\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Francia
Di Marylise Veillon (del 01/02/2012 @ 09:11:24, in Europa, visitato 1311 volte)

Da Roma_Francais

Strategia d'inclusione dei rom: la Fnasat denuncia una "mancanza di ambizione"

La Francia ha rimesso alla Commissione a fine dicembre, la sua strategia sull'inclusione dei Rom. Il testo rifiuta un trattamento specifico per una minoranza etnica, e intende ridurre le disuguaglianze nel contesto del "diritto comune". Per la Fnasat, manca di ambizione, in particolare per la realizzazione di aree d'accoglienza per la "gens du voyage"i.

"La tradizione repubblicana francese, che si traduce in un concetto esigente del principio di uguaglianza, non permette di prendere in considerazione misure mirate in modo specifico, nei confronti di un gruppo etnico". E' quello che indica la Francia nel suo progetto di strategia d'inclusione dei rom, consegnato alla commissione a fine dicembre. Un obbligo che scaturisce dal piano presentato dalla commissione in aprile scorso, il quale chiede a ogni stato di presentargli entro fine 2011 una strategia indicando ciò che intende mettere in opera, per ridurre le problematiche relative all'inclusione dei rom. Ad oggi, solo 14 stati su 27 hanno consegnato la propria copia. La maggior parte di questi testi è stata convalidata da Bruxelles. Soltanto le strategie di Francia e Repubblica Ceca restano allo stadio di progetti...

Diritto comune
A livello europeo, il termine "Rom" non si riferisce esclusivamente a un gruppo etnico originario di Romania o Bulgaria, ma include anche la "gens du voyage". In Francia, a contrario, si tiene a considerare lo stile di vita della "gens du voyage", che non è quello dei rom sedentari nei loro paesi d'origine, i quali però, arrivati in Francia, si ritrovano spesso in una situazione di grande precarietà. Da questo, una grande ambiguità nei termini, che la strategia francese fatica a evitare. Si prefigge come obiettivo di permettere a tutte le comunità marginalizzate, che vivono sul suo territorio, e non in modo specifico ai rom o alla "gens du voyage", di accedere alle politiche di "diritto comune". Ma misure specifiche possono tener conto del loro stile di vita. Elenca quindi una lista di azioni generalizzate condotte in Francia, a destinazione di queste comunità marginalizzate, ma messe in atto tramite associazioni o collettività... Qui, i 1.500 microcrediti professionali accordati dall'Adie alla "gens du voyage", là villaggi d'inserimento per le famiglie rom, come quelli costruiti in Seine-Saint-Denis... "Le città di Lilla, Marsiglia e Lione riflettono ugualmente sulla realizzazione di villaggi d'inserimento" indica ancora il documento. Il governo vuole anche rassicurare Bruxelles, più di un anno dopo i rimproveri che gli furono da essa indirizzati, riguardo a una circolare di aprile 2010, la quale menzionava lo smantellamento specifico dei campi nomadi. "La Francia ha adottato da lunga data misure ambiziose, per favorire l'integrazione repubblicana delle persone presenti sul suo territorio, compresi i rom, in particolare in materia di alloggio ed educazione", sottolinea la strategia, pur riconoscendo che ci sono ancora progressi da fare.

Aree di accoglienza
La strategia riprende le quattro priorità fissate da Bruxelles: educazione, alloggi, salute e impiego. La scolarizzazione è la prima delle sue priorità. L'obiettivo della Francia è di giungere a un tasso di abbandono scolastico del 9,5%. In materia di occupazione, la strategia indica che il problema maggiore è l'accesso alle formazioni di lunga durata. La Francia vuole ugualmente incoraggiare nuovi programmi sanitari, sulla vaccinazione o l'alimentazione, le relazioni medico-pazienti... Infine, riguardo agli alloggi, la Francia "conduce dall'inizio degli anni 90 una politica inedita in Europa, la quale mira alla riconoscenza di diritti alla gens du voyage, in materia di alloggio". La messa in opera degli schemi dipartimentali di accoglienza dei viaggiatori, della legge Besson del 2000, dovrebbe, al termine, permettere la realizzazione di 41.589 campi attrezzati, ricorda la strategia.

Ma i principali interessati rimpiangono di non essere stati associati all'elaborazione del testo, ed hanno dubbi sulla sua messa in opera. "Questa strategia manca d'impulso e di ambizione. Rende l'idea di una giustificazione del governo tramite un catalogo di ciò che è spesso fatto dagli altri come associazioni e collettività", critica così Stéphane Leveque, direttore della Federazione Nazionale delle Associazioni Solidali di Azione con gli Zingari e i viaggiatori (Fnasat)

Fondi Feder
Riguardo alla realizzazione delle aree d'accoglienza, le associazioni si lamentano del ritardo preso e della difficoltà nell'ottenere cifre ufficiali (nel 2010, il senatore Pierre Hérisson, autore di un rapporto su questo argomento, indicava che soltanto 24.000 campi attrezzati dei 42.000 previsti, erano stati creati). "Il ritardo generale e la disparità nella costruzione e la messa in funzione di aree d'accoglienza della gens du voyage in Francia, testimoniano di una mancanza certa sia del volontariato che dei rappresentanti dello stato", denunciava un collettivo delle principali associazioni rappresentative (Fnasat, Angvc, Fondation Abbé Pierre, Ligue des Droits de l'Homme, Ufat, Avgif, Uravif) in un comunicato di dicembre scorso. Parigi si ritrova particolarmente sotto tiro, poiché non possiede ancora nessuna area d'accoglienza.

"Bisogna accelerare la creazione delle aeree. La legge ha previsto un potere di sostituzione al prefetto. Non è stato mai attivato", fa notare Stéphane Leveque. In quanto alle nuove possibilità di finanziamento di queste aree con i fondi Feder, il direttore della Fnasat aspetta di vedere: "saranno lasciate al buon volere delle collettività, per ora noi godiamo di poca visibilità." Un censimento realizzato presso alcune regioni, rivela che sette regioni (Basse-Normandie, Lorraine, Rhone-Alpes, Corse, Nord-Pad-de-Calais, Aquitaine, Ile-de-France) hanno già modificato il loro programma operazionale per permettere il finanziamento degli alloggi destinati alle popolazioni marginalizzate. Per compensare il calo di quasi 20% dei crediti dello stato, consacrati alle aree d'accoglienza, nel bilancio 2012.


vedi http://www.fnasat.asso.fr/

vedi http://www.adie.org/