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Repubblica Ceca
Di Fabrizio (del 26/09/2013 @ 09:03:43, in conflitti, visitato 1338 volte)

Un mese fa, da Czech_Roma

Conkova (seconda da destra) al Roma street party (Photo: Martin Nejezchleba) - Street party versus odio: i Rom cechi sotto minaccia - Deutsche Welle

    Durante le proteste nelle città ceche, i neonazisti hanno gridato slogan per diffondere la paura tra la popolazione rom. Sembrano pronti ad usare la violenza. Ma i Rom della città di Duchkov hanno risposto con misure pacifiche.

Little Robert e i suoi amici hanno la strada tutta per loro, al momento. Sette anni, siede sul nero asfalto, mentre sua sorella traccia il contorno del corpo con un gesso. Aggiungono uno smiley alla figura.

Due ragazzi più grandi scarabocchiano in fretta delle bandiere rom sulla strada - blu e verdi con la chakra rossa in mezzo - e scrivono accanto "Siamo anche qua". Così, quei bambini cercano in qualche modo di esorcizzare l'incombenti calamità.

Quattro marce in tre mesi

Appena un'ora e mezza dopo, una cinquantina di neonazisti e 250 residenti di Duchkov marciano sulla figura disegnata col gesso. I loro slogan risuonano tra le facciate fatiscenti degli edifici di questo quartiere dove vivono molte famiglie rom. "Questa è casa nostra" e "Boemia ai Cechi" i canti neonazisti.

Little Robert (non è il nome vero) sulla marcia è furioso. Vorrebbe fare qualcosa di più del disegnare figure di gesso sull'asfalto. "Almeno gettare a terra uno skinhead e tirargli dei calci," dice. Davvero? "No, mettergli le manette, almeno non può muoversi." Questa è già la quarta marcia anti-rom nel suo quartiere a cui deve assistere negli ultimi tre mesi.

"Siamo anche qua" hanno scritto (Photo: Martin Nejezchleba)

Le proteste a Duchcov sono state innescate da un'aggressione nel quartiere rom verso la metà di maggio, quando alcuni ubriachi picchiarono un uomo e una donna. Il sito neonazista ceco Free Resistance adoperò le registrazioni della telecamera di sicurezza sull'aggressione, per alimentare il sentimento anti-rom e chiamare ad una protesta a livello nazionale.

La criminalità nelle aree povere è qualcosa che preoccupa molti Cechi, ed i Rom ne sono il capro espiatorio collettivo. "Continueremo a guardare soltanto?" era la domanda retorica posta nel video online dell'estrema destra.

La persecuzione sta diventando un luogo comune

Hanno risposto all'appello circa 2.500 persone in otto città, marciando fianco a fianco ai neonazisti. Lo slogan spregiativo: "Assieme contro il terrore zingaro". Nella città industriale di Ostrava, nell'est del paese, i manifestanti si sono scontrati per le strade con la polizia. La polizia ha usato gas lacrimogeni e manganelli per impedire l'entrata degli estremisti in buona parte del quartiere rom.

Street party per contrastare l'atmosfera da pogrom: rifocalizzando l'attenzione sul positivo

A Duchcov si sono uniti circa 60 tra residenti e volontari, per opporsi alla marcia neonazista. E' stato eretto di fronte all'ingresso di una casa un palco improvvisato, costruito con pallet. Accanto, è appeso uno striscione, con la dicitura "Neri, bianchi, uniamo le forze".

La performer Ivana Conkova sta anche cercando di calmare l'atmosfera di persecuzione. La ventottenne lavora a fianco di pochi altri volontari dell'iniziativa civica Konexe, organizzando azioni ogni fine settimana per contrastare le proteste anti-rom. Lo scopo è anche di distrarre iRom, aiutandoli a mantenere la compostezza ed evitando che si nascondano in casa.

Mentre il corteo canta "Andiamo a prenderli", Conkova suona, canta e balla con i residenti - perlomeno, è quello che cercano di fare. Conkova chiama questo piccolo street festival "un'oasi di pace". I suo occhi castani hanno uno sguardo stanco: porta avanti la sua lotta contro il razzismo - senza alcun supporto finanziario - quasi ogni fine settimana.

La polizia in tenuta antisommossa presidia per mantenere l'ordine e tenere lontani i manifestanti (Photo: Martin Nejezchleba)

"Vogliamo offrire ai bambini un'esperienza differente e positiva," dice Conkova. Visibilmente scossi, gli adulti si agitano su sedili di plastica bianca, bevendo caffè turco. Una giovane trucca le facce dei bambini. Non sembra che abbiano voglia di cantare e ballare. Violino, violoncello e chitarra sono ben presto sopraffatti dal ronzio di un elicottero.

La marcia di protesta è a solo qualche centinaio di metri di distanza. Un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa è lì per impedire alla protesta di raggiungere i Rom. La voce roca di Conkova non basta a scacciare la paura e la rabbia dei Rom.

Tempo di attesa, cucinando zuppa di patate

Jitka Bartova non sta passando niente di tutto ciò. Questo sabato la sindaca di Duchcov è a casa, cucinando zuppa di patate. Ma questa signora di mezza età, con capelli rossi e sparsi, dice di poter comprendere perché i cittadini sono arrabbiati, e perché hanno deciso di unirsi agli skinhead nel circondare il quartiere rom.

"In molti sta crescendo la frustrazione," dice dalla sua terrazza soleggiata, a pochi isolati di distanza dalle manifestazioni. Sottolinea che la difficile situazione economia e l''alta disoccupazione, significano che sempre più "bianchi" sono in difficoltà finanziarie.

"E poi vedono un Rom sorridente con un assistente sociale che compila un modulo per loro. E' un sentimento che cresce tra gente di cui nessuno si occupa." dice la sindaca di Duchcov. Descrive il Rom street party come una provocazione.

La sindaca Bartova ha espresso comprensione per le frustrazioni dei cittadini verso i Rom (Photo: Martin Nejezchleba)

Alla prima protesta anti-rom di maggio, Bartova tenne un discorso in cui sembrava esprimere pubblicamente simpatia per i manifestanti. Qualche settimana fa, l'agenzia d'investigazione pubblica ha valutato il fenomeno che sempre più Cechi rispondano agli appelli alla mobilitazione da parte dei neonazisti, come una grave minaccia alla sicurezza pubblica e alla democrazia della repubblica.

Breakdance al posto della battaglia

Le organizzazioni ceche dei diritti umani per anni hanno evidenziato le discriminazioni sui Rom a scuola, o nel mercato del lavoro e dell'alloggio. Sono discriminazioni profondamente radicate nel sistema. La città di Duchcov, ad esempio, ha venduto a compagnie immobiliari private, gli edifici parzialmente fatiscenti in cui i rom si rifugiavano la notte. Gran parte degli assegni sociali che i Rom ricevono, finiscono direttamente nelle tasche degli squali immobiliari, attraverso affitti gonfiati.

Anche cittadini "regolari" stanno partecipando alle proteste anti-rom (Photo: Martin Nejezchleba)

Tornando allo street party, poco prima delle 16.00, succede qualcosa che Conkova dice succede sempre quando i cori anti-rom diventano troppo opprimenti. I presenti si allontanano dal podio per vedere chi vuole seguirli.

"la pressione sta montando," dice uno. "E' ora di prendere la cosa nelle nostre mani." Anche Conkova, prova a fermare la folla. "I Rom devono uscire dal ruolo di vittime," dice.

Ma alla fine  i Rom decidono contro il conflitto aperto. Non vogliamo provocarli, dicono; dobbiamo proteggere i nostri bambini. Siamo qui per festeggiare.

I bambini lo prendono alla lettera, tornando di corsa sul palco. Assordanti esplosioni pop si diffondono dagli altoparlanti. Robert è i suoi amici trovano finalmente uno sfogo alla loro rabbia: breakdance.