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Rom e sinti, basta con le deportazioni
Di Fabrizio (del 24/09/2013 @ 09:07:35, in Europa, visitato 1228 volte)

su Le parole, i pensieri - Autore: Moni Ovadia - Data: 2013-09-21 L'Unità

I paesi che si definiscono democratici, ogni giorno della loro esistenza conoscono, tollerano, accettano e persino favoriscono violazioni delle leggi, abusi del diritto, attentati ai loro ai principi fondamentali sotto lo sguardo benevolo e spesso con la complicità delle loro istituzioni nazionali e locali. Molti cittadini non danno alcun peso a questo scempio soprattutto se le ingiustizie, anche se ignobili, non li riguardano direttamente.

Costoro non pongono domande cogenti alle istituzioni per chiedere ragione delle patenti trasgressioni della legalità che umilia e offende il loro Paese. Anzi, talora, "bravi" cittadini chiedono che le istituzioni violino le leggi per servire loro interessi o privilegi particolari. Lo status di cittadino di una nazione democratica, conferisce straordinari diritti ma pretende contestuali doveri, primo fra tutti il rispetto attivo della Carta Costituzionale per dare applicazione autentica alle sue leggi e per vigilare che non vengano infrante da nessuno, tanto meno dalle Autorità. Porre domande e pretendere risposte dalle istituzioni, è lo strumento principe per esercitare tale vigilanza. Io faccio parte di quegli italiani che prendono molto sul serio il diritto/dovere di cittadinanza e non rinuncio per nessuna ragione a porre domande e a pretendere risposte.

Il diritto all'uguaglianza è garantito a tutti i cittadini di questo Paese e a tutti gli esseri umani che vi abitano? Anche ai rom e ai sinti? Allora perché continuano a venire segregati, discriminati, rinchiusi e sgomberati? Le minoranze hanno diritto a vedere riconosciute le loro prerogative e ad ottenerne la tutela? Anche i rom e i sinti? Allora perché non hanno ancora avuto lo status di minoranza linguistica com'è capitato ad altre popolazioni? Perché le pur importanti proposte di legge al riguardo, secondo l'autorevole parere di giuristi competenti, hanno scarsissime possibilità di essere votate e approvate dalle camere? Solo perché si tratta di "zingari"? La dignità della persona è dotazione originaria di ogni essere umano? Anche del rom e del sinto? Allora perché è lecito a gruppi di cittadini parlarne come di oggetti ingombranti e nocivi di cui rifiutare la vicinanza? Perché tale linguaggio non è sanzionato come incitamento all'odio e al razzismo? Le vittime di persecuzioni e genocidi hanno diritto al riconoscimento ed al risarcimento? Perché rom e sinti no?

Noi cittadini italiani che riconosciamo nel diritto di cittadinanza un valore irrinunciabile, pretendiamo risposte alle nostre domande e chiediamo che vengano presi i provvedimenti necessari per dare piena applicazione alle leggi. Non siamo più disposti a tollerare sgomberi, deportazioni, vessazioni contro i nostri concittadini rom e sinti.


PS: Moni Ovadia sarà a Milano mercoledì 25 settembre alle 18.30, con Marco Rovelli e Jovica Jovic, per la presentazione di: