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Gran Bretagna
Di Fabrizio (del 29/10/2013 @ 09:04:11, in Europa, visitato 1426 volte)

Mrs Jones, mamma di tutti i bimbi zingari, by SIMONETTA AGNELLO HORNBY

"Mrs Doris Jones" annunciò la segretaria, "un nuovo cliente..." e si interruppe, poi aggiunse, "Traveller, immagino" . Mi stizzii: Jones era un cognome prettamente britannico e i clienti venivano letteralmente dal marciapiede nel nostro studio, che occupava i locali di un ex negozio di mobili, al centro di Brixton.

Tutti sconosciuti: gli appuntamenti erano dati in ordine di richiesta, come alla fila dei taxi, e mai avevo ricevuto un commento sul nuovo cliente. Traveller, poi che significava? Una viaggiatrice? E come se n'e era accorta, la mia segretaria?

Ripenso a Mrs Jones leggendo ora di questi due casi di bambine, una in Grecia e l'altra in Irlanda, così poco somiglianti ai "genitori" – bionde e occhi azzurri - da suscitare il sospetto di essere state rapite. In un caso la vera mamma ha dichiarato di aver "regalato" la bambina a un'altra coppia; nell'altro caso il test del Dna ha dato ragione all'uomo e alla donna che si protestavano genitori.

Traveller, era l'ultimo nome affibbiato agli zingari. Ora in Inghilterra si preferisce chiamarli "Roma". Qualunque sia, l'appellativo, è sempre un eufemismo: la discriminazione e il sospetto reciproco continuano: gli zingari non piacciono. La gente desidera che se ne vadano: dove, non importa. Hitler, aveva le idee chiare su dove: li mandò a morire assieme agli ebrei e agli omosessuali. Noi che siamo buoni, rispettiamo la loro cultura e il loro modo di vivere, vogliamo aiutarli ad adattarsi al ventunesimo secolo, è tutto lì. Così credevo.

Mrs Jones mi ha aperto gli occhi. La matriarca del clan degli zingari del Sud-Est di Londra, tutti chiamati Jones e imparentati, era la scrivana e la portavoce della sua gente. Lei era andata a scuola da bambina perché durante la guerra era stata evacuata presso una famiglia inglese. Scriveva, compilava e ahimè firmava documenti, moduli e lettere alle autorità, dei membri del suo clan, tutti meno istruiti di lei se non analfabeti. Accompagnava la sua gente dall'avvocato e al tribunale: piccoli reati, furti, la lite andata oltre lo scazzottamento. E da quando la legge inglese ha riconosciuto i diritti dei minori e li ha protetti attraverso il sistema legale, casi di bambini. "Noi li amiamo i nostri figli, li alleviamo in modo diverso. Ce li portiamo dietro quando lavoriamo, e li affidiamo a parenti e amici se dobbiamo allontanarci per lavoro". Era fiera di essere una traveller, anche se lei in particolare, rimaneva a Londra per aiutare la sua gente. "Non stiamo bene in un posto solo, abbiamo parenti dappertutto. Ci visitiamo, molto del nostro lavoro è occasionale. Veniamo chiamati nelle fattorie, facciamo i lavori duri, trasporti, costruzione, nelle campagne. Senza costare allo Stato. Usufruiamo poco del Welfare".

I figli degli zingari appartengono alla famiglia allargate, come era in Sicilia. I minori stavano dai nonni, e venivamo mandati a vivere presso gli zii che non avevano avuto figli. A volte erano casi di vera adozione informale. In genere, erano periodi che duravano anni, ma non definitivi.

Per anni rappresentai genitori o bambini zingari introdotti da Mrs Jones in casi che andavano dai problemi scolastici - assenze ingiustificate e prolungate, i bambini non facevano i compiti, non partecipavano alle gite, sembravano emaciati, erano malvestiti - a problemi della povertà e dell'ignoranza. Riuscivamo, Mrs Jones ed io, a presentare la realtà: genitori inadeguati ma capaci di migliorare e collaborare con le autorità e a evitare l'allontanamento dalla famiglia. In altri casi, era una lotta per l'affidamento dei figli. Anche in quelle situazioni, Mrs Jones assieme agli assistenti sociali, riusciva a trovare un compromesso per il bene dei bambini. Gli adulti del clan obbedivano a Mrs Jones.

Ebbi una causa di abuso sessuale tra i travellers. Tragico, come tutti, ma isolato, tra le centinaia di cause del mio studio.

Lo Stato ha il dovere di proteggere i minori, qualunque sia la cultura a cui appartengono. Giustamente. Ma i pregiudizi permangono. Gli zingari - gli ultimi degli abitanti dell'Europa rimasti migranti, sono fortemente leali alla propria cultura e restii a mettere radici in un posto e legarsi ad uno Stato: loro sono una nazione, hanno una potentissima identità. Nel mondo di oggi non c'è la volontà di fare posto per gli zingari. Loro lo sentono e si chiudono nel proprio riccio.

Quando, come la famiglia di Mrs Jones, si fermano in un posto per l'istruzione dei figli, si sentono attaccati dalla comunità. Un volta ebbi un caso simile a quello irlandese - una bimba diversa dagli altri e, secondo la scuola, maltrattata. I servizi sociali volevano toglierla dalla famiglia. Mrs Jones spiegò che i genitori erano andati nel Galles per un periodo e l'avevano affidata agli zii, che stavano per separarsi: la bambina ne aveva risentito più dei cugini.

Non è vero che i bambini zingari sono maltrattati più degli altri bambini inglesi. E vero che hanno una educazione diversa, meno tecnologica, più domestica, e che lavorano sin da piccoli, accanto a genitori e parenti - la loro e una società chiusa e di clan. Amano i figli quanto li amiamo noi. E li proteggono, a modo loro. Noi sospettiamo di loro e viceversa. Mentono per paura di essere fraintesi. Mrs Jones firmava documenti per tutti, che era un reato. Glielo dissi. Mi rispose: "E lei che farebbe al mio posto, se non sanno scrivere?".

Col passare degli anni i clienti di nome Jones si ridussero e lei scomparve. Mi chiesi se fosse stato merito di Mrs Jones o, come temo, i Jones siano stati costretti ad andare altrove. Per me è stato un privilegio lavorare per gli zingari.