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Francia
Di Fabrizio (del 11/01/2013 @ 09:04:06, in Europa, visitato 1042 volte)

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Rue89Eco - Le nouvel Observator par Camille Polloni Dragomir, Rom, 25 anni, da 0 a 70 euro al giorno in una bidonville
Puntata speciale: un raid della polizia ha interrotto la nostra intervista a Dragomir.

Dragomir davanti al suo rifugio, nella baraccopoli di Ris-Orangis (Camille Polloni/Rue89)

Nel fango denso di questa baraccopoli a Ris-Orangis (Essonne), gli agenti in uniforme scivolano a piccoli passi nel viale principale tra le baracche. Dalla sua finestra della sua capanna in pallets, Dragomir li vede avanzare.

"Vuoi che andiamo a vedere?", gli chiedo. "No, verranno loro."

Serein, giovane rom di 25 anni, ci ha fatto l'abitudine. Già la settimana scorsa, la polizia nazionale era passata a controllare i documenti. "Hanno spaccato porte e finestre."

Non se ne parla neanche di lasciare di propria volontà il calore della stufa. Non si muove, nonostante l'ordine di uscire, intimato ad alta voce.

Nella baracca (Camille Polloni/Rue89)

Dalla finestra si sporgono una mano ed un volto per scrutare all'interno, poi la porta si apre. Un po' sorpreso di trovare un visitatore, il poliziotto annuncia che dovranno "procedere ad un censimento" delle baracche e degli abitanti, e ripete: tutti davanti alle baracche.

Cinque minuti dopo, senza che nessuno abbia capito bene a cosa serva questo approssimativo censimento, le uniformi ripartono con un derisorio "buon Natale e felice anno nuovo". Sempre flemmatico, Dragomir riprende il suo posto accanto alla stufa.

"Bruciare la miseria"

Un po' più tardi, sono i pompieri dell'Essonne a sbarcare, allertati da un grosso rogo di spazzatura nel campo. Spiegano i Rom: stanno bruciando "la miseria", cioè i r5ifiuti accumulati in un enorme tumulo di cui il sindaco non vuole sbarazzarli.

Nel mucchio, c'è della plastica. Fa parecchio fumo, sopra la vicina statale. La pompa serpeggia nella bidonville per spegnere il fuoco.

"Capisco perfettamente le loro buone intenzioni, ma non posso tollerare questa puzza," taglia corto il direttore dell'ufficio del sindaco di Ris, venuto assieme all'assistente alla sicurezza.

Bandiera europea capovolta e posata come tetto su una catapecchia (Camille Polloni/Rue89)

Sciarpa annodata al collo, giacca impeccabile e jeans, il direttore rimane arroccato su una roccia all'ingresso del campo, per non coprirsi di fango le eleganti scarpe nere. Dragomir rimira la scena con un bambino:

    "Manderò un lustrascarpe, perché le calzature del direttore dell'ufficio siano ben lucidate."

Due vigili vanno a controllare se il fuoco s'è spento, sotto l'occhio divertito delle famiglie. E' sette mesi che sono accampati su questo terreno comunale, addossato ad uno stadio in costruzione.

E' Sébastien Thiéry, dell'associazione PEROU, a guidarci da Parigi a Ris-Orangis. Ci va una, due, tre volte a settimana, quando ha tempo. Ci presenta Dragomir.

Tre bambini a scuola

Rom di nazionalità rumena, Dragomir è arrivato in Francia nel 2004. Sa costruire una casa in tre ore, "se ho il materiale": pallets, tavole, lamiere, moquette per il pavimento. Ha vissuto in diverse baraccopoli e luoghi di fortuna a Parigi,, Villemomble (Seine-Saint-Denis) e diverse città dell'Essonne.

Al massimo, un'occupazione è durata due anni, presso la gendarmerie abbandonata di Viry-Châtillon, sgomberata a gennaio. I suo figli, 5 e 6 anni, e la figlia della sua compagna, 12 anni, vanno ancora alla scuola di quel comune.

Dragomir parla un buon francese, a differenza dei suoi vicini, tutti provenienti dallo stesso villaggio in Romania. Per lui è più facile parlare con i giornalisti, le associazioni ed i poteri pubblici.

Entrate: tra 0 e 70 euro al giorno

I ricavi di Dragomir provengono esclusivamente dall'economia informale: riciclo, lavoro in nero ed accattonaggio. Sono irregolari ed imprevedibili, per questo è impossibile fare una media.

Per ora, la circolare che ha abolito l'imposta applicata all'impiego di Rumeni e Bulgari non ha avuto alcun impatto sulla sua situazione. In questo momento, non sta guadagnando niente. E' la moglie che racimola un po' di soldi.

  • Ferraglia: massimo 30 euro al giorno

Dragomir ha un furgone del 1986, acquistato con 400 euro su LeBonCoin.fr (in stazione si può usufruire di Internet da un telefono pubblico).

Con suo fratello minore raccoglie metalli nei cantieri per venderli ad un rottamaio:

    "A volte ce li lasciano nei cantieri, oppure li raccogliamo per strada, nelle discariche, quello che la gente abbandona."

Tutto mischiato, il rottame è valutato 15 centesimi al chilo. Escluso il rame, che vale 5 euro a chilo, "ma non se ne trova molto". In sostanza, con la ferraglia si possono fare "dai 100 ai 200 euro a settimana".

    "Da cui vanno tolti cibo, sigarette e il gasolio per il furgone."

Ma da un mese, il vecchio camion ha reso l'anima. Si tratta della cinghia della trasmissione, e Dragomir ha poche speranze di riuscire a ripararla. Da allora ha lasciato perdere i rottami.

  • Vendita di giornali: 1,5 euro al numero

Prima dei rottami, Dragomir vendeva il giornale "Sans abri" (Senzatetto, ndr.). Lo si acquista in anticipo a 50 centesimi a numero, prima di rivenderlo a 2 euro.

    "Ne acquistavo circa 50 al mese. Non è facile venderli tutti, ma d'altro canto ci sono Francesi che danno i soldi senza prendere il giornale."
  • Lavoro in nero: da 60 a 70 euro la giornata
    "Sui cantieri, i padroni vogliono operai in regola, coi documenti. Per noi non è possibile. Ma se trovo privatamente in n ero, posso guadagnare dai 60 ai 70 euro al giorno. Così sono riuscito a lavorare 14 giorni in tutto."
  • Mendicando: tra 15 e 20 euro al giorno
    "Non è un suo compito. Aveva paura di essere arrestato e di non poter andare a prendere i figli a scuola. Ma sua moglie mendica di tanto in tanto. Si possono rimediare dai 15 ai 20 euro al giorno, meno di quelli che suonano."
  • Al mercato: da 30 a 40 euro al giorno
    "Anche lì, se ne occupa la moglie di Dragomir, una o due volte la settimana. Spiega lui: "Nel frattempo, bado ai bambini."

Vende scarpe e vestiti rimediati nella spazzatura, al "mercato della miseria" alla porta di Clignancourt, a nord di Parigi, dove si reca col RER (espresso metropolitano. ndr.).

  • Assegni familiari: una volta nel 2007, 800 euro
    "Nel 2007, per tre mesi mi hanno dato gli assegni familiari. In tutto saranno stati 800 euro. Dopo la CAF (l'assistenza reddituale francese, ndr.) m'ha detto che s'era sbagliata, perche non avevo i documenti."

Dragomir e la sua famiglia non hanno diritto alle prestazioni sociali: né disoccupazione, né RSA (sussidi all'impiego, ndr.), né indennità familiari.

Beneficiano solo dell'assistenza medica statale (AME) che "da il diritto alla presa in carico del 100% delle cure mediche e di ricoveri ospedalieri, in caso di malattia o maternità, nei limiti delle tariffe della sicurezza sociale, senza ulteriori oneri".

La famiglia vi ha fatto ricorso una sola volta, quando la moglie di Dragomir ha dovuto essere ricoverata per una gravidanza difficile.

Costi: da 75 a 725 euro al mese

  • Alloggio: 0 euro

Tutti i materiali e i tappeti adoperati per la costruzione della baracca sono stati recuperati. Dragomir vive in circa 15 mq. con sua moglie e tre bambini, su un terreno che può essere sgomberato in qualsiasi momento.

In totale, sono un centinaio a vivere in questa baraccopoli al lato della strada, in una quarantina di casupole. Se necessario, Dragomir può prestare denaro a suo fratello, e viceversa.

  • Carburante: 20 euro al giorno, finché il furgone ce l'ha fatta

Sino al mese scorso, Dragomir metteva ogni giorno 20 euro di carburante nel camion. Si occupava lui stesso delle riparazioni.

  • Elettricità: 15 euro al mese

Le associazioni che aiutano i Rom di Ris-Orangis, hanno installato un  gruppo elettrogeno per tutta la bidonville. Funziona a benzina, circa 15 euro al giorno, pagati a turno tra tutti gli abitanti.

Sébastien Thiéry, dell'associazione PEROU, lo ritiene un notevole progresso:

    "Prima avevano generatori individuali, che potevano costare sino a 250 euro al mese ad ogni famiglia".
  • Vestiti e cibo: forniti dalle associazioni

Per cibo e vestiti Dragomir spesso fa ricorso al Secours populaire ed a Restos du cœur. Quando può, compera al mercato i vestiti per i suoi bambini.

    "A volte i bambini chiedono quaderni, zaini di scuola o scarpe da ginnastica, ma non posso offrirgliele. Fanno sport come sono vestiti normalmente.
    Non mi parlano quasi mai di soldi. A volte vedono che non ho i soldi per le sigarette o niente da mangiare per me. Ma loro, sicuro, hanno sempre da mangiare. E' la priorità."
  • Spesa: da 60 a 100 euro al mese
    "Compriamo da mangiare una volta al mese, quando è possibile. Diciamo che sono in media da 60 a 100 euro al mese."
  • Mensa: 0 euro

Il pranzo dei bambini a scuola è gratis, grazie all'intervento di un assistente sociale.

  • Telefono: 10 euro al mese

Dragomir ha un telefono portatile, con la ricarica. Quando non ci sono più soldi, non c'è più il telefono.

  • Trasporti: 0 euro

Dragomir e sua moglie prendono il bus e la RER senza pagare.

  • Invio di soldi in Romania: variabile
    "A volte mando dei soldi alla mia famiglia rimasta in Romania: mio padre, mia madre, mio fratello. Dipende da quanto mi resta e da quanto hanno bisogno. Per esempio, invio se sono malati."