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Germania
Di Fabrizio (del 19/11/2013 @ 09:01:02, in Europa, visitato 1121 volte)

Romeo Franz: L'Europa dev'essere libera da discriminazione e razzismo
Berlin, 11.11.2013 23:47, (ROMEA) Veronika Patochkovà, translated by Gwendolyn Albert

Quanto segue è un'intervista a Romeo Franz, 46 anni - compositore, pianista e violinista. Fondò il suo primo gruppo, Romeo Franz Ensemble, nel 1991 e nel 2012 compose il pezzo "Mare Manuschenge", in commemorazione delle vittime romanì del nazismo.

Nel 2011 Franz si è iscritto al partito dei Verdi ed è diventato attivista politico. Prima era stato presidente dell'Unione dei Sinti Tedeschi della Renania-Palatinato e membro del consiglio di amministrazione del Consiglio Centrale dei Sinti e Rom Tedeschi.

Franz è risultato sesto tra i candidati dei Verdi alle elezioni parlamentari del 22 settembre 2013. Purtroppo non ha ottenuto un seggio all'Assemblea Federale.

Qual è stato il momento o l'evento che ti hanno spinto a diventare un attivista politico, cioè, a varcare la linea di impegno in quanto comune cittadino a confronto delle opzioni offerte dalla società civile?

Da tempo ero attivo come difensore dei diritti civili e come vice-presidente dell'Unione dei Sinti Tedeschi della Renania-Palatinato. Grazie a questa attività ho accumulato una grande esperienza e ho lavorato con persone che si trovano in situazioni difficili, che avevano bisogno d'aiuto, ecc. Ho imparato molto in quel periodo. Decisi di iscrivermi ad un partito quando osservai che come membro dell'Unione potevo raggiungere solo cambiamenti limitati - non si riusciva ad andare oltre. Si è sempre nella posizione di supplicare, non si può decidere nulla da se stessi. Col tempo ho deciso che così non si poteva continuare, che così non si andava da nessuna parte. Decisi di entrare in politica. Grazie al mio lavoro nell'Unione ho avuto esperienze con molti partiti e mi sono fatta un'immagine precisa di ognuno di loro. Il partito dei Verdi era quello on cui avevo più cose in comune.

Quindi, non c'è stato un preciso momento in cui hai deciso di darti alla politica?

E' stata una decisione per gradi. Ho sempre intuito che fosse una possibilità, ad esempio quando ricercavo appoggio nei vari progetti nell'area dell'istruzione, sia per gruppi specifici che nel campo generale dell'istruzione interculturale. Per anni ho lavorato di volta in volta sulle opportunità, senza che nessuno dei miei progetti fosse approvato. A causa di ciò non sono stato in grado di realizzarli o di lavorare con le persone, con i giovani... mi era chiaro che andavo a sbattere contro un determinato muro.

Perché hai scelto i Verdi, in particolare? In Repubblica Ceca, l'ultima volta non sono riusciti ad entrare nella Camera Bassa. Potresti spiegare la tua decisione ai lettori cechi da un punto di vista tedesco?

In Germania i Verdi sono in Parlamento. Sono un partito che esiste da oltre 30 anni. In Germania hanno costruito una buona relazione con i loro votanti. Come dicevo, grazie al mio lavoro precedente ho accumulato molte esperienze, ed i Verdi fondamentalmente incontrano le mie esigenze meglio degli altri partiti, riguardo all'ambiente, ai diritti umani e delle minoranze. E' per questo che la mia decisione di unirmi a loro è stata abbastanza rapida.

Anche in Repubblica Ceca ci sono stati nove uomini e donne romanì candidati nelle liste dei Verdi.

E' la testimonianza del fatto che i Verdi sono un partito molto importante per questa minoranza, uno che apertamente e sinceramente rappresenta i loro interessi. La decisione di quei candidati ne è una prova lampante.

Prima delle elezioni, chiunque andasse sul sito dei Verdi nel tuo distretto elettorale di Ludwigshafen avrebbe visto immediatamente la tua fotografia. Eri in un buona posizione nella lista dei candidati, al sesto posto, anche se eri iscritto al partito da soli tre anni. Perché?

Può dipendere dal fatto che sono abbastanza conosciuto come musicista, e per la mia attività politica tanto in Germania che nella mia regione. Grazie al mio attivismo, ho una discreta esperienza. Penso che sia anche per questo. Un'altra cosa, di cui sono assolutamente sicuro, è che alle elezioni nel mio collegio elettorale hanno votato compattamente. Significa che nel nostro partito c'è stata una enorme accettazione e grande volontà politica di nominare un rappresentante dei Sinti come candidato al Parlamento. Due settimane dopo, quando durante la conferenza regionale ho chiesto un posto specifico nella lista dei candidati, ho ottenuto il terzo posto tra gli uomini. Significa che i Verdi hanno una grande comprensione per la minoranza sinti. La esprimono non vergognandosi di sostenere i diritti delle minoranze, mettendo rappresentanti sinti nelle loro fila, e con una grande apertura. Credo che sia un messaggio favoloso per la società.

Non pensi che i Verdi in Germania dovrebbero essere preoccupati di perdere voti, quando scelgono come candidato un Rom o un Sinto?

In Germania il partito dei Verdi non deve preoccuparsene. Il partito è conosciuto per il suo impegno nel proteggere l'ambiente e per la difesa dei diritti delle minoranze. Ogni elettore dei Verdi lo sa.

Questo si collega alla mia prossima domanda, cioè è visibile che i Verdi in Germania hanno anche altri rappresentanti di minoranza - l'esempio migliore è che uno dei co-presidenti, Cem Oezdemir, ha origini turche. Tuttavia, ci sono anche rappresentanti di minoranze che non hanno vissuto in Germania per tutto il tempo dei Sinti. Perché i Sinti sono così sottorappresentati in politica?

Questo è il punto: noi Sinti abbiamo vissuto in Germania per oltre 600 anni. Le nostre vite sono state profondamente toccate dall'Olocausto. Tuttavia, anche dopo la II guerra mondiale, non abbiamo mai ricevuto molti riconoscimenti. I Rom e Sinti tedeschi che fecero ritorno in Germania dopo la guerra, non vennero accolti a braccia aperte, al contrario, continuarono ad essere discriminati. In Germania Occidentale, i responsabili che dovevano prendersi cura dei sopravvissuti all'Olocausto erano spesso le stesse persone che in passato avevano organizzato i trasporti [verso i campi di concentramento]. Il genocidio dei Sinti venne riconosciuto solo nel 1981 dal cancelliere Helmut Schmidt, e lo fece perché Romani Rose ed altri sopravvissuti entrarono in sciopero della fame a Dachau. In quanto minoranza, abbiamo perso molto tempo perché per lungo tempo non abbiamo preso parte alla vita della società. Per prima cosa abbiamo costruito una base civile attiva. Il Consiglio Centrale dei Sinti e Rom Tedeschi, come le singole unioni statali, hanno fatto in modo che quanti fossero stati coinvolti nell'Olocausto ricevessero un indennizzo, anche se qualcuno lo sta ancora aspettando. Adesso i Sinti e i Rom tedeschi stanno lentamente acquisendo abbastanza fiducia in se stessi e la volontà di impegnarsi in politica. Ecco il bello della mia candidatura - grazie a ciò sono riuscito a convincere molti Sinti ad unirsi a partiti democratici ed essere attivi in politica.

Quanti Romanì e Sinti tedeschi conosci che abbiano preso esempio da te? Per loro sei un modello?

So di quattro Sinti e di un Rom che fanno parte di partiti tedeschi. Uno è nell'Unione Cristiano Democratica, uno con i Socialdemocratici, uno con Die Linke e due nei Verdi. Penso che sia un'ottima cosa. Ho anche una controparte in Bulgaria, che si chiama Orhan Tahir, è avvocato e membro dei Verdi. Anche lui è stato in corsa per il parlamento, dopo che sono andato a trovarlo in Bulgaria l'aprile scorso. Il segno che è giusto impegnarsi in politica è ottenere una buona risposta dalla nostra comunità. Altri che vorrebbero ottenere qualcosa si stanno unendo a noi. Ricevo email e segnalazioni su Facebook in cui la gente si congratula con me e che stanno per mettersi all'opera anche loro. Considero degna questa attenzione e credo che la mia candidatura sia stata di successo solo per questo, indipendentemente dai risultati.

Come si pongono i Romanì non-tedeschi in Germania, ad esempio, quanti vi sono immigrati dall'Europa orientale o meridionale? Ho letto da qualche parte che vuoi rappresentarli anche in politica, ma che vuoi che sia chiaro che i Romanì non-tedeschi hanno destini differenti e bisogni differenti dai Sinti e Rom tedeschi. Se tu, Sinto tedesco, parli per i Rom immigrati, non c'è il rischio di un'ulteriore omogeneizzazione?

La vedo in maniera un po' differente. Il concetto di Sinti-e-Rom esiste solo in Germania. A causa di questa doppia etichetta, si genera la sensazione che non ci siano differenze tra Romanì e Sinti, che siamo un gruppo omogeneo, ma in realtà questo è un errore. Per esempio. i Sinti tedeschi vivono in Germania da oltre 600 anni, ma i Rom tedeschi sono qui da 200 anni. Ci sono anche Romanì arrivati qui dopo la II guerra mondiale, o dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989-1990. Non sono parte dei Rom e Sinti tedeschi, ci sono molti gruppi nazionalmente differenti ed eterogenei. Ognuno di questi è una minoranza nazionale che ha vissuto in altri paesi per 800 anni - in Serbia, ad esempio. In quei paesi avevano la loro cultura romanì, proprio come in Germania abbiamo la cultura sinti. Anche la lingua è differente. La società maggioritaria deve tenere conto di queste differenze. Non è possibile equiparare automaticamente, immediatamente, le tematiche dei Rom immigrati con quelle dei Sinti tedeschi. Penso che succeda spesso e che produca ulteriore stigmatizzazione per tutti. Per questo credo sia un mio compito spiegare alla gente che ci sono differenze tra i gruppi.

Integrazione e politiche migratorie sono le tue aree, ma ciò non à immediatamente auto-esplicativo, né tu né la tua famiglia siete immigrati, sotto questo punto di vista. Non è una tua esperienza personale diretta.

Vedo il mio compito come quello di aiutare la gente, e non perché siano Tedeschi, o Romanì, o Sinti. Intendo appoggiare gli immigrati e i nuovi arrivati in Germania. Ho questo bisogno perché, grazie alla mia storia ed esperienza, ho appreso quanto sia orribile è subire il razzismo e l'esclusione dalla società. E' per questo che mi son dato l'obiettivo di lottare per tutte le minoranze che sono discriminate o spinte lontano dalla società, senza l'opportunità di parteciparvi. Personalmente non amo il termine "integrazione". Preferisco parlare di inclusione, perché questa comprende meglio quanto le minoranze o i socialmente esclusi fondamentalmente intendono raggiungere. Vogliono essere parte della società, suoi membri di diritto.

La tua famiglia e i tuoi genitori cosa dicono della tua candidatura?

La mia famiglia ama davvero cosa faccio. Sono uno dei fattori grazie a cui ho coltivato un interesse nella politica. Fondamentalmente i componenti della mia famiglia mi hanno portato a tutto ciò attraverso il loro modo di vivere - sono stati il mio modello. Il nazismo è un argomento ricorrente in casa nostra. La mia famiglia ha perso sei parenti durante l'Olocausto e - come spiegarlo? In qualche maniera siamo in obbligo verso quelle persone. Sulla base di quegli eventi ed esperienze, mi sono interessato alla politica. Per questo la mia famiglia mi appoggia in così pienamente, approva quanto faccio, e mi da forza - e questo è molto importante.

Come dicevo, anche in Repubblica Ceca ci sono stati uomini e donne in corsa per il parlamento. In conclusione, vorrei chiederti se vorresti mandare loro un messaggio.

Con molto piacere! Vorrei dire loro che considero magnifico che siano politicamente attivi. Spero che stiano assieme così da potere comunemente contribuire allo sviluppo della società europea. L'Europa dev'essere una terra per tutti e dev'essere libera da discriminazione e razzismo.