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La Svezia come Hitler: "Zingari discriminati e sterilizzati"
Di Fabrizio (del 03/04/2014 @ 09:01:40, in Europa, visitato 1486 volte)

March 31, 2014 di Maurizio Stefanini - nota a margine di Mahalla

Il governo svedese chiede scusa agli zingari per un secolo di discriminazioni, vessazioni e abusi che sono arrivati fino all'estremo delle sterilizzazioni di massa, per impedire che crescesse troppo una minoranza classificata come "incapacitati sociali". Non solo è una bella botta allo stereotipo sulla multiculturalità e sulla tolleranza scandinava: anche se probabilmente cose anche peggiori sono accadute e accadono in tanti altri Paesi, senza che nessuno chieda scusa allo stesso modo. Il dato ancora più spiazzante, appunto dando retta agli stereotipi, e che è il governo di centrodestra del premier Fredrik Reinfeldt a chiedere scusa per abusi che furono compiuti soprattutto dai governi socialdemocratici, secondo i quali l'intervento eugenetico per ridurre il peso degli elementi "parassitari" era una condicio sine qua non irrinunciabile dello Stato sociale, per abbatterne i costi.
"La situazione che vivono gli zingari oggi ha a che vedere con la discriminazione storica cui sono stati sottomessi", afferma il Libro Bianco sulle violazioni dei diritti di questa minoranza dal 1900 in poi che è stato presentato a Stoccolma.

"Un periodo oscuro e vergognoso della storia svedese", è stato definito dal ministro dell'Integrazione, il liberale Erik Ullenhag. Forse non conclusosi del tutto, visto che una delle testimoni rom invitata a dare testimonianza si è vista negare l'ingresso dal personale di quell'Hotel Sheraton dove il rapporto veniva presentato. E lo scorso settembre ci fu lo scandalo della polizia della Scania che aveva schedato una lista di 4000 rom. Ma il clou fu tra 1934 e il 1974: cioè, quasi l'intero periodo di quel lungo predominio socialdemocratico al governo che durò dal 1932 al 1976. Non ci sono cifre ufficiali, ma secondo le testimonianze almeno una famiglia consultata su quattro era a conoscenza di casi di sterilizzazione o aborto forzato. Inoltre i bambini venivano spesso sottratti alle famiglie: neanche qui ci sono cifre ufficiali, ma secondo il Ministero durante i freddi inverni svedesi la pratica era sistematica, con il pretesto di sottrarre i piccoli ai rigori del clima.

Sempre durante i governi socialdemocratici, fino al 1964 fu proibito agli zingari di entrare in Svezia. Anche durante quegli anni della Seconda Guerra Mondiale in cui rom e sinti nell'Europa occupata dai nazisti venivano sistematicamente mandati nei campi di sterminio. Porajmos, "devastazione", è chiamata quella versione zingara della Shoà in cui morirono oltre 600.000 persone. Anche per chi risiedeva in Svezia in molti municipi era inoltre proibito agli zingari insediarsi in modo permanente, nelle scuole i bambini erano segretati in aule speciali e in generale i servizi sociali erano loro preclusi. Come ha spiegato il Ministero, "l'idea era di rendere loro la vita impossibile perché se ne andassero dal Paese". Per il momento, il Libro Bianco non contempla la possibilità di risarcimenti agli zingari, che in Svezia sono 50.000 su una popolazione di 9 milioni e mezzo di persone. Però l'apertura degli archivi e le scuse ufficiali ne pongono probabilmente le premesse.


Nota

Occorreva un quotidiano di destra perché sulla stampa emergesse questa storia. Che è ancora incompleta: non fu soltanto la Germania nazista a perseguire quelle politiche - i colpevoli sono da tutte le sponde politico-ideologiche - ci fu la democratica Svizzera tra gli anni '50 e gli anni '70, ma anche la comunistissima Cecoslovacchia del dopo Dubcek, con processi di risarcimento che si trascinano ancora oggi. E la Svezia socialdemocratica.

Cosa può legare tra loro regimi così diversi? Direi, il tentativo di stabilire il primato dello stato, che deve essere non solo forte (anche se ogni stato intende la forza in una sua maniera diversa), ma deve anche intervenire nel "plasmare" l'identità dei propri popoli. Qualcuno con la forza, altri con una sorta di "moral suasion". Facendo valere la forza soprattutto sulle fasce più deboli ed esposte della popolazione.

Cosa aggiungere sulla socialdemocrazia (svedese)? Che nei medesimi anni, i Rom e Sinti venivano schedati e i dati raccolti in schedari segreti di cui solo l'anno scorso si è venuto a conoscenza. Nel frattempo, la Svezia ha virato a destra, e questi episodi di chiarezza sul suo passato vanno in corto circuito con pulsioni che prima erano più rare: è di settimana scorsa la notizia, lanciata dalla testata THE LOCAL e ripresa anche all'estero, di un ristorante della catena Sheraton ha rifiutato di servire un proprio cliente perché di etnia rom.

Nel contempo, nella Serbia che per gli "occidentali" rimane un posto esotico e selvaggio, si è concluso il processo contro un Mc Donald che si era reso colpevole di un comportamento simile a quello svedese.