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Francia
Di Fabrizio (del 28/12/2012 @ 09:08:03, in Europa, visitato 1085 volte)

Da Roma_Benelux

Rom: la discriminazione positiva è controproducente, stima un senatore par Michel Tendil - Intégration Publié le jeudi 13 décembre 2012

L'evacuazione dei campi illegali, i villaggi d'inserimento, gli aiuti al rimpatrio... Niente di tutto ciò risolve il problema dei Rom, stima il senatore Michel Billout in un rapporto reso pubblico il 23 dicembre. Dove chiede di uscire dalle misure di discriminazione positiva ed invita l'Unione Europea a semplificare le misure di aiuto.

Proseguono le espulsioni di Rom dai campi illegali, ma senza portare niente di duraturo, dice il senatore comunista Michel Billout in un rapporto reso pubblico il 13 dicembre. "Ogni volta che c'è uno sgombero, non si fa altro che spostare il problema da un quartiere all'altro, incrementandolo," spiega. Raggruppandoli, "finiamo col ritrovarci insediamenti di 400 Rom e oltre, sistemati in vere e proprie bidonville... Così diventa più difficile per gli attori locali trovare delle soluzioni." Secondo il senatore, la circolare 12 agosto 2012, che impone una diagnosi dei bisogni prima di qualsiasi espulsione ed una sistemazione alternativa, nel pratico non viene rispettata.

Vittime di tratta

Il senatore, il cui rapporto è stato adottato settimana scorsa dalla commissione affari europei, ha anticipato la decisone del ministro degli interni di interrompere gli aiuti finanziari ai ritorni volontari. In effetti Manuel Valls ha dichiarato venerdì 7 dicembre che questi aiuti avevano "effetti perversi", creando "un circuito tra la Romania e il nostro paese" e che per questo andavano cancellati. Di questi 300 euro per adulto e 100 euro a bambino, nel 2011 hanno beneficiato 10.608 persone, di cui una maggioranza di Rumeni, un costo compreso tra i 5 e i 10 milioni di euro per anno. Ma "hanno creato una vera boccata d'aria", dice il senatore. "Non c'è da sorprendersi quando si sa che il biglietto del bus tra Romania e Francia è di circa 60 euro", indica nel suo rapporto. In cambio, il senatore propone di destinare più fondi per l'inserimento di quanti intendano creare attività economiche di ritorno nel loro paese d'origine. Questo aiuto garantisce che "il ritorno sia una scelta effettiva, inscritta in un progetto di vita". 80 famiglie dovrebbero beneficiarne in virtù di un accordo firmato il 12 settembre durante la tappa di Manuel Valls a Bucarest.

Il senatore si difende dall'accusa di "buonismo". Secondo lui, la presenza dei Rom in Francia (tra i 15.000 e i 40.000 secondo le stime, tenuto conto dell'assenza di statistiche) non è esente da problemi. "Non nego che oggi ci siano reti criminali che operano con i Rom, ma penso che la gran parte dei Rom siano vittime dello sfruttamento della prostituzione, di reti che impieghino bambini ed adolescenti, in particolare per furti e borseggi...", tiene a precisare. Senza parlare del furto di metallo in cui queste reti si sono specializzate. Recentemente l'Osservatorio Nazionale sulla Delinquenza e le Risposte Penali (ONDRP) ha allertato sulla portata di questo fenomeno esploso negli ultimi anni, soprattutto riguardo la rete ferroviaria. Attualmente si è svolto a Montpellier un processo eccezionale a carico di una rete di 41 Rom accusati di aver rubato circa 400 tonnellate di rame tra il 2010 e il 2011...

"Riserve indiane"

Ma per Michel Billout "non si può combattere il reddito illegale senza favorire il reddito legale." Ma, secondo lui, esistono molti ostacoli. Soprattutto nel mercato del lavoro. Il senatore chiede alla Francia di eliminare tutte le disposizioni transitorie che limitano sino alla fine del 2013 l'accesso al mercato del lavoro:  titolo di soggiorno, autorizzazione al lavoro. Se degli accorgimenti sono già stati presi, come la soppressione della tassa dovuta all'Ufficio Francese dell'Immigrazione e dell'Integrazione (OFII) e l'allargamento dell'elenco dei mestieri, mantenere queste disposizioni transitorie "appare profondamente discriminatorio e difficilmente comprensibile", insorge Michel Billout che paragona nella sua relazione, i 10.000 rumeni o bulgari attivi ai "330.000 lavoratori stranieri -a basso costo- che hanno lavorato in Francia nel 2012 nel quadro delle operazione aggiudicate a prestatori stranieri." Cifre provenienti dal ministero del Lavoro, ma sminuite dallo stesso, che ora parla di 145.000 dipendenti distaccati.

Soltanto che spesso i Rom non hanno i livelli di qualificazione richiesti. Oltre ad un migliore accesso all'istruzione secondaria ed all'università, come "problema reale", il senatore incoraggia il ricorso a futuri posti di lavoro.

Michel Billout rifiuta ogni misura di "discriminazione positiva" che secondo lui si rivelerebbe "controproducente". Si mostra prudente riguardo ai villaggi d'inserimento, spesso presentati come una panacea: "Se si vuole creare delle riserve indiane accettabili, ci si sta sbagliando," considera. Più in generale, c'è bisogno di strategie nazionali per l'inclusione dei Rom, che Bruxelles ha chiesto a tutti gli stati membri, preferendo loro le politico del "diritto comune". Chiede in cambio all'Unione Europea di semplificare il proprio sistema di aiuti attraverso i Fondi sociali Europei. Spiega che in Francia, un consiglio generale ha dovuto mobilitare "cinque funzionari per sei mesi" per completare un documento sui finanziamenti ai villaggi d'inserimento. Complessità spesso proibitive per le associazioni e le comunità, soprattutto nei paesi d'origine: la Romania non usufruisce che del 10% dei suoi crediti.