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Siria
Di Fabrizio (del 07/04/2013 @ 09:01:36, in conflitti, visitato 1804 volte)

Voice of America I Dom: rifugiati invisibili dalla Siria - Cecily Hilleary - March 22, 2013

Una famiglia dom si accampa, Turchia meridionale

Oltre 70.000 persone sono state uccise e centinaia di migliaia lasciate senza casa dalla guerra civile in Siria, che sta spargendo miseria tra tutti i gruppi etnici e religiosi della nazione.

Ma c'è una minoranza etnica che ha subito oltre la propria quota di sofferenza - sia durante i combattimenti odierni e nei secoli precedenti - e pochi fuori dalla Siria ne conoscono qualcosa. Il gruppo è quello dei Dom ed è presente in Siria da prima dell'impero ottomano.

Spesso etichettati col peggiorativo "zingari", i Dom prendono il nome dalla loro lingua, il domari, che significa "uomo". Si sono aggiunti all'esodo di cristiani, musulmani ed altri Siriani, rifugiatisi in Giordania, Libano, Turchia e altrove. Ma dovunque vadano, si trovano di fronte ad un benvenuto men che tiepido. Come ci ha detto una fonte: "Sono le persone più disprezzate del Medio Oriente."

Chi sono i Dom?

Complicati ed incompresi, i Dom sono presenti in Medio Oriente da almeno un migliaio di anni. La maggior parte delle informazioni su di loro proviene dalla lingua stessa, il domari, una variazione dell'hindi. E' simile al romanì, la lingua dei Rom europei, il che suggerisce una comune radice indiana.

Sia il romanì che il domari sono disseminati di imprestiti da altre lingue, riflesso di una storia di migrazione dall'Iran e altrove. A parte questo, si sa poco della loro origine - o manca l'accordo tra gli studiosi.

Durante il periodo ottomano, i Dom si spostarono liberamente in tutto il Medio Oriente come nomadi "legati al commercio", fornendo servizi alle comunità ovunque si insediassero. La caduta dell'impero ottomano in seguito alla I guerra mondiale, portò alla formazione degli stati nazionali con confini propri, cosa che limitò notevolmente i movimenti dei Dom.

In Siria, e altrove nella regione, vengono chiamati Nawar - probabilmente una parola derivata da "fuoco", riferita al loro lavoro tradizionale come fabbri ferrai. Ma negli anni la parola "Nawar" si è evoluta in peggiorativo, finendo coll'indicare una persona ignorante e incivile.

I Dom si differenziano anche in base alla regione abitata o al lavoro svolto. Ad Aleppo e Idlib, sono chiamati Qurbat e lavorano come fabbri o dentisti non diplomati. I cosiddetti Riyass vivono a Homs e Hama, dove vendono manufatti o come intrattenitori alle feste. Alcune donne, chiamate Hajiyat, danzano nei night di Damasco, mendicano o predicono il futuro.

I numeri

    "La popolazione ufficiale dom potrebbe essere superiore alle stime, perché molti di loro si descrivono come Curdi, Arabi o Turcomanni." Kemal Vural Tarlan

E' quasi impossibile stimare la popolazione dom in Siria, in quanto spesso nascondono la loro identità per paura di essere stigmatizzati. Secondo International’s Ethnologue sarebbero 37.000 i Dom siriani che parlano il domari, assieme all'arabo. Ma per il giornale siriano Kassioun nel 2010 forniva il doppio di quel numero.

Kemal Vural Tarlan è un fotografo, documentarista, scrittore e attivista che si focalizza, dice, su quanti vivono ai margini della società, principalmente Dom e Rom. E' anche autore del sito Middle East Gypsies.

Dice che i Dom sono visti come estranei e intrusi, perciò sono quasi universalmente discriminati, Quindi spesso nascondono la loro origine etnica, attraverso ciò che chiamano la capacità dell'invisibilità, che li aiuta a spostarsi dentro e fuori le comunità.

La popolazione dom ufficiale potrebbe essere di parecchio superiore alle stime, perché molti Dom si descrivono come Curdi, Arabi o Turcomanni," dice Tarlan. Qualunque sia il loro numero, ne vivono in Siria più che da qualsiasi altra parte del Medio Oriente.

Fotogalleria

 
Dom rifugiati in Turchia

La Turchia è stata la patria degli "zingari" sin dall'epoca bizantina, e nel 2005 l'ACNUR stimava la popolazione Rom-Dom in 500.000. Kemal Tarlan ha passato diverso tempo nelle ultime settimane sul confine, per documentare l'afflusso dei Dom dalla Siria. I Dom si sono insediati nelle città della Turchia meridionale di Kilis, Gazientep and Shanliurfa.

"Inizialmente hanno potuto registrarsi nei campi profughi ufficiali," dice, "ma ora non è più possibile, perché sono pieni."

Alcuni Dom sono andati ad abitare con el famiglie in città. Quelli che non hanno un posto dove andare, vivono in tenda come nomadi. Tarlan dice che ricevono poca assistenza dal governo, così mendicano per sopravvivere o cercano lavoro nei campi.

"Ma la maggior parte è disoccupata," dice, e questo ha portato a tensioni locali. Recentemente, dopo che i cittadini di Shanliurfa hanno iniziato a lamentarsi dell'aumento dei piccoli furti, le autorità hanno smantellato e dato alle fiamme un'improvvisata tendopoli. I mezzi di comunicazione si riferivano a loro come "i Siriani". Ma Tarlan dice che la maggior parte erano Dom.

Nel Libano

    "Vivono tutti in condizioni disastrose. Non trovano lavoro, eccetto che nel riciclo destinato alla discarica: alluminio, ferro o cartone; giusto di che sopravvivere." Catherine Mourtada, Tahaddi

Con Beirut a sole 65 miglie di distanza, molti Dom da Damasco sono scappati in Libano. Catherine Mourtada è cofondatrice di Tahaddi (Sfida) una OnG che offre assistenza ai diseredati di Beirut, tra cui ci sono molti Dom.

"Sono esclusi dal normale sistema scolastico, anche perché non soddisfano i criteri di ammissione o perché le scuole pubbliche sono piene. Così, vengono da noi," dice Mourtada.

Mourtada ha visto crescere il numero dei Dom provenienti dalla Siria, che cercano di rimanere presso i loro parenti libanesi.

"Sono già molto poveri, e ora devono accogliere altri membri della loro famiglia molto poveri, che arrivano dalla Siria, quindi per loro è molto dura. Vivono tutti in condizioni terribili," dice. "Non trovano lavoro, eccetto che nel riciclo destinato alla discarica: alluminio, ferro o cartone; giusto di che sopravvivere."

In alcuni casi, i Dom di Beirut sono costretti a mandare via i loro parenti siriani. "Così devono trovare da qualche parte una stanza in affitto. Sono fortunati se riescono a trovare un bagno o acqua corrente," continua Mourtada.

Dato che in Libano non ci sono campi profughi ufficiali, come invece in Giordania o in Turchia, Mourtada dice che i Dom hanno iniziato ad insediarsi in tendopoli nella valle della Bekaa.

In Giordania

Nel 1999, Amoun Sleem fondò la Domari Society, un centro culturale ed educativo nel quartiere di Shu'fat a Gerusalemme Est. Dom lei stessa, racconta di aver sperimentato sulla propria pelle la discriminazione, la marginalizzazione culturale e la povertà che per molti Dom sono il risultato dell'analfabetismo.

Dice: "Ogni volta che un disastro colpisce il Medio Oriente, nessuno si da pensiero di quale sarà l'impatto sui Dom."

Sleem aggiunge di aver ricevuto notizie su molti Dom rifugiati che vivono nel campo di Zaatari o nelle sue vicinanze, a Mafraq, in Giordania. Sta tentando di ottenere un permesso per visitare il campo, ma per questo sta incontrando diverse difficoltà. Nel contempo, sta cercando di incoraggiare le famiglie Dom giordane ad ospitare i rifugiati.

"Non è molto facile," dice, "ma se accadesse, sarebbe davvero una cosa molto buona."