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Di seguito gli articoli e le fotografie che contengono le parole richieste.
Ricerca articoli per Birlandeanu
Di Fabrizio (del 18/02/2010 @ 13:57:47 in Italia, visitato 2378 volte)
Da
NO(b)LOGO
Giovedì 18 febbraio 2010 si renderà omaggio al ricordo di Petru Birlandeanu,
il musicista romeno ucciso per errore il 26 maggio 2009 in agguato alla Stazione
Cumana di Montesanto.
Lì, verrà esposta in una teca la sua fisarmonica presso la stazione della
Cumana di Montesanto, l’assessore regionale alle Politiche sociali e
all'Immigrazione Alfonsina De Felice rende omaggio alla memoria di Petru
Birlandeanu.
L’assessore esporrà in una teca la fisarmonica del musicista romeno ucciso
per errore, il 26 maggio 2009, da un commando di camorristi.
Tiene la prolusione della cerimonia Pasquale Colella, professore di
Diritto Canonico presso l'Università degli Studi di Salerno e direttore della
rivista “Il Tetto”. Partecipano Raffaello Bianco, amministratore delegato Sepsa;
Alessandro Pansa, prefetto di Napoli; Santi Giuffrè, questore di Napoli; Razvan
Victor Rusu, ambasciatore straordinario e pluripotenziario della Romania; Ciro
Accetta, direttore dell’Ente Autonomo di Volturno; Giulio Riccio, assessore
comunale alle Politiche Sociali; don Gaetano Romano, vicario episcopale per la
Carità. Saranno inoltre presenti Enzo Esposito dell’Associazione Opera Nomadi di
Napoli, Marco Rossi della Comunità di Sant'Egidio e i sindacati Cgil, Cisl e
Uil.
Omaggio a Petru Birlandeanu 18 febbraio 2010 - NapoliToday.it
Tutti presenti a commemorare Petru ... tutti tranne i rom ... non vedo un
solo rom tra gli invitati.
Dell'etnia di Petru non si fa parola, gli zingari quando sono cattivi sono rom,
anzi rrom come li chiama la società maggioritaria rumena per non fare
confusione.
Se sono vittime della nostra criminalità ritornano magicamente rumeni
Di Fabrizio (del 29/04/2010 @ 09:26:19 in Italia, visitato 2330 volte)
Di
Giancarlo
Ranaldi

Napoli, 26 aprile 2010 - Marco Ricci, 29 anni, figlio del boss Gennaro dei
Quartieri Spagnoli, sarà processato insieme ai cugini Maurizio e Salvatore Forte
per la sparatoria davanti alla fermata della Cumana a Montesanto del 26 maggio
2009 durante la quale una pallottola vagante uccise il musicista rumeno Petru
Birlandeau. Il gup Paola Laviano ha infatti rinviato a giudizio i tre arrestati
del 'commando' del clan Ricci che fronteggiò i rivali Mariano quella sera per
imporre il proprio controllo sul territorio. Il processo comincerà il 24 maggio
davanti alla III sezione della Corte di Assise. In quella sparatoria tra la
folla rimase ferito alla spalla anche un ragazzo 14enne. Marco Ricci fu
arrestato a Terracina a luglio dello scorso anno.
Petru morto per sbaglio, morto di camorra.
A febbraio una cerimonia per ricordarlo, alla stazione di Montesanto.
C’erano proprio tutti:
Alfonsina De felice, Assessore regionale alle Politiche Sociali e
all'Immigrazione;
Pasquale Colella, Professore di Diritto Canonico presso l'Università degli Studi
di Salerno;
Alessandro Pansa, Prefetto di Napoli;
Santi Giuffrè, Questore di Napoli;
Razvan Victor Rusu, Ambasciatore straordinario e pluripotenziario della Romania;
Giulio Riccio, Assessore comunale alle Politiche Sociali;
Don Gaetano Romano, vicario episcopale per la Carità;
Raffaello Bianco, Amministratore delegato Sepsa, Società che gestisce la
Metropolitana.
… e non potevano mancare;
Enzo Esposito dell'associazione Opera Nomadi di Napoli;
Marco Rossi della Comunità di Sant'Egidio;
Cgil, Cisl e Uil (sic!).
Non c’era Angelica, sempre carcerata allo scoglio di mare, non c’era Mirela,
fuggita in Romania. Non c’erano i piccoli Raluca e Ricardo.
Ma tutti quelli che c’erano, davanti a quella fisarmonica traforata da un
proiettile e rinchiusa nella teca, giurarono il loro impegno per non
dimenticare.
Così Enzo Esposito a Repubblica: «L'idea è quella di lasciare a Napoli la musica
di Petru, un ricordo simbolicamente forte, ma che evoca anche un po' di poesia.
C'è bisogno di poesia in tutta questa storia. Perché se indifferenza c'è stata,
c'è stata anche tanta solidarietà e ha ragione il Sindaco quando dice che le
istituzioni, tutte, non hanno mai lasciato sola Mirela».
Non era vero…
«Nonostante numerose note e ampio carteggio - scrive al «Mattino» l’avvocato
Marco Croce, legali di parte civile che rappresenta la moglie della vittima,
Mirela Boboaca e i suoi giovanissimi figli Raluca e Ricardo - dopo quasi un anno
non consta che né il Comune di Napoli, né la Regione Campania abbiano preso in
considerazione la serietà, anzi la drammaticità della situazione del nucleo
familiare del suonatore rom ucciso accidentalmente nella sparatoria del 26
maggio 2009. Passato il clamore del tragico evento non si ha la percezione di un
vero vincolo di solidarietà della comunità verso la moglie e i due piccolissimi
figli: essi attendono - ora come allora - di conoscere se sussiste una
qualsivoglia tipologia, l’entità nonché i tempi e le modalità di corresponsione
di provvidenze, erogazioni, raccolte di fondi e liberalità stanziati in loro
favore».
Una presa di posizione ferma e chiara, quella dell’avvocato. Anche perché,
prosegue, «non si rinviene ancora nemmeno alcuna notizia dei 5000 euro che
sarebbero stati già stanziati dalla Regione in favore dei nostri patrocinati»
«Preme rimarcare - aggiunge il legale - che la nostra assistita e i suoi figli,
oltre alla ferita morale certamente non rimarginabile, versano in condizioni
economiche di assoluta indigenza, avendo perduto con il padre e compagno la
fonte esclusiva del loro sostentamento».
Così avanti, senza poesia, a maggio inizia il processo per la morte di Petru
Birladeanu… e si attende il Giudizio di Cassazione per Angelica.
Próxima Estación Esperanza.

La moglie del romeno ucciso: "L'ambulanza solo dopo mezz'ora" di
Cristina Zagaria
"Il mio Petru è stato lasciato morire. C' era una sola ambulanza e ha portato
via il 14enne. Mio marito è rimasto a terra per 30 minuti. Se era italiano
sarebbe stato diverso, a noi ci lasciano finire così". Parole forti nella
denuncia di Mirella, la compagna del romeno Petru Birlandeanu ucciso per errore
dai killer della camorra. Un delitto compiuto durante una sparatoria tra la
folla avvenuta poco prima delle otto di sera martedì a Montesanto.
"Per 5 minuti ha parlato. Per 10, mi ha guardato fisso negli occhi e, quando io
gridavo, lui scuoteva la testa e mi stringeva più forte la mano. Per mezz' ora
il corpo di mio marito Petruè rimasto per terra e nessuno ha fatto niente. Ci
guardavano tuttie c' era anche chi mi scattava fotografie. È arrivata un'
ambulanza, ma non era per noi era per il bambino ferito. Due feriti un'
ambulanza sola... per l' italiano". Un' accusa. Lunga trenta minuti. Mirella è
spaventata e arrabbiata. Mirella ha poco più di vent' anni ed è la moglie di
Petru Birlandeanu, il romeno ucciso per errorea Montesanto. Mirella fumae
piange. Fuma e si preme le mani sulla testa. Fuma Winston blu e si accuccia per
terra, seduta sul cordolo dell' aiuola davanti all' obitorio, tenendo stretta la
mano al fratello. Ernesto Cravero, docente della Federico II, sul sito di Noi
Consumatori, conferma il racconto di Mirella: "Ritorno verso il ferito, il
poveretto non si muove più, la donna che era con lui piange in silenzio. Sento
delle sirene, penso: è l' autoambulanza. No, è una volante. Sono
disorientato...eppure l' ospedale dei Pellegrini è lì a 100 metri. Chissà,
portarvi quell' uomo a braccia o in barella. Alle 20 gli addetti della
funicolare chiudono le portea vetro per isolare quel poveretto che è ancora lì e
non si muove più". La sparatoria è avvenuta tra le 19.30 e le 19,40: trenta
minuti prima. L' accusa di Mirella è dura: "Se era italiano sarebbe stato
diverso. Agli italiani noi romeni facciamo paura e ci lasciano morire". E
Mirella, piccola donna vestita di nero, con le ciabatte aperte e due cerchi d'
oro alle orecchie, in Italia da tre anni, non trova spiegazione né tregua. "Mio
marito è morto per 8 euro. Tanti erano i soldi che aveva in tasca. Tanti i soldi
che racimoliamo ogni giorno e spediamo quasi tutto in Romania, dove c' è la mia
bambina". Petru e Mirella hanno due figli, la più grande ha 10 anni, il più
piccolo ne ha 6 e vive a Napoli. "Ma non lo portavamo quasi mai con noi al
lavoro", fa notare Mirella. Lavoro? Petru suonava la fisarmonica sulla Cumana,
ma era un calciatore. Mirella mostra la carta di identità del marito e racconta:
"Era un centravanti del Poli Iasi, serie A rumena. Amava seguire le partite del
Napoli e quando poteva giocava con i bambini, insegnava a giocare a calcio anche
agli italiani. Perché Petru era romeno, non rom". Quando pronuncia la parola
"italiani" grida: "Gli italiani vogliono ammazzare anche me. Non ho visto
niente, niente... ma ero lì e la mafia ora mi sta cercando". Un motorino
sfreccia nel viale e lei scoppia a piangere. Un attimo dopo una sirena. Mirella
si rannicchia e poi balza in piedi. I rumori della paura fanno affiorare i
ricordi: "Siamo alla stazione. Sentiamo gli spari. Petru mi afferra e dice:
"Corri". Vedo il sangue, ma lui mi dice che è solo un graffio e che devo
correre. Fino alla fine ha pensato a me, a salvare me...a lui non ha pensato
nessuno e io non potevo fare niente". Torna la rabbia, appannata dall'
impotenza. Ora accanto a Mirella c' è suo fratello, una interprete romena,
Elisabeta, Enzo Esposito dell' Opera Nomadi, Federico Zinnae Carlo Parato del
Partito Identità Romena della Campania. Chi è accanto a Mirella ha già avviato
la domanda in Prefettura (che si è già attivata) perché Petru sia riconosciuto
vittima di mafia, mentre il Comune si è offerto di organizzare il trasferimento
della salma in Romania. Ma Mirella non riesce a seguire niente. Si prepara a
passare la notte piangendo, senza che le sue lacrime sfiorino mai il corpo di
Petru, come vuole la tradizione. Telefona in Romania: "Preparate il vestito da
sposo di Petru. Deve essere tutto pronto, per il funerale. Torniamo a casa
presto, per sempre".
(16 giugno 2009)
Di Sucar Drom (del 26/02/2010 @ 09:09:41 in blog, visitato 2378 volte)
Mantova, Sucar Drom: "Noi ci impegniamo..."
Siamo rimasti esterrefatti da quanto affermato dalla Lega Nord, durante la
conferenza stampa di domenica scorsa. Le affermazioni e i toni non sono solo
razzisti ma istigano al razzismo e alle discriminazioni contro le persone,
appartenenti alle minoranze sinte e rom. Rispondiamo all...
Mantova, mengro labatarpe: presentazione del progetto alla stampa
Venerdì 19 febbraio alle ore 11.00 presso la sala Bonaffini del Comune di
Mantova, in Via Roma 39, si terrà la conferenza stampa di presentazione del
progetto: Mengro Labatarpe (il nostro lavoro), valore lavoro – percorsi di
inserime...
Pesaro, condannati senza processo due attivisti del Gruppo EveryOne
Roberto Malini e Dario Picciau (in foto), co-presidenti con Matteo Pegoraro del
Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i diritti umani, hanno
ricevuto in data 12 febbraio 2010 una notifica di decreto penale di condanna,
con pena detentiva...
Il popolo web e di Fb è xenofobo e razzista: lo dice una ricerca
Web e social network nuove frontiere anche per il razzismo. Sono oltre un
migliaio i gruppi su Facebook che dichiarano o si manifestano razzisti e
xenofobi. È quanto emerge dalla ricerca «Io e gli altri. I giovani nel vortice
dei cambiamenti», promossa dalla Conferenza dei presidenti dei consigli
regionali, presentata oggi alla Camera e realizzata da Swg. Pur s...
Napoli, una fisarmonica per ricordare Petru Birlandeanu
Petru Birlandeanu fu ucciso nella stazione della Cumana di Montesanto a Napoli
il 26 maggio dello scorso anno. Nello stesso punto, dove si accasciò durante una
sparatoria tra clan di camorra contrapposti, sotto gli occhi di sua moglie
Mirella, oggi c'è una t...
Napoli, Armandino e il Madre
Sono cominciate da alcuni giorni a Napoli le riprese di Armandino e il Madre, il
cortometraggio che vede l’attrice Valeria Golino per la prima volta dietro la
macchina da presa. Con lei l’inseparabile compagno, l’attore Ri...
Razzismo, il 45% dei giovani chiuso o xenofobo
Dai ragazzi inclusivi a quelli improntati al razzismo: il 40% dei giovani
italiani si ritrova su posizioni più aperte, mentre il 45% sposa atteggiamenti
di chiusura. Questa la fotografia scattata da ''Io e gli altri. I giovani
italiani n...
Elezioni regionali: in Lombardia è candidata Dijana Pavlovic
Tutti i partiti stanno definendo le ultime caselle di liste e listini, a un mese
e mezzo dalle Regionali. I nomi però sono già in circolazione. Ufficiali o meno.
Alcune delle novità più «ghiotte» emergono ...
Insulti ai rom, Radio Padania condannata
Condannato. E’ arrivata la sentenza del giudice monocratico dell’ottava sezione
penale del Tribunale di Milano chiamata a decidere se condannare o meno Leopoldo
Siegel (in foto), il conduttore di Radio Padania, accusato di diffamazione a
mezzo ...
Guidizzolo (MN), un augurio alle famiglie sinte
Diversamente da quanto si crede, i Rom e i Sinti non irridono né osteggiano la
legalità; ne danno una definizione precisa e coincidente a quella dei gagi (o
“non sinti”), come rispetto delle regole in uno Stato di diritto...
Padova, dal "campo nomadi alla città"
Martedì 2 febbraio 2010 è stato inaugurato in Corso Australia il Villaggio
Speranza, realizzato attraverso il progetto sperimentale di autocostruzione del
Comune di Padova co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali...
Verona, Stella: «Gli antirazzisti finora sono stati troppo timidi»
Metti assieme un giornalista e un poliziotto a confronto sul tema del razzismo.
Ne esce il ritratto impietoso di un italiano medio impreparato a tenere il passo
con i tempi. Troppi luoghi comuni, troppi «campanili», tanta paura dell'altro e
soprattutto ignoranza...
Guidizzolo (MN), terra di confine
Dopo ventisette anni passati a svolgere servizio alla comunità in ambito
sanitario, sono infermiere, mi sento, dolorosamente, costretto a spendere due
parole sulla questione dei Sinti, che, con grande travaglio, sono alla ricerca
di una casa, tra la provinci...
Milano, presentazione del libro di Luca Bravi "tra inclusione ed esclusione"
Sarà presentato il prossimo 18 marzo 2010 il libro “tra inclusione ed
esclusione, una storia sociale dell’educazione dei Rom e dei Sinti in Italia”
dello storico Luca Bravi. L’evento si terrà presso Università di Milano
Bicocca,Via Bicocca degli Arcimboldi n. 8 ...
Prato, Rom e Sinti: cambiamo musica ai luoghi comuni
Rom e Sinti pratesi chiedono di essere ascoltati nelle stanze che contano.
Chiedono partecipazione. E l’istituzione di una tavola rotonda dove poter
discutere i loro problemi. “Rom e Sinti: cambiamo musica ai luoghi comuni”.
Questo il titolo de...
Ministero dell'Interno, un progetto per formare gli operatori
E' sulla Gazzetta Ufficiale il progetto realizzato dal Dipartimento per le
libertà civili e immigrazione per favorire il processo di integrazione della
comunità rom. Accrescere l...
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