
ufficialmente gli eventi di partito, monitorava i "problemi con gli immigrati".
"Di sicuro non intendono provocare paura per le strade, sono solo dei giovani
che vogliono contribuire a risolvere la triste situazione in alcune delle aree
di crisi, come pure l'afflusso degli immigrati", disse allora Vandas ai media.
"Squadrone Protezione" è la traduzione dal tedesco Schutzstaffel, o SS, il nome
dato dai tedeschi alle loro forze armate più sadiche.
La Corte Amministrativa Suprema sciolse il Partito dei Lavoratori nel febbraio
2010. Il tribunale trovò che l'ideologia, il programma ed i simboli del partito
includevano elementi sciovinisti e xenofobi, ed anche tracce di razzismo. La
sentenza diceva che il partito incitava all'odio e lottava per una
trasformazione radicale dell'ordine democratico. Secondo il verdetto, il partito
intendeva creare artificialmente la sensazione che stranieri e immigrati
rappresentassero una minaccia per gli altri. La decisione del tribunale
assegnava al partito il suo vero nome: "Il nazionalsocialismo del Partito dei
Lavoratori sta portando avanti l'eredità del nazionalsocialismo di Hitler, vale
a dire, il neonazismo."
Miroslav Mareš, un esperto di estremismo che in precedenza aveva lavorato in
questo settore come perito in tribunale, scrive quanto segue nel suo studio
"Movimenti neonazisti Cechi" (2011): "La retorica anti-stranieri e
anti-immigrati viene di fatto mantenuta dal partito successore del DS, il
Partito della Giustizia Sociale dei Lavoratori (DSSS). I rappresentanti del DSSS
non hanno mai preso le distanze dalle dichiarazioni precedenti - anzi, hanno
fatto l'opposto. Nel 2010, per esempio, il DSSS si è profilato come un partito
di resistenza alla comunità vietnamita nel quartiere praghese di Libuše,
arrivando ad installare una milizia in loco. Tale cruda retorica anti-immigrati
era in grado di mobilitare membri e simpatizzanti del partito a commettere
eccessi."
Si può essere d'accordo con questa sintesi. Naturalmente, vale sin quando gli
immigrati e i migranti non possano essere usati per incitare ad una campagna
d'odio contro i Rom. Vandas ed i suoi camerati non saranno mai soddisfatti per
la pura condanna di un crimine specifico. Sfrutteranno ogni situazione simile,
per sposare la colpevolizzazione collettiva dei Rom, e per spargere
disinformazione, generalizzazioni e menzogne.
Aggiornamento, sempre da
Czech_Roma
Břeclav, 25.4.2012 18:30, (ROMEA)
- Il discorso di
Tomáš Skyba alla manifestazione a Břeclav, 22 aprile 2012 -
ryz, translated by Gwendolyn Albert
Nella riunione di domenica scorsa a Břeclav, ufficialmente come manifestazione
"contro la violenza" ed in solidarietà ad un quindicenne brutalmente aggredito
da tre uomini, uno degli oratori era Tomáš Skyba, violento razzista già
condannato in passato e vicepresidente della Gioventù Lavoratrice (Dělnická
mládež - DM). Alla riunione hanno preso parte circa 2.000 persone. Gli autori
dell'aggressione sono stati identificati dalla stampa come Rom, ma non ci sono
stati ancora arresti. La maggior parte dei manifestanti ha finito per tenere una discussione piuttosto
burrascosa col sindaco Oldřich Ryšavý (Socialdemocratici - ČSSD) sui gradini
d'ingresso del municipio. Una pafrte più piccola della folla ha ascoltato i
discorsi degli estremisti di destra del DM e del Partito della Giustizia Sociale
dei Lavoratori (Dělnická strana
sociální spravedlnosti - DSSS), che hanno parlato da un podio organizzato dagli
amici del quindicenne. Si può vedere
QUI (solo in ceco) mezzora di registrazione della manifestazione, che si è
trasformata presto in una protesta anti-Rom.
Skyba ha fatto un discorso ai manifestanti di DM. Un anno fa, il tribunale
regionale di Zlín lo condannò a cinque anni di libertà vigilante, dopo che aveva
preso a calci in testa e senza ragione una persona di 62 anni, fuggendo poi e
lasciando la vittima svenuta in una pozza di sangue. All'inizio del processo, Skyba
me3ntì in tribunale dicendo di non aver commesso il crimine, confessando solo
dopo un'ora di interrogatorio.
L'aggressione ebbe diversi testimoni. "Stavamo scegliendo da mangiare, quando
vidi qualcuno spingere l'uomo a terra e poi prenderlo a calci in testa, gli
saltò addosso diverse volte e lo picchio con un ombrello," disse un testimone.
Anche se Skyba avrebbe potuto finire in prigione per 12 anni, gli venne
garantita la libertà vigilata. Al momento del verdetto, il giudice disse che la
sospensione condizionale della pena era un ultimo avvertimento: "Se andrà ancora
in contrasto con la legge, la corte non concederà più compromessi." Skyda aveva
già avuto diversi problemi legali in precedenza. A 17 anni gli venne data la
sospensione condizionale della pena, dopo aver aggredito uno studente dello Sri
Lanka. Era già stato arrestato diverse volte - una volta durante una
manifestazione del Partito Operaio, una volta per guido in stato di ubriachezza
ed un'altra quando la polizia lo trovò ubriaco mentre spaccava i finestrini
delle macchine parcheggiate. Allora il tribunale gli impose di sottoporsi a cure
contro l'alcolismo.
Gli amici del ragazzo aggredito probabilmente hanno condiviso il podio con
Skyba per pura ingenuità. In una discussione in Facebook sulla piccola Natálie,
la bimba rom quasi bruciata a morte con tutta la famiglia in un assalto
incendiario a Vitkov nel 2009 (vedi
QUI ndr), Skyba scriveva: "Le regalerei una lattina di Zyklon B per
Natale."
Non ci sono dubbi che il DSSS e la sua propaggine, il DM, sina una forza
politica volta contro immigrati, migranti e rifugiati. Anche se il partito ha
condotto per anni una campagna d'odio contro i migranti, la famiglia ucraina di Břeclav
il cui figlio è stato ferito, serve ora i suoi interessi, per sfruttare le loro
disgrazie nel fomentare sentimenti anti rom.
Paradossalmente gli estremisti del DM ed i neonazisti hanno chiaramente
espresso la loro opinione sugli stranieri durante la manifestazione di Břeclav.
Nel corteo tornando dalla piazza alla stazione, sono risuonati più volte gli
slogan "La Boemia ai Cechi" e "Nient'altro che la nazione".
Di Fabrizio (del 17/10/2013 @ 09:01:59 in Europa, visitato 2286 volte)
Premessa: la notizia è già vecchia e digerita, l'informazione online ha
tempi spietati.

Parto allora da un mese fa, 18 settembre:
Grecia, vi ricordate? Nella foto c'è tutto e il suo contrario:
maniche corte estive, un trenino per turisti (o per bambini), passanti
indifferenti, una signora grassa, la fisarmonica e... la protagonista di cui non
sappiamo niente.
LA FOTO INDIGNA IL WEB era il commento riportato da tutti i media, che poi
sono gli stessi che quando si parla di cose mooooolto più serie, ripetono che
l'Italia rischia di fare la fine della Grecia. Già, ma forse intendono altro.
INDIGNARSI: so che è un sentimento comune (non azzardatevi a
chiamarci BUONISTI, siamo solo umani). A me successe al tempo della
vicenda di
Natalka: bruciata viva da una molotov a Kosice. Poi, la lunghissima degenza,
la solidarietà che sollevò il suo caso in uno dei paesi più razzisti d'Europa,
solidarietà che fu più forte dei commenti (postumi) sprezzanti e derisori dei
neonazisti, e dei perbenisti che accusarono i genitori di voler speculare su
quanto era successo. Ma quante volte una persona può indignarsi, per quanto
tempo? A ogni cronaca simile mi sento più povero e deprivato, nel senso di
impotente.
Neanche un mese dopo la Grecia,
indignazione, di nuovo. Siamo a Napoli, e suona nella mente un campanello
d'allarme: perché li vicino ci fu il pogrom di Ponticelli, a Torregaveta due ragazzine
rom annegarono nell'indifferenza generale, in città ci fu l'omicidio di
Petru Birladeanu.
Leggo l'articolo e il quadro è diverso dalle cronache passate: la gente del
quartiere ha preso le parti della romnì e del bambino, ha cercato come poteva di
aiutarla.
Lo stesso appare nell'altro video di
Leggo: gente normalissima, che non si pone il problema di essere giudicata
razzista o antirazzista. Poi, torna quel sottile veleno che i giornali sanno
distribuire così bene: "La donna, che probabilmente non è la madre, è
sparita dopo aver strappato di dosso gli abitini bruciati alla piccola."
Cosa si intende con probabilmente non è la madre? La donna è
sparita, come racconta Leggo, o ha ricevuto le prime cure dal benzinaio, come
scrive il Corriere del Mezzogiorno? E, ammesso che abbia importanza, quale paura
può avere una madre rom a Napoli?
Napoli, ma potrebbe essere Grecia, Milano, Parigi o Mosca... Anche con la
gente migliore del mondo, si vive sapendo che essere Rom comporta dei rischi,
magari da parte di qualcuno che non c'è con la testa, e che se ci si trova a
Ponticelli, a Opera, alle Vallette nel momento sbagliato, la pazzia può
diventare collettiva.
Con i bambini, visto che l'infanzia è sacra, che diventano il bersaglio per
misurare il disprezzo etnico. Non solo nei fatti, provatevi a leggere qualche
commento sui forum razzisti, per perdere ogni fiducia nel futuro di questa
umanità.
Oppure no, un po' di fiducia rimane. Qualche anno fa, passai per una
brutta depressione. Non mi guarirono gli psichiatri o altri specialisti. Fu un
campo rom, uno di quelli che sono il simbolo mediatico del degrado. Pieno di
amici che conoscevo da anni e della loro unica ricchezza: un esercito costante
di figli. Giocando con loro, iniziai a migliorare.
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