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Il caso di Dumitru G. un estratto da "We are the Roma"
Di Fabrizio (del 16/12/2013 @ 09:08:13, in Europa, visitato 1203 volte)

di Valeriu Nicolae

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Dumitru G. è un benestante uomo d'affari rumeno di successo.

Il 4 settembre 2008 noleggiò un minivan online. Pagò usando la sua VISA, ed il sistema emise una ricevuta del noleggio che dichiarava chiaramente come lui fosse la persona che aveva effettuato il noleggio del vicolo, assieme al suo indirizzo rumeno.

Il 5 settembre 2008 Dumitru G. arriva all'ufficio Europcar nell'aeroporto di Monaco di Baviera, chiedendo di ricevere la vettura.

La signorina Manske, di servizio presso 'ufficio Europcar, controllò la prenotazione e l'avvenuto pagamento. Non trovò discrepanze tra la prenotazione, il suo ID e l'indirizzo.

Rifiuta di consegnare il veicolo, motivandolo col fatto che la compagnia "non può affittare veicoli ai cittadini rumeni, perché li rubano e attraversano il confine con quelli." Negli sviluppi successivi, la posizione di Europcar verso i cittadini rumeni si è ripetuta, alla presenza della polizia aeroportuale

Dumitru G. è di pelle scura. La signorina Manske pensò che sembrava un rom e secondo le politiche della sua compagnia, il signor Dumitru era un cliente ad alto rischio.

Dumitru, come molti altri Rom rumeni, è pienamente integrato nella società rumena. Secondo una ricerca di un investigatore privato, molti dei dipendenti rumeni di imprese di successo condotte da Rom, pensano che i proprietari rom abbiano costruito la loro fortuna attraverso il furto e la violenza e che solo da poco (prima che si cominciasse a lavorare per loro) siano diventati onesti e laboriosi.

Negli ultimi 30 anni l'obiettivo principale per qualsiasi istituzione europea, ONU o governo nazionale, è stato l'istruzione e l'occupazione per i Rom.

Un numero significativo (se non la maggioranza) dei Rom che si sono integrati con successo nelle loro società nasconde la proprie radici etniche, dato che non si adattano agli stereotipi prevalenti sui Rom - ignoranti e disoccupati. Ci sono molti casi simili a quello di Dumitru G. - per queste persone il problema non ha niente a che fare con l'istruzione o il lavoro, ma col razzismo (anti-ziganismo). Persone come Dumitru G. possono i essere modelli positivi così necessari, tanto per popolazione maggioritaria che minoritaria e contribuire significativamente all'inclusione sociale dei Rom nelle società europee.

Nell'ultimo trentennio le istituzioni europee hanno equiparato i Rom con quei Rom ignoranti, non qualificati, disoccupati poveri e spesso criminali, soprattutto dai ghetti e dalle comunità romanì tradizionali. Questa parte di popolazione rom (che io chiamo i Rom Frankenstein - vedi QUI, ndr.) incontra gli stereotipi negativi della popolazione maggioritaria ed è stato l'obiettivo principale delle iniziative europee volte all'inclusione sociale dei Rom. Nessuna campagna europea di sensibilizzazione ha mai riguardato tanto i Rom integratisi con successo e neanche il più vasto gruppo dei Rom mischiati etnicamente.

Selezionare le tanto necessarie risorse umane romanì di alta istruzione è fortemente ostacolato dall'esistenza dei gruppi di destinazione e porta ad una leadership di bassa qualità e ad una rappresentazione che allontana le esistenti elite di Rom integratisi con successo.

Perciò, è minimo l'aumento dei Rom che dichiarano la loro identità etnica ed il numero di quei Rom che preferiscono nasconderla è tuttora superiore da 3 a 10 volte. I modelli di ruolo positivi sono quasi del tutto spersi e lo stigma sociale continua ad essere perpetrato dalle esistenti leadership.

Casi come quelli di Dumitru G. dovrebbero segnalare un'urgente necessitò di riforma del paradigma funzionale delle istituzioni europee.

Oltre due terzi dei Rom (secondo le statistiche del Consiglio d'Europa) non dichiarano la loro identità etnica per paura della stigma e la maggior parte dei Rom con successo professionale preferiscono non parlare della propria identità oppure nasconderla. L'anti-ziganismo rimane stridente e diffuso tra le elite politiche d'Europa, come i sondaggi continuano a dimostrare anno dopo dopo anno, che i Rom sono di gran lunga il gruppo etnico più odiato in Europa.


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