\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Kosovo
Di Fabrizio (del 30/08/2011 @ 08:59:30, in scuola, visitato 1295 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

By Linda Karadaku for Southeast European Times in Pristina - 11/08/2011 Con l'avvicinarsi del nuovo anno scolastico, riemergono vecchie polemiche

Gli studenti dicono che poco del curriculum viene dedicato alla storia delle altre nazionalità o minoranze in Kosovo. [Reuters]

La missione cross-culturale sull'istruzione dell'OCSE in Kosovo chiede che minoranze e maggioranze imparino l'altrui cultura, la rispettiva storia, come anche il valore della tolleranza e del pluralismo.

SETimes ha parlato con diversi studenti kosovari di differenti nazionalità e retroterra etnico, per scoprire quanto l'attuale situazione si avvicini agli standard OCSE.

Genta, quindicenne albanese, frequenta la scuola elementare Iliria a Pristina. Ha studiato la storia del Kosovo sino alla proclamazione d'indipendenza, eppure qualcosa manca nel suo curriculum.

"Non abbiamo imparato a conoscere gli altri gruppi etnici. L'insegnante ci ha detto che il Kosovo ha anche delle minoranze e ci ha spiegato come sono arrivati e si sono insediati in Kosovo, gli Slavi e i Turchi," ha detto Genta a SETimes.

Non ha contatti con bambini di altri gruppi etnici in Kosovo.

"Ho incontrato i Serbi a Brezovica. Ci hanno detto che il Kosovo è la Serbia, noi abbiamo risposto che il Kosovo è indipendente," dice, aggiungendo che tutto ciò che sa è che i Serbi "ci hanno espulso dalle nostre case e siamo tornati."

Hari Kasumi, insegnante e storico del Kosovo, ha detto a SETimes, "Se si conosce la storia di qualcun altro, ci saranno meno odio, animosità e migliore conoscenza reciproca. Insegnare la storia isolata [di un solo popolo] avrebbe un impatto negativo."

Tuttavia, i libri di storia in lingua albanese sono focalizzati sui principali protagonisti della storia albanese, mentre i testi in serbo presentano il Kosovo come "la culla del popolo serbo".

David, sebo dell'età di Genta, frequenta la scuola secondaria di economia a Mitrovica.

"E' interessante quando l'insegnante parla delle relazioni tra Serbia e Albania. Dice sempre che ci siamo aiutati l'un l'altro nelle guerre dei Balcani ed in quelle mondiali. Quello che [ora] sta succedendo in Kosovo non ci è molto chiaro. Non impariamo l'albanese a scuola, e penso che sia sbagliato. L'insegnante di serbo ci ha detto che i Sebi che vivono al confine con la Romania imparano il rumeno come seconda lingua,quelli vicino al confine con la Bulgaria imparano l bulgaro," dice David a SETimes.

Aggiunge che l'insegnate dice agli studenti che "il Kosovo è la Serbia" e, dice David, "penso che sia così".

Daut è Rom, e suo figlio di 12 anni frequenta la scuola elementare Mustafa Bakiu a Prizren. Dice Daut di non riuscire a ricordare suo figlio che imparava a scuola qualcosa sulle diverse etnie.

Qylanxhiu inoltre lamenta che un termine peggiorativo per indicare i Rom appare 13 volte in un libro di testo dell'ottavo grado, cosa per cui la comunità ha protestato. Conferma che la comunità rom ha chiesto al ministero della pubblica istruzione di includere cultura, tradizioni e lingua rom nel curriculum.

"Non abbiamo nessun altro stato. Vediamo il Kosovo come il nostro paese e saremmo felice di vedere sparire i pregiudizi, così che tutti noi possiamo essere conosciuti come Kosovari," dice Qylanxhiu.

Cansu, Turco di 16 anni, frequenta la scuola elementare Sami Frasheri, dato che l'istruzione è offerta anche in turco.

"A scuola impariamo soprattutto la storia turca," dice, aggiungendo che agli studenti vengono anche insegnate le due guerre mondiali, ma niente riguardo le altre etnie del Kosovo.

"Vediamo il Kosovo come la nostra casa comune e vogliamo costruire qui il nostro futuro," dice Cansu.