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Francia
Di Fabrizio (del 28/07/2010 @ 09:24:30, in conflitti, visitato 2110 volte)

Un fatto avvenuto una decina di giorni fa, che ha avuto eco anche nei media italiani. Tra l'altro, la Francia non è nuova a tensioni simili. Non ho avuto tempo per le traduzioni, rimedio adesso. La prima segnalazione viene da Roma_Francais sul clima di questi giorni in Francia

IrishTime.com La polizia pattuglia il quartiere L'Arlequin di Grenoble la settimana scorsa. Foto Quadrini Rolland/Reuters

RUADHÁN MAC CORMAIC in Paris - Sabato 24 luglio 2010

HA PREVALSO LA CALMA a Grenoble dopo il funerale di un sospetto rapinatore armato, ucciso la settimana scorsa dalla polizia, mitigando i timori che la sua sepoltura potesse riaccendere le violenze che lo scorso fine settimana hanno scosso la città del sud-est francese.

L'uccisione di Karim Boudouda (27 anni), nel corso di una sparatoria seguita ad una rapina in un casinò, ha scatenato tre notti di disordini nella periferia di Villeneuve, dove sono stati esplosi colpi contro la polizia e dozzine di auto sono state date alle fiamme.

Giovedì notte e nel primo mattino di ieri (venerdì 23 luglio ndr) sono state bruciate due auto e sono state lanciate bottiglie contro la polizia, ma un appello alla calma del locale imam e della famiglia di Boudouda sembra essere stato ascoltato dai più.

Anche se l'ordine è ritornato nelle strade, il crimine continua a dominare l'agenda politica, dopo una settimana in cui sono avvenuti seri disordini in una tranquilla città nella valle della Loira.

Domenica (18 luglio ndr) tumulti sono scoppiati a Saint-Aignan, cittadina di appena 3.400 abitanti, dopo che membri della comunità nomade hanno reagito alla morte di un giovane trattenuto dalla polizia, con violenti attacchi alla locale stazione di polizia.

I disordini a Grenoble e Saint-Aignan hanno indotto il presidente Nicolas Sarkozy a dichiarare che lo stato era impegnato in una "guerra contro trafficanti e delinquenza" e che lo stato non sarebbe indietreggiato nella sua "implacabile lotta" contro i criminali.

Ha poi esautorato il prefetto dell'Isère, il dipartimento che include Grenoble, rimpiazzandolo con Eric Le Douaron, alto funzionario di polizia che Sarkozy conosce da quando era ministro degli interni. E' la seconda volta in tre mesi che Sarkozy nomina un funzionario di polizia a prefetto. Ad aprile, nominò Cristian Lambert, ex capo di un gruppo di elite stile-commando, come prefetto di Seine-Saint-Denise, che include alcuni dei quartieri più poveri della capitale francese.

L'ultima mossa è stata criticata dall'opposizione: il deputato Manuel Valls del partito socialista ha detto che il linguaggio belligerante di Sarkozy sancisce il "fallimento abbastanza patente" delle sue politiche di sicurezza.

Daniel Vaillant, ministro degli interni sotto il primo ministro socialista Lionel Jospin, ha criticato duramente Sarkozy per "essersi assunto dei poteri che non ha" sostituendo due prefetti, dato che è il primo ministro o quello degli interni che possono nominarli.

Prefetti, che agiscono come i massimi rappresentanti dello stato nel dipartimento, sono normalmente dipendenti pubblici di carriera.

Anche i gruppi antirazzisti e per i diritti umani sono stati critici verso il presidente, dopo le osservazioni svolte sulla scia delle violenze di Saint-Aignan, circa "i problemi posti dal comportamento di certe persone nelle comunità Rom e Viaggianti".

La Lega per i Diritti Umani ha accusato il presidente di "stigmatizzare" Rom e Viaggianti e di renderli "capri espiatori" dei più vasti problemi di sicurezza.

Il termine generico francese gens du voyage, o Viaggianti, include zigani le cui famiglie arrivarono in Francia nel corso dei secoli; manouches, arrivati dalla Germania nel XIX secolo; gitani spagnoli e più recentemente i rom.


E ancora, da Roma_Benelux

Dichiarazione di pace

Il Presidente della Repubblica ha dichiarato guerra alla gens du voyage ed ai Rrom. Gli Zigani intendono rispondere con una dichiarazione di pace per evitare un'esplosione sociale.

L'organizzazione il 28 luglio di una riunione all'Eliseo sui "problemi" posti dagli Zigani, per la prima volta dalla Liberazione.

Come troppo spesso nello loro storia, gli Zigani sono una volta di più il capro espiatorio preferito di una classe dirigente invischiata in scandali politico-finanziari.

Se Nicolas Sarkozy dovesse reiterare la sua dichiarazione di guerra, il Collettivo delle Associazioni Zigane sarebbe costretto ad intraprendere azioni legali per incitamento all'odio razziale e chiedere ai parlamentari di interrogarsi sulla necessità di riunire l'Alta Corte.

La prevalenza del razzismo anti-zigano nella società francese è tale che il primoluglio2010 è passata totalmente inosservata la conferma in Corte d'Appello della condanna di France Télévisions per incitamento all'odio razziale, in ragione del contenuto della trasmissione "C dans l'air" intitolata "Delinquenza: la via dei Rom" (vedi QUI ndr).

Mentre la Francia è stata oggetto di numerose condanne da parte delle autorità europee e rischia di trovarsi bandita dall'Europa, nessuno sforzo è stato fatto dai poteri pubblici per lottare contro la moltiplicazione degli atti e delle dichiarazioni razzisti  contro gli Zigani.

Il 18 luglio 2010, la Francia, tramite un discorso pronunciato dal segretario di stato agli ex combattenti, ha finalmente riconosciuto ufficialmente il dramma dell'internamento e della deportazione dal 1940 al 1946

Dieci giorni dopo, Nicolas Sarkozy prende l'iniziativa di una politica di natura razziale che, se dovesse essere attuata, rischierebbe fortemente di costituire una nuova pagina nera della storia francese, com'è vero che gli Zigani, al di là delle profonde differenze esistenti tra Rrom e gens du voyage, siano sottomessi in Francia ad un vero regime d'apartheid in ragione di una legislazione d'emergenza indegna di un paese democratico.

Il Collettivo delle Associazioni Zigane chiede di essere ricevuto dal capo dello stato per discutere i problemi alla base delle proposte razziste di alcuni ministri e parlamentari dell'UMP.

Il Collettivo delle Associazioni Zigane chiede l'abrogazione di tutte le leggi discriminatorie ed un'azione risoluta ai più alti livelli dello stato per lottare contro il razzismo anti-zigano.

Per la salvaguardia dei valori universali che hanno fatto grande la Francia, il Collettivo delle Associazioni Zigane lancia un appello riprendendo le parole esatte utilizzate venticinque anni fa da Georges Guingouin, primo partigiano di Francia, liberatore di Limoges, nel suo appello lanciato in occasione del 41° anniversario della battaglia del Mont Gargan:

"Nel 1985, mi appello agli uomini e alle donne dall'animo generoso perché un soprassalto morale, una nuova Resistenza comincino e la Francia resti il paese dei Diritti dell'Uomo. La fiamma della Libertà non deve spegnersi!"

Il Collettivo delle Associazioni Zigane organizzerà una conferenza stampa mercoledì 28 luglio alle 11.00 a Chope des Puces 122 rue des Rosiers à Saint-Ouen.

Association "La voix des Rroms"
50, rue des Tournelles
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