\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Infanzia, Save the children: Italia agli ultimi posti nella Ue per il futuro dei bambini
Di Barbara Breyhan (del 24/05/2013 @ 09:09:30, in scuola, visitato 1592 volte)

il Messaggero

Blitz con sagome in 16 città per la nuova campagna di sensibilizzazione

ROMA - Sagome di cartone bianche e rosse raffiguranti bambini che lanciano accuse tremende, come "mi hanno rubato l'aria pulita", "mi hanno rubato la mensa scolastica", "mi hanno rubato una casa tutta mia", "mi hanno rubato il futuro", posizionate in punti strategici dei centri storici: con questa azione "aggressiva" è partita in 16 città italiane la campagna di Save the Children "Allarme infanzia", che vuole accendere i riflettori sulla condizione dei minori in Italia.

Secondo un rapporto dell'organizzazione, infatti, siamo agli ultimi posti in Europa - peggio solo Grecia e Bulgaria - per "povertà di futuro" di bambini e adolescenti, deprivati di opportunità, prospettive e competenze. In un dossier lanciato oggi in concomitanza con l'inizio della campagna, dal titolo "L'Isola che non sarà", Save the Children denuncia che il nostro Paese è sette volte in fondo alla lista nell'Ue a 27 sui principali indicatori relativi all'infanzia.
Quattro le principali "ruberie" ai danni di bambini e adolescenti: il taglio dei fondi per minori e famiglia, la mancanza di risorse per una vita dignitosa, il basso livello di istruzione e il lavoro. L'Italia è al 18mo posto per la spesa per l'infanzia e la famiglia, pari all'1% del pil. Quasi il 29% di bambini sotto i 6 anni vive ai limiti della povertà, tanto che il nostro paese è al 21mo posto in Ue per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori di età 0-6 anni e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale. Ancora, il nostro Paese è al 22mo posto per quanto riguarda il basso livello d'istruzione, per dispersione scolastica ed è all'ultimo posto per tasso di laureati.

Quanto al lavoro, i giovani disoccupati sono il 38,4% degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo, mentre i neet (giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000 e posizionano l'Italia al 25esimo posto su 27. Save the Children ha voluto anche sondare le paure per il futuro dei ragazzi e dei genitori, in una nuova indagine realizzata da Ipsos, che attesta come il 25% degli adolescenti ritenga che il proprio futuro sarà più difficile rispetto a quello dei genitori e che un ragazzo su 4 (il 23%) pensa di andare all'estero per assicurarsi un'opportunità e l'80% dichiara di aver fatto delle rinunce a causa della crisi. Preoccupante è il dato sull'aumento delle disuguaglianze per l'accesso all'università: il 30% dei genitori non ce la fa a pagare la retta dei figli. Per il 41% di madri e padri gli aiuti economici diretti alle famiglia dovrebbero essere la più urgente misura anti-crisi del governo. Solo il 16% dei genitori pensa che i figli riusciranno a realizzare i loro sogni e ad avere una vita migliore della propria.

"Il generale impoverimento delle giovani generazioni - commenta il direttore generale di Save the Children Italia, Valerio neri - va in parallelo con una colpevole e annosa disattenzione nei loro confronti, che si sta traducendo in una gravissima privazione di prospettive e, in una parola, di futuro. Cancellare il futuro di bambini e ragazzi significa compromettere il futuro dell'intero Paese". L'organizzazione chiede dunque un piano specifico di contrasto alla povertà minorile, un piano d'investimento a favore dell'istruzione pubblica e un nuovo piano per l'utilizzo dei fondi europei.

L'allarme di Save the Children è stato subito raccolto dal Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Vincenzo Spadafora, che si augura che "la paura di cui parla Save the Children, e che personalmente confermo dal mio punto di vista di istituzione che si occupa dei diritti dei minori, possa finalmente servire da stimolo a tutti noi per intraprendere quanto prima decisioni utili a interventi urgenti e strutturati in favore delle politiche per i minori e i giovani. Il loro diritto a una vita piena di speranza deve essere un nostro dovere".

E anche il sottosegretario all'Istruzione, Marco Rossi-Doria, prende impegni concreti: "possiamo cominciare dalla scuola - dice - estendendo le azioni messe in campo contro la dispersione scolastica, aumentando il tempo scuola e le occasioni di socialità positiva nelle aree difficili. Porterò avanti questo impegno come sottosegretario all'Istruzione".