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La lettera di Grattan Puxon ai Rom di Turchia
Di Fabrizio (del 30/05/2012 @ 09:15:50, in blog, visitato 1172 volte)

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    Grattan Puxon, attivista Rom-Traveller che ha dato un importante contributo nell'organizzare il primo Congresso Mondiale dei Rom a Londra nel 1971, ha mandato una lettera ai Rom in Turchia. Grattan Puxon spiega l'importanza di essere eletto come rappresentante di organizzazioni internazionali come l'Unione Romanì Internazionale (IRU) o l'Organizzazione Mondiale dei Rom (WRO) in elezioni che vedranno una larga partecipazione via Internet. Ecco la lettera di Grattan Puxon:

Cari Fratelli e Sorelle in Turchia,

Mi chiamo Grattan Puxon, sono vecchio ormai, ma in passato sono stato diverse volte a Istanbul, la prima nel 1960, e camminavo lungo il confine tra Turchia e Grecia. Sono stato a Edirne, e nel quartiere rom di Sulukule a Istanbul, quando quell'antica mahala era piena di vita.

Grazie per la vostra gentile ospitalità che allora mi avete mostrato nelle vostre case e vorrei mettervi a conoscenza di alcune idee che stiamo sviluppando a Londra.

Dopo il primo congresso Mondiale Romanì a Londra nel 1971, su invito di Fajk Abdi, il primo Rom eletto nel Parlamento macedone, mi trasferii a Shutka, il comune rom (35.000 abitanti) ai margini di Skopje (Uskub).

Ovviamente fui impressionato dal fatto che la nostra comunità a Shutka potesse eleggere il proprio membro del Parlamento. Ed anche che Shutka eleggesse il proprio consiglio comunale e avesse dal 1948 la propria associazione culturale: Phralipe. Potei portare a Shutka la bandiera romanì blu e verde, con la ruota rossa al centro, adottata dal congresso di Londra.

Fajk mi disse che alcuni della sua famiglia vivevano a Izmir, e che c'erano molti legami familiari tra Macedonia e Turchia, ed anche tra Turchia e Grecia (ho vissuto a Sulon per 14 anni). Siamo tutti una grande famiglia.

Ma, veniamo al punto: se Shutka può eleggere un Rom al Parlamento, possono farlo anche le altre comunità romanì. Ed è stato confermato dall'elezione di Juan de Dios Ramirez a Barcellona, in Spagna, e più recentemente da due Romnià ungheresi al Parlamento Europeo.

Però, nel contempo abbiamo avuto bisogno di tenere elezioni regolari per le nostre istituzioni e le organizzazioni internazionali. Nelle associazioni locali, i componenti possono essere raccolti in un unico posto. Ma per le organizzazioni internazionali, come il Congresso dell'Organizzazione Mondiale dei Rom dello scorso aprile a Belgrado, ovviamente solo a pochi delegati è stato possibile riunirsi e votare gli incarichi, il presidente, il segretario generale, ecc.

Non è una situazione facile. Si può ovviare con i computer e con internet.

Quindi, intendiamo sviluppare un programma in due parti per permettere a più gente possibile di:

  1. votare nelle elezioni locali o in quelle generali, nazionali
  2. votare nelle elezioni per gli incaricati ed i rappresentanti che possano parlare alla UE a Bruxelles, a Strasburgo, e all'ONU a New York.

Per il punto 1. mi aspetto che le vostre associazioni stiano già aiutandovi a registrarvi per votare secondo quanto previsto dalle normative nazionali (compilazione dei moduli appositi).

Per il punto 2. le vostre associazioni devono essere pronte a ad assistervi per votare Rom e Dom come rappresentanti a livello internazionale.

Noi a Londra vogliamo soltanto portarvi a conoscenza di un sistema che può rendere possibile tutto ciò. Non è una soluzione per le molte difficoltà che avete di fronte, ma è un modo di darvi uno "strumento" da utilizzare per affrontare queste difficoltà, riguardo gli alloggi, l'istruzione, l'assistenza e il lavoro.

Tenete poi presente che ci consideriamo una squadra "tecnica". Siamo qui per promuovere e rendere praticabili queste proposte, con qualsiasi organizzazione esistente.

Posso già dirvi che tanto la più antica Unione Romanì Internazionale che la nuova Organizzazione Mondiale dei Rom intendono adottare il voto via internet per i futuri Congressi. (il sistema dovrebbe essere pronto in due anni). Il Forum Europeo dei Rom e dei Traveller sta considerando la proposta.

Crediamo che il sistema possa presto raggiungere 100.000 votanti e tra non molto Un Milione, considerando che i rom sono 15 milioni e oltre.

Un Milione di voti (o più) ci fornirà un autentico "mandato" democratico, che sicuramente ci farà guadagnare rispetto e maggiore influenza. Renderà anche i nostri rappresentanti responsabili verso le comunità di base ed il popolo delle mahala.

Un altro vantaggio è che renderà più facile il manifestarci ed aumenterà la visibilità della nostra identità collettiva. Immaginate che durante Hederlezi tutti si esponga la bandiera romanì, in ogni villaggio e città (se questo fosse opportuno nella Turchia di oggi).

In ogni parte della UE, dovremo essere capaci di organizzare manifestazioni per l'8 aprile, Giornata della Nazione Rom, rivendicando tutti i diritti che a lungo ci sono stati promessi. Attraverso il programma internet potremo appellarci a tutti gli attivisti per agire assieme il medesimo giorno. Su scala più piccola, lo abbiamo fatto ogni anno. Ora questa diventerà una grande, pacifica dimostrazione di 100.000 (ed in seguito di Un Milione).

Fajk Abdi disse quarant'anni fa al Congresso di Londra che si possono fare due cose - pescare e sfamare la gente, o preferibilmente dare loro gli attrezzi per la pesca e che provvedano loro. Spero che considererete queste idee.

Quanti sono interessati possono contattarci a dale.farm@btinternet.com; ci terremo in contatto e resterete informati.

Nel nostro team ci sono Petar Antic, ex ministro del governo serbo; Toma Nikolaev, direttore del giornale DeFacto (e già candidato al Parlamento in Bulgaria); Ladislav Balaz, tra i fondatori dell'Iniziativa Civica Rom in repubblica Ceca; e Nin (Domani), responsabile del nostro sito romanationday.org