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Primi giorni di scuola
Di Fabrizio (del 15/09/2013 @ 09:00:36, in scuola, visitato 896 volte)

Quando ero piccolo io, lo spazio verde di fronte al parcheggio grande di viale Monza era un paradiso: montagnette di terra, cespugli, buche - l'ideale per giocare a indiani e cow-boy. Qualche anno fa, cambiò tutto, e divenne un elegante parchetto con panchine, tavoli da pic nic e giochi per bambini. Ci passo ancora spesso, visto che l'area è coperta da wi-fi.

Leggo che dalle parti nel novarese i genitori (italianissimi) stanno ritirando i loro pupi dalla scuola, perché ci sono troppi sinti (italiani anche loro, suppongo, ma la cosa ha importanza minima) lì iscritti. Ma sono i bambini che si ritirano (tipo che li ho messi in lavatrice col programma sbagliato) perché i sinti occupano troppo spazio, o che cosa? Non ho capito bene, in effetti.

Però, ricordo lo scandalo mediatico, quando la stampa italiana raccontò di un episodio simile in Slovacchia. La Slovacchia, bene o male da anni si sta impegnando per superare quella situazione. Ma se la cosa accade nella nostra amata Italia, sembra che possiamo risparmiarci le facce di circostanza. Noi, siamo civili a prescindere!

Il parchetto che descrivevo all'inizio è frequentato da bambini italiani, cinesi, rumeni, egiziani, senegalesi, persino da un inglese. Ogni tanto si affacciano anche piccoli rom. Di norma, ognuno gioca con i propri connazionali. Li osservavo, nel deserto di agosto, guardarsi attorno, spersi e soli. Così, finiva che il piccolo cinese, annoiato, chiedeva al coetaneo senegalese se voleva fare due tiri a pallone, e quest'ultimo finiva per coinvolgere il piccolo egiziano. Quando era di tornare a casa per cena, si davano appuntamento per il giorno dopo. E i loro genitori, per non fare brutta figura di fronte ai futuri eredi, iniziavano a parlare tra loro, in italiano, OVVIAMENTE, lingua franca che mette tutti d'accordo.

E questo valga anche per quei politici-avvoltoi, che hanno colto subito la palla al balzo.