...parlare di se stessi, ma siate gentili se faccio
un'eccezione. Un invito ai lettori milanesi ad una serata per conoscersi meglio
e sentire buona ed autentica musica
Lunedì 21 giugno 2010, alle ore 21,00, al Circolo ARCI Martiri di Turro
(ingresso gratuito con tessera ARCI), Via Rovetta, 14 a Milano
Incontro dedicato a "MAHALLA - ROM E SINTI DA TUTTO IL MONDO"- il sito web di
informazione sul "popolo del vento", organizzato dall'Associazione La Conta
in collaborazione con Mahalla - Rom e Sinti da tutto il mondo
Il particolare Fabrizio Casavola farà conoscere le storie, i
racconti, le cronache, le testimonianze, i progetti e le iniziative culturali
più significative raccolte nell'ambito del lavoro pluriennale della redazione
del sito. Parteciperanno altresì alla serata Ernesto Rossi, dell'Associazione
Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti e Associazione ApertaMente di
Buccinasco, Erica Rodari, dell'Associazione Punto Rosso ed
altri studiosi e mediatori linguistico-culturali che ci parleranno di alcune
loro esperienze realizzate nel corso del tempo. Concluderà la serata il
bravissimo violinista Rom George Moldoveanu, che eseguirà alcuni dei
brani più belli e significativi tratti dal repertorio violinistico zigano,
capaci di dare emozioni uniche.
GEORGE
MOLDOVEANU E' un bravissimo violinista solista e direttore d’orchestra. Figlio d’arte,
a 15 anni si esibisce nel suo primo concerto pubblico. A 33 anni è già direttore
di un complesso di musica popolare e fino all’ ’89 dirige l’Ansamblul Doina
Doljului di Craiova (Romania), per poi diventare primo violino di uno dei più
importanti complessi romeni, l’Ansamblul Maria Tanase, pluripremiato in numerose
tournées all’estero (Parigi, Atene, Sofia, Il Cairo, ecc.). A Milano dal ’99
George Moldoveanu ha suonato all’ Auditorium del Centro Bonola, a Radio
Popolare, al Palalido (presentato da Gaetano Liguori e complimentato da Dario Fo
e Franca Rame), alle Vie dei Canti, manifestazione promossa da Comune di Milano
e Arci, all’ Università Cattolica, alla Provincia di Cremona, all' Università
Statale di Milano e in varie altre occasioni. George ha al suo attivo uno
spledido cd "Iubire de femeie" 2003, Romania. George suona anche nelle strade e
piazze della nostra città nonché ai matrimoni, nelle feste di compleanno e
popolari, facendo conoscere ed apprezzare lo splendido repertorio violinistico
zigano.
Vi saremo altresì grati se vorrete dare diffusione elettronica all'iniziativa
di cui sopra e/o diffondere la stessa tra le persone che ne possono esservi
interessate. Vi ringraziamo in anticipo.
Di Fabrizio (del 16/08/2005 @ 20:29:23 in Italia, visitato 4664 volte)
Caro Fabrizio, ecco il testo breve, che riguarda però solo la raccolta di firme in corso. Come vedi si basa su una considerazione tanto...semplice, che nessuno la fa: i Rom che sono qui come emigranti, lavorano o cercano comunque di farlo, destreggiandosi a fatica in mezzo a difficoltà enormi, hanno lo stesso interesse dei cittadini dei quartieri in cui vivono a soluzioni civili e ragionevoli per la loro integrazione. Ciao Ernesto Rossi
IL PROGETTO DI TRIBONIANO E’ SBAGLIATO
Il campo è stato aperto il 6 novembre 2001. Il Comune ha commesso errori di comportamento (pubblicità) e di valutazione (sul numero degli aventi diritto), dei quali non ha saputo prendere atto.
Così, nel campo romeno si è creata una situazione d’incontrollato sovraffollamento, che esso non ha saputo gestire, scaricandone la responsabilità su chi gestiva in convenzione, e lasciandolo abbandonato a se stesso senza alcuna assistenza, in condizioni assolutamente vergognose dal punto di vista delle dotazioni più elementari (acqua, luce, servizi igienici, prelievo dei rifiuti) e al solo intervento della polizia.
Ora vuole rifare il campo, commettendo altri errori.
I campi di v. Triboniano sorgono, isolati dall’abitato, in una zona di rispetto cimiteriale, all’ombra –l’unica- d’un traliccio dell’alta tensione, separati da un muro dallo scalo merci ferroviario (altra finezza): li intitoleremo alla Giornata della Memoria.
Insomma, un luogo desolato.
il Comune spenderà 1.050.000 euro (circa 2 miliardi di lire), parte dei quali ottenuti rastrellando gli stanziamenti previsti per tutti gli altri campi comunali, che resteranno privi di ogni intervento.
sarà l’insediamento più grande di tutta la Lombardia: se venisse realizzato, vi abiterebbero 366 persone (321 Romeni e 45 Bosniaci).
E’ un errore grave:
1 si crea una situazione difficilmente gestibile,
2 si ammassano comunità diverse in una delicata coabitazione forzata,
3 si pone una grave ipoteca sui servizi territoriali di un’unica zona di decentramento
Noi chiediamo
1-che il progetto venga sospeso
2-che Comune, Provincia e Regione, in concerto fra loro e in collaborazione con i Rom interessati e la loro Associazione, pensino alla realizzazione di più campi di ridotte dimensioni (per 40-60 persone), adeguatamente attrezzati, in zona e in altre parti della città e dell’hinterland
3-che nel frattempo, e a stagione estiva già iniziata, si provveda ad alcuni interventi urgenti per rendere sopportabile e non pericolosa la sopravvivenza nel campo attuale, quali:
-ritiro frequente e regolare dei rifiuti
-pulizia e disinfezione della strada di accesso
-derattizzazione e disinfestazione delle aree immediatamente vicine
-riattivazione e controllo periodico dei gruppi wc interni al campo
4- che si avviino interventi di animazione per i minori, durante il periodo delle vacanze.
Milano 12 giugno 2005
ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE ROM E SINTI – ONLUS
Di Fabrizio (del 24/04/2008 @ 13:49:27 in Kumpanija, visitato 2813 volte)
COMUNICATO
Come ogni anno, a partire da Carlo Cuomo, di cui ricorre quest’anno il decimo
anniversario della morte, Rom e Sinti, ‘milanesi’ indesiderati, parteciperanno
al corteo del 25 Aprile dietro lo striscione della loro Associazione Aven
Amentza – Unione di Rom e Sinti, con sede nel campo comunale di via
Triboniano.
Il volantino distribuito ricorda, come sempre (siamo un paese di memoria corta,
è bene insistere), le persecuzioni e le stragi nazifasciste contro Rom e Sinti,
e la loro partecipazione alla Lotta di Liberazione, senza conseguenze
liberatorie, a tutt’oggi, dalla guerra del pregiudizio. Essi rimangono in attesa
–vera prova di resistenza!- d’un 25 Aprile, che viene tutti gli anni, ma non per
loro.
Ma il testo denuncia anche l’aggravarsi di atteggiamenti persecutori, in cui si
distinguono nuovi ‘amministratori’, esperti spesso bipartisan nell’eliminazione
(‘solo’ sgomberi, per carità) di problemi e portatori, anzi che nella loro
soluzione: denomadizzare, parola nuova per spregevoli pratiche nazifasciste, che
sembravano consegnate ad una dolente memoria. Berlin ohne Zigeuner, Berlino
senza Zingari, era lo slogan che accompagnò le Olimpiadi del 1936, prima tappa
della strada verso Auschwitz. È la sicurezza, ragazzi. Ma per chi?
Intanto Rom e Sinti cercano di crescer famiglia e lavorare: in nero,
sottopagati, licenziati non appena un indirizzo li denuncia come Zingari. E,
beninteso, nomadi , e pertanto ladri.
Per i Rom, conclude il testo, clandestini sono i diritti.
Un saluto cordiale dal presidente Ernesto Rossi.
70° anniversario del Manifesto della Razza, base per le Leggi razziali,
60° anniversario della Costituzione italiana,
SESSANTATREESIMO 25 APRILE DI LIBERAZIONE
non solo per gli Italiani ma per tutti coloro che qui sono giunti in cerca di
una terra di pace e di lavoro, di democrazia, dove ricostruire la propria vita e
riprogettare il proprio futuro.
se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e
all’occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di
dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, quella delle violenze e
delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.
In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e
Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere
formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in
Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d’importanza
storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una medaglia, in cambio
d’una vita sacrificata. VOGLIAMO DIFENDERNE LA MEMORIA
Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e
vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col
loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed
altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com’è
nella nostra antica cultura. Ecco i nomi degli ignoti partigiani
rom e sinti italiani:
*il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella
Brigata “Osoppo”, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo *Rubino Bonora,
partigiano nella Divisione “Nannetti” in Friuli *Walter Catter, eroe
partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l’11 novembre 1944 *suo cugino
Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell’Imperiese da brigatisti. Il suo
distaccamento ne prese il nome. È decorato al valore. *il sinto piemontese
Amilcare Debar, l’unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano
combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi “Dante Di Nanni”, comandata da Colajanni.
Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.*E molti
altri, ancora più ignoti.
Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per i Rom e i Sinti non è
arrivata la liberazione dal pregiudizio che ha segnato tutta la loro storia. E
ancora oggi li opprime.
Quest’anno è il decimo anniversario della morte di Carlo Cuomo, che dedicò la
sua vita alla lotta per la giustizia e la libertà, mettendo al centro del suo
ultimo impegno i diritti basilari di Rom e Sinti.
Oltre 300 SGOMBERI in pochi anni a Milano e provincia
Questo significa donne e bambini che vagano abbandonati, persa la scuola e ogni
avere; uomini che vanno a lavorare senza una casa in cui fare ritorno, senza
saper dove ricoverare la propria famiglia:
certi amministratori si liberano dei problemi invece di affrontarli e
risolverli: così siamo tutti capaci
senza grandi stipendi. Denomadizzare è il verbo di ultima moda: parole nuove per
idee e pratiche vecchie, spregevoli, inumane, nazifasciste: Berlin ohne Zigeuner,
1936, Olimpiadi di Berlino senza Zingari. Deportati. Così è cominciata la storia
di Auschwitz. Siamo l’unico altro popolo, insieme agli Ebrei, sterminato durante
la Seconda Guerra Mondiale, per la sola colpa di esistere. È un dolore che non
si cancella mai. Ma ritorna più vivo quando vediamo fra voi quelli che
rimpiangono un passato infame. E senza vergogna pregano non si sa quale dio, in
chiese che non li vomitano fuori.
Punire chi commette reati, italiano, rom, sinto, o altro.
Casa, lavoro, scuola, salute, cultura per tutti!
Se un italiano ruba, è un ladro – se un rom ruba, tutti i rom sono
ladri – la sentenza è senza appello.
Non importa se ti alzi alle quattro del mattino per andare in cantiere per 10-12
ore di lavoro in nero, malpagato, senza sapere se tornerai a casa vivo o
storpiato. Costruiamo le vostre case; a noi offrono campi, container e
roulotte. Se no, baracche. O dormitori comunali, per dividere le nostre
famiglie. Per poter fingere e sostenere che siamo nomadi, anche se
abbiamo lasciato in patria le nostre case.
se la legge è uguale per tutti, perché per Rom e Sinti ci
vogliono leggi, regolamenti, patti speciali?
L’Unione Europea è formata da 27 stati e una nazione: questa siamo noi.
(dichiarazione ufficiale del Parlamento dell’Unione Europea)
* *** *
La nostra ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE di ROM E SINTI
è nata quattro anni fa per combattere il pregiudizio, con
l’incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È
un’associazione di Rom, Sinti e non rom (gagè).
La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti, perché oggi, qui,
siamo muti *difendere concretamente i nostri diritti, per consolidare
l’esercizio dei doveri *usare l’associazione come percorso d’integrazione
nell’esercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.
Partecipiamo al progetto europeo di ricerca RomEco; stiamo compiendo una
ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza. Ma
l’iniziativa di gran lunga più scandalosa cui abbiamo dato vita, grazie al
sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l’apertura
(giugno 2005) d’uno sportello sindacale, tuttora attivo, nei campi di via
Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni
lavorative di numerosi Rom, romeni e bosniaci.
SICUREZZA PER TUTTI – LA SICUREZZA È UN BENE COLLETTIVO, NON PRIVATO
Decine di Rom perdono il lavoro perché identificati dall’indirizzo del campo
come Zingari
Venite con noi! Questo significa Aven Amentza in romanès. Chi è interessato ai
nostri progetti e al nostro modo d’agire, può contattarci al telefono sotto
indicato o all’indirizzo meg.rossi@tin.it.
Per i Rom, clandestini sono i diritti
sede legale: Via Triboniano 212 – 20156 Milano (Italia). Tel.
+39.(02).48409114
Di Fabrizio (del 29/09/2010 @ 13:13:00 in media, visitato 3945 volte)
Vi invitiamo a partecipare alla II° edizione della rassegna di film "HO
INCONTRATO ZINGARI FELICI" (Maladilem Bachtale Romenca - da Upre Roma inno
nazionale degli zingari), organizzata dall'Associazione La Conta in
collaborazione con il Circolo ARCI Martiri di Turro, con l'Associazione Aven
Amentza – Unione di Rom e Sinti, con l'Associazione ApertaMente e con
la Redazione di Mahalla – Rom e Sinti da tutto il mondo (...), che ci
sarà, con ingresso gratuito, con tessera Arci, a partire da lunedì 4 ottobre
2010, alle ore 21.00 al Circolo ARCI Martiri di Turro - Via Rovetta 14 a Milano.
PROGRAMMA DELLA RASSEGNA
· Lunedì 4 ottobre 2010 alle 21,00 - "Miracolo alla
Scala" di Claudio Bernieri – Italia - 2009 - Presenta la serata il regista
Claudio Bernieri con la partecipazione di Ernesto Rossi - Associazione "Aven
Amentza – Unione di Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente di Buccinasco" e
Fabrizio Casavola studioso e scrittore di Mahalla - Rom e Sinti da tutto il
mondo – Milano
· Lunedì 25 ottobre 2010 alle 21,00 - "Pretty Diana"
di Boris Mitic – Serbia - 2003 – Presentano la serata Ernesto Rossi -
Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente
di Buccinasco" e Fabrizio Casavola studioso e scrittore di Mahalla - Rom e Sinti
da tutto il mondo – Milano;
· Lunedì 22 novembre 2010 alle 21,00 – "Swing" di
Tony Gatlif - Francia/Giappone - 2002 – Presentano la serata Ernesto Rossi -
Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente
di Buccinasco" e Fabrizio Casavola, studioso e scrittore di Mahalla - Rom e
Sinti da tutto il mondo – Milano
· Lunedì 20 dicembre 2010 alle 21,00 - "Train de Vie"
di Radu Mihaileanu – Francia/Belgio/Romania/Israele/Paesi Bassi - 1998 -
Presentano la serata Ernesto Rossi - Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom
e Sinti" e Associazione "ApertaMente di Buccinasco" e Fabrizio Casavola,
studioso e scrittore di Mahalla - Rom e Sinti da tutto il mondo – Milano
Quattro film ironici e divertenti da non perdere. Quattro storie di rom,
sinti, gitani e nomadi, per conoscere meglio le loro culture, le loro passioni e
le loro condizioni di vita in Europa.
Vi saremo grati se vorrete dare diffusione elettronica all'iniziativa di cui
sopra e/o diffondere la stessa tra le persone che possono esservi interessate.
Vi ringraziamo in anticipo.
MIRACOLO ALLA SCALA di Claudio Bernieri – Italia -
2009 Il film racconta la strada verso l' integrazione nella società milanese di
una bambina rom che sogna di diventare una ballerina della Scala. E' la storia
della vita dei musicisti rom che suonano sui mezzi di trasporto milanesi, ma che
sognano un palcoscenico vero. La musica è la vera "mediatrice culturale" tra una
tradizione e una cultura che appare sempre più come archeologia culturale "pasoliniana",
prima dell'omologazione, e la società moderna, che non sa dialogare con questa
cultura "altra". E' come se il mondo cinematografico di "Accattone" apparisse
alla periferia delle fiction e degli spot pubblicitari.
Il film è interpretato dal musicista rom "Director" Marian Badeanu e dai suoi 2
figli, Loredana e Ciprian, con la partecipazione di decina di suonatori
provenienti dal campo nomadi di via Barzaghi-Triboniano. A mezza strada tra il
documentario-film e un remake di "Miracolo a Milano" di De Sica e Zavattini, è
uno spaccato neorealista della dura vita dei rom milanesi, sempre in bilico tra
integrazione e marginalità sociale.
Tutto incomincia quando il preside della scuola frequentata dai bambini zingari
milanesi si accorge che una di loro, Loredana, ha ambizioni artistiche e sogna
la Scala: Loredana racconta nel suo diario le vicende del campo.
Durate tre anni, le riprese hanno coinvolto trecento attori non professionisti
che vivono - o vivevano - nel campo nomadi di via Barzaghi-Trimboniano a Milano.
PRETTY DIANA di Boris Mitic – Serbia - 2003 Nel bel mezzo di un quartiere dormitorio c'è un'enorme, dimenticata chiesa
ortodossa in costruzione. La chiesa si affaccia, dall'autostrada, su di un campo
di zingari fuggiti dalla guerra in Kosovo. Degli strani veicoli entrano ed
escono dall'accampamento… Niente a che vedere con la mano di Dio, si tratta di
pura magia gitana che mostra un eclatante esempio di attivismo sostenibile.
Considerate solitamente come un prestigioso oggetto da collezionisti, le
classiche automobili Citroën vengono qui trasformate in futuristiche macchine
ecologiche alla Mad Max. Tutto tranne il motore viene rimosso dallo chassis, un
improvvisato cassone sul retro, e il resto dipinto con colori splendenti e
decorato con buffi gadgets … Così bello, che anche i bambini piccoli vogliono
guidare. Uno sguardo intimo osserva quattro famiglie rom da una "favela" di
Belgrado che si guadagnano da vivere vendendo cartoni e bottiglie che raccolgono
con le loro "risorte" Dyane. Questi moderni cavalli sono più efficaci dei
carrelli, ma cosa più importante – sono sinonimo di libertà, speranza e stile
per i loro proprietari artigiani … Perfino le batterie della macchina sono usate
come generatori di energia per avere luce, guardare la TV e ricaricare i
cellulari! Praticamente il sogno di un alchimista …Ma la polizia non sempre
trova divertenti questi strani veicoli…"
"Pretty Dyana" ha partecipato a numerosissimi festival tra i quali si ricordano:
Amsterdam (IDFA), Goteborg Film Festival, Belgrade Doc&Short Film Fest,
Documenta Madrid, RomaDocFest (audience award), Sarajevo Film Festival (human
rights award), Dokufest Prizren (best documentary), Cinemambiente Torino, Berlin
Europe in Motion, Zagreb Human Rights Film Festival, World Social Forum Porto
Alegre, Bilan du cinéma ethnographique Paris, Mar del Plata Film Festival,
Encuentros del Otro Cine Ecuador, Fajr Film Festival Teheran, Wiesbaden Go East
Film Festival, Riddu Riddu Film Festival Tromso Norway.
SWING di Tony Gatlif – Francia/Giappone - 2002 Un viaggio nel mondo degli zingari e della loro musica. Max, un ragazzino di
dieci anni, scopre di avere una passione per il jazz manouche, una musica nata
dalla fusione del jazz anni Trenta e la tradizione gitana. In vacanza con la
nonna, Max si reca nei quartieri degli zingari per comprare una chitarra.
Conoscerà Miraldo che gli insegnerà a suonare e a comprendere la cultura
manouche e si innamorerà di Swing, una ragazzina della sua età.
Se forse ama troppo il mondo che racconta, Gatlif lo conosce però assai bene, e
non scivola mai nel folklore. Nel ruolo di Miraldo c'è Tchavolo Schmitt,
leggendario chitarrista gitano che interpreta quasi se stesso; il film, a
tratti, diviene anche un rispettoso documentario su di lui.
TRAIN DE VIE di Radu Mihaileanu –
Francia/Belgio/Romania/Israele/Paesi Bassi – 1998 Una sera del 1941 Schlomo, chiamato da tutti il matto, irrompe allarmato in
un piccolo villaggio ebreo della Romania: i nazisti, fa sapere, stanno
deportando tutti gli abitanti ebrei dei paesi vicini e fra poco toccherà anche a
loro. Durante il consiglio dei saggi, che subito si riunisce, Schlomo tira fuori
una proposta un po' bizzarra che però alla fine viene accolta: per sfuggire ai
tedeschi, tutti gli abitanti organizzeranno un falso treno di deportazione,
ricoprendo tutti i ruoli necessari, gli ebrei fatti prigionieri, i macchinisti,
e anche i nazisti in divisa, sia ufficiali che soldati. Così riusciranno a
passare il confine, ad entrare in Ucraina, poi in Russia per arrivare infine in
Palestina, a casa. Il folle progetto viene messo in atto, il treno parte tra
speranza e paura. Gli inconvenienti non mancano, e non sono solo quelli che
arrivano da fuori (i controlli alle stazioni) ma, inaspettatamente, anche
dall'interno del gruppo: Mordechai, falso ufficiale nazista, comincia a dare
ordini sul serio, e, all'opposto, il giovane Yossi abbraccia l'ideologia
comunista, proclama che la religione è morta e instaura nei vagoni le cellule
marxiste-leniniste. A un certo punto vengono fermati da un altro treno, che però
risulta pieno di zingari che avevano escogitato lo stesso stratagemma. Procedono
allora tutti insieme, fino all'arrivo sulla linea di confine con le bombe che
sparano dalle parti opposte. Ormai possono considerarsi salvi. Come già
all'inizio, appare in primo piano il viso del matto, che informa sui successivi
destini di alcuni dei protagonisti, tutti viventi tra Russia, Palestina,
America. Ma poi l'immagine si allarga e il viso di Schlomo, il matto, guarda da
dietro un reticolo di filo spinato. Sullo sfondo, la lugubre sagoma di un campo
di concentramento.
Di Fabrizio (del 27/10/2010 @ 13:12:41 in Italia, visitato 2092 volte)
Rom a Milano: per risolvere i problemi occorre la forza della ragione non
la propaganda
Da settimane stiamo assistendo a Milano a uno spettacolo poco edificante sulla
vicenda del campo rom di via Triboniano, campo regolare che in passato era stato
indicato spesso come "modello".
Ora si dice che quel campo va abbattuto per un problema di viabilità dell'Expo.
Si è così aperto un confronto che ha definito una varietà di strumenti per
dare un'alternativa agli sfollati, tra i quali l'assegnazione di alcuni alloggi
pubblici non abitabili e da ristrutturare con i soldi del "fondo Maroni", da
affidarsi al privato sociale che li assegnerà alle famiglie interessate.
Una soluzione, pur parziale, di buon senso si era dunque profilata. Se non fosse
che la Lega, con una posizione ideologica e propagandistica, ha bloccato
l'Amministrazione Comunale, la quale invece si era già impegnata con le famiglie
rom e le organizzazioni del terzo settore , firmando accordi per l'assegnazione
degli alloggi.
Questa situazione di blocco − a nostro avviso irresponsabile − sta però
generando un clima di insicurezza sul futuro di molte famiglie, che a oggi non
hanno nessuna prospettiva al di fuori del più volte annunciato sgombero del
campo di Triboniano. La situazione è senz'altro aggravata dal fatto che sono
diversi i campi regolari che l'amministrazione ha dichiarato di voler chiudere
in tempi brevi.
Crediamo che questi prossimi giorni debbano vedere l'Amministrazione Comunale
produrre proposte alternative al campo per tutte le famiglie regolarmente
residenti, e chiediamo che si eviti in tutti i modi il ricorso alla forza, che
sarebbe ingiustificato e intollerabile.
Con questo presidio chiediamo a tutti i cittadini, oltre che alle forze
politiche e sociali, di mandare un segnale chiaro all'Amministrazione Comunale:
si usi la ragione per risolvere i problemi e si abbandoni la disumana politica
degli sgomberi senza soluzioni alternative. Non può passare sotto silenzio
l'importante risoluzione che il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha
preso il 21 ottobre 2010 (CM/ResChS(2010)8) all'unanimità contro l'Italia,
richiamando con forza lo stato italiano, a tutti i livelli, a garantire anche
per i rom i diritti all'abitazione sanciti nella Carta Sociale Europea.
La Camera del Lavoro di Milano, Arci Milano, Gruppo Abele Milano,
Associazione Rom e Sinti insieme, Aven Amentza, UPRE Roma
Di Fabrizio (del 30/06/2008 @ 12:05:15 in Italia, visitato 2972 volte)
SABATO 5 LUGLIO - DALLE 15:00 ALLE 19:00
in largo Cairoli, a Milano
Siamo donne e uomini, cittadini italiani e cittadini stranieri che hanno deciso
di essere in piazza insieme per offrire alla nostra città una occasione di
festa, di riflessione e di conoscenza reciproca.
Con tante voci vogliamo rompere il silenzio pesante che da troppo tempo incombe
a Milano su episodi drammatici che per decisioni del Governo ricadono su
individui e comunità che nelle nostre città hanno radicato le loro speranze di
una vita migliore.
Retate sui mezzi pubblici, ronde notturne, espulsione dagli alloggi, campagne
contro le moschee, sgomberi violenti, schedature etniche di Rom e Sinti: sono
solo alcuni esempi di un crescendo impressionante che vede misure legislative e
scelte governative che vogliono l'esercito nelle strade, la reclusione nei Cpt
fino a 18 mesi e la criminalizzazione degli irregolari.
Eppure nella nostra città la società multietnica è ormai una realtà: italiani o
stranieri, cristiani, musulmani o non credenti, viviamo tutti qui, frequentiamo
le stesse scuole, lavoriamo fianco a fianco e facciamo tutti la stessa fatica
per tirare a fine mese.
Siamo consapevoli che Milano, come molte altre città, è attraversata da
manifestazioni sempre più evidenti di disgregazione sociale che colpiscono
soprattutto i quartieri periferici, ma proprio perché viviamo in questa città e
ne conosciamo i problemi, siamo convinti che per farvi fronte, legalità e
sicurezza non possono essere interpretate solo come controllo e repressione.
La sicurezza va intesa come un sistema di garanzie per difendere i diritti
umani: il diritto alla salute, all'educazione, al lavoro, alla casa, alla
libertà di espressione.
La sfida è mettere in campo politiche urbane, abitative, sociali, culturali in
grado di produrre solidarietà, partecipazione e rispetto dei diritti, attraverso
percorsi democratici e condivisi.
Ci sono molti amministratori, forze politiche e mezzi di comunicazione che oggi
continuano a seminare ostilità e conflitti, indicando negli stranieri e nei
poveri il capro espiatorio per tutti i problemi sociali, economici e urbani che
determinano la condizione precaria di ognuno di noi, gettando un'ombra
inquietante sul presente e sul futuro della nostra comunità.
Una società che imbocca la strada della xenofobia e del razzismo diventerà
sempre più insicura e invivibile, perché la sicurezza non può nascere
dall'emarginazione, ma dall'accoglienza e dal riconoscimento dei diritti di
tutti sulla base di valori irrinunciabili:
- i principi di uguaglianza, di rispetto delle diversità e di giustizia sociale,
presenti nella Costituzione italiana, devono vivere concretamente nelle
politiche e nelle azioni amministrative.
- non si possono imporre regole speciali che violino il principio
dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi.
È necessario che si levino mille e mille voci per chiedere:
- abolizione della legge Bossi - Fini perché costringe alla clandestinità
- regolarizzazione di tutti coloro che lavorano e vivono in Italia
- tempi certi e rapidi per il rilascio dei documenti senza tassazione e con
trasferimento delle competenze agli enti locali
- introduzione di una legge organica per i richiedenti asilo politico e
umanitario
- superamento di forme abitative ghettizzanti e su base etnica (i cosiddetti
"campi nomadi"), garanzia di condizioni abitative dignitose e non discriminanti.
- no al pacchetto sicurezza
- no al reato di immigrazione clandestina
- chiusura dei CPT no alla schedatura etnica
per questi motivi vi invitiamo ad essere presenti
SABATO 5 LUGLIO - DALLE 15:00 ALLE 19:00
in largo Cairoli, a Milano
durante il pomeriggio sono previsti interventi e spettacoli
di Djiana Pavlovic, Mohamed Ba, Tommaso Vitale
promuovono: Arci, Camera del lavoro di Milano, Centro delle Culture, ass.
Dimensioni diverse, ass. Punto Rosso, SdL Intercategoriale, Mosaico
interculturale, ASMP, ass. Arci Todo Cambia, ass. Arci Zagridi, Comitato
"Movimento Pais", Federacion ecuatoriana de Asociaciones, Scuole senza permesso,
Circolo Arci "Blob", Associazione Antirazzista 3 Febbraio
partecipano inoltre: Partito Umanista; Ernesto Rossi pres. ass. Aven Amentza;
Sinistra critica,
Di Fabrizio (del 14/03/2006 @ 12:02:26 in Italia, visitato 3274 volte)
E' di tre giorni fa, lo ripubblico ora prima che sulla vicenda cali il silenzio:
Il Comune di Milano sta approntando, con ampio ritardo, la cosiddetta messa in sicurezza del campo comunale per Rom in via Triboniano 210-212, costituito il 6 nov. 2001 e subito uscito… di sicurezza, per un’improvvido squillo di trombe mediatiche che lo trasformò in un punto di raccolta di Rom da tutt’Italia, con la conseguente drammatica condizione d’ingovernabilità –sia da parte dei capi famiglia, che delle autorità municipali- che è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere, invece di fare propaganda. Il fuoco di mercoledì sera ha dato una mano, senza troppo distinguere fra regolari ed irregolari, come d’altronde fanno le autorità degli sgomberi.
* Il giorno dopo il disastro la polizia era già all’opera per l’ennesima conta e così 10-15 persone sono state portate via con un pulmino dalle macerie ancora fumanti e dalle famiglie. Il progetto deliberato in Giunta prevedeva che l’insediamento sarebbe stato diviso in quattro settori. Gli abitanti di ognuno di questi settori sarebbero stati trasferiti in successione nel prato antistante, per consentire l’esecuzione dei lavori; quindi, gli aventi diritto (a giudizio insindacabile del Comune e con l’assistenza del servizio sociale, affidato alla Questura) avrebbero potuto poi prendere possesso dei containers messi a disposizione dal progetto (costo 1.050.000 €).
* Non stiamo qui a sottilizzare su altri aspetti, quali la realizzazione, nonostante l’ostilità degl’interessati e degli altri abitanti del quartiere, d’un insediamento di 300 persone, in area di rispetto cimiteriale, nella zona 8 del Decentramento, già carica di analoghe presenze, con conseguenze a ricaduta sull’uso di servizi pubblici (scuola, sanità, trasporti…).
* Contrariamente al previsto, si è cominciato dai Rom bosniaci, una famiglia allargata di 50 persone. Essi hanno assistito, dal fango del prato, in cui hanno trascorso questi mesi di pioggia e gelo, alle varie fasi dei lavori e, con grande sconcerto, a quella che ha portato all’installazione dei containers. Infatti, mentre la gru li sollevava per collocarli sul terreno, hanno potuto constatare che essi erano ampiamente danneggiati nella parte sottostante. Alcuni lo sono anche nell’interno e nel soffitto. Insomma, ci piove. Uno dovrà essere sostituito, perché i suoi allacciamenti non corrispondono a quelli che l’impresa ha realizzato nel terreno.
*Ci chiediamo se questi scatoloni, ammassati a due metri l’uno dall’altro, abbiano veramente un costo tale da corrispondere a quello previsto in delibera, dove peraltro non si parla di materiali di recupero. Su ognuno di essi, infatti, una targhetta metallica recita: Commissario del Governatorato del Friuli. Ditta Autocar Nuova di Battistini Ezio. Cesena. Contr. N° 301. 9.7.1992. Riparato 11.2.1993.
*I Rom romeni, autentici emigranti, a poco tempo dal preannunciato inizio (?) dei lavori, ancora non sanno con che criterio saranno scelti gl’inquilini e gli espulsi, col solito probabilissimo esito di famiglie spezzate, di bambini tolti dalla scuola, di lavoro faticosamente trovato e subito perso. Insomma una nuova Capo Rizzuto.
*Non ci rimane che ricordare che dentro quelle scatole vivranno delle persone, che verranno a rilassarsi, tornando dal lavoro in cantiere, dei bambini ci ritorneranno da scuola e ci faranno i compiti, ecc. Una ‘corea’, come si diceva una volta, parlando di emigranti nostri. In fondo, ci pare un bel segnale d’integrazione e di cittadinanza, se degli zingari potranno, finalmente, vivere come i nostri terremotati. Ma, se scoppiasse un incendio, nel NUOVO CAMPO messo in sicurezza (ma con le bombole), che accadrebbe fra questi containers ammucchiati?
il Presidente, Laurenţiu Sandu il vicepresidente Ernesto Rossi
Milano 10 marzo 2006
Per informazioni ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE ROM E SINTI – ONLUS Via Triboniano 212 – 20156 Milano (Italia). Tellefono +39.(02).48409114 Provincia di Milano, Via Pancrazi 10 –20145 Milano. Tel. +39.(02).7740.4489 – fax 7740.4490
Di Fabrizio (del 21/03/2006 @ 11:48:25 in casa, visitato 3495 volte)
Mangiatoia anche al campo di via Triboniano?
Ci sono lavori in corso, ne parlava un recente comunicato di Aven Amentza: ... si è cominciato dai Rom bosniaci, una famiglia allargata di 50 persone. Essi hanno assistito, dal fango del prato, in cui hanno trascorso questi mesi di pioggia e gelo, alle varie fasi dei lavori e, con grande sconcerto, a quella che ha portato all’installazione dei containers...
Il recente incendio ha provocato nel settore dei Rom rumeni un gran rimescolamento, se il campo era prima un labirinto inestricabile, ora la situazione è persino peggiorata: come ricordava una recente denuncia: Non corrisponde al vero anzi, è una palese e sfacciata menzogna, che vi fosse la possibilità di accogliere quanti si fossero rivolti per chiedere un riparo. [...] Solo 7 o 8 persone, compresi alcuni bambini, hanno potuto occupare un letto in camerata. Nel settore dei Khorakhané (Bosniaci) quanto scritto un mese fa è praticamente uguale. Davanti a un camper, fa bella mostra uno scaramantico estintore. Il ragazzo che voleva fare il cuoco, ha cambiato idea e pensa ad un futuro da elettrauto. Nonostante i rivolgimenti, lo sportello sindacale continua sotto i miei occhi.
Sono gli stessi Rom, con i volontari di Aven Amenza, che mi accompagnano nel cantiere dove si sta costruendo il loro nuovo campo. Subito prima dell'ingresso, due segnali forti e di segno opposto:
tre famiglie si sono accampate accanto al muro di cinta esterno. Le loro roulottes sono bruciate nell'incendio dell'otto marzo e da allora vivono in tenda. Avevano perso tutto e un negoziante lì vicino ha dato loro tre tende nuove, per 18 euro. Non so se questo negoziante posso chiamarlo benefattore, o soltanto una persona onesta.
questo cartello fa bella mostra di sé:
Comune di Milano Lavori di messa in sicurezza e adeguamento igienico sanitario campo nomadi - 2° intervento - campo nomadi di via Triboniano
Importo progetto
Euro
1.000.000,00
Importo base d'asta
Euro
749.662,51
Oneri per la sicurezza
Euro
42.237,83
Importo del contratto
Euro
611.349,78
Inizio lavori
29/08/05
Fine lavori
28/08/06
Sospensione lavori
dal 30 /08/05 al 14/09/06
Gara in data 15/04/05
Euro 611.349,78. Gara al ribasso del 18,45%
Preciso di non avere competenze in materia, ma che mi sfugge la logica di come sono stati spesi un miliardo e due del vecchio cono.
I 50 Khorakhané sono accampati da questo inverno in una spianata, attrezzata di 6 bagni chimici (tutti funzionanti per fortuna). Al cantiere lavorano 5 operai. Il nuovo campo è un rettangolo di circa 20/25 metri per lato, con una gettata di cemento e una rotonda. Al centro è stata ricavata una strada vagamente circolare, con in mezzo una fontanella comune. Nella rotonda forse potrebbe manovrare un Ape piaggio, non di più.
Il resto dello spazio è occupato dal blocco dei bagni e da 6 container, staccati di un paio di metri (e anche meno) l'uno dall'altro. Se per caso dovesse scoppiare un incendio, diventerebbero una trappola micidiale.
I 6 container. ...mentre la gru li sollevava per collocarli sul terreno, hanno potuto constatare che essi erano ampiamente danneggiati nella parte sottostante. Alcuni lo sono anche nell’interno e nel soffitto. Insomma, ci piove. Uno dovrà essere sostituito, perché i suoi allacciamenti non corrispondono a quelli che l’impresa ha realizzato nel terreno. (op. cit.)
Controllo le targhette su ogni container: provenienza Commissariato del Friuli, costruiti nel 1992, ultima revisione nel 1993.
OK, ho fatto una rapida ricerca. Container simili, ma nuovi li vendono proprio in via Triboniano (hanno persino un sito web, cercatelo con google) i costi variano tra 1.400 e 5.800 euro l'uno a seconda del modello. Rimane da capire dove siano spariti gli altri soldi da quest'estate: tra bagni chimici, una passata di ruspa e una gettata di cemento.
Di Fabrizio (del 09/10/2008 @ 10:30:54 in Kumpanija, visitato 2370 volte)
Ricevo da Ernesto Rossi
Nella serata di martedì 7 ottobre è morta Mariella.
Mariella Fracasso: raramente un cognome è stato così antagonista d’un carattere:
Mariella era una persona ad alta resistenza e di grande positiva caparbietà,
quell’ostinazione che nasce dalla convinzione più intima, quanto era estranea
allo stile di coloro che parlano sempre a voce alta, che siedono sempre in prima
fila.
Sabato mattina, tre giorni prima, era intervenuta all’incontro promosso a
Palazzo Marino per ricordare Carlo Cuomo nel decennale della sua morte. Con
Carlo Mariella aveva lavorato negli anni in cui fu assessore a quella che allora
si chiamava Assistenza, e che lui trasformò, con l’impegno appassionato di
persone come Mariella, in un vero servizio a difesa dei diritti della persona. E
al quale sottrasse la gestione dei nidi per l’infanzia, ritenendo che dovessero
appartenere ad un percorso dell’educazione.
Il carattere e l’intelligenza di Mariella erano fatti per queste battaglie.
E anche per altre, perché quando sabato ha voluto presentarsi per parlare
di Carlo, lo ha fatto certo per un moto di affetto, per ricordare quei percorsi;
ma lo ha anche fatto con uno sforzo umano straordinario.
Perché da tempo era stata assalita da un male che, come si dice, non perdona:
ma lei glielo ha impedito più a lungo che ha potuto.
C’è un altro motivo per cui, nel dolore di questi giorni, penso a Mariella, ed è
il sostegno che da subito ha dato, con la tanta generosità di cui era capace,
alla nascita dell’Associazione Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti. Di questa
avrebbe voluto essere socia fondatrice, insieme al marito Antonio (ricordo le
riunioni nel giardino della loro bella casa). Ma l’imminenza delle elezioni per
la Provincia e la prospettiva dell’incarico direttivo che poi ebbe, la fecero
rinunciare.
Ecco la persona che abbiamo perduto, i Rom e i Sinti, i tanti altri sfortunati
della società, cui si dedicava, l’associazione, gli amici. E una Milano civile,
accogliente e appassionata, che continua a resistere, ma vivendo tempi
difficili.
Di Fabrizio (del 11/12/2006 @ 10:27:59 in Italia, visitato 2144 volte)
CIPESAVEN AMENTZASINISTRAROSSOVERDE
GIOVEDI 14
DICEMBRE ORE 20,30
c/o ARCI
BELLEZZA Via Bellezza n. 16/a
PRESENTAZIONE DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
“CARLO CUOMO”
SULL’OLOCAUSTO E
LA RESISTENZA IN EUROPA DEI ROM E SINTI
SERATA DEDICATA
A CARLO CUOMO
PRESENTAZIONE DEL CENTRO A LUI INTITOLATO,
DI DOCUMENTAZIONE SUL PORRAJMOS/SAMUDARIPEN E SULLA PARTECIPAZIONE DI ROM E
SINTI ALLA RESISTENZA IN EUROPA
IL MATERIALE E' ATTUALMENTE COSTITUITO DAI
DOCUMENTI, IN GRAN PARTE INEDITI, EMERSI DALLA RICERCA AVVIATA, QUASI UN ANNO
FA, DALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE, E TUTTORA IN CORSO.
AD ESSO CONTIAMO DI AGGIUNGERE SCRITTI E DOCUMENTI DI CARLO RIGUARDANTI ROM E
SINTI.
Presentano:
Mario ABBIEZZI
CIPES
Ernesto ROSSI
Aven Amentza
Gianfranco PAGLIARULO
SinistraRossoverde Lombardia
Giancarlo MIGLIAVACCA
ARCI
Umberto BLASIMME
ANPI Provinciale
intervengono
Francesca CORSO
Assessora Provinciale Milano
Un esponente del CEDEC
(Centro di documentazione ebraica)
Gianfranco MARIS
ANED
durante la serata saranno consultabili mostre
fotografiche e verranno proiettati filmati
verranno esposti i registri tradotti dei campi di
sterminio di Auschwitz-Birkenau e Gries-Bozen
La serata
sarà conclusa con canti della Resistenza
CON NOI NON SI PARLA credo sia il centro di questa nuova edizione 2007 del volantino che Aven Amentza ha distribuito al corteo milanese del 25 Aprile di quest’anno. Ma, purtroppo, anche di una più generale situazione dei rapporti che in Italia NON s’intrattengono con Rom e Sinti: con loro non si parla!.
Specialmente da parte delle pubbliche autorità. Fanno eccezione, speriamo duratura, quanto coraggioso ne è stato l’inizio, la storica visita del ministro Amato, lo scorso ferragosto, in un campo rom (scusate l’inevitabile bisticcio di parole, che tanto nessuno lo capisce) di Roma: non per sgomberare o arrestare, che un ministro non si scomoderebbe, ma per "vedere", e –appunto- parlare. E l’inserimento di Bruno Morelli, colto, e laureato perfino, Rom abruzzese, nel Comitato nazionale contro il razzismo e l’antisemitismo (verrà poi, speriamo, anche l’antiziganismo). E il progetto di legge in costruzione per la tutela delle popolazioni rom e sinte, a recuperare la vergognosa esclusione per alzata di mano dalla legge (brutta e inefficace) di tutela delle minoranze (?) del 1999. A queste cose risponde la costituzione del Coordinamento Nazionale Rom e Sinti, che ha preso vita a Mantova nei mesi scorsi. Così gl’interlocutori, finalmente, ci sono: e si parlino, finalmente.
Quest’anno la partecipazione di Rom e Sinti alla manifestazione è stata per la prima volta, verrebbe da dire, massiccia: cinquanta o sessanta i presenti –uomini, donne, giovani- provenienti da diversi ‘campi’, abruzzesi (Zama) e romeni (San Dionigi, Triboniano) e bosniaci (Triboniano): una festa nella festa. Con musicisti e balli improvvisati.
È il frutto di un lungo lavoro di anni, di Opera Nomadi nel passato, di Aven Amentza nel periodo più recente, ma anche della nascita di una sorta di coordinamento, partito dalla Lista Dario Fo delle ultime elezioni municipali milanesi. Ma soprattutto dell’impegno di due donne, Dijana Pavlovic, romnì serba, attrice di teatro e rom cabaret, già candidata della stessa lista nelle stesse elezioni, e di Lavinia (faccio i cognomi solo se autorizzato), mediatrice culturale romena, che hanno saputo parlare e spiegare e convincere.
Nulla di scontato: come far intendere a Rom e Sinti italiani, sempre da tutto esclusi, che il 25 Aprile li riguarda, e a romeni e bosniaci che il 25 Aprile è una festa di popolo in cui tutti possono parlare del passato e del presente? e presentarsi senza timore, anche se tra la sorpresa dei moltissimi che non sanno, ma sono indotti a giudicare dal pregiudizio.
Si dice da noi ‘se son rose, fioriranno’. Nonostante la strana primavera di quest’anno, o proprio per questo, conviene sperare.
26 aprile 2007 Ernesto Rossi, per l’associazione Aven Amentza – Unione Rom e Sinti
Di Fabrizio (del 24/04/2006 @ 10:23:48 in Italia, visitato 2264 volte)
Per iniziare, il comunicato di Aven Amentza:
61° anniversario della Liberazione d’Italia
noi Rom e Sinti, italiani e immigrati, aspettiamo la democrazia
cioè la liberazione dalla guerra dell’oppressione e del pregiudizio
che già portò alle persecuzioni e stragi nazifasciste (ben oltre 600.000 morti)
e che oggi ci costringe a nascondere la nostra identità nazionale per poter vivere e lavorare in pace
se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.
In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d’importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una decorazione, in cambio d’una vita sacrificata.
Ma di ogni cosa positiva che viene dal nostro piccolo popolo pacifico (violenze, guerre, stragi, distruzioni le abbiamo solo subite, mai compiute) volutamente si perde notizia. I nostri grandi –uomini e donne- sono nascosti e dimenticati o ne viene taciuta l’appartenenza.
Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com’è nella nostra antica cultura. Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
il rom istrianoGiuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata “Osoppo”, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo
Rubino Bonora, partigiano nella Divisione “Nannetti” in Friuli
Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l’11 novembre 1944
suo cuginoGiuseppe Catter, fucilato ventenne nell’Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. Decorato al valore.
il sinto piemonteseAmilcare Debar, l’unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi “Dante Di Nanni”, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.
Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per la loro gente non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che, a causa di una profonda diversità culturale, ha segnato tutta la loro storia.
ROM E SINTI ASPETTANO IL LORO 25 APRILE
AVEN AMENTZA = VENITE CON NOI
Il tema dei Rom e Sinti non potrà non riguardare la nuova amministrazione: ESSA DOVRÀ DIALOGARE CON NOI. Sarà necessaria un’attenzione alle culture altre e alla volontà d’inserimento delle persone, che non sia continuamente penalizzata da una visione ostile e da ostacoli burocratici. La questione riguarda, a Milano, circa 3000 persone, metà delle quali cittadini italiani. Chiediamo di cessare gli sgomberi e di avviare il superamento della politica –solo italiana- dei campi: siamo ‘nomadi’ solo nel pregiudizio razzista degl’ignoranti.
ESSERE ROM E SINTI NON È UN DELITTO. SIAMO UOMINI E DONNE COME GLI ALTRI. LAVORIAMO, MA DOBBIAMO NASCONDERCI PER NON ESSERE LICENZIATI …PERCHÈ SIAMO ROM E SINTI.
Questo è il nostro 25 aprile nell’ Italia democratica?
In Italia Rom e Sinti sono circa 130.000, per metà cittadini italiani, sedentarizzati, o seminomadi per motivi di lavoro (giostre, circhi, piccolo commercio), o “nomadi” solo perché costretti dai continui sgomberi. Sono lo 0,2 per mille della popolazione: uno ogni mille abitanti. Il livello di scolarizzazione è bassissimo, la speranza di vita da Terzo Mondo, le occasioni d’inserimento poche. L’altra metà proviene dai paesi della Grande Jugoslavia e dalla Romania. Là e in altri paesi la loro condizione può essere anche diversa: vi sono ingegneri e domestiche, professori e giudici, artisti e vigili urbani, operai e impiegati, deputati ai parlamenti nazionali. Un gitano spagnolo è stato deputato al Parlamento europeo ed oggi vi sono due deputate ‘Zingare’ ungheresi.
L’Unione Europea è formata da 25 stati e una nazione: questa siamo noi.
L’ ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE ROM E SINTI –ONLUS
È nata due anni fa per combattere il pregiudizio, con l’incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un’associazione di Rom, Sinti e non rom (gagè).
La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti *difendere concretamente i nostri diritti, per poi consolidare anche l’esercizio dei doveri *usare l’associazione come percorso d’integrazione nell’esercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.
Partecipiamo al progetto europeo di ricerca RomEco; in giugno siamo presenti alla Festa del quartiere in cui si trovano i campi di via Triboniano; abbiamo avviato una ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza; stiamo costituendo una cooperativa di donne rom (Progetto Equal); nella sede ottenuta dalla Provincia di Milano costituiremo un centro di documentazione su Rom e Sinti. Ma l’iniziativa di gran lunga più ‘scandalosa’ cui abbiamo dato vita, grazie al sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l’apertura (giugno 2005) d’uno sportello sindacale,tuttora attivo,nei campi di via Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni lavorative di numerosi Rom, soprattutto romeni e bosniaci.
VENITE A LAVORARE CON NOI! Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d’agire, può contattarci al telefono sotto indicato o agli indirizzi meg.rossi@tin.it, cipes.lomb@fastwebnet.it.
Per i Rom, clandestini sono i diritti
sede legale: Via Triboniano 212 – 20156 Milano (Italia). Tel. +39.(02).48409114
sede operativa: Provincia di Milano, via P. Pancrazi 10 – 20145 Milano. Tel. +39.(02).7740.4489 – fax 7740.4490
Costituita il 18 luglio 2004, registrata a Milano il 22 novembre 2004 , n° 104485 serie 3. Codice fiscale 97389270154
Stampato in proprio 25.4.2006
I Rom di Milano sfileranno al corteo di domani, in partenza alle 14.45 da Porta Venezia. Veniteci a salutare
(chi avesse altre segnalazioni da fare, può postarle nell'AGENDA)
Di Fabrizio (del 23/02/2006 @ 10:02:09 in lavoro, visitato 7140 volte)
Sabato pomeriggio. Un’altra volta nella “terra di nessuno” che è il campo di via Triboniano. Oggi se possibile è ancora più desolante delle altre volte. Nella zona dove sono i Khorakhané i lavori sono in corso da più di quattro mesi, e il “campo” non è niente di più che una distesa piatta di fango, con tre bagni chimici (ammesso che siano tutti funzionanti) e una decina di roulottes. Nient’altro. Eppure, conosco molte facce, sono a Milano da almeno 15 anni (25 anni, mi dicono; i giovani sono tutti nati in Italia), sono in regola con i documenti e si trovano nella stessa situazione di chi sia appena arrivato in città.
Per giunta, piove e fa freddo, ci stiamo riparando sotto il portellone di un furgone giallo.
Riparandoci come si può, sono in compagnia di Ernesto Rossi di Aven Amentza e di Giovanni Fugazza, funzionario sindacale della FILLEA-CGIL. Il tettuccio giallo è lo stato dell’arte di un esperienza unica: uno SPORTELLO SINDACALE all’interno di un campo sosta. Giovanni e un ragazzo guardano un libro con l’elenco dei corsi professionali, il ragazzo è tentato dalla carriera di cuoco. Tiene il libro con sé, per studiarlo meglio. Dietro di lui, la solita processione di gente carica di domande.
Più tardi in un bar, Giovanni mi spiega meglio cosa sta succedendo:
Da quanto esiste questo sportello e com’è nato?
E’ funzionante dalla fine di aprile 2005. Lo scopo di Aven Amentza, già al momento della sua fondazione, era di occuparsi anche dei problemi del lavoro della comunità. Già a maggio 2004, quando l’associazione non era ancora nata, c’erano stati incontri in Camera del Lavoro tra Corrado Mandreoli (responsabile delle politiche sociali) e alcuni tra i futuri soci. In realtà era stato pensato come un’assemblea, in cui CdL avrebbe parlato del suo appoggio ad Aven Amentza e dei problemi del lavoro in cantiere (retribuzioni, sicurezza, incidenti, ecc.).
Diciamo che c’era interesse reciproco, ma mancava la fase operativa vera e propria.
Alla festa di Liberazione del luglio 2004, c’era uno stand che riuniva varie associazioni. Io rappresentavo lo Spazio Giovani Autogestito di Arese, poco distanti erano presenti Ernesto, Mario Abbiezzi e alcuni Rom del campo. Si è cominciato a parlare assieme, io che ero già funzionario sindacale ero molto interessato a quello che mi raccontavano del loro mondo del lavoro.
Si è discusso e ci siamo conosciuti meglio, così ho deciso di passare una giornata al loro campo. Mi ha accompagnato Marco Di Girolamo, il mio segretario responsabile, che ancora meno di me conosceva questa realtà ed è rimasto segnato da ciò che ha visto.
Ci siamo consultati coi soci dell’associazione e i capifamiglia, lì ho proposto di occuparmi io direttamente di uno sportello sindacale, aperto al campo di sabato.
Qualcuno del campo aveva già avuto esperienze sindacali?
Non mi risulta. In Romania non erano sindacalizzati, la stessa situazione ricorre anche con i Rumeni che incontro nei cantieri.
Dicevo prima che il mio responsabile, Marco Di Girolamo, non conosceva niente della realtà dei campi. Mi ricordo la sorpresa nei suoi occhi a scoprire quanti Rom lavoravano nei cantieri o in proprio, e che molti di loro avevano già in tasca la tessera della FILLEA o della CGIL (e che la cosa dell’essere o meno tesserati, fosse a conoscenza degli altri Rom).
In questo periodo, altri 20 si sono iscritti.
Com’è organizzata l’attività?
Di norma mi reco al campo una volta a settimana, di sabato. Raccolgo le richieste di chiarimenti, porto i documenti necessari, si parla e si discute. Adesso c’è maggior fiducia reciproca e durante la settimana mi chiamano, anche solo per fare il punto della situazione. La gran parte di loro lavora nell’edilizia e i cantieri sono sparsi a macchia di leopardo per tutta la provincia. Capita di incontrarsi anche durante i miei giri settimanali tra i cantieri o di programmare gli appuntamenti fuori dal campo.
Poi tutte le sere dalle 17.00 alle 19.00, chi ha bisogno può raggiungermi in Camera del Lavoro al Giambellino o a Corsico, per chi ha la macchina.
Quali sono le richieste ricorrenti?
Il controllo delle buste paghe; i pagamenti della Cassa Edile, che di norma arriva a 6 mesi dalla prestazione lavorativa.
Le infrazioni dei datori di lavoro riguardano soprattutto la differenza di retribuzione oraria, oppure alcune voci mancanti.
Soprattutto, richieste personali. Io cerco di affrontare i discorsi in maniera collettiva.
Di solito, anche se ci vuole il suo tempo, riusciamo a tutelare i diritti del lavoratore, tranne nei casi dove l’impresa, che magari lavorava in subappalto, letteralmente sparisce.
Ti ricordi qualche storia in particolare?
Quella volta che ero in giro per cantieri e Bebe mi ha salutato. Io non l’avevo riconosciuto. Ci sentiamo spesso anche per telefono, adesso.
I vigili intervenuti al campo, per rimediare alla solita fognatura intasata e la loro faccia a scoprire che lì c’era uno sportello sindacale.
Quando venne la televisione e vennero montate le postazioni al campo (gli episodi ripresi in “Miracolo alla Scala”). Purtroppo, tra chi vide la trasmissione, c’era uno che faceva lavorare un Rom di Triboniano e che si ricordò di aver visto il nome di quella via sul permesso di soggiorno. Poco dopo, lo licenziò, dicendo che c’era poco lavoro. Gli presentò una lettera da firmare e lui ci credette. Scoprì più tardi, dai suoi ex compagni, che invece la ditta stava lavorando a pieno regime.
Ma non tutti i padroni sono così. C’è anche chi viene al campo ad informarsi sulle condizioni della famiglia, o viene invitato alle feste e ai matrimoni.
Che difficoltà hai trovato in quest’esperienza?
La prima, come avrai notato, è la mancanza di uno spazio fisico. Quando piove come oggi, ci ripariamo sotto la tettoia del furgone, altrimenti si gira tra le roulottes. Ma questo è comunque uno dei tanti particolari di una situazione ambientale del campo, che è come se non ci esistesse.
Con la lingua ci intendiamo. La maggior parte di loro parlano italiano e io capisco il serbo-croato e il rumeno, per attività di volontariato che ho svolto allo Spazio Giovani e anche nei Balcani.
Nonostante questo, rimane sempre il dubbio di fraintendersi. Io intendo quel che faccio come un prolungamento della mia attività di sindacalista e anche di volontario, e certi valori non li posso rinnegare. Data la loro situazione, loro vedono lo sportello come un puro mezzo per recuperare soldi, col rischio da parte mia di creare aspettative che magari saranno disattese.
C’è una realtà con cui fare i conti, qui nel campo e anche fuori. Per me il sindacato è lotta, solidarietà, parlare chiaro. Per loro il lavoro è una continua sfida a rincorrere il sogno delle scarpe alla moda o della macchina potente. Due culture che si scontrano e si incontrano continuamente.
A parte le questioni culturali, si tratta di esigenze primarie: vivere (o sopravvivere) e in quelle condizioni costa: luce e riscaldamento vogliono dire litri di gasolio al giorno. Secondo, mandare soldi a casa, e ne partono parecchi (secondo le possibilità). Poi, sempre secondo possibilità: il macchinone, solitamente di seconda mano, affronta anche diversi viaggi all’anno Milano-Romania con diversi passeggeri e un gran carico. Con la 500 si può fare, ma è più difficile e meno rapido, quindi più costoso.
Avremo un delegato sindacale in via Triboniano?
Lo spero, magari tra qualche giovane. Ma i tempi non sono ancora maturi e sarebbe sbagliato forzarli in questo senso.
A Roma funziona da un anno uno sportello cittadino per Rom Sinti e Camminanti (LINK). Dopo un anno ha fornito nuove opportunità di lavoro. Lo vedresti bene a Milano?
Ce ne fossero! Tra l’altro, ci sono anche Rom che non lavorano come dipendenti, ma hanno ditte individuali, soprattutto nell’edilizia o nel commercio al minuto, e uno sportello simile farebbe molto per loro.
L’unico rischio che vedo nell’esperienza di Roma, è il creare percorsi differenziati di lavoro, come il mercato dei soli Rom. Non so, forse può avere un valore turistico o folkloristico, ma vedrei meglio la possibilità di esporre nei mercati rionali.
Quali saranno i prossimi passi da compiere?
Anche se sembra che quello che si fa passi inosservato nell’indifferenza, le famiglie osservano, valutano, come ricordavo prima, crescono gli associati al sindacato.
Così, tempo fa mi ha convocato la mia responsabile, per farmi la stessa domanda tua.
Giunti a questo punto, abbiamo la necessità, come campo e come sindacato, di collegare le diverse risorse e affrontare in maniera coordinata le questioni dell’INPS, degli assegni familiari, delle vertenze, dell’immigrazioni.
E poi di disporre di una sede più stabile e dotata di servizi, mantenendo comunque l’attività nei cantieri e nel campo.
So che queste risorse ci sono, quindi stavo soltanto chiedendo la conferma di quest’impegno, che per buona parte ricade sulle mie spalle.
Di Fabrizio (del 13/10/2007 @ 09:59:08 in Kumpanija, visitato 2676 volte)
Dove: presso il Pub "Le Pecore" in Via Fiori Chiari 21, a
Milano
Cosa:
Lunedì 15 ottobre ore 21 Introduzione della settimana Rom con
proiezione di video, cui segue l’intervento di MONI OVADIA
Martedì 16 ottobre ore 21 Concerto dei Rhapsodija Trio e di un gruppo
di musicisti rom
Mercoledì 17 ottobre ore 20.30 Proiezione del documentario OPERA GAGIA;
confronto aperto al pubblico con TOMMASO VITALE, ricercatore Università
Bicocca, ANTONIO BOCOLA, regista del documentario, esponenti delle comunità rom
Giovedì 18 ottobre ore 17 Favole rom per bambini gagi e rom Ore 21
Concerto del gruppo MUZIKANTI
Venerdì 19 ottobre ore 21 ROM CABARET, con Dijana Pavlovic, Marta
Pistocchi, Jovica Jovic
Sabato 20 ottobre ore 21 Proiezione di immagini appena raccolte in
Romania da Marilisa Cosello e Alessandro Stellari. Finale con intervento di
DARIO FO
Nel locale saranno esposta per tutto il periodo una mostra fotografica e
sarà visibile un’istallazione audio/video di Valeria Fondi Di Pietro.
Il programma e le eventuali variazioni sono consultabili su
www.lepecore.com
Le ragioni:
In questi ultimi mesi
sono stati effettuati 32 sgomberi di campi rom abusivi nel Milanese. Si tratta
di rom rumeni che dal 1 gennaio di quest’anno sono cittadini europei e hanno gli
stessi diritti e gli stessi doveri di tutti gli altri cittadini europei, come
noi; quindi non possono essere rispediti nel loro paese se non a determinate
condizioni. Si è così creata una situazione senza sbocco: sgomberati da qui,
questi uomini con le loro donne, i loro bambini e le quattro cose che hanno
salvato si spostano più in là. Da un punto all’altro, da uno sgombero all’altro.
Oggi ci sono tra 5 e
600 rom che vagano per Milano e provincia vivendo come possono.
Questa scelta non è
dettata, se non a parole, da ragioni di sicurezza. Infatti, non c’è dubbio che
sia più sicura una situazione in cui queste comunità si trovino sotto controllo
con gli uomini che non perdono il lavoro e i bambini che non perdono la scuola a
causa dei continui sgomberi.
Saranno poi le forze dell'ordine e il
sistema di giustizia ad occuparsi, ognuno nella propria funzione istituzionale,
dei casi da loro ritenuti perseguibili.
Sarebbe saggio
sospendere questa scelta che porta solo tensione e sgomberare, come avveniva
fino a pochi mesi fa, solo dopo aver trovato soluzioni che rispettino la dignità
e la condizione umana dei rom e poi guardare un po’ più lontano, a una strategia
che costruisca un quadro di certezze per tutti, cittadini italiani e comunità
rom, con una politica concordata di processi di inserimento reale nel mondo
lavorativo, scolastico e sociale.
I “campi nomadi” producono malattia,
disoccupazione, devianza, induzione alla criminalità, conflitti sociali: effetti
tipici del disagio sociale diffuso.
Bisogna quindi
abbandonare la logica dei campi e prevedere, come è avvenuto e avviene in molti
altri Paesi, ma anche in Italia, inserimento sociale, lavorativo ed abitativo
adeguato, come anche per i rifugiati e richiedenti asilo.
Noi crediamo che una
politica responsabile e degna di un Paese civile non debba inseguire il
malcontento, il disagio e anche il pregiudizio, ma costruire le condizioni di
diritti e doveri uguali per tutti per una convivenza pacifica e rispettosa delle
diverse culture.
Ci sembra importante
prima di tutto conoscere questo popolo, la sua cultura, le sue tradizioni, anche
la sua storia con le lunghe persecuzioni fino ai campi di concentramento; un
popolo pacifico che non ha mai fatto una guerra ed è distribuito in tutta
Europa, unico vero popolo europeo. Se si cercano i modi per comunicare con loro,
si può forse avere una idea diversa da quella che si fonda sull’ignoranza e sul
pregiudizio.
Questo ci aiuta a
considerarli per quello che sono, esseri umani come noi, in cerca, come noi, di
un po’ di benessere e di felicità che nei luoghi dai quali provengono sono loro
negati. E come esseri umani non possono essere abbandonati nel degrado nel quale
vengono cacciati.
Ora che arriva l’inverno le loro condizioni diventano tragiche: basti pensare ai
bambini, alle donne, molte delle quali incinte. Un primo segno di umanità nei
loro confronti deve essere quello di rendere la loro vita materiale meno
precaria e offrendo loro un ricovero decoroso almeno per superare una stagione
che sarà dura e difficile.
LE
ASSOCIAZIONI CHE PARTECIPANO:
Il Naga è un'associazione di volontariato
laica e apartitica, costituita a Milano nel 1987 allo scopo di promuovere
solidarietà e interventi socio- assistenziali in difesa dei diritti sanitari e
legali di immigrati temporaneamente presenti, rifugiati politici e Rom, senza
alcuna discriminazione di razza, religione, partito.
www.naga.it
L’Opera Nomadi si configura come un'associazione apartitica e
aconfessionale; dal 1970 è elevata a Ente Morale Nazionale. L'Associazione è
nata dalla consapevolezza che fosse necessario un movimento di volontari
organizzato per promuovere interventi atti a togliere gli zingari o gruppi di
origine nomade dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per
aprire la collettività nazionale alla comprensione e all'accoglienza dei
diversi. www.operanomadimilano.org.
L’associazione “Aven Amentza” – Unione Rom e Sinti, è nata nel 2004,
con l’appoggio della Camera del Lavoro, per essere la voce politica e sindacale
nella difesa dei diritti di queste popolazioni. Fra le tante iniziative,
ricordiamo un anno e mezzo di sportello sindacale presso il campo di via
Triboniano, con FILLEA Cgil, per il controllo delle buste paga e delle
situazioni lavorative di numerosi Rom, soprattutto romeni e bosniaci.
Informazioni: Tel. 0248409114
UNALTRALOMBARDIA Associazione il cui scopo è quello di promuovere la
partecipazione diretta dei cittadini in tutti gli ambiti culturali e politici
nei quali si può realizzare un impegno civile contro la guerra, contro ogni
forma di ignoranza, intolleranza, violenza, censura, ingiustizia,
discriminazione economica, sociale, razziale, di genere.
www.unaltralombardia.it
Comitato Rom e Sinti insieme Associazione costituita dalle comunità
rom e sinte di diversa etnia presenti in Italia, con lo scopo di promuovere la
partecipazione diretta di esponenti di queste comunità anche in sedi
istituzionali.
www.comitatoromanophralipe.it
Gruppo Abele Il Gruppo Abele di Milano è impegnato sui problemi delle
dipendenze, del carcere e dell'esclusione sociale.
www.gruppoabele.org
Festa dei Popoli di Opera si occupa di organizzare eventi insieme alle
comunità di immigrati presenti nel territorio del sud Milano. Informazioni: Tel.
0257602678.
Associazione Liberi L’Associazione
culturale “Liberi” ha lo scopo di sviluppare una cultura incentrata sui valori
della convivenza civile, del diritto alla felicità, della tolleranza, della
solidarietà, della comunicazione libera e aperta e della continua ricerca di
nuove frontiere nella sfera dei diritti e delle libertà individuali e
collettive.
Ministero Sabaoth e Cooperativa Sociale Sabaoth Onlus,
è una realtà evangelica aderente alla denominazione Ceiam (Chiesa Evangelica
Internazionale e Associazione Missionaria). Da sempre operante nel sociale,
offre gratuitamente un centro ascolto, uno sportello lavoro, banco alimentare,
raccolta e distribuzione vestiario, corso di italiano per stranieri, assistenza
psicologica e legale per stranieri, senza alcuna discriminazione di razza, fede,
nazionalità o stato sociale.
www.ministerosabaoth.org
Di Fabrizio (del 06/07/2006 @ 09:58:39 in Italia, visitato 2162 volte)
Vi sarete accorti, che di solito si parla di Rom e Sinti "reali" (intendo, delle loro esigenze di persone fisiche) quando succede qualche tragedia, o quando la loro presenza diventa numericamente problematica. A parte, avevo fatto una breve ricerca sui costi di questa politica emergenziale. Interessante, come il campo sosta che nel tempo si è mangiato più soldi di tutti, sia anche quello più invivibile e "problematico", e che dal punto di vista "progettuale" il comune ha gravi responsabilità.
Nel campo Barzaghi-Triboniano (Milano), dopo l'incendio dell'8 marzo scorso, sono ripresi i lavori di ristrutturazione. Cos'è cambiato in 4 mesi?
Per telefono, Ernesto Rossi di Aven Amentza, calcola che i lavori nel cantiere proseguono e probabilmente termineranno entro la data prevista. I problemi più grossi riguardano il "campo di calcio" dove sono tuttora sistemati gli assegnatari. Il loro numero si aggira tra i 400 ufficiali e (forse) 600. Il terreno dove sono attualmente (lo spazio è stato ottenuto con materiale di risulta), spazia dalle nuvole di terra che si sollevano, all'acquitrino quando piove. In particolare, dove c'è l'unica fontanella si è formato un pittoresco laghetto di vari colori.
Attualmente ci sono 10 bagni chimici, non sempre sono svuotati per tempo. Non si sa quanti siano funzionanti. Alcune famiglie, hanno di fatto preso possesso di un bagno, usandolo esclusivamente per loro.
Altra emergenza, è la pulizia dei cassonetti, che non viene svolta regolarmente, cosa che soprattutto col caldo crea un'emergenza ambientale nel campo, ma anche nel quartiere intorno. Da parte loro, i Rom si sono accampati anche fuori dai confini loro assegnati e in mancanza di bagni e cassonetti funzionanti, usano il terreno intorno per i loro bisogni. Con la bella stagione, la situazione igienico/sanitaria è a rischio estremo, tanto per il campo che per l'area attorno. Così com'è stato uno, due anni fa. E' incredibile come il tempo vola senza che nulla cambi
Di Fabrizio (del 13/01/2011 @ 09:58:33 in Italia, visitato 1827 volte)
Realizzata per il GIORNO DELLA MEMORIA 2011, organizzata dall'
Associazione La Conta in collaborazione con la Sezione ANPI Martiri di
Viale Tibaldi, con l'Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano
ed il Circolo ARCI Martiri di Turro, che ci sarà, con ingresso gratuito,
con tessera arci
Lunedì 17 gennaio 2011 alle 21,00 - Incontro dedicato a "I campi di
concentramento dei Rom e dei Sinti in Italia nel periodo dal 1943-1945"
dedicato al "Porrajmos, lo sterminio dei Rom e Sinti” con la partecipazione di
Ernesto Rossi, studioso e ricercatore dell’Associazione "Aven Amentza -
Unione di Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente" di Buccinasco (MI) che
ci parlerà, anche con la proiezione di una selezione di brevi documentari, dei
campi di concentramento dei Rom e Sinti in Italia.
Circolo ARCI Martiri di Turro via Rovetta 14 - Milano
Di Fabrizio (del 08/09/2006 @ 09:58:15 in Italia, visitato 2008 volte)
Ci sono alcune cose noiose e difficili, ma indispensabili per capire come può evolvere una piccola o grande comunità. Una di queste, è fare le pulci agli investimenti comunali per i campi sosta, quello che chiamo la mangiatoia dove finiscono i nostri soldi. A volte si scoprono cose curiose... l'importante è non dimenticare.
A Milano il campo di via Triboniano-Barzaghi è quello che ha mangiato più soldi, rimanendo sempre quello più disagiato. Dopo l'incendio dell'8 marzo i lavori di ristrutturazione ripartirono con vigore. Il termine era fissato per il 28 agosto. Il 27 marzo il gruppo dei Rom rumeni viene spostato per dar luogo alla bonifica dell'area:
Uno spazio sterrato (grossomodo, metà campo di calcio) assolutamente spoglio di servizi e strutture, viene man mano riempito con le roulottes di tutti i residenti, anche chi è arrivato da meno di 4 anni. La polizia comunale sta mediando con le famiglie, i problemi più grossi al momento sono il trasporto delle roulotte + vecchie (alcune sono senza ruote, altre senza gancio, altre ancora rischiano di disfarsi per strada) e la sistemazione dei nuclei familiari, per evitare che sorgano conflitti tra loro. La Protezione Civile vorrebbe terminare il lavoro entro stasera, ma non credo che si a possibile. Inoltre, l'area sterrata non è in grado di accogliere tutte le roulottes e penso che dovrà essere predisposto uno spazio ulteriore. Su come e se verrà attrezzata quest'area provvisoria, bisognerà controllare in seguito.
I problemi più grossi riguardano il "campo di calcio" dove sono tuttora sistemati gli assegnatari. Il loro numero si aggira tra i 400 ufficiali e (forse) 600. Il terreno dove sono attualmente (lo spazio è stato ottenuto con materiale di risulta), spazia dalle nuvole di terra che si sollevano, all'acquitrino quando piove. In particolare, dove c'è l'unica fontanella si è formato un pittoresco laghetto di vari colori. Attualmente ci sono 10 bagni chimici, non sempre sono svuotati per tempo. Non si sa quanti siano funzionanti. Alcune famiglie, hanno di fatto preso possesso di un bagno, usandolo esclusivamente per loro. Altra emergenza, è la pulizia dei cassonetti, che non viene svolta regolarmente, cosa che soprattutto col caldo crea un'emergenza ambientale nel campo, ma anche nel quartiere intorno. Da parte loro, i Rom si sono accampati anche fuori dai confini loro assegnati e in mancanza di bagni e cassonetti funzionanti, usano il terreno intorno per i loro bisogni. Con la bella stagione, la situazione igienico/sanitaria è a rischio estremo, tanto per il campo che per l'area attorno. Così com'è stato uno, due anni fa. E' incredibile come il tempo vola senza che nulla cambi
La situazione sanitaria non è variata per tutta l'estate. Oggi, inizio settembre, i lavori non sono terminati, è stata asfaltata metà della zona dei lavori e sono state predisposte le piazzole. In quest'area sono state anche piazzate le traversine per i container, che non si sono ancora visti; la speranza è che non siano altri residuati di qualche terremoto di 15 anni fa. Sono stati anche predisposti, anche in un'area ancora brulla, i pozzetti di scarico. Un vecchio container è stato adibito a spazio sanitario o di pronto soccorso; manca l'allacciamento elettrico, ma in compenso c'è una pediatra in pensione che praticamente è la responsabile, coadiuvata da una collega.
C'è una flebile speranza che i lavori possano terminare ad ottobre. Anche se in ritardo sui tempi previsti, questo mese è cruciale. Ad ottobre le piogge potrebbero rendere tutta l'area dove i Rom sono accampati provvisoriamente da quasi 6 mesi un grosso acquitrino.
Grazie ad Ernesto Rossi di Aven Amentza per la collaborazione
PS: dall'altro capo della città, al campo di via Idro, martedì sera un incendio è costato la vita a due cavalli. Ferito anche il loro proprietario (per fortuna in maniera lieve). Un anno fa vennero costruite dal Comune le bocchette antincendio, che non sono mai state collegate all'impianto idrico.
Di Fabrizio (del 25/04/2009 @ 09:56:02 in lavoro, visitato 2052 volte)
Ricevo da Ernesto Rossi
Ma la liberazione non è per tutti, non è per gli stranieri, non è per
Rom e Sinti, i cosiddetti zingari.
Questi ultimi –davvero ultimi in ogni cosa a partire dai diritti più elementari-
non sono liberi in questo paese: nemmeno possono partecipare al corteo che
ricorda la fine della Lotta di Resistenza e la nascita conseguente della
Costituzione repubblicana. Se lo fanno, possono perdere il posto di lavoro, se
riconosciuti dal padrone in una fotografia, in un filmato, di quelli che ci
facciamo tra di noi per ricordare questa giornata, o che ci fanno fotografi e
operatori di giornali e televisioni.
Ecco nella foto l’Unità (dedicata ai morti sul lavoro), come dovrebbero
presentarsi: MASCHERATI.
[immagine non riportata]
Rom e Sinti, italiani, europei o no, sono NEGATI AL LAVORO, anche se
lavorano, faticatamente, in nero, saltuariamente, quando possono, respinti e
discriminati. Clandestini anche se regolari.
L’Associazione milanese Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti ha
tenuto per un anno e mezzo uno sportello sindacale, col sostegno di Camera del
Lavoro e Fillea Cgil, dentro nel campo di via Triboniano: uno
scandalo. Che c’entrano gli zingari col sindacato, col lavoro (in molti se lo
sono chiesto), dato che sono notoriamente TUTTI ladri e ladri di bambini? La
leggenda è più forte di ogni realtà: ne basta uno per cancellare tutti gli altri
e confermare che così stanno le cose. Per Rom e Sinti la colpa è sempre
collettiva, mai individuale. Basta l’indirizzo del campo per perdere o non
trovare lavoro. Perché nel nostro paese, il peggiore per loro in Europa, devono
vivere in ghetti noti e additati, veri lager, da cui è difficile uscire; in cui
l’infanzia, oggetto di commosse quanto astratte considerazioni, viene offesa e
repressa ogni giorno. Se vanno a scuola, la perderanno al primo licenziamento
del genitore che lavora, al primo inutile feroce sgombero.
Gli SGOMBERI sono l’inefficace violenta politica del governo e
dell’amministrazione comunale milanese, incuranti della Costituzione, delle
leggi, dei trattati internazionali sottoscritti, delle Dichiarazioni Universali,
delle proteste del Parlamento Europeo.
SICUREZZA PER TUTTI – LA SICUREZZA È UN BENE COLLETTIVO, NON PRIVATO
Sicurezza è non morire sul lavoro ogni giorno; sicurezza è non subire violenza
fra le mura sicure di casa; sicurezza è aver di che vivere ogni mese sino alla
fine del mese; sicurezza è non avere un paese in cui regioni intere sono in mano
a potenti organizzazioni criminali.
Per i Rom, clandestini sono i diritti
sede legale: Via Triboniano 212 – 20156 Milano (Italia). Tel. +39.(02).48409114
Costituita il 18 luglio 2004, registrata a Milano il 22 novembre 2004 , n°
104485 serie 3. Codice fiscale 97389270154
Di Fabrizio (del 27/10/2009 @ 09:54:24 in Italia, visitato 2924 volte)
CONVEGNO EUROPEO
Rappresentanza a Milano della Commissione Europea
Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 59, 20123 Milano
Martedì 3 novembre 2009 h 9.00-13.30
È prevista traduzione simultanea italiano/inglese
Programma
9.00 WELCOME COFFEE
9.15 SALUTI E INTRODUZIONE
Superare l’emergenza, tutelare i diritti, realizzare politiche integrate.
A cura del Tavolo Rom
10.15 L’IMPEGNO DELL’ UNIONE EUROPEA NEI CONFRONTI DEI ROM E DEI SINTI Vladimir Spidla Commissario Europeo – DG Employment, Social Affairs and Equal Opportunities
11.00 TAVOLA ROTONDA: POLITICHE SOSTENIBILI PER L’INTEGRAZIONE DEI ROM E DEI
SINTI
Coordinano Gad Lerner, giornalista e Massimo Cirri, giornalista
Intervengono: Tara Bedard, Programmes Director – European Roma Rights Center Giorgio Bezzecchi, Presidente Cooperativa Sociale Romano Drom Carmela Madaffari, Direttore centrale Assessorato alla Famiglia, Scuola e
Politiche Sociali - Comune di Milano Giulio Boscagli, Assessore Famiglia e solidarietà sociale - Regione
Lombardia Dijana Pavlovic, Vice Presidente Nazionale Federazione Rom e Sinti
insieme Paolo Giovanni Del Nero, Assessore al Lavoro - Provincia di Milano. Ignacio Jovtis, Amnesty International Renato Saccone, Prefetto
13. 15 CONCLUSIONI A CURA DEL TAVOLO ROM
Promosso da: Tavolo Rom di Milano
(ACLI Provinciali di Milano Monza e Brianza, ARCI Milano, Associazione Nocetum
onlus, Associazione Opera Nomadi Milano, Aven Amentza, Caritas Ambrosiana, Casa
della Carità, CGIL di Milano, Comunità di Sant’Egidio, Federazione rom e sinti
insieme di Milano, Gruppo Abele di Milano, NAGA, Padri Somaschi di Milano, Upre
Roma).
Co-promosso da:
Rappresentanza a Milano della Commissione europea
Aderiscono: ASGI Lombardia
Associazione Avvocati per Niente onlus
CNCA Lombardia
Forum del Terzo Settore Lombardia
LEGA Coop
Segreteria organizzativa:
Laura Gaggini
CGIL Milano
Corso di Porta Vittoria 43
20122 Milano
Tel 02 55025204 Fax 02 55025311
e-mail gagginil@libero.it
Elsa Mescoli
Caritas Ambrosiana
via San Bernardino 4
20122 Milano
Tel 02 76037262 Fax 02 76021676
e-mail rom.ambrosiana@caritas.it
Di Fabrizio (del 07/11/2011 @ 09:52:58 in media, visitato 1846 volte)
Lunedì 14 novembre - ore 21.00 Circolo ARCI Martiri di Turro - Via Rovetta
14, Milano - ingresso gratuito, con tessera Arci
proiezione di "Ho
incontrato anche zingari felici" (Skupljaci perja) – Jugoslavia
- 1967 di Aleksandar Petrovic
Presenta la serata Ivana Kerecki - Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia
secondo appuntamento della terza edizione della rassegna di film "HO
INCONTRATO ZINGARI FELICI" (Maladilem bachtale Romenca - da Upre Roma),
organizzata dall'associazione La Conta, in collaborazione con
l'associazione Aven Amentza - Unione di Rom e Sinti, con l'associazione
ApertaMente, la redazione di Mahalla e con il circolo ARCI
Martiri di Turro
E' stato il primo
film di successo ad affrontare l'argomento. Alterna scene di vita che oggi
definiremmo di maniera, ad uno sguardo attento e partecipe alla vita
comunitaria, ai suoi amori e dissidi. Fu forse anche il primo film che illustrò
il supposto nomadismo di Rom e Sinti, non come uno loro necessità di viaggiare,
ma legato a motivazione precise. Ciononostante, non è un semplice
documentario, una trama sottile collega le scene che descrivono il loro modo di
vita, nel quadro del complesso tentativo della Jugoslavia di allora di
integrare le sue diverse etnie e popolazioni.
Segnò anche il
successo internazionale di Bekim Fehmiu, attore di origine albanese morto a
giugno 2010, conosciutissimo in Italia per la sua interpretazione di Ulisse
nell'Odissea televisiva alla fine degli anni '60.
AMILCARE DEBAR, detto Taro, sinto piemontese, staffetta e partigiano
combattente (col nome di Corsaro) nella 48^ Bgt Garibaldi "Dante Di Nanni",
comandata da Napoleone Colajanni "Barbato". È stato ferito nella battaglia delle
Langhe. Nel dopoguerra è rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite a
Ginevra; ha ricevuto il diploma di partigiano combattente dalle mani del
Presidente Pertini.
Era nato a Pinerolo il 16.6.1927; è morto a Cuneo, dove viveva, pochi giorni
orsono.
La sera del 26 aprile 2001 Taro intervenne alla Camera del Lavoro di Milano alla
presentazione del libro "Orgogliosi di essere Rom e Sinti", curato da Mario Abbiezzi ed Ernesto Rossi, pubblicato dalla CGIL Regione Lombardia, con
prefazione del suo Segretario Generale Mario Agostinelli e dedicato a Carlo
Cuomo.
Taro avrebbe dovuto fermarsi quella sera a Milano, dopo il breve concerto del
violinista rom George Moldoveanu, ospite del sindacato fino al giorno dopo per
rilasciare delle interviste sulla sua esperienza partigiana.
Ma, ricordando le sue vicissitudini dell'immediato dopoguerra, e come avendo
deciso di accettare il servizio nella polizia, offerto ai partigiani, e come
trovandosi in una delle prime azioni a perquisire un campo sinto, ritrovasse,
lui cresciuto in un orfanatrofio, la sua famiglia, fu preso da un'incontenibile
emozione, tanto che decise di rientrare immediatamente a Cuneo.
Vogliamo, con questo ricordo e coi materiali allegati, che mettiamo a
disposizione di tutti, contribuire al ricordo di un grande sinto, noto a troppo
pochi, perché lo sia sempre più a molti.
Ernesto Rossi, presidente delle associazioni "Aven Amentza – Unione di Rom e
Sinti" e "Apertamente di Buccinasco"
°*°*°*°*°*°*°*°°*°*°*°*
Allegato 1 - Scheda dell'Istituto della Resistenza di Torino (estratto): "nato a Pinerolo il 16.6.27
nome di battaglia Corsaro
14^ (sic) Brigata Garibaldi- in banda dal 20.1.44 al 7.6.45
vi è entrato dichiarando di provenire da Racconigi
"figura molto valida. Un uomo naturalmente capo. Notevole la sua capacità di
risolvere i problemi" da quelli quotidiani della sopravvivenza alimentare alle
decisioni operative di guerra.
Dopo il maggio '45 dimorava nell'accampamento storico di Cerialdo di Cuneo."
Allegato 2 - Registrazione della voce di Taro, che riferisce in sinto piemontese alcune brevi note autobiografiche, con
traduzione in italiano (dal sito "O
Vurdón" di Sergio Franzese).
[...]
E inoltre: ***Nota sull'intervista filmata intitolata
"TARO UNA STORIA RESISTENTE" 1996, Betacam SP, 48' 51"
regia: Luciano Mattaccini
montaggio: Daniele Minutillo
fotografia: Marco Acciari, Luciano Mattaccini Il racconto di Taro, un semplice partigiano che, dopo un breve periodo come
staffetta partigiana, entra come
combattente nella 48° Brigata Garibaldi Langhe. Un lungo viaggio nella memoria,
dal settembre '43 all'aprile
'45. Il ricordo della persecuzione del popolo zingaro, il piccolo Tarzan Sulic,
il ricordo dell'amico fucilato.
Luciano Mattaccini (Roma, 1952). Specializzato in montaggio al Centro
Sperimentale di Roma. Filmografia:
Indagini su una proiezione al di sopra di ogni sospetto (1988),
Un uomo fioriva (1993),
Los amigos de la calle (1994).
***Su Amilcare Debar esiste un articolo, pubblicato (anni '80?) sulla rivista
"Patria" dell'ANPI nazionale.
Di Fabrizio (del 15/03/2010 @ 09:40:40 in Italia, visitato 1813 volte)
Il lutto per Enea, un progetto per il futuro dei suoi coetanei
Enea Emil è l’ennesimo bambino rom morto nel rogo provocato dalla stufa che
doveva riscaldarlo. Viveva in un rifugio di fortuna dopo essere stato sgomberato
con la sua famiglia dal campo di via Triboniano dove, se non altro, avrebbe
avuto quel minimo che garantisce la sopravvivenza di un essere umano e una
piccola speranza per il proprio futuro.
La perdita della vita e del futuro di un bambino, stroncati in questo modo a
Milano, la città dell’ EXPO, benestante e “accogliente”, significa una sconfitta
della nostra società e nello stesso tempo non possiamo far finta di non vedere
che c’è una responsabilità oggettiva in chi accetta che uomini, donne, bambini
vengano lasciati vivere in condizioni di degrado così pesanti.
Milano è diventata in questi anni centro di una vera e propria “caccia al rom”,
un carosello di sgomberi che insegue sempre le stesse comunità da un punto
all’altro della città, un costo inutile e crudele che si limita a cancellare i
tentativi di fissare piccoli pezzi di vita con bambini che vanno a scuola,
uomini e donne che ottengono lavori anche regolari, ma più spesso in nero perché
non c’è nulla di più facile che sfruttare la disperazione del nostro prossimo.
Eppure il ministero degli Interni ha stanziato 13 milioni di euro per affrontare
la questione rom a Milano, una cifra che consentirebbe di avviare un percorso
vero di integrazione: i Rom a Milano sono meno di circa 1500 regolari e circa
altrettanti tra “tollerati” e abusivi secondo il censimento del prefetto. Dei
1000 coinvolti nella chiusura dei campi la metà è composta da cittadini
italiani, alta è la frequenza scolastica non solo nei campi regolari ma anche in
quelli abusivi dove operano le associazioni del volontariato. Ma il progetto del
Comune prevede solo circa 4 milioni a questo scopo e il resto a interventi di
“sicurezza”.
Noi siamo convinti che la sicurezza di una comunità si basi sulla sicurezza
sociale dei suoi membri, qualunque sia la loro origine, etnia, cultura,
religione, in una convivenza fondata sul rispetto reciproco. Per questa ragione
chiediamo all’amministrazione cittadina due cose:
Che cessi la politica di sgomberi inutilmente crudeli perché in due anni
non hanno portato a nessun risultato se non a quello di distruggere i
piccoli passi di integrazione realizzati. A meno che qualche centinaio di
rom inseguiti dalle ruspe e dalle forze dell’ordine da un ponte all’altro,
da una discarica all’altra non sia utile per altri scopi.
Che si apra un reale confronto tra Comune, associazioni e comunità rom
per discutere dell’utilizzo del finanziamento stanziato per affrontare dal
versante giusto la “questione rom”, realizzando passi concreti di avviamento
al lavoro, all’abitazione e alla scolarità di una comunità che nella nostra
società è vittima di un pregiudizio e di una ghettizzazione che nega ai suoi
componenti la dignità di essere umano a cui ha diritto ciascuno di noi.
Associazione Aven Amentza, associazione Upre Roma, CGIL Milano,
Federazione Rom e Sinti Insieme, Gruppo Abele Milano, NAGA, Opera Nomadi Milano
Di Fabrizio (del 21/03/2009 @ 09:40:01 in Italia, visitato 2951 volte)
Ricevo da Ernesto Rossi
Atto di diffida e messa in mora
delle seguenti associazioni, facenti parte del coordinamento Tavolo Rom:
ARCI, Aven Amentza, CGIL, Comitato per le libertà e i diritti sociali,
Federazione rom e sinti insieme, NAGA, Nocetum, Opera Nomadi, Avvocati per
niente, Asgi, in persona del loro legale rappresentante pro-tempore,
tutte elettivamente domiciliate presso lo studio degli avv.ti Alberto Guariso e
Livio Neri, in Milano, Viale Regina Margherita 30
Premesso che
Nei giorni scorsi diversi organi di stampa hanno riportato la notizia
dell’intenzione del Comune di Milano di procedere in tempi brevi allo
sgombero forzato del campo nomadi situato nelle aree del cavalcavia Bacula e
di via della Pecetta;
Nel suddetto campo nomadi al momento vivono circa 150 persone, per lo
più cittadini comunitari di nazionalità rumena e di etnia rom, in condizioni
di gravissimo disagio abitativo e sociale;
Fra loro vi sono numerosi minori (alcuni dei quali frequentano la scuola
dell’obbligo); donne in gravidanza o in puerperio; individui affetti da
varie infermità, riscontrate nel corso delle visite mediche effettuate da
medici appartenenti alle suddette associazioni;
L’annunciato sgombero avverrà secondo modalità e in data non conosciute
agli interessati, senza alcuna preventiva consultazione e possibilità di
contraddittorio, senza che ai nuclei familiari che vivono nel campo sia
stata prospettata alcuna alternativa abitativa e senza che si siano adottate
misure atte a proteggere il diritto all’abitazione, all’istruzione e alla
salute delle persone;
I nuclei familiari in questione sono stati oggetto nell’ultimo anno di
altri interventi di sgombero forzato, e in particolare dello sgombero
dall’area dismessa della Bovisasca effettuato nel mese di marzo del 2008,
con distruzione delle loro abitazioni e dei loro beni personali, con
l’allontanamento dei minori dalle scuole frequentate, con nessun supporto
sociale e abitativo e nessuna garanzia di accesso alle cure mediche
essenziali;
Un ulteriore sgombero dei suddetti nuclei familiari sarebbe illegittimo,
in quanto costituirebbe una violazione del diritto di partecipazione al
procedimento amministrativo e del diritto al contraddittorio del
destinatario dei provvedimenti amministrativi; nonché una violazione del
diritto alla privacy, al domicilio e alla vita familiare, protetti,
oltre che dagli artt. 14 e 29 Cost., e dagli artt. 7 e 33 della Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione Europea, dall’art. 8 della Convenzione
europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
fondamentali (CEDU), dall’art. 12 della Dichiarazione Universale dei diritti
dell’uomo, dall’art. 17 del Patto internazionale sui diritti civili e
politici e dalle relative leggi di ratifica; una del diritto a
un’abitazione tutelato, oltre che dall’art. 2 Cost., dall’art. 34 della
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dall’art.11 del Patto
internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, dall’art. 25
della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dall’art. 5 della
Convenzione Internazionale per l'Eliminazione di Tutte le Forme di
Discriminazione Razziale, dall’art. 14 della Convenzione per l'eliminazione
di tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne e dall’art. 27 della
Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dalle relative leggi di ratifica;
del diritto all’istruzione dei minori, tutelato, oltre che dall’art.
34 Cost., dall’art. 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione
Europea, dall’art. 13 del Patto Internazionale sui diritti economici,
sociali e culturali,dagli artt. 28 e 29 della Convenzione sui Diritti
dell'Infanzia e dalle relative leggi di ratifica; del diritto alla salute,
tutelato dall’art. 32 della Cost., dall’art. 35 Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione Europea, dall’art. 12 del Patto Internazionale sui
diritti economici, sociali e culturali,dall’art. 24 della Convenzione sui
Diritti dell'Infanzia e dalle relative leggi di ratifica;
La violazione delle sopra citate disposizioni di diritto internazionale
(come ha chiarito di recente la Corte Costituzionale nelle importanti
sentenze n. 348 e 349 del 2007) vanno considerate una violazione anche del
limite previsto dall'art. 117, comma 1 Cost., che impone ai poteri pubblici
di rispettare gli obblighi internazionali;
Detti parametri di legittimità sono costituiti non soltanto dalle norme
di diritto internazionali in sé, ma anche dalle norme come interpretate
dagli organismi cui è deputato il compito di garantirne l’applicazione;
Le Prescrizioni delle Nazioni Unite in materia di sgomberi forzati,
stabilite nelle Linee guida sugli sgomberi forzati del 20 maggio 1997 del
CESCR (Comitato per l’osservanza dei diritti economici, sociali e
culturali), e la Raccomandazione 2005 (4) adottata il 23 febbraio 2005
dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa stabiliscono precise
e cogenti garanzie procedurali e sostanziali, relative fra l’altro a
dettagliati obblighi di: (a) consultazione genuina delle persone e dei
gruppi interessati; (b) adeguata e preventiva notifica a tutte le persone
interessate della data e delle modalità dello sgombero; c) identificazione
dei soggetti istituzionali incaricati di eseguire lo sgombero; d) garanzia
del contraddittorio e di accesso alla tutela in giudizio dei propri diritti;
f) predisposizione di adeguate alternative abitative per i nuclei familiari
affetti; g) garanzia della vita familiare e dei diritti fondamentali delle
persone;
Il mancato rispetto di tali norme a danno dei nuclei familiari
soggiornanti nell’area affetta dagli annunciati sgomberi, in considerazione
della loro appartenenza all’etnia Rom, deve considerarsi anche una
violazione del divieto di discriminazioni razziali ed etniche, stabilito
da numerose norme di diritto internazionale, comunitario e nazionale, ed in
particolare dall'art. 43 D.Lgs. 286/1998 (T.U. immigrazione) e dall’art.
2 D.Lgs. 215/03, di recepimento della direttiva CE 2000/43 sul divieto di
discriminazioni basate sulla razza e l’origine etnica;
Sia il T.U. 286/1998 che il D.lgs. 215/03 assegnano alle associazioni
che operano a tutela dei diritti degli immigrati e delle persone affette da
discriminazioni razziali ed etniche la facoltà di agire a difesa degli
interessi delle persone lese e dell’interesse collettivo alla non
discriminazione;
Il Prefetto di Milano è stato nominato Commissario per l’emergenza Rom
in forza del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 maggio
2008, con cui è stato dichiarato, fino al 31 maggio 2009, lo stato di
emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi nel territorio
delle regioni Campania, Lazio e Lombardia, e dell’Ordinanza del Presidente
del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2008, n. 3677;
Con detti provvedimenti il Prefetto è stato delegato, fra l’altro, alla
“realizzazione dei primi interventi idonei a ripristinare i livelli minimi
delle prestazioni sociali e sanitarie”;
Per l'avvio dei primi interventi di cui alla suddetta ordinanza, è stato
assegnato al Commissario delegato un primo stanziamento di euro 1.000.000;
Tutto ciò premesso, le Associazioni in epigrafe
INTIMANO
Al Prefetto di Milano, …..e al Comune di Milano, in persona del Sindaco Letizia
Moratti,
di astenersi dal compiere o dal far compiere lo sgombero annunciato a
danno degli abitanti del campo nomadi dell’area del cavalcavia Bacula
di adottare i provvedimenti indicati dalle Prescrizioni del CESCR del 20
marzo 2007 e dalla Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 23 Febbraio
2005, ed in particolare, di individuare idonee alternative abitative ed
interventi idonei a ripristinare i livelli minimi delle prestazioni sociali
e sanitarie a favore degli abitanti del suddetto campo nomadi, come
prescritto dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30
maggio 2008, n. 3677
AVVERTONO
Che in mancanza adempimento agiranno in giudizio, anche nella loro qualità di
associazioni iscritte nel registro di cui al Dlgs 215/03, ai sensi degli
articoli 44 Dlgs 296/98 e art. 2 Dlgs 215/03.
Di Fabrizio (del 21/04/2008 @ 09:36:40 in media, visitato 1991 volte)
IL COORDINAMENTO ROM E' LIETO DI INVITARVI
mercoledì 23 aprile alle ore 21.00
presso la Camera del Lavoro di Milano - corso di Porta
Vittoria 43 (ingresso libero)
all'anteprima milanese di
Via San Dionigi 93 storia di un campo rom
un documentario di Tonino Curagi e Anna Gorio prodotto da
Provincia di Milano - Settore Cultura in collaborazione con Officine Ubu
Animerà il dibattito: Tommaso Vitale - Docente di Sociologia
Università Milano Bicocca
Saranno presenti oltre agli autori le associazioni che compongono il
Coordinamento Rom:
ARCI
ACLI
Caritas Ambrosiana
Padri Somaschi (PLOCRS)
Naga
Opera Nomadi
CGIL Milano
Comunità S. Egidio
Comitato Rom e Sinti Insieme
Associazione Liberi
Fondazione Casa della Carità
Associazione Nocetum
Gruppo Abele
Comitato per le libertà e i diritti sociali
Aven Amentza
Associazione Oltre il Campo
Abbiamo seguito per due anni e mezzo, aiutati dagli educatori della
Fondazione "Casa della Carità" e dell'associazione Nocetum, la vita della
comunità di un campo rom abusivo, abitato più di 150 persone di nazionalità
romena, sito nell'estrema periferia sud-est di Milano, e abbiamo ripreso quello
che accadeva davanti a noi senza interviste, commenti e nessuna messa in scena.
La vita quotidiana, i riti e le feste, le assemblee e le relazioni con gli
operatori sociali, il tentativo di integrarsi con il lavoro e il percorso
scolastico dei ragazzi, gli incendi e le ricostruzioni, fino allo sgombero e la
distruzione del campo da parte della polizia comunale nel settembre del 2007.
Tutto questo, senza nessun compiacimento pietistico o patetico, cercando di
dare una visione reale del loro vissuto, per una volta lontani dallo stereotipo
che vede gli "zingari" solo come delinquenti o come ultimi romantici della
nostra società, cittadini europei che conducono una vita sempre sul punto di
essere messa in discussione e ritenuta indegna da molti.
Da lunedì 15 febbraio 2010 a lunedì 14 giugno 2010
Presso: Arci Turro
via Rovetta 14 Milano - MM Turro, ATM 86 ingresso gratuito, con tessera Arci
rassegna di Film "HO INCONTRATO ZINGARI FELICI" (Maladilem Bachtale Romenca -
da Upre Roma inno nazionale degli zingari),
organizzata dall'Associazione La Conta in collaborazione con il Circolo ARCI
Martiri di Turro, con l’Associazione Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti e
Associazione ApertaMente
Cinque film splendidi, di storie di rom, sinti, gitani e nomadi, per conoscere
la loro storia, la loro cultura e le passioni e le sofferenze di ieri e di
oggi.
PROGRAMMA DELLA RASSEGNA
Lunedì 15 febbraio 2010 alle 21,00 - "Latcho Drom" di Tony Gatlif – Francia -
1993 - Presenta la serata Ernesto Rossi - Associazione "Aven Amentza – Unione di
Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente di Buccinasco";
Lunedì 15 marzo 2010 alle 21,00 - "Gatto nero, gatto bianco" di Emir Kusturica -
Francia/Germania/Yugoslavia - 1998 – Presentano la serata Ernesto Rossi -
Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente
di Buccinasco" e Fabrizio Casavola studioso e scrittore Rom-Sinti di Mahalla -
Milano
Lunedì 12 aprile 2010 alle 21,00 – "E i violini cessarono di suonare" di
Alexander Ramati - USA - 1995 – Presentano la serata Ernesto Rossi -
Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti" e Associazione "ApertaMente
di Buccinasco" e Fabrizio Casavola, studioso e scrittore Rom-Sinti di Mahalla -
Milano
Lunedì 10 maggio 2010 alle 21,00 - "Gadjo Dilo" (Lo straniero matto) di Tony
Gatlif – Francia - 1997 - Presenta la serata Dijana Pavlovich, attrice rom.
Lunedì 14 giugno 2010 alle 21,00 - "I Lautari" di Emil Lotjanu - URSS - 1972 –
Presentano la serata Ernesto Rossi - Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom
e Sinti" e Associazione "ApertaMente di Buccinasco" e Fabrizio Casavola,
studioso e scrittore Rom-Sinti di Mahalla – Milano.
Di Fabrizio (del 24/01/2010 @ 09:33:36 in Italia, visitato 2665 volte)
Ricevo da Ernesto Rossi
Le tracce della piccola Denise Pipitone, la bambina siciliana
scomparsa il 1° settembre 2004 vicino a casa, sono state seguite in tutt’Italia,
controllando una serie di segnalazioni di persone che affermavano di averla
vista.
Luoghi privilegiati di queste indagini furono campi e insediamenti rom e sinti.
Ne seguirono insulti e aggressioni diffuse nei confronti di donne rom, e
qualche arresto, annullato dal riconoscimento dell’inconsistenza delle accuse.
Perché, ’come tutti sanno’, o credono di sapere, gli ‘zingari’ rubano
i nostri bambini, non contenti, evidentemente, di tutti quelli che hanno
già. Anche se un’accurata ricerca universitaria sugli ultimi quarant’anni di
analoghe notizie ha dato risultato zero: non c’è un solo caso accertato.
Una di quelle tracce portava anche a Milano. Una guardia giurata che stazionava
all’esterno d’una banca affermò di aver visto la piccola, riconosciuta e filmata
col cellulare per alcuni secondi, tutta imbacuccata per il freddo (era proprio
il gennaio di cinque anni fa), in compagnia di alcuni ‘zingari’.
Al nostro presidente Mauro, dell’Associazione Aven Amentza, fu chiesto
dall’allora capo della Squadra mobile della Questura di Milano di adoperarsi per
verificare, foto in mano, nei vari insediamenti di rom romeni, se fosse
possibile reperire tracce del passaggio, se non della presenza della bambina.
Mauro, rom autorevole e conosciuto in tutte le comunità, a Milano e
nell’hinterland, lo fece con costanza e passione per oltre un mese
(gratuitamente, è bene dirlo), tanto che riuscì a ritrovare la… piccola: stava
in un campo milanese con i suoi genitori, assai spaventati da tutto il
putiferio, e stava bene. Per quanto si possa star bene in un campo.
Solo che era un maschietto.
Sei sicuro? chiese Mauro al suo interlocutore.
Assolutamente, l’ho visto fare pipì.
Poco dopo fui contattato da un regista televisivo per un’intervista a Triboniano.
Questi accettò le condizioni dei capi rom: riprese solo dalla testa in giù, come
gli spiegammo, perché già troppi rom hanno perso il lavoro perché identificati
come tali dai loro ‘padroni’ in una ripresa o in una foto sui giornali. Così
l’intervista si svolse coi tre capi di Triboniano nella ‘baracca’ di uno di
loro, presente anch’io.
Ecco che alcuni giorni or sono leggiamo sui giornali la notizia che il gup di
Marsala, Lucia Fontana, ha rinviato a giudizio, per il sequestro di Denise, la
sorellastra Jessica Pulizzi e, per false dichiarazioni, il suo ex fidanzato
Gaspare Ghaleb.
La bambina non ha dunque girato l’Italia e tanto meno in compagnia di famigerati
‘zingari’: un’altra bufala scoppia come una bolla di sapone, per ritornare nel
mondo delle frottole e delle calunnie razziste, tanto amate da certi personaggi
della nostra politica attuale e, purtroppo, piattamente seguite da certa stampa.
Milano, 20 gennaio 2010 Ernesto Rossi, presidente di Aven Amentza.
sede legale: Via Triboniano 212 – 20156 Milano (Italia). Tel. +39.(02).48409114
Costituita il 18 luglio 2004, registrata a Milano il 22 novembre 2004 , n°
104485 serie 3. Codice fiscale 97389270154
Storia, cultura, antiziganismo e musica Rom il 13 luglio a Corsico
(Milano) Corsico è un centro emblematico della condizione di discriminazione in cui
vivono i Rom in Italia, ma è anche un punto di incontro per un movimento
antirazzista sempre più vivo e consistente. Ecco perché l'incontro del 13
luglio, presso l'Area Pozzi (Via Alzaia Naviglio Trento) risulta particolarmente
significativo. Nell'àmbito dell'iniziativa, ha un notevole interesse storico la
mostra dedicata alla partecipazione di Rom e Sinti alla Resistenza e quella
incentrata sulla comunità Sinti di Buccinasco. Cultura, Storia e una riflessione
sulla condizione attuale dei Rom in Italia saranno i temi trattati da Ernesto
Rossi, Dijana Pavlovic e Roberto Malini durante il dibatito "Nomadi. Storia,
percorsi e integrazione".
h. 16:
Spazio associazioni Mostra fotografica curata da Cipes sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla
Resistenza Italiana
Mostra di foto della comunità Sinti di Buccinasco a cura di Apertamente
h.17.30 – 19: Discussione dibattito: “Nomadi. Storia, percorsi e integrazione” Diversi gli argomenti trattati, dalla Storia e cultura del popolo Rom alle
problematiche di integrazione, fino ai provvedimenti di schedatura etnica e ai
recenti casi di aggressione di cittadini Rom da parte di agenti delle forze
dell'ordine. Relatori: Dijana Pavlovic, Ernesto Rossi, Roberto Malini.
h.19 – 20.30: Cena aperitivo
h. 19 – 22: Musica dal vivo con Nico Grancea e i Manele Manele. Nico Grancea è nato a Buzău, in Romania, il 18 marzo 1988. E' figlio
dell'Olocausto di terza generazione (suo nonno scampò allo Zigeunerlager di
Auschwitz durante la rivolta dei Rom avvenuta il 16 maggio 1944). E' un
interprete del genere musicale "Manele". La musica manele, che si è affermata in
Romania a partire dagli anni 1980, fa parte della musica folk del popolo Rom. I
primi interpreti cantavano nelle strade di Ferentari, un quartiere povero di
Bucarest. Le radici della musica manele, fortemente influenzata dalla musica
turca e araba, risalgono però al XVIII secolo. Gli interpreti moderni più noti
sono Adrian Minune, Nicolae Guza, Florin Salam. I testi sono molto liberi e
raccontano prevalentemente storie d'amore e di passione. Nico canta, con la sua
voce intensa e vibrante che ricorda quella di Florin Salam, perché la gente Rom
non venga annientata nel silenzio, perché un canto di libertà e giustizia
continui a levarsi, più in alto del coro di chi inneggia a un mondo "zigeunerfrei",
senza più 'zingari'. Nico Grancea, Ionit Ciuraro (che interpreterà alcuni brani
insieme a Nico) e i Manele Manele fanno parte del gruppo di artisti e
intellettuali contro il razzismo "Watching The Sky".
Associazioni partecipanti: Apertamente, Aven Amentza, Opera Nomadi, Gruppo EveryOne, Cipes, Rete
Antirazzista, Anpi sez. Corsico, Liberamente, Acli il Sogno
Desideriamo invitarvi a partecipare alla serata "CHI SONO I NUOVI
ITALIANI?", organizzata, in occasione del 150° anniversario
dell'Unità d'Italia, dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Olgiate
Molgora LC, in collaborazione con l'Associazione La Conta, che
ci sarà alle ore 21,00 di sabato 19/03/2011, con ingresso libero e
gratuito, presso la sala Civica di Viale Sommi Picenardi a Olgiate Molgora
(Lecco).
In particolare la serata sarà dedicata alla conoscenza della cultura del popolo
Rom in Italia, attraverso la loro musica, i loro canti e le loro danze, in una
ritrovata unità multiculturale ed inclusiva dei rom che abitano i nostri
territori. Parteciperà alla serata Ernesto Rossi, studioso dei Rom
e Sinti nonché presidente dell'Associazione "Aven Amentza - Unione di Rom e
Sinti" e dell'Associazione "ApertaMente di Buccinasco" che ci
parlerà delle condizioni di vita dei Rom e dei Sinti in Italia e della loro
cultura. Parteciperà altresì La Nuova Untza! un gruppo canoro/musicale
rom di quattro musicisti (fisarmonica, chitarra, violino e clarinetto) più
alcuni ballerini, diretto da Marian Badeanu, "Director" che
animeranno una vera e propria festa Rom con splendidi canti, danze e musiche
tradizionali/popolari Rom. La serata si concluderà con un buffet, offerto a
tutti i presenti.
[...]
La Nuova UNTZA! Gruppo canoro/musicale rom, costituito
normalmente da 4 elementi (una fisarmonica, un violino, una chitarra ed una
tromba o sassofono) ma che nelle feste tradizionali può comprendere fino a circa
10 musicisti/cantori/ballerine/i, condotta da Marian Badeanu, "Director",
violino solista e direttore del complesso, erede dell'associazione musicale "Untza!",
fondata anni fa da musicisti immigrati a Milano, per far conoscere le musiche ed
i canti tradizionali/popolari rom in particolare e più in generale dell'area dei
balcani. Marian Badeanu 'Director' ha ispirato, e partecipato con Loredana
e Ciprian, figli d'arte, al film/documentario "Miracolo alla
Scala" di Claudio Bernieri, originale remake del "Miracolo
a Milano" di De Sica e Zavattini, definito da Ermanno Olmi
"un utile e bel documento".
Vi saremo grati se vorrete dare diffusione elettronica all'iniziata di cui
sopra e/o diffondere la stessa tra le persone che ne possono esservi
interessate. Vi ringraziamo in anticipo.
La Sinistra Zona 6
in collaborazione con tutte le associazioni democratiche
e le agenzie educative del territorio 26 gennaio 2007 ore 15,30
Giornata della memoria in zona 6
Il 27 gennaio, dal luglio del 2000, è la giornata della Memoria. Il nostro
paese, mai come oggi, ha bisogno di ritrovare la sua memoria. L’Olocausto è
stato, con la guerra, il più drammatico fatto del 1900. Ci ritroviamo per
ricordare le donne e gli uomini mandati a centinaia di migliaia a morire in
camere a gas con l’unica colpa di essere diversi dalla maggioranza al potere. La
memoria serve a ricordare che la paura genera morte e sofferenza e che interi
popoli non possono essere giudicati. Ai deportati, oltre il timbro tatuaggio,
veniva assegnato un triangolo che ne identificava la categoria da eliminare. Uno
dei triangoli meno conosciuti è:
- IL TRIANGOLO MARRONE: deportati zingari
Porajmos: letteralmente devastazione. E’ questo il termine usato dalle genti rom
per indicare il tentativo del regime nazista di sterminare gli zingari. In
Italia gli
zingari chiamano se stessi con due nomi: ROM (centro e sud) e SINTI (nord), il
cui significato è uomini contrapposto a GAGGIO’ i non-uomini, cioè gli
stranieri, ma significa anche sempliciotti, paurosi. I Rom considerano i Sinti
gagè perché il sistema di vita di questi ultimi è basato sul viaggiare e sullo
spostarsi
continuamente, mentre i Rom sono più sedentari.
Perché non si ripetano gli orrori del passato, affrontiamo insieme i pericoli
presenti.
Interventi:
Ernesto Rossi, ASS. AVEN AMENTZA – UNIONE ROM E SINTI
Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi, OPERA NOMADI
Ci vediamo in via degli Anemoni 6
buffet, documenti e riviste
La campagna "DOSTA!" ("basta" in lingua romanes)
promossa dalla Comunità europea è coordinata e finanziata dall'UNAR
(Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) in collaborazione con il
Consiglio d'Europa e con le principali federazioni rom e sinte per promuovere in
Italia una maggiore conoscenza della cultura dei Rom e dei Sinti, la più grande
minoranza etnica d'Europa, e per sconfiggere con la conoscenza gli stereotipi
che hanno sempre accompagnato questo popolo.
Piacere di conoscervi!
Siamo i Rom e i Sinti, ma molti per ignoranza o cattiveria ci chiamano "zingari"
o "nomadi".
Viviamo in mezzo a voi da circa seicento anni ma ancora in pochi ci conoscono
veramente. Probabilmente avete letto sui giornali che siamo sporchi, ladri,
accattoni… ma non è così. Certo alcuni di noi sono molto poveri e alcuni hanno
commesso degli sbagli. Ma non siamo tutti uguali anche se siamo tutti presi di
mira da discriminazioni e in alcuni casi da razzismo vero e proprio.
In Europa siamo in dodici milioni, in Italia molto meno, circa 100.000. In
maggioranza siamo Cittadini italiani dal 1871 ma alcuni di noi vengono dalla ex
Yugoslavia e dalla Romania: scappati dalla guerra o dalla miseria.
Provate ad immaginare di non poter avere documenti (anche se i vostri e
genitori sono nati in Italia), di non poter chiedere lavoro o continuare a
studiare per questo motivo, di dover aspirare al massimo a vivere in un
container o in una roulotte… di essere allontanati se entrate in un bar, di
essere oggetto di battute e scherno… che vita sarebbe? La vita di molti di noi
al momento.
Noi siamo i Rom e Sinti e come ogni altra minoranza abbiamo una lunga memoria
storica, valori, costumi, tradizioni, arti, talenti, musica e bellezza. Abbiamo
i colori di una civiltà millenaria che non hai mai preso parte ad una guerra.
Tutto questo tuttavia resta confinato troppe volte negli angusti spazi che
occupiamo alle periferie delle città, in ghetti che chiamano "campi nomadi".
La campagna DOSTA può rappresentare la possibilità di superare quel muro del
pregiudizio che circonda la nostra gente.
Noi vi tendiamo una mano, metteremo in piazza frammenti della nostra cultura,
vi sorprenderemo con il calore della nostra musica, le emozioni delle nostre
danze e lo faremo in una serie di eventi che si snoderanno per tutta Italia,
accompagnati da seminari e conferenze, mostre fotografiche e proiezioni video,
momenti di riflessione in cui ci racconteremo a voi.
Il programma di Milano è stato realizzato dalla "Federazione Rom&Sinti
insieme" e dall'Associazione UPRE ROMA con il patrocinio e il contributo di:
Fondazione Culturale San Fedele
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Fondazione Fabrizio De André onlus
Casa della Cultura
Hanno aderito: ARCI Milano, Associazione Aven Amentza, Associazione Romano
Drom, Lavoro, Gruppo Abele di Milano, Opera Nomadi di Milano
Rom e sinti: una piaga da scacciare o una realtà
da conoscere?
A Milano la campagna "DOSTA!" contro la discriminazione di Rom e Sinti
Venerdì 29 ottobre alle ore 11.30 nella sala Marra di palazzo Marino è
convocata la conferenza stampa di presentazione della campagna DOSTA!
La campagna " DOSTA!" ("basta" in lingua romanes) è stata promossa dalla
Comunità europea, in Italia è coordinata e finanziata dall'UNAR (Ufficio
Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) del ministero per le Pari Opportunità in
collaborazione con il Consiglio d'Europa e con le principali federazioni rom e
sinte, per promuovere una maggiore conoscenza della cultura dei Rom e dei Sinti,
la più grande minoranza etnica d'Europa, e per sconfiggere con la conoscenza gli
stereotipi che hanno sempre accompagnato questo popolo.
A Milano la Federazione " Rom& Sinti insieme" e l'associazione UPRE ROMA
hanno prodotto uno sforzo particolare per la situazione estremamente delicata
delle comunità rom e sinte (350 sgomberi di campi abusivi e la prevista chiusura
di 4 campi regolari con il coinvolgimento di oltre 1000 persone tra uomini,
donne e bambini).
Il programma di iniziative che viene proposto alla città ha visto il
coinvolgimento di autorevoli istituti culturali come la Fondazione Culturale San
Fedele, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la Casa della Cultura, la
Fondazione De André e l'adesione dell'ARCI Milano, dell'Associazione Aven
Amentza, dell'Associazione Romano Drom, della Camera del Lavoro, del Gruppo
Abele di Milano, dell'Opera Nomadi di Milano.
Alla presentazione del programma intervengono Massimiliano Monanni
direttore dell'UNAR, Dijana Pavlovic vicepresidente della Federazione
Rom& Sinti insieme, Giacomo Costa per la Fondazione culturale San Fedele,
Chiara Daniele direttrice della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli,
Ferruccio Capelli presidente della Casa Della Cultura.
Grazie per l'attenzione
Per informazioni: 339-11.70.311
29 ottobre - ore 11.30 – sala Marra di palazzo
Marino Conferenza stampa di presentazione della campagna DOSTA!
8 novembre - ore 21 Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b Saluti:Giacomo Costa, fondazione culturale San Fedele Presentazione: un esponente dell'UNAR; Fabrizio Casavola, Upre Roma "Le danze di Billy e Dijana" di Daniele Lamuraglia, con Dijana Pavlovic e Diego Conti
Nell'occasione verrà esposta la mostra sul Porrajmos (lo sterminio dei rom e dei
sinti)
12 novembre - ore 18-20.30 Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, via
Romagnosi 3 "Rom: a Milano si può? Politiche abitative (e altro): soluzioni possibili" Saluti:Carlo Feltrinelli presidente della Fondazione
Giangiacomo Feltrinelli Introduzione: un esponente dell'UNAR; Alfredo Alietti, Upre Roma,
docente di sociologia università degli studi di Ferrara Testimonianze:don Massimo Mapelli, Casa della Carità; abitanti
dei campi; Interventi:Laura Balbo, docente di sociologia università degli
studi di Padova; Antonio Tosi, docente di sociologia urbana al
Politecnico di Milano; Tommaso Vitale, Scientific Director of the Master
"Governing the Large Metropolis" CEE, Sciences Po Paris
E' stata invitata Mariolina Moioli, assessore alle politiche sociali
Comune di Milano.
18 novembre – ore 20.30-23 - Casa della Cultura, via Borgogna 3 "La rappresentazione mediatica dei rom e dei sinti: tra dovere di informare e
violazione dei diritti." Presenzia:Ferruccio Capelli, presidente della Casa della
Cultura Introduzione: un esponente dell'UNAR; Paolo Cagna Ninchi,
presidente Upre Roma Interventi:Michael Guet, Capo della Divisione dei Rom e dei
viaggianti del Consiglio d'Europa; Eva Rizzin e Angelica Bertellini,
Articolo 3 - Osservatorio sulle discriminazioni di Mantova; Ferruccio de
Bortoli, direttore del Corriere della Sera; Roberto Escobar, docente
di filosofia della politica alla Statale di Milano; David Parenzo,
conduttore e autore televisivo,
E' prevista la presenza del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna
1 dicembre – ore 21 – Casa della Cultura, via Borgogna 3 "Sebben che siamo donne… rom - La via dei campi e la via dell'arte" Presenzia:Ferruccio Capelli, presidente Casa della Cultura Introduce: un esponente dell'UNAR. Rebecca Covaciu, rom rumena, premio UNICEF per i disegni; Laura Halilovic, rom bosniaca, autrice di "Io, la mia famiglia rom e
Woody Allen"; Dijana Pavlovic, rom serba, attrice
Nel corso dell'incontro saranno proiettati frammenti delle realizzazioni
artistiche
9 dicembre - ore 21 - Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b
Concerto conclusivo con artisti rom e italiani organizzato con la Fondazione De
André (programma in via di definizione)
Per promuovere un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti dei Rom e Sinti in Italia
Roma, domenica 8 giugno 2008 L’iniziativa è promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà che non vogliono essere strumentalizzati da nessuno.
Le Associazioni che aderiscono all’iniziativa diventano automaticamente anche organizzatori e promotori partecipando con i propri rappresentanti al costituente Coordinamento Nazionale Permanente e al corteo antirazzista nel rispetto dei principi che hanno mosso l’iniziativa.
PROGRAMMA Definitivo
Domenica 8 giugno, Roma
Dalle 12 alle 16 ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO ci si arriva in pulman, in auto e con la metro)
Dalle 16 alle 17 corteo dal Colosseo fino al Foro Boario
Dalle 17 alle 20 Foro Boario, Villaggio Globale
libera discussione, proposte:
Costituzione del Coordinamento Nazionale Antirazzista
Creazione di una rete informatica, contro l’inquinamento e la mistificazione delle informazioni
Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
Varie ed eventuali
Dalle ore 20 Festival Antirazzista Alexian Group (Italia)
Musicisti Rom del Kossovo
Taraf de Bucarest (Romania)
Chaja Chelen (Bosnia Erzegovina)
Lucio Pozone (chitarra flamenca)
La partecipazione è aperta a tutti gli artisti
La partecipazione è libera e gratuita, le adesioni sono aperte a tutti
FERMIAMO UN GENOCIDIO CULTURALE Dopo l'ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare in silenzio, occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole. L’8 Giugno le Associazioni Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile. Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!! Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati, Tutti credono che Rom siano solo stranieri.
Non è vero !, infatti l'80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani
Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero !, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero !, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un'imposizione dovuta alla non conoscenza.
Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero !, infatti il termine corretto è Rom o Sinto.
Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, il 70% degli italiani sono razzisti nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell'uomo in Italia per i Rom non vale.
Fra gli aderenti e promotori: - Alexian Santino Spinelli (musicista Rom, docente Università di Torino, Trieste, Chieti, rappresentante italiano ERTF a Strasburgo) - Gianni Vattimo (Filosofo) - Pier Virgilio Dastoli (Direttore della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia – Roma) - Angelo del Boca (docente universitario e storico) - Angelo d'Orsi, (docente Università di Torino) - Costanzo Preve (studioso di Filosofia) -Viktória Mohácsi (Romnì - Europarlamentare) - Rudko Kawczynski (Presidente ERTF) - Juan de Dios Ramirez-Heredia (Presidente Union Romanì -Spagna) - Stanislav Stankiewicz (Presidente International Romani Union) - Jovan Damianovic (Presidente Romani Union Serbia) - Carla Osella (Presidente Nazionale AIZO) - Sergio Giovagnoli (ARCI Solidarietà Lazio) - Rita Bernardini (Segretaria Radicali Italiani) - Marco Perduca (Senatore) - Gian Antonio Stella (giornalista) - Moni Ovadia (artista) - Guido Cohen - Massimo Rendina (ex comandante partigiano, storico, Presidente dell'ANPI nazionale) - Alberto Asor Rosa (Professore Emerito, Università la Sapienza) - Piera Tacchino (Associazione Piemonte-Grecia “Santorre di Santarosa”) - Armando Gnisci (Docente Universitario, Roma) - Marco Revelli (scrittore e docente universitario) - Filippo Taricco (scrittore) - Beppe Rosso (attore) - Paolo Dossena (Produttore musicale Compagnia Nuove Indie) - Alma Azovic (mediatrice romnì) - Tamara Bellone (docente Univ. Politecnico di Torino) - Graziano Halilovic (mediatore culturale Rom) - Kasim Cismic (UNIRSI-Ertf) - Marcel Courthiade (docente INALCO) - Stojanovic Vojislav (Il Responsabile della Commissione Immigrazione PRC – TO) - AlexisTsoukias (Presidente Associazione Piemonte Grecia “Santorre di Santarosa”) - Bajram Osmani (giornalista Rom) - Marian Serban (musicista Rom) - Nico Arcieri (musicista) - Marina Arienti (giornalista) - Gianni Di Claudio (regista cinematografico) - Luca Krstic (regista cinematografico) - Silvio Sarta (regista teatrale) - Adriano Mordenti (fotografo e musicista) - Lidia Gualtiero (docente, responsabile didattica Istituto Storico Rimini) - Fausta Messa (Istituto Storico per la Resistenza, Sondrio) - Adriana Martino (critica d’arte) - Ciro De Rosa (critico musicale) - Giovanni De Nobile (direttore d’orchestra) - Fabio Neri (direttore d’orchestra) - Giuseppe Piccinino (direttore d’orchestra) - Paola Olivetti (Archivio nazionale cinematografico della resistenza) - Massimo Zucchetti (docente Politecnico di Torino) - Roberto De Caro (Presidente Casa Editrice Ut Orpheus) - John Foot (professore di storia all'Università di Londra, saggista) - Nicoletta Dosio (Associazione La credenza -Bussoleno To) - Ivana Kerecki (Traduttrice -Milano) - Antonio Grassedonio (sindacalista) - Liljana Banjanin (docente Università di Torino) - Boris Bellone (docente media superiore) - Sergio Chiarloni (docente Università di Torino) - Gabriella Onofrio (informatico) - Luciano Pannese (musicista) - Francesco Ciancetta (musicista) - Vladimiro Torre (Ass. Thèm Romanò Reggio Emilia) - Silvia Faugno (soprano) - Federica Zanetti (Docente Università di Bologna) - Maria Omodeo (Cospe Responsabile Area "Interculturalità - Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" - Maria Rosa Mura (Associazione Il Gioco degli Specchi) - Daniele Barbieri (Imola) - Tahar LamriCinzia Gubbini (giornalista) - Ivano Tajetti (ANPI Barona. Milano) - Martin Clausen - Donato Toffoli (Comitato Tecnico Scientifico Agjenzie Regjonâl de Lenghe Furlane Felet/Feletto Umberto (UD) - Claudio Bocci (Associazione Altrevie) - Enrico Palandri (scrittore) - Mario Rebeschini (Fotografo e giornalista) - Orietta CiprianiSandro Micolucci (artista) - Dimityr Kirilov (artista) - Giovanna GrengaSalvatore Armando Santoro (Presidente Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano -GR) - Olga Siciliani (giornalista) - Lorenzo Guadagnucci (giornalista) - Annamaria Rivera (antropologa, Università di Bari) - Gabriella Ti (Programma radiofonico Brussellando) - Concetta Di Virgilio (architetto) - Cinzia Pierangelini (Assessore alla Cultura della Provincia di Grosseto) - Daniela Terrile (Commission Européenne) - Khalid Fiddi (Presidente Associazione Atlas ONLUS) - Loredana Galassini (pensionata) - Stefano Taglietti ( Compositore) - Fausta Messa (insegnante) - Rosa Mauro (scrittrice) - Nella Ginatempo (sociologa) - Melo Franchina (architetto) - Christian Picucci (ex operatore sociale) - Giorgio De Rossi - Stephanie GengottiRoberto Malini (scrittore e storico) - Dario Picciau (regista) - Matteo Pegoraro (scrittore) - Steed Gamero (fotografo) - Fabio Patronelli - Laura Todisco - Esad Licina - Stelian Covaciu - Udila Ciurar - Sergio Maceri - Andrea Garbin - Paola Manduca (Prof.Genetica, Genova) - Lucia Vasciminno (Il Centro delle Culture di Roma) - Ivan Rufo (Direttore Artistico di Botteghe d'Autore Festival) - Marina FuentesGiovanna Boursier (giornalista) - Mauro Pace, (impiegato regionale) - Donatella Papi - Antonio Giordano (Ass. D’Altrocanto) - Mariella Rocco (Ass. D’Altrocanto) - Germano Monti (Forum Palestina) - Stefania Krilic (assistente sociale) - Giuseppe Anceschi - Norma Bertullacelli - Danilo Cremonte per "Human Beings - Laboratorio teatrale interculturale", Perugia - Ivano Peduzzi (capogruppo PRC Regione Lazio) -Alessandro Galassi (regista) - Gabriele Polo (giornalista) -Marco Brazzoduro-Stefano Galieni (Coordinatore Dipartimento Immigrazione PRC) -Sageer Khan (musicista indiano) -Michele Dalai (Editore) - Alfonso Perrotta - Daniele De Berardinis - Ginevra Serego Alighieri (Verona) - Angela Pèrcopo, (associazione di Volontariato ' Banca del Tempo-TempoAmico'di Latina) - Sabatino Annecchiarico (giornalista) - Basilio Buffoni (Milano) - Concetta Gizzarelli - Don Federico Schiavon (Direttore della Pastorale dei Rom e Sinti della Conferenza Episcopale Italiana) - Sergio Bonetto (avvocato) - Gianluca Vitale (avvocato) - Fulvio Perini (Dirigente Sindacale CGIL) - Marzio Porro (docente Università di Trieste) - Allessandra Algostino (docente Università di Torino) - Nietta Fiorentino (Associazione Piemonte-Grecia "Santorre di Santarosa") - Mariella Allemanno (insegnante L2) - Eleonora Cane (Gruppo Pace Valsusa) - Marisa Ghiano (Gruppo Pace Valsusa) - Matilde Lanfranco (Gruppo Pace Valsusa) - Bianca Riva (Gruppo Pace Valsusa) - Milena Valli (Sondrio) - Andrea Buonajuto (circolo Carlo Rosselli –Napoli- insegnante) - Livio Sossi - Leoncarlo Settimelli (regista, musicista) - Sarah Zuhra LukanicFulvio Pezzarossa (docente Università Bologna) - Anna Chiarloni (docente Università di Torino) - Lucio Pozone (musicista) - Maria Chiara Esposito - Rossella Di Terlizzi (danzatrice) - Daniela Lucatti (poetessa, scrittrice) - Elena Montani (Commissione Europea - Rappresentanza in Italia) - Aldo Zargani - Elena Magoia - Fabio Alberti (Un Ponte Per) - M.Cristina Lauretti (Psichiatra) - Maurizio Matarrese (musicista) - Giulio Taurisano (associazione Idea Rom - Torino) - Cristina Di Canio - Roberta Melchiorre (Impiegata) - Taddeo Raffaele (Centro Culturale Multietnico La Tenda) - Franco Grisolia (Esecutivo del PCL) - Marco Ferrando (Esecutivo del PCL) - Paolo Finzi (rivista "A") - Aurora Failla (rivista "A") - Emiliana Armano (sociologa) - Raffaele Sciortino (docente di Filosofia e giornalista) - Kossi A. KOMLA-EBRI (scrittore migrante) - Avv. Antonio Cilli (Ass. Tra terra e cuore) - Lia Tagliacozzo Bisoni ( insegnante e sociologa di Venezia) - Tommaso VitaleAnna Di Segni Coen - Giulio Russo (Presidente Cesv) - Rosi Yamascita (insegnante) Fiammetta Bises (ebrea anti razzista ed emigrata pluridiasporica del Gruppo Martin Buber Ebrei pr la Pace) - Franca Eckert Coen - Paolo Pignatelli (insegnante) - Daniela Falcone - Roberto Niccolai (operatore socio-culturale e studioso delle migrazioni)- Pistoia - Roberta Sangiorgi (Associazione Eks&Tra) - Mariapia Passigli (Associazione Periferie Al Centro) - Antonio Thiery Valeria Minucciani (Docente Politecnico Di Torino) -Vanessa Cirillo - Julia Prestia - Sandro Salerno - Filomena Di Paola - Aldo Pavia (Presidente ANED) - Lara Mantovani (infermiera) - Dott. Salvatore Armando Santoro (Poeta e Presidente del Cicolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano - Montieri-GR) - Graziella Cormio (Ass Tolbà) - Sergio Deggiovanni Consigliere PRC comune di Brisighella (RA) - Daniele Contardo (musicista Torino) - Mario Cavatore (scrittore) - Gian Luca Magagni (giornalista) - Andrea Papi (rivista “A”) - Sara Iommi (Studentessa Agugliano -AN) - Ernesto Rossi (Associazione Aven Amentza – Unione Rom e Sinti, Milano) - Gelu Cafadaru (Associazione Aven Amentza – Unione Rom e Sinti, Milano) -Roberto Niccolai (operatore socio-culturale e studioso delle migrazioni)- Pistoia - Raffaele Taddeo (giornalista) - Dario Cercek (giornalista, Lecco) - Anna Lisei (Bologna) - Giuseppe Cusatelli (Milano) - Franco Fuselli - Marina Criscuoli - Andrea BillauLuigi Medea (segretario generale del Premio Nazionale Histonium) - Barbara Beneforti (Operatrice del Centro Antidiscriminazione della Provincia di Pistoia) - Patrizia Paglia - Camilla Miglio (professore universitario, L'Orientale di Napoli) - Alessia Montuori (Senza confine) - Attilio Mangano (storico) - Oriana Costanzi (poetessa) - Michele Lorusso (direttore d'orchestra) - Giada Valdannini (giornalista) - Cam Lecce (attrice - ass.cullt. Deposito dei Segni) - Jörg Grünert (scultore - ass. cult. Deposito Dei Segni) - Roberta Boccabella (architetto - libero professionista; L'Aquila) - Dott.ssa Anna Lissa (docente universitaria) - Flore Murard-Yovanovitch - Giovanna Di Lello (regista) - Concetta Gizzarelli (giornalista) - Elena Perotto - Concetta Gizzarelli - Gabriele Presta (Sociologo) - Alessandro Ghebreigziabiher (scrittore) - (pianista) - (insegnante) - (fotografa) - (giornalista) - (docente Universitario) (giornalista, scrittrice) - (docente Università di Milano Bicocca) - (storico e saggista) - (Campo della pace ebraico) -
ASSOCIAZIONI DEL COORDINAMENTO:Associazione Nazionale Thèm Romanò ONLUS Centro di Promozione Interculturale (Associazione Autonoma di Rom e Sinti in Italia Sede Nazionale Lanciano CH) - Union Romani -Italia - ERTF- Italia - Rappresentanza della Commissione Europea in Italia Roma - UNITED for Intercultural Action (Amsterdam- Olanda) - Associazione Piemonte-Grecia “Santorre di Santarosa” - Union Rromani Internazionale - Union Rromani Francia - Union Romani Serbia - Union Romani (Spagna) - Ass. Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Emilia Romagna) - Associazione Thèm Romano (Coordinamento Regionale Abruzzo) - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Puglia) - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Lombardia) - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Campania) - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Piemonte) - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Toscana) - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Lazio) - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Molise) - Rromani baxt - Ternikano Berno - La voix des Roms - Femmes rom, sinté, kale de France - Centre AVER de recherché sur le racisme (Paris) - Associazione Mediterra - Associazione Ciack -Istituto Storico per la Resistenza Rimini - IstitutoStorico per la Resistenza, Sondrio - Associazione Libero Teatro Morale - Archivio nazionale cinematografico della resistenza - S.O.S. Utenti (Associazione di difesa dei consumatori) - AIZO - ARCI Solidarietà Lazio -Associazione Il Gioco degli Specchi - Cospe - ANPI Barona Milano - Associazione Altrevie - Compagnia Nuove Indie (Casa discografica – Roma) - Materiali Sonori - Associazione Popica Onlus (Roma) - Circolo Culturale Mario Luzi (Boccheggiano -GR) - Associazione Atlas ONLUS (Chieti) - Il Comitato Immigrati in Italia - Laboratorio politico Resistenza Universitaria (Roma) - Circolo del Cinema 2046 (Trevignano Romano) - Circolo PRC 20 Luglio (Trevignano Romano) - Radio Radicale - Associazione culturale Il resto del Cremlino - Gruppo EveryOne - Gruppo di Artisti per i Diritti Umani "Watching The Sky" - Il Centro delle Culture di Roma - Botteghe d'Autore Festival -Associazione Daltrocanto (Salerno) - Centro di documentazione don Tonino Bello (Faenza) - Centro Ligure di documentazione per la pace - Rete controG8 per la globalizzazione dei diritti - Human Beings - Laboratorio teatrale interculturale", (Perugia) - Rete nazionale sempre contro la guerra (Roma) - Lista del centro di ricerca per la pace (Roma) - L'associazione ecoriflesso (Roma) - Lista rekombinant (Roma) - Dipartimento Immigrazione PRC - Associazione Amici della musica di Campovalano (Campovalano –TE) - Baldini Castoldi Dalai Editore - Associazione Interculturale Villaggio Globale - Associazione Di Volontariato (Banca Del Tempo-Tempoamico'di Latina) - Il Movimento Per La Costituente Comunista Di Roma - Gruppo Pace Valsusa - Il Blog "Il Russo" - Coordinamento Nazionale Per La Jugoslavia - Associazione Liumang-Cividale Del Friuli - Associazione Iskra - Cividale Del Friuli (Circolo Di Cultura Del Prc) - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Sezione Cividale Del Friuli) - Associazione UN PONTE PER - Associazione Idea Rom (Torino) - Associazione Insieme Zajedno (Roma) - Centro Culturale Multietnico La Tenda - Partito Comunista dei Lavoratori - Rivista anarchica "A" - Alla Bua Gruppo Etnomusicale Salentino - Associazione Terra e Cuore - Associazione Eks&Tra - Associazione Periferie Al Centro - Redazione Di Fuori Binario - Anpi Nazionale -Cooperativa Sociale Pralipé - L'ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) - Associazione Tolbà - Associazione Focus- Casa Dei Diritti Sociali - Associazione Di Volontari Aizo Trentino Alto Adige - Associazione Aven Amentza – Unione Rom E Sinti, Milano - ASSOCIAZIONE FIABA CENTRO DI ASCOLTO E SOLIDARIETA (LANCIANO) - ASSOCIAZIONE ADRIATICA PER GLI IMMIGRATI - ASSOCIAZIONE ALBA
Di Fabrizio (del 21/10/2012 @ 09:17:48 in Italia, visitato 1667 volte)
Desideriamo invitarvi a partecipare alla rassegna "HO INCONTRATO
ANCHE DEGLI ZINGARI FELICI" IV Edizione, organizzata dall'Associazione
La Conta in collaborazione con l'Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom
e Sinti", Associazione "ApertaMente di Buccinasco" e la Redazione di
Mahalla - Rom e Sinti da tutto il mondo – Milano, che ci sarà,
con ingresso ad offerta libera, a partire da giovedì 25 ottobre 2012,
alle ore 21.00, alla CGIL Salone Di Vittorio - Piazza Segesta 4, con ingresso da
Via Albertinelli 14 (discesa passo carraio) a Milano
PROGRAMMA DELLA RASSEGNA
Giovedì 25 ottobre 2012 alle 21,00 –
Presentazione del libro "ME ROM" di Erica Rodari,
Ed. Puntorosso – 2012, con la partecipazione di Erica
Rodari e di Fabrizio Casavola che,
anche con la proiezione di documentari inediti, ci parleranno,
delle persecuzioni subite negli ultimi anni, dalle genti Rom, in
particolare dopo il decreto "emergenza rom" dell'ex ministro
Maroni. Il libro "ME ROM" di Erica Rodari, Ed. Puntorosso – 2012
- Stiamo assistendo al crescere dell'interesse e dell'attenzione
nei confronti dei Rom. Forse è proprio una reazione dei "giusti"
alle persecuzioni particolarmente accanite di cui sono stati
oggetto negli ultimi anni nel nostro paese. In particolare dopo
il decreto 'emergenza rom' dell'ex ministro Maroni.
In questo libro/dossier abbiamo cercato di mettere in fila gli
episodi più significativi nel bene e nel male: da una parte la
violenza istituzionale e il razzismo e dall'altra le voci e gli
atti di tanti cittadini che si sono opposti e si sono spesi in
prima persona. Il quadro che ne vien fuori offre vari spunti di
riflessione perché è uno spaccato del momento che stiamo vivendo
in una società sempre più spezzata, amara ma per nostra fortuna
ancora vitale.
Martedì 13 novembre 2012 alle ore 21,00 –
Incontro "Il quartiere Terradeo: un'esperienza positiva"
con la partecipazione di Ernesto Rossi,
dell'Associazione "Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti" e dell'
Associazione "ApertaMente di Buccinasco" che ci parlerà della
storia condivisa di questo quartiere singolare di Buccinasco.
Giovedì 13 dicembre 2012 alle ore 21,00 –
Presentazione del libro "I ROM DI VIA RUBATTINO: Una
scuola di solidarietà" di Elisa Giunipero e Flaviana Robbiati,
Ed. Paoline – 2011, con la partecipazione di Fabrizio
Casavola ed alcune delle Insegnanti di Via Rubattino
che ci parleranno del libro e di quella esemplare esperienza di
solidarietà Il libro "I ROM DI VIA RUBATTINO: Una scuola di
solidarietà" di Elisa Giunipero e Flaviana Robbiati, Ed. Paoline
– 2011 - Milano, 19 novembre 2009: la baraccopoli di
via Rubattino, occupata da circa trecento rom, viene sgomberata
dalle forze dell'ordine. Per la prima volta, si crea una
mobilitazione di cittadini in favore dei rom: alcuni milanesi
aprono la porta della propria casa per dare ospitalità ad alcune
famiglie che non avrebbero alternative reali alla strada.
Questo libro racconta la straordinaria avventura di incontro,
solidarietà, amicizia tra un quartiere di Milano e i rom,
avventura iniziata con l'iscrizione a scuola di alcuni bambini
rom da parte della Comunità di Sant'Egidio. La scuola si è
rivelata infatti il primo luogo di integrazione, non facile ma
possibile.
La storia dei rom di via Rubattino ha risvegliato pensieri e
azioni di solidarietà anche in altri quartieri di Milano e in
altre città. La rete di simpatia, buon senso, generosità, voglia
di cambiare che ha circondato i rom di via Rubattino ha molto da
dire al clima di antigitanismo che sembra crescere in Europa.
Gli autori di questo libro sono tanti perché quella raccontata
qui è una storia collettiva: maestre, genitori e alunni delle
scuole, sacerdoti, volontari, cittadini, giornalisti. Scritto
come cronaca diventa testimonianza di percorsi possibili e
stimolo a cercare strade di integrazione, unico futuro
possibile.
Questo libro ha il grande vantaggio di guardare in faccia la
realtà così com'è, senza aggiunte né proclami, allo scopo di
provare a identificare una via da percorrere.
Vi saremo grati se vorrete dare diffusione elettronica alle iniziative di
cui sopra e/o diffondere le stesse tra le persone che ne possono esservi
interessate. Vi ringraziamo in anticipo.
Di Fabrizio (del 20/05/2010 @ 09:17:08 in casa, visitato 1841 volte)
Il Tavolo Rom di Milano vi invita al convegno sul tema ROM E SINTI: POLITICHE POSSIBILI NELL’AREA METROPOLITANA DI MILANO. MODELLI E
PROPOSTE
Il convegno si terrà Giovedì 27 maggio 2010 presso il Salone Luigi Clerici - ACLI provinciali di Milano, Monza e Brianza
- Via della Signora 3, Milano
I lavori verranno aperti alle ore 9 con una Introduzione a cura del Tavolo Rom.
Proseguiranno con l’illustrazione e la messa a confronto di Esperienze di inserimento abitativo e lavorativo realizzate in Comuni del
Nord Italia
Seguirà il Dibattito con interventi di esponenti delle amministrazioni comunali di
Milano e provincia
I lavori del convegno si chiuderanno alle ore 13.
Il Tavolo rom: ACLI provinciali di Milano Monza e Brianza, ARCI Milano, Associazione Nocetum
onlus, Aven Amentza, Caritas ambrosiana, Casa della Carità, CGIL Milano,
Comunità di Sant’Egidio, Federazione Rom e Sinti insieme, Gruppo Abele di
Milano, Padri Somaschi di Milano, Upre Roma
Nei prossimi giorni vi sarà inviato un invito con il programma dettagliato e gli
interventi previsti e il documento elaborato dal Tavolo rom [scaricabile
QUI,
file .pdf , 654 KB] in preparazione del convegno.
Di Fabrizio (del 23/03/2011 @ 09:16:38 in Regole, visitato 2866 volte)
Questa (ieri NDR) mattina si è svolta presso la Camera
del Lavoro di Milano la presentazione dell'appello "I Diritti non si
sgomberano", per fermare gli sgomberi dei campi Rom a Milano, che ha già
raccolto l'adesione di oltre 60 associazioni.
Sono intervenuti alcuni dei rappresentanti delle numerose realtà che hanno
promosso l’appello: Onorio Rosati e Corrado Mandreoli per la CGIL, don Massimo
Mapelli della Casa della Carità, Annamaria Bufalini per le Mamme e Maestre
di Rubattino, Bruno Segre del Campo della Pace Ebraico , Paolo Agnoletto per il
Gruppo Sostegno Forlanini, Claudio Cristiani di Agesci Zona Milano, Diana
Pavlovic di Rom e Sinti Insieme, Avv. Alberto Guariso di Avvocati per Niente e
Associazioni Studi Giuridici sull'Immigrazione, una operatrice del Naga e l'avv.
Gilberto Pagani di Legal Team Italia.
Un appello rivolto all’amministrazione perché opti per politiche di vera
integrazione ed abbandoni la logica degli sgomberi, appello però rivolto anche
al tessuto civile di questa città perché ritrovi il gusto della partecipazione
alla costruzione di una città capace di tutelare i diritti di tutti al di là
delle appartenenze etniche e culturali.
In allegato il testo dell'appello con tutte le firme raccolte fino ad oggi.
L'intento è quello di raccogliere nuove adesioni sia di associazioni e gruppi
che di singoli cittadini, che andranno comunicate ad uno dei seguenti indirizzi
scendiamoincampo@gmail.com
oppure gaggini@libero.it
L'invito è quindi quello di farlo girare il più possibile e di pubblicarlo
sui diversi siti internet (se vi serve in altro formato chiedetemelo); allego
anche una griglia da utilizzare eventualmente in caso di raccolta diretta delle
firme (che andranno poi comunicate comunque ai due indirizzi mail indicati
sopra).
Saluti a tutti
Negli ultimi due anni a Milano sono stati effettuati oltre 360 sgomberi di
campi abitati da Rom e Sinti che hanno coinvolto alcune centinaia di nuclei
familiari presenti da tempo sul territorio cittadino.
Dopo ogni sgombero si assiste solo alla rituale esibizione dell'effetto
"pulizia" e alle soddisfatte dichiarazioni degli Amministratori Comunali
riguardo ai quintali di immondizia rimossi.
Spesso gli sgomberi vengono eseguiti senza alcuna preventiva notifica e a
volte gli agenti di polizia intervengono in numero decisamente spropositato
rispetto alla popolazione Rom che intendono allontanare, considerando anche
l'alto numero di anziani e bambini presenti; gli sgomberi spesso sono attuati
all'imbrunire o alle prime luci dell'alba ed anche in pieno inverno con avverse
condizioni atmosferiche, molti sgomberi sono avvenuti sotto la pioggia o la
neve; a seguito degli sgomberi le abitazioni e i pochi altri beni
personali dei Rom sono arbitrariamente distrutti, spesso si tratta di
oggetti di scarso valore economico che tuttavia per quelle famiglie
rappresentano le uniche proprietà; la maggior parte delle persone sgomberate non
riceve alcun tipo di offerta circa una sistemazione alternativa, e nelle rare
occasioni in cui sono presenti i servizi sociali le soluzioni proposte prevedono
lo smembramento delle famiglie o l'allontanamento dei minori.
A causa dei continui e ripetuti sgomberi molti bambini Rom sono stati costretti
ad interrompere la frequenza scolastica e i preziosi legami di amicizia
costruiti con i compagni. Le maestre e i genitori delle scuole dove sono stati
inseriti alcuni bambini Rom, ci hanno più volte ricordato come i continui
sgomberi violano l'inalienabile diritto all'istruzione. Quella di
frequentare la scuola è l'unica possibilità per questi bambini di pensare ad un
futuro diverso. I bambini a cui viene negato il diritto all'istruzione sono
bambini privati anche del diritto di sapere che si può vivere in un modo
migliore, privati anche solo del diritto di sognare una vita diversa.
Questa scelta praticata dall'Amministrazione Comunale di Milano ci risulta
intollerabile, in quanto viola sistematicamente i più elementari diritti
di adulti e bambini sanciti dalle Convenzioni Internazionali e dalla nostra
Costituzione: il diritto all'abitare, all'integrità personale, alla salute,
all'istruzione, nonché il divieto di discriminazione.
In questi anni gli sgomberi e le ruspe non hanno risolto nulla, anzi -
con un grosso dispendio di risorse pubbliche - hanno contribuito a rendere
ancora più difficile e drammatica la vita delle famiglie Rom, ed in particolare
di alcune centinaia di bambini, aumentando il loro disagio e la loro esclusione
dal tessuto sociale.
Infatti, nonostante gli ingenti finanziamenti ricevuti (€ 13.115.700,00 il 29
agosto 2008, da parte del Fondo per la sicurezza urbana e la tutela dell'ordine
pubblico del Ministero dell'interno), nessuna azione di integrazione e
promozione sociale è stata avviata dal Comune di Milano nei confronti dei campi
Rom non regolari.
Il Tribunale ha recentemente condannato il Comune di Milano per comportamento
discriminatorio relativamente alla vicenda legata alla mancata assegnazione
delle case alle famiglie Rom del Campo di Triboniano; per lo stesso motivo, un
gruppo di 39 cittadini ha denunciato alla Procura della Repubblica il Sindaco
Moratti e il Vicesindaco De Corato per i ripetuti sgomberi dei campi Rom,
ipotizzando i reati di abuso di ufficio, interruzione di servizio pubblico (in
particolare relativamente all'obbligo scolastico ) e danneggiamento, con
l'aggravante di averli commessi per finalità di discriminazione e di odio etnico
e
razziale .
In questi anni a Milano c'è però anche chi ha scelto di incontrare questi
volti, queste persone, di costruire rapporti di vicinanza, di
considerarli i nuovi vicini di casa o i nuovi compagni di banco. A volte dopo
uno sgombero sono partite inaspettate catene di solidarietà, che hanno avuto
anche risalto sui mass-media locali e nazionale, ma queste reazioni pur
importanti non sono sufficienti.
Alcune associazioni e gruppi ma anche singoli cittadini, maestre e genitori
hanno costruito con le famiglie Rom dei rapporti basati sulla fiducia, imparando
a superare diffidenze e paure reciproche. Sono nati così progetti di
integrazione abitativa, lavorativa, scolastica. Queste persone hanno scelto di
vivere così il proprio ruolo di cittadinanza attiva per costruire una città
più vivibile e quindi più sicura per tutti, proprio perché più accogliente;
una città capace di tutelare i diritti di tutti al di là delle appartenenze
etniche e culturali.
Siamo coscienti che quelli dell'inclusione e della sicurezza sociale sono temi
delicati e non facili da affrontare, ma queste esperienze ci hanno insegnato che
basta riconoscere nei Rom e nei Sinti prima di tutto delle persone con gli
stessi diritti e doveri di ogni abitante, vecchio e nuovo, di questa
metropoli per iniziare un percorso diverso.
Chiediamo al Sindaco Moratti e al Vicesindaco De Corato di interrompere il
trattamento disumano ed illegale cui sono sottoposte le popolazioni Rom e Sinte
che abitano nel territorio municipale.
Chiediamo all'Amministrazione Comunale di Milano di porre immediatamente fine
alla pratica degli sgomberi.
Chiediamo che le risorse pubbliche non vengano più sistematicamente sprecate per
demolire e distruggere baracche e beni, sogni e legami, ma siano utilizzate per
promuovere percorsi reali di integrazione abitativa e lavorativa e progetti che
garantiscano il diritto all'istruzione ed alla salute per tutti, Rom e Sinti
compresi.
Chiediamo che i Rom e Sinti siano riconosciuti come soggetti a pieno titolo,
interlocutori attivi dei progetti che li riguardano
Ci rivolgiamo alle Associazioni, ai rappresentanti sindacali, alle Chiese, alle
Confessioni Religiose, agli uomini di cultura, agli operatori dei servizi, agli
insegnanti, agli avvocati e a tutti i cittadini che credano nell'inviolabilità
dei diritti umani e civili sanciti dalla nostra Costituzione, affinché
sostengano e sottoscrivano questo nostro appello.
Adesioni all' appello per fermare gli sgomberi dei campi Rom a Milano
ASSOCIAZIONI 1. Gruppo Sostegno Forlanini
2. Mamme e Maestre Rubattino
3. Associazione Genitori Scuola B. Munari via Feltre
4. Associazione Genitori Scuola Media "Quintino di Vona", Milano
5. Casa della Carità
6. Comunità di Sant'Egidio
7. Padri Somaschi di Milano
8. Aven Amentza
9. Federazione Rom e Sinti Insieme
10. Naga
11. CGIL Milano
12. ARCI
13. ACLI
14. Everyone
15. Istituto di Cultura Sinta – Mantova
16. Associazione UPRE Roma
17. Associazione Sucar Drom - Mantova
18. Ufficio Politiche Sociali CGIL Brianza
19. Campo della Pace Ebraico (Milano)
20. CNCA Lombardia (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza)
21. Cooperativa Sociale Comunità del Giambellino
22. Associazione Comunità Il Gabbiano Onlus
23. Agesol
24. Associazione Società Informazione
25. Gruppo Abele
26. Libera
27. Gruppo Caritativo Tabità Onlus presso la Parrocchia della Madonna della
Medaglia Miracolosa – Milano
28. La Comunità per lo Sviluppo Umano – Milano
29. Associazione 21 Luglio – Roma
30. Progetto Ekotonos di San Vittore Milano
31. Antigone
32. Cooperativa Sociale Alice
33. Avvocati per niente
34. ASGI Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione
35. Immigrati Autorganizzati
36. Associazione Familiari e Amici di Fausto e Iaio Onlus
37. Coordinamento INTERGAS
38. GAS Feltre
39. GAS Lambrate
40. GAS Giambellino
41. ANPI Provinciale Milano,Presidente prof. Carlo Smuraglia
42. ANPI Sezione Martiri di Lambrate Ortica, Presidente Ginetto Mori
43. Coordinamento sezioni ANPI ZONA 4 MILANO
44. Associazione Zona 3 x la Costituzione, Presidente Titti Benvenuto
45. Coordinamento Nord Sud del Mondo
46. Legal Team Italia
47. Rivista Popoli, mensile internazionale dei Gesuiti italiani
48. Rivista Aggiornamenti Sociali, mensile di ricerca e intervento sociale dei
Gesuiti
49. AGESCI ZONA MILANO, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani
50. Gruppo Scout AGESCI MILANO 68
51. Gruppo Scout AGESCI MILANO 45
52. Gruppo Scout AGESCI MILANO 4
53. Unione Inquilini - Milano
54. Sicet Cisl - Milano
55. Comitato Inquilini Molise –Calvairate-Ponti
56. Redazione Mahalla
57. Redazione di Faber
58. Rete delle Scuole Senza Permesso
59. Banda degli Ottoni a Scoppio
60. Convergenza delle Culture - Milano
61. Spazio Mondi Migranti (Parabiago)
62. RSU ST Castelletto
63. RSU RAI
64. RSA CGIL Scala Milano
65. RSA FISAC CGIL di Equens Italia Milano
66. RSA FISAC CGIL di Sinsys Milano
67. RSA FISAC CGIL di Banca Montepaschi Milano
68. RSA FISAC CGIL di UNICREDIT Milano
ADESIONI INDIVIDUALI 1. Agnoletto Paolo, Avvocato
2. Agostoni Claudio, Radio Popolare
3. Alietti Alfredo, Università Ferrara
4. Bittasi Padre Stefano (Gesuita Villapizzone – Milano)
5. Borsani Silvia, Maestra scuola via Guicciardi
6. Boschetti Laura, Institut d'Etudes Politiques de Grenoble
7. Brambilla Anna, Avvocato
8. Bravi Luca, Università di Chieti
9. Brugnatelli Francesco, Avvocato
10. Campagna Barbara, Funzione della professionalità giuridico pedagogica in
servizio a San Vittore – RSU Milano San Vittore
11. Carpentieri Rosario, Insegnante di Marcianese CE
12. Colucci Francesco Paolo, Docente Psicologia sociale, Università di
Milano-Bicocca
13. Conte Massimo, Presidente di Codici Società Cooperativa Sociale Onlus
14. Dardanelli Ezio, Segretario Generale FISAC CGIL Lombardia
15. Don Gino Rigoldi, Presidente Comunità Nuova Milano
16. Faggi Stefania, Maestra Rubatino
17. Giansanti Alberto
18. Guariso Alberto, Avvocato
19. Levi della Torre Stefano
20. Lomonaco Michele, Segreteria FISAC CGIL Milano
21. Maneri Marcelli , Università Bicocca Milano
22. Mariani Rosalba, Ufficio Presidenza Direttivo CGIL Milano
23. Micheli Giuseppe
24. Mingione Enzo, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università
Bicocca
25. Moffa Ottavio, Educatore professionale presso la Cooperativa Sociale
Comunità del Giambellino
26. Moni Ovadia
27. Morera Giorgia, Educatrice Cooperativa Sociale Comunità del Giambellino
28. Naldi Alessandra
29. Pagani Gilberto, Avvocato
30. Pavlovic Dijana
31. Robbiati Flaviana, Maestra
32. Roselli Licia, Direttrice Associazione Agenzia di Solidarietà Agesol onlus
Milano
33. Rossi Ernesto, Aven Amentza
34. Sarcinelli Alice Sophie, Ecoles des Hautes Etudes en Sciences Sociales/Médecins
du Monde
35. Segre Bruno
36. Semprebon Michela, Dottore di Ricerca in Sociologia Urbana Università
Bicocca
37. Tosi Simone, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università Bicocca
38. Trento Michela, Presidente Direttivo FISAC-CGIL Milano
39. Vanzati Franco, Associazione Insieme Voghera
40. Vincenti Assunta, Maestra
41. Vitale Tommaso, Università Milano Bicocca e Parigi Sciences Politiques
42. Volpato Chiara, Professore Psicologia sociale, Università Milano-Bicocca
43. Zucali Stefani, Avvocato
Di Fabrizio (del 26/09/2009 @ 09:15:41 in Kumpanija, visitato 2136 volte)
Ricevo da Veniero Granacci
Desideriamo invitarVi a partecipare alla serata "CARLO CUOMO, I ROM, I
SINTI E LE POLITICHE POSSIBILI" con la partecipazione di Tommaso Vitale,
Ernesto Rossi e Augusto Luisi, organizzata dall'Associazione La Conta
in collaborazione con il Circolo ARCI Martiri di Turro e l'Associazione
Aven Amentza - Unione di Rom e Sinti di Milano, che ci sarà, con ingresso
gratuito con tessera arci, lunedì 28 settembre 2009 alle ore 21,00 al Circolo
ARCI Martiri di Turro - Via Rovetta, 14 a Milano.
In particolare durante la serata, Tommaso Vitale, Ernesto Rossi e Augusto Luisi,
oltre a ricordare la figura e l'opera di Carlo Cuomo, nell'undicesimo
anniversario della sua scomparsa, presenteranno il libro "Politiche Possibili -
Abitare le città con i rom ed i sinti" curato di Tommaso Vitale, con scritti di
diversi studiosi tra i quali Ernesto Rossi, Maurizio Pagani e tanti altri
ancora, e ci parleranno, tra l'altro, dei Rom, dei Sinti e di altri gruppi di
zingari, della loro storia e della loro cultura, nonché delle politiche
abitative realizzate per loro nelle diverse realtà italiane.
CARLO CUOMO "…..Nelle assemblee Carlo ci toglieva la pelle -- per i suoi gusti non
eravamo mai abbastanza di sinistra, mai abbastanza spregiudicati, ma ci
voleva bene. Faceva telefonate in punta dei piedi, per segnalare sulla
pagina milanese le iniziative dell'Opera Nomadi o della Filef. Agli zingari
e agli immigrati, alle minoranze che calamitano l'odio, l'esclusione, il
razzismo, Cuomo aveva dedicato questi ultimi anni. Era invidiabile la sua
capacità di tenere insieme le piccole azioni concrete e la voglia di pensare
in grande, di mescolare la fontanella per un campo nomadi con la rilettura
di Marx. Carlo era un meticcio per nascita, vita e cultura. Era nato 65 anni
fa ad Atene da madre greca. A 17 anni è a Parigi, dove si laurea in storia
alla Sorbona. A Milano arriva nel '55 un anno dopo entra nel Pci dove
affascina tutti e tutte cantando Brassens - e lì resta fino all'uscita dal
Pds degli ingraiani con cui dà vita alla Convenzione per l'alternativa.
Consigliere comunale e più volte assessore negli anni '60 e '70, conosceva
bene e da dentro Milano. L'ha vista cambiare, insieme alla politica, in modi
che non gli piacevano: non ha reagito con la rassegnazione o con l'accidia;
la politica per lui continuava ad essere indispensabile come l'aria. Era
disposto a fare riunioni politiche anche la vigilia di Natale, si teneva
libero solo quando arrivavano in anteprima a Milano i film da Venezia.
Quest'anno non c'è riuscito, è morto con il desiderio dell'ultimo Kusturica.
E di molte altre cose ancora. di Manuela Cartosio (da Il Manifesto, 10 ottobre 1998)
Il libro “POLITICHE POSSIBILI - ABITARE LE CITTA' CON I ROM E I SINTI" a
cura di Tommaso Vitale - Carocci Editore - Milano - 2009 Da secoli sono parte integrante della storia urbana e rurale del nostro
Paese. Li chiamiamo con diversi nomi: zingari, nomadi, rom, sinti, caminanti,
yenish. Negli ultimi anni la loro presenza è diventata uno dei principali temi
di dibattito e mobilitazione nella vita politica, soprattutto a livello locale.
I Comuni sono chiamati a realizzare politiche sociali e abitative, e spesso non
sanno cosa fare. Tentate dalla demagogia, incalzate dai media, le
amministrazioni sovente non conoscono esperienze già attuate in altre città e di
cui è stata valutata l’efficacia. Nel volume vengono esaminati aspetti storici,
culturali e sociologici dei differenti gruppi zigani e vengono descritte le
linee di politica progettate dall’Unione Europea. Sono poi esposte nel dettaglio
le politiche sociali, sanitarie, educative, del lavoro e, in particolare,
abitative realizzate verso i nomadi in diverse realtà italiane. Dall’insieme
emerge come, se programmate e negoziate con i rom e i sinti, politiche locali
che affrontano i problemi e le contraddizioni e rispettano i diritti di tutte le
parti in gioco sono possibili
Tommaso Vitale, ricercatore di Sociologia, insegna sia Sviluppo locale
che Programmazione sociale all’Università degli Studi di Milano Bicocca ed è
membro della redazione di Partecipazione e conflitto - Rivista di studi politici
e sociali.
Ernesto Rossi, presidente delle Associazioni ApertaMente di Buccinasco e
Aven Amentza - Unione di Rom e Sinti d Milano, è da anni studioso di Sinti e Rom
a Milano ed ha collaborato per lungo tempo con Carlo Cuomo.
Augusto Luisi, ex consigliere del Comune di Buccinasco fa parte
dell'Associazione ApertaMente di detta città.
Vi saremo grati se vorrete dare diffusione elettronica all'iniziativa sopra
indicata e/o diffondere la stessa tra le persone che possono esservi
interessate. Vi ringraziamo in anticipo.
Di Fabrizio (del 14/06/2007 @ 09:12:09 in casa, visitato 2016 volte)
Ricevo da Ernesto Rossi:
31 DICEMBRE 2006/1 GENNAIO 2007…
Un incendio devasta un terzo del campo provvisorio (dal marzo 2006!) di
Triboniano, dove il Comune, per poter effettuare i lavori di risistemazione, ha
trasferito i Rom romeni che stavano nell’adiacente campo comunale, lasciandoceli
con UN rubinetto per l’acqua e 12 gabinetti chimici per 560
persone, uomini, donne, bambini.
La nuova amministrazione decide, dopo l’incendio, di sistemare il campo.
Una decisione EPOCALE, si dice.
Dopo aver dichiarato e sottoscritto l’intento di collaborare con le associazioni,
e dopo averle convocate ben due volte,…silenzio assoluto.
In realtà la collaborazione è prevista solo per la Casa della Carità.
Dopo CINQUE mesi l’impresa non è ancora compiuta, ma certo le difficoltà
non sono state poche. Anzitutto quella di capire.
Capire che non si tratta di sistemare un po’ di famiglie, definite ‘NOMADI’,
benché in Romania abitassero da generazioni in case, ma di affrontare il tema,
come dicono nei dibattiti e in televisione, dell’interculturalità.
Si tratta infatti di una COMUNITÀ, parte di un popolo, con una sua
storia, una sua lingua, usi e costumi propri.
L’intervento del Comune di questo non si occupa: i capi vengono mandati via, le
famiglie allargate vengono spezzate e disperse in diverse ‘aree’.
Ne parlano giornali e televisioni e questa risonanza mediatica un risultato
(certamente non voluto, né previsto) lo ottiene: un po’ di ‘padroni’ (così
dicono i Rom) si rendono conto, o per l’indirizzo o perché l’hanno riconosciuto
in qualche ripresa o foto di giornale, di avere alle loro dipendenze, magari da
anni, un terribile ‘ZINGARO’.
E così 20 o 30 (probabilmente di più) di loro vengono…lasciati a casa,
LICENZIATI.
Sono passati alcuni mesi: LE PENTOLE SONO VUOTE!
Anche in questa vicenda c’è una morale: MA ANDATE A RUBARE!
…3 GIUGNO 2007 - ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE ROM E SINTI
Giovedì 6 giugno 2013 alle 21,00, ingresso ad offerta libera CGIL Salone Di Vittorio - Piazza Segesta 4, con ingresso da
Via Albertinelli
14 (discesa passo carraio) a Milano
"Io, la mia famiglia Rom e Woody Allen" di Laura Halilovich - Italia - 2009 -
con la presenza di Frances Oliver Catania, che ha seguito la
comunità di Pessano con Bornago (quella della nonna della regista, raccontata nel film)
Il film fa parte della rassegna HO INCONTRATO ANCHE DEGLI ZINGARI FELICI V
Edizione, dedicata alle donne Rom, organizzata dall'Associazione La Conta in collaborazione con: l'Associazione
"Aven Amentza - Unione di Rom e Sinti", Associazione "ApertaMente di Buccinasco"
e la Redazione di Mahalla - Rom e Sinti da tutto il mondo
Giovedì 13 giugno 2013 alle 21,00, ingresso ad offerta
libera CGIL Salone Di Vittorio - Piazza Segesta 4, con ingresso da
Via Albertinelli 14 (discesa passo carraio) a Milano
Rassegna di minidocumentari, girati da romnià e con le loro interviste e
testimonianze. Sarà presente una delle protagoniste: Ruzika Stojanovic,
per rispondere alle domande del pubblico,
Evento di chiusura della rassegna HO INCONTRATO ANCHE DEGLI ZINGARI
FELICIV Edizione, dedicata alle donne Rom, organizzata
dall'Associazione La Conta in collaborazione con: l'Associazione "Aven Amentza -
Unione di Rom e Sinti", Associazione "ApertaMente di Buccinasco" e la Redazione
di Mahalla - Rom e Sinti da tutto il mondo
Disclaimer - agg. 17/8/04 Potete
riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo
il link: www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione. Ulteriori informazioni sono disponibili QUI
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