\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Solidarietà: Una squadra rom contro la discriminazione
Di Fabrizio (del 10/04/2011 @ 09:58:23, in sport, visitato 1165 volte)

Si chiamano "Ercolini": settanta bambini nomadi esordienti che si allenano a calcio tra sgomberi e indifferenza. Presto ci sarà anche una squadra femminile da Redattore Sociale

Nel campo rom di via Salone, c'è una nuova sfida da affrontare: fornire magliette e scarpini alla nuova squadra di pulcini ed esordienti. Sono i nuovi "Ercolini" una squadra di calcio composta dai ragazzi rom del campo di Tor di Quinto, che oggi estende il suo potenziale anche ai giovani e giovanissimi del campo di via Salone.

Avventura iniziata nel 2004, che deve il nome al presidente della squadra don Giovanni D'Ercole (Segreteria di Stato del Vaticano) e il vigore a Salvatore Paddeu, arbitro ma anche allenatore, gli "Ercolini" sono per i promotori e i sostenitori dell'iniziativa, «una valida alternativa» per chi non ha altra possibilità di vita che non sia un campo rom. Iscritti regolarmente al campionato giovanile, gli "Ercolini", per lo più giovanissimi compresi tra i 14 e i 16 anni, provengono dalla Macedonia, dall'ex Jugoslavia, ma anche dalla vicina Romania.

«Dopo 7 anni di attività al campo di Tor di Quinto, prossimo allo sgombero – spiega Paddeu – siamo ancora qua. Inizia una nuova sfida al campo di via Salone in zona Tiburtina». Sono 70, ad oggi, i giovani e giovanissimi che hanno aderito alla squadra. Quello che manca è il personale sportivo (allenatori, volontari) e il materiale (scarpini, magliette, palloni). «Presto si aggiungerà, a grande richiesta, anche la squadra femminile – scrive ancora Paddeu – allenata dal sottoscritto a causa di assenza totale di volontarie e allenatrici. Siamo sempre alla ricerca di materiale sportivo, ma il passaparola è sempre molto efficace. Inoltre, sarebbero molto utili due porte da calcio, perché le attuali sono poco stabili e molto pericolose».

La squadra degli "Ercolini", oggi è una realtà sportiva che gode di piccoli sponsor e tanta solidarietà ed è la dimostrazione pratica di come regole, educazione e normalità possano passare anche attraverso lo sport.

4 aprile 2011