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Francia
Di Fabrizio (del 13/08/2012 @ 09:10:43, in Europa, visitato 1009 volte)

Rue89Lyon Quegli abitanti che vogliono tenersi i Rom vicini - par Leïla Piazza | 3 agosto 2012 (i link sono in francese, ndr.)
I bambini sono onnipresenti nel quartiere. Crédit : Leïla Piazza

Fanno petizioni, ma non per cacciarli. Nel cuore del quartiere della Guillotière (7° arrondissement di Lione), gli abitanti e associazioni  de " l'îlot Mazagran" si mobilitano per rialloggiare un centinaio di Rom che vivono in due case occupate, il cui sgombero è imminente. Una richiesta inedita che fa parte della più vasta mobilitazione contro la "gentrificazione" del quartiere.

Quando dei Rom occupano un edificio in un quartiere, di solito l'accoglienza riservata ai nuovi abitanti non è molto buona. Di solito sono rifiutati con violenza da chi vive intorno, come succede attualmente in una zona residenziale di Vaulx-en-Velin. Tutt'altra la situazione nel quartiere della Guillotière. Invece di scrivere al sindaco per farli sgomberare il prima possibile, molti residenti di un'area del quartiere conosciuta come "l'îlot Mazagran" si mobilitano per farli restare.

"L'îlot Mazagran", due edifici occupati da un centinaio di persone, è a tutti gli effetti sotto sgombero. Ma, se l'intervento delle forse dell'ordine può avvenire da un momento all'altro, le famiglie non sono state ancora sloggiate. Qua entra in gioco la mobilitazione degli altri abitanti del quartiere. Difatti a metà luglio un collettivo di loro e di associazioni ha fatto girare una petizione che ha raccolto un centinaio di firme, inviate alla città di Lione ed alla Grande-Lione.

Squatter sostenuti dagli abitanti

C'è da dire che i Rom si sono insediati nel quartiere di Lione dove esiste la più alta concentrazione di associazioni e militanti della città. Associazioni che hanno preso possesso dei luoghi lasciati vacanti, in seguito al congelamento del progetto di creare una grande arteria, che avrebbe prolungato l'avenue Félix Faure sino al bacino del Rodano.

Ci sono aree di compostaggio collettivo, un caffè cooperativo, un'associazione di messa a dimora del verde, un locale (les Locaux Motiv') che riunisce 17 associazioni ed artisti. Soprattutto è emerso al centro di questo abbandono urbano, il giardino condiviso di Amaranthe, creato nel 2003. Sostenuto da una trama boschiva, è diventato "l'îlot Mazagran".

Questo per dire che questa zona della Guillotière è iperattiva a livello associativo, in un contesto di mixité sociale, composto da immigrati, studenti, classe media, intellettuali, artisti o SDF (Senza Fissa Dimora, ndr.) da Père Chevrier, il più grande centro di senzatetto del Foyer Notre-Dame.

La differenza con gli altri quartieri si è fatta subito sentire, rileva Julien, militante di Demeurant Partout, l'associazione che ha "requisito" un anno fa il primo immobile, divenuto il primo squat di rue Montesquieu:

    "In questo quartiere, la gente non ha atteggiamenti esagerati, come succede da altre parti. Ci hanno scritto delle mail dicendoci che abbiamo fatto bene e offrendoci dei mobili."

Conferma Gilberte Renard, dell'associazione CLASSES (Collettivo Lionese per l'Accesso alla Scolarizzazione ed il Sostegno ai Bambini degli Squat):

    "Qui li aiutiamo. Portiamo loro da mangiare. I bambini partecipano alle attività. E sono molto discreti. Come risultato, gli abitanti li hanno accettati."

Così, tra le famiglie rom minacciate di espulsione, sono tante quelle che non vorrebbero finire troppo lontani dalla Guillotière.

Una delle famiglie nell'appartamento occupate nell'îlot Mazagran. Crédit : Leïla Piazza

Coesistenza o integrazione?

Qui, si dice che alcuni residenti abbiano tenuto corsi per i bambini, altri abbiano aiutato i genitori nella gestione delle lettere amministrative e nella lettura della posta.

Nell'"îlot Mazagran" i bambini rom giocano e non esitano a fermare i passanti.

    "Quando passo la mattinata, fuori quasi non ci sono che bambini, racconta Christian, uno degli attivisti. Mi dicono buongiorno, mi corrono appresso. A volte mi dicono che vogliono rubarmi la moto, ma il tono è di scherzo."

Grazie i bambini, s'è creato il contatto tra abitanti ed occupanti, particolarmente nel giardino condiviso di Amaranthe, gestito dall'associazione Brind'Guill. Emma Lidbury, militante dell'associazione e co-presidente di Locaux Motiv' - incubatore che comprende 17 associazioni di quartiere, racconta:

    "Ho incontrato queste famiglie attraverso il giardino dove i bambini sono molto presenti. Da quando apre, ci chiedono di andarci assieme. Così, si inizia a conoscere meglio le famiglie. Sono davvero integrate nel quartiere."

Ed in occasione di avvenimenti nel quartiere, i Rom partecipano sempre di più.

    "Durante il Maza'Grand Événement abbiamo proiettato dei film, racconta Francis dell'associazione Les Inattendus. I Rom sono venuti e sono stati un pubblico davvero buono. Non c'erano molte parole ed hanno potuto comprendere, ed essere coinvolti."

La vita del quartiere si è organizzata attorno ad Amaranthe, un giardino condiviso, creato nel 2003 e ora aperto a tutti, quando è presente un giardiniere dell'associazione. Crédit : Leïla Piazza

"Niente buonismo"

Gli attivisti delle associazioni che si battono perché le famiglie restino nel quartiere, non vogliono passare per sempliciotti:

    "Non dobbiamo nasconderci, prosegue Francis, che sono in tanti e lo spazio è piccolo. Non sempre è evidente, ma per forza si creano tensioni."

"Problemi ci sono di sicuro," riconosce Emma Lidbury :

    "Ma se si inizia a conoscere bene alcune famiglie, si può parlare. Per esempio, in giardino sono spartite alcune cose. Se ne è discusso. Di sicuro, direttamente non sono stati loro, ma questa comunità è un po' come una grande famiglia, le cose poi sono tornate. E adesso, in qualche modo sono loro che sorvegliano il capanno degli attrezzi..."
    "Quando va bene, c'è un vero scambio. Soprattutto con i bambini che sono molto intraprendenti. Con i genitori è più complicato, perché c'è la barriera della lingua," aggiunge la sua collega Maura.

Stesse conclusioni da parte di Elodie, barista del bar cooperativa del posto, il Court Circuit:

    "P., il nonno della famiglia, viene a trovarci, ordina il suo caffè e cerca di parlare con noi. Ma se non ci capiamo molto. è difficile avere uno scambio."

Il bar cooperativo situato al centro di questo isolato, ha anche dovuto imparare a far coabitare la sua clientela con i Rom regolarmente presenti in piazza, dove si trova la sua terrazza.

    "C'è una forte precarietà e molta inattività. E' dura la vita, soprattutto per i più giovani che si annoiano. Vengono a giocare in piazza, senza prestare attenzione ai clienti. Così non è facile convivere."

Corinne Iehl abita nel quartiere e fa parte dell'associazione Cré'Avenir che partecipa al tavolo degli abitanti, Sfuma ulteriormente il quadro:

    "Dire che i Rom sono integrati, è un po' eccessivo, anche se si è familiarizzato con molte famiglie. E' complicata. Sono alla sbando, sopravvivono alla giornata. Spesso ci sono tensioni tra le differentii famiglie. Sono tollerati, accettati. Di converso, ci sono forme di carità."

Lo spazio al centro dell''îlot Mazagran accoglie numerose feste e il gazebo del bar cooperativo. Crédit : Leïla Piazza

Lotta contro "l'imborghesimento"

In questa parte del quartiere è forte la paura della perdita delle sue specifiche sociali. A primavera 2011, il comune di Lione ha riproposto un progetto di rinnovamento urbano del quartiere. Tenuto conto della sua alta densità associativa, gli eletti hanno immediatamente contattato i residenti. Sin dall'inizio, molti abitanti ed associazioni si sono attivamente coinvolti nella concertazione, particolarmente in seno al collettivo Mobilizagran. Soprattutto con una rivendicazione: la resistenza alla gentrificazione, cioè l'imborghesimento della zona:

    "Sin dall'inizio della concertazione, gli abitanti e le associazioni hanno detto di voler mantenere la mixité sociale. C'è paura della gentrificazione, che sta già prendendo piede," analizza Corinne Iehl di Cré'Avenir.

Perciò la partenza dei Rom dal quartiere significherebbe, secondo diversi abitanti, l'inizio della scomparsa della mixité sociale. Un argomento subito me3sso in avanti nella petizione degli abitanti agli eletti di Lione:

    "Noi, abitanti ed associazioni riuniti dell'îlot Mazagran (Lyon 7e), siamo stati messi a conoscenza della situazione a riguardo il rialloggio delle famiglie rom del quartiere. [...] Non vogliamo assolutamente vedere il quartiere gentrifichizzato con, conseguentemente, l'impennata dei prezzi degli immobili e l'esclusione delle  persone in situazione di estrema precarietà. Non possiamo accettare che il rinnovamento del quartiere avvenga al prezzo della rimozione di famiglie già in situazione di esclusione sociale."

I firmatari chiedono quindi che "le famiglie siano rialloggiate nel quartiere, come (secondo la petizione) aveva promesso Grande-Lione." Contattata, la Grande-Lione replica che la questione (degli sgomberi di alloggi occupati) è di competenza della prefettura.

La questione della risistemazione si pone anche per una famiglia rom rialloggiata da Habitat et Humanisme in un immobile destinato alla distruzione (nel quadro del rinnovamento urbano) e a cui l'associazione ha promesso il trasferimento. Ma per ora alla coppia di nonni è stato proposto solo uno studio a Villeurbanne.

    "Preferirei restare qui, suggerisce in francese incerto Léontina, la decana della famiglia P. Sono in quartiere da 8 anni. Uno dei miei nipoti va alla scuola Gilbert Dru. E con la gente va bene. C'è chi viene a bere il caffè. E poi ci portano vestiti, mobili o da mangiare."

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