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Due storie di scuola...
Di Fabrizio (del 17/05/2012 @ 09:07:53, in scuola, visitato 1135 volte)

...di segno opposto, la prima da Milano e la seconda da Pescara

La guerra (vinta) di Marius: "In biblioteca sto bene… è il posto migliore che ho conosciuto" Corriere della Sera di Alessandra Coppola

(video di Amnesty Italia)

La guerra di Marius, contro una vita di campi provvisori che l'avevano condannato a un'esistenza di analfabetismo e marginalita'. Arrivato a 16 anni a Milano dalla Romania senza mai aver messo piede in una scuola, nonostante otto sgomberi ha imparato a leggere e a scrivere in italiano con una borsa di studio della Comunità di Sant'Egidio e delle mamme e maestre di Rubattino. Ora il suo rifugio in città è una una biblioteca comunale (quella di via Valvassori Peroni, zona Rubattino-Lambrate): "Anche quando non avevo dove andare venivo qui… è il posto migliore che ho conosciuto". Il video di Christine Pawlata e Nicola Moruzzi è stato premiato domenica al Salone del libro di Torino al concorso nazionale "A CORTO DI LIBRI. I cortometraggi raccontano le biblioteche"


LA STORIA L'HANNO ACCUSATA DI ESSERE «UNA DELINQUENTE COME TUTTI GLI ZINGARI» Il Tempo
Rom cacciata dai compagni di scuola
La professoressa: «Una ragazza intelligente. Per fortuna è tornata»
Stefano Buda Le tensioni seguite all'omicidio di Domenico Rigante hanno lasciato il segno.


Nelle scuole della città, qualcosa si è spezzato nel percorso di crescita comune tra italiani-italiani e italiani di origine Rom. Dalle scuole della città occorrerà ripartire, per abbattere i muri del pregiudizio e ricostruire il dialogo tra culture. Dopo la morte dell'ultrà biancazzurro, per diversi giorni, il processo d'integrazione ha subito un corto circuito. Un fenomeno che ha colpito soprattutto i più giovani, ragazzi e ragazze come la giovane studentessa Rom, di 17 anni, che chiameremo Anna. Anna frequenta un noto istituto di scuola secondaria, non lontano da Rancitelli, il quartiere dove vive con la sua famiglia. Una compagna di classe, sull'onda del clima da caccia alle streghe che ha pervaso Pescara, la accusa di essere «una delinquente, come tutti gli zingari». Anna è esasperata. La sera prima ha chiamato la polizia, avendo visto «facce strane» bighellonare attorno a casa, e ormai nota una luce diversa negli sguardi della gente. Reagisce male, difendendosi e contrattaccando con veemenza. Dopo la lite decide che non andrà più a scuola. «È già molto difficile che una donna Rom prosegua gli studi dopo l'età dell'obbligo - spiega una sua insegnante - sarebbe stato un vero peccato perdere una ragazza intelligente come lei, che ha compreso l'importanza dell'istruzione come forma di riscatto e dimostra grandi doti e capacità». Anna per fortuna ci ripensa e dopo alcuni giorni torna in classe. È lei a chiedere scusa. «Nonostante non fosse stata lei a scatenare la lite - prosegue la professoressa - ha avuto la forza e l'umiltà di riconoscere l'errore, dimostrando che la scuola aiuta a compiere progressi, modificando anche certe attitudini tipiche di alcune culture»". La vicenda di Anna non rappresenta un caso isolato. Molti altri ragazzi Rom, che frequentano l'istituto, nei giorni scorsi sono rimasti a casa. Avevano paura. Per fortuna, lentamente, il clima si sta rasserenando. «Non si erano mai verificati episodi simili in precedenza - osserva l'insegnante - il processo d'integrazione è sempre stato pacifico e armonioso, anche grazie al coinvolgimento dei genitori italiani e Rom, nel corso dei frequenti colloqui». È da qui che occorrerà ripartire, per sanare le ferite inferte a una convivenza che, dopo l'omicidio di Domenico Rigante, appare sempre più difficile. Intanto il sindaco Mascia ha chiesto al prefetto Vincenzo D'Antuono l'istituzione di un Tavolo tecnico. «Occorre eliminare quei piccoli, grandi fenomeni di abusi, soprusi, angherie che molti sono costretti a subire ogni giorno da poche famiglie che pensano di poter vivere al di fuori delle leggi e delle regole del vivere civile». Ricomincerà a breve lo sfratto agli inquilini abusivi grazie all'erogazione di 100mila euro stanziato dalla Regione Abruzzo, da destinare all'Ater.

15/05/2012