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Pirandello era un dilettante
Di Fabrizio (del 01/04/2014 @ 09:03:15, in blog, visitato 1487 volte)

Ignoro quanti miliardi di persone, per le ragioni più varie, siano iscritti a Facebook. Forse la mia è una domanda da aristocratico, ma quando le cifre sono simili, esiste una buona parte di gente iscritta che si immagina il suo momento di visibilità, da raggiungere, vuoi con accurate strategie di marketing, o viceversa con l'idiozia espressa ai massimi livelli. Tutto fa brodo nella corsa versa la celebrità di plastica.

Ignoro se sia da incolpare Facebook, o la volgarità che ogni giorno riempie i più seguiti talkshow televisivi, le cronache parlamentari di chi dovrebbe dare un esempio ai propri elettori, il becerume che impera ovunque e rende simili chi afferma una cosa e chi quella opposta.

Si discute da qualche giorno (sempre su Facebook, ovviamente) sulla natura del gruppo MEGLIO ZINGARA CHE ITALIANA dove i soliti stereotipi e il medesimo linguaggio razzista sono capovolti e usati da "presunte" romnià contro le italiane (se qualcuno si ricorda, l'ex onorevole Dacia Valent si esprimeva in maniera simile sino a qualche anno fa, generando grande scandalo tra razzisti e antirazzisti). L'assurdo di quel gruppo che nominavo prima, è che alla fine, pur riciclando intelligentemente tutto l'armamentario verbale razzista che quotidianamente viene rivolto a rom e sinti, finisce per figurare come un gruppo di povere sfigate analfabeti e impotenti. Insomma: se di provocazione si tratta, non funziona. La vittima che assume le vesti di provocatrice, mantiene l'aspetto sguaiato della pescivendola (che si tratti della Loren o della Mussolini, lo dico senz offesa).

L'altra cosa assurda (ma questa è una mia nota personale), è che non capisco se le autrici siano gagì (italiane) che vogliono prendersela con i rom, o viceversa romnià (italiane) che vogliano prendersela con le gagì.

Insomma, il tipo di linguaggio e la modalità comunicativa hanno generato un conflitto a risultato ZERO, cioè (provo a tradurre) dove l'importante non è affermare una tesi o il suo opposto, ma partecipare ad una gara per stabilire lo stornellatore (il twittatore) più in gamba.

Sarà per questo che mi sfuggono il senso e l'importanza della discussione su Facebook.