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Irlanda
Di Fabrizio (del 25/08/2012 @ 09:10:43, in sport, visitato 1428 volte)

Vergogna a misura olimpica per l'Irlanda razzista by Peter Mc Guire - 17 agosto 2012

Il razzismo era alle porte quando gli eroi olimpici della boxe vinsero oro e argento a Londra. E' stato sconfortante, prevedibile ed ampiamente condiviso.

Settimana scorsa, la pugile venticinquenne Katie Taylor ha conquistato l'Irlanda con una performance mozzafiato al primo torneo olimpico di boxe femminile, contestato e voluto per introdurre i Giochi. Taylor, figura di grande ispirazione per lo sport, le donne ed il popolo irlandese molto meritatamente hanno ottenuto grande attenzione dai media con quella medaglia d'oro.

Non sempre la copertura è stata positiva. Il quotidiano australiano The Age ha risposto al successo di Taylor con una serie di pigri stereotipi irlandesi "bevitori-di -punch", "la Guinness e il whiskey hanno mandato gli Irlandesi fuori di testa" e, alla perplessità di molti, "[Taylor] è circondata da gente che preferisce un punch ad una patata." Il giornale Usa Today ha adoperato un po' di luoghi comuni ed imprecisioni nel suo pezzo sulla vittoria di Taylor: "Nell'isola verde smeraldo, scorrono libere pinte di Guinness, forse abbastanza per riempire il mare d'Irlanda. Gli scommettitori fanno girare le sterline come fossero caramelle" (Tanto per iniziare, l'Irlanda usa l'euro e non la sterlina. Ma comunque... )

L'ambasciatore irlandese in Australia si è indignato ed ha spedito una lettera infuocata a The Age, costringendo il giornale a scuse imbarazzate. Nel contempo, la reazione contro Usa Today ha portato ad una similare ritrattazione.

Ma il razzismo peggiore non è stato diretto a Taylor, né è arrivato da un maleducato opportunista sotto forma di giornalista straniero. La vera bile proviene direttamente dal cuore stesso dell'Irlanda, contro la medaglia d'argento nella boxe di John Joe Nevin. Lui potrebbe essere un eroe olimpico, il golden boy della boxe irlandese, ma è anche un Traveller irlandese. I TRaveller, che conducono uno stile di vita semi nomade, sono la comunità minoritaria più antica d'Irlanda ed una minoranza significativa anche in GB.  Tutti sanno che è bene odiarli.

Come molte polemiche odierne, è cominciato tutto su Twitter. Poco dopo l'argento di Nevin, un popolare ristorante di Dublino ha inviato un tweet di scherno dicendo che presto la famiglia di Nevin sarebbe venuta per il piombo e il rame, chiamandoli ladri. Lo scherzo è stato ampiamente diffuso via SMS. Il ristorante è stato messo alla berlina per il suo razzismo estemporaneo, e rapidamente ha espresso le sue poco convinte scuse. Ma non è trascorso molto tempo che sono apparsi altri messaggi su Twitter, chiedendo dove fosse il problema. Non vi siete divertiti? Non avete senso dell'umorismo? Alcuni hanno suggerito che nel commento vi fosse un briciolo di verità, perché si sa che i Traveller sono "zingari, ladri",  usando una tipica diceria irlandese di uso quotidiano.

Mullingar, città natale di Nevin, aveva applaudito il ragazzo prodigio della boxe locale durante i suoi assalti olimpici. Traveller e locali si sono mischiati, fianco a fianco, con l'entusiasmo che circondava Nevin ad abbattere le molte barriere che dividono le due comunità. Alcuni l'hanno guardato nei pub locali, ma la famiglia di Nevin non era tra loro; come membri della comunità Traveller, è stato loro rifiutato il servizio. Molti pensano che sia stato giusto così: un Traveller tra i tanti che erano nei pub, sembra abbia assalito un barman - quindi a nessun Traveller è stato consentito entrare nei pub locali (ovviamente, nel frattempo il resto astemio della città pregava piamente e senza nessun screzio tra gli abitanti...).

Per inciso, la famiglia di Nevin è stata poi servita al bar The Covert e, secondo tutti i testimoni, l'atmosfera era elettrica.

Nevin ha espresso disappunto per il razzismo diretto contro la sua famiglia, ma ha detto di essere rincuorato per l'ondata di sostegno nella sua città natale, e di voler mettere l'incidente alle spalle. Spera che la sua vittoria possa costruire un ponte tra Traveller e stanziali.

Il divieto ad entrare nei bar (negozi, alberghi, parrucchieri) è un problema comune per la comunità Traveller irlandese, ma è l'ultima delle loro preoccupazioni. Negli ultimi anni, i governi hanno selvaggiamente tagliato i servizi educativi di base per migliaia di bambini traveller - bambini che non hanno scelto di nascere in una comunità così insultata e diffamata. Ha così chiuso la porta alla possibilità di una vita decente per molti, e non ci sono voci di ripensamenti.

Ci sono circa 30.000 Traveller in Irlanda. I dati mostrano che le donne traveller vivono 11,5 anni meno del resto della popolazione, mentre per i maschi la differenza è di 15 anni. I Traveller sono svantaggiati nell'accesso ai servizi sanitari. I suicidi sono sei volte maggiori rispetto al resto della popolazione. Significativamente più alta anche la mortalità infantile.

Sino agli anni '90, i Traveller sono stati segregati dal sistema scolastico di massa, molte madri che hanno tentato prima di allora che i loro figli fossero istruiti, non si sono trovate sostenute dallo stato. L'eredità dello svantaggio educativo, come in molte comunità della working-class, e che se i genitori sono analfabeti, i figli non ricevono lo stesso supporto dei loro coetanei delle famiglie più agiate, e c'è poca o nessuna tradizione di istruzione. L'analfabetismo tra i Traveller è ancora alto in Irlanda. L'argomento che uno stile di vita nomade è incompatibile con l'educazione standard è un non senso: molti paesi, inclusi Kenya e Mongolia, sono riusciti a fornire un sistema di istruzione per nomadi. Non c'è ragione per cui l'Irlanda non possa usare un semplice sistema di centri educativi in rete per bambini traveller.

In ogni caso la questione è del tutto discutibile, dato che effettivamente la maggior parte dei Traveller è stata forzata a stanzializzarsi ed integrarsi. Nevin è stanziale. Ma anche comportandosi al meglio, essere identificati di provenienza traveller chiude le porte - come si è visto col trattamento rimediato da Nevin. I Traveller sono obbligati in siti autorizzati, ma i servizi di base sono regolarmente sotto gli standard richiesti. Spesso ci sono commissioni e rapporti sulla questione, ma uno dei più recenti ha dovuto essere rilanciato, due anni dopo la sua pubblicazione, causa il mancato interesse.

La disoccupazione è diffusa, sono in pochi che offrirebbero lavoro ad un Traveller, ma i Traveller sono regolarmente etichettati come sfruttatori del sussidio di disoccupazione. Comprensibilmente, forse, l'abuso di alcol è superiore al resto della popolazione, Varrebbe la pena elencare il resto delle statistiche, se importasse a qualcuno, ma nessuno lo fa.

In Irlanda la discussione è sempre a senso unico. Il grido sprezzante della "PC brigade" - come se la correttezza politica fosse una maledetta seccatura che ci impedisce di offendere le persone vulnerabili - risuona ogni volta che un "liberal dal cuore tenero" sottolinea la discriminazione, la diffamazione e la povertà sistematiche patite dai Traveller, e la conversazione cambia immediatamente in quello che io Traveller dovrebbero fare per essere accettati dalla comunità stanziale: essere immuni da ogni macchia di reato, la piccola minoranza di Traveller benestanti deve pagare le tasse, devono finire i feudi delle bande traveller, e deve ridursi il problema della violenza domestica. Tuttavia, che sorpresa, gli stessi problemi si registrano anche nella comunità degli stanziali, come in alcuni settori della comunità traveller.

Però, se un Traveller commette un reato, la comunità stanziale reclama che l'intera comunità traveller sia in qualche modo collettivamente responsabile. Ai Traveller viene detto che sono loro, piuttosto che la polizia, a dover affrontare i crimini commessi dai Traveller, o trovarsi di fronte all'obbrobrio della nazione, e vedersi allora ignorati legittimamente le loro reali esigenze sociali di salute, istruzione ed alloggio. Anche se possono provarci - la rottura dell'omertà non è impresa da poco per le migliaia di Traveller rispettosi della legge e che stanno lottando per tenere assieme le loro famiglie - questa lotta tende a togliere spazio ai focus group, all'attivismo di comunità e all'auto-riflessione.

Generazioni di Traveller, incluso Johnny Doran, la ben nota famiglia Furey ed i Keenans, hanno dato un grande contributo alla musica irlandese, mentre la famosa tradizione dei contastorie irlandese probabilmente sarebbe da lungo tempo estinta senza il contributo dei Traveller. Il loro contributo è stato vitale all'essenza stessa dell'Irlanda, ma è talmente trascurato che gli stessi Traveller spesso non ne sono a conoscenza. Anche quando uno di loro come Joe John Nevin, ottiene un risultato spettacoilare e monumentale, viene subito rimesso al suo posto. Qual è il messaggio mandato ai bambini traveller?  Perché dovrebbero mostrare una qualche lealtà ad una società che, anche se vincono la medaglia olimpica, sembra odiarli, escluderli e vilipenderli?

Agli stessi stanziali che sarebbero inorriditi per il tentativo di dipingere neri o gay come se fossero un tutt'unico, non importa, o preferiscono ignorare, il fatto che la maggioranza dei Traveller siano cittadini decenti e rispettosi della legge. Pensano che sia perfettamente normale - addirittura divertente - scherzare alle spalle di una minoranza oppressa, e considerare "buonista" chiunque lo contesti (e senza riconoscere che burlarsi da una posizione di privilegio di un popolo oppresso, non è umorismo ma bullismo). A loro non potrebbe importare di meno che un essere umano decente, che non ha commesso reati, affronti regolarmente miseria ed umiliazioni se vuole entrare in un negozio, soltanto perché Traveller. Le persone che altrimenti pretendono la decenza, sono indifferenti alle sofferenze di un bambino che impara presto quanto il mondo lo odi. Questa è la spaventosa mancanza di empatia conseguenza della disumanizzazione del razzismo.

Raramente, se non mai, la comunità stanziale è interessata nell'affrontare le cause della comunità traveller, o confrontarsi con i propri pregiudizi. E' più facile riproporre i pigri stereotipi e scrivere dei Traveller, in massa, come bugiardi, truffaldini, ladri, alcolizzati, truffatori del welfare, [...] che godono di una vita magnifica a spese dei contribuenti - ignorando tutte le prove che mostrano chiaramente il contrario. Le conversazioni nei social media sono dominate dalla diffamazione dei Traveller, anche da parte di persone colte, che occasionalmente possono tacitarsi riconoscendo che può esistere un Traveller onesto, se solo non fosse ricoperto da una pila di reprobi.

Questi pregiudizi sono così radicati che, per assurdo, le organizzazioni per i diritti dei Traveller ogni volta che i media riportano di un crimine commesso dai Traveller, devono sempre ripetere di aborrire il crimine e che non tutti i Traveller sono la stessa cosa. Ma nessuno dovrebbe sorprendersi che gli stessi meccanismi psicologici  che portano alcuni Ebrei ad auto odiarsi o alcuni gay ad interiorizzare l'omofobia, possano appartenere anche ai Traveller.

Sono in troppi in Irlanda a ritenere che i problemi che affliggono la comunità traveller siano causati da qualcosa di intrinsecamente sbagliato nella loro stessa cultura ("I Traveller hanno una cultura?" ci si chiede, ignorando i molti contributi positivi culturali e linguistici all'Irlanda), e che se fossero un poco più simili a noi, allora tutto sarebbe a posto. Una nozione simile presuppone che noi abbiamo il diritto di guidare i Traveller, e conformare in tal senso le politiche pubbliche: la definizione stessa di razzismo.

Parlando di Olimpiadi, Nevin non è stato il solo campione di boxe a subire il razzismo dalle mani dei connazionali. Dopo che Muhammad Ali vinse l'oro per gli Stati Uniti nel 1960, in un ristorante a Louisville gli venne detto: "Qui non serviamo negri." Fu così che Ali gettò la sua medaglia nel fiume. Tanto Ali che Nevin sono stati abbastanza bravi per vincere medaglie olimpiche per il loro paese, ma non bravi abbastanza per essere serviti in un luogo pubblico. Fu una vergogna per l'America. Questa lo è per l'Irlanda.