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Turchia
Di Fabrizio (del 22/03/2010 @ 09:14:33, in Europa, visitato 1613 volte)

Da Roma_Daily_News

14 marzo, Incontro Rom, - Abdi Ipekci Spor Salonu, Istanbul 12:00-16:00

Oggi, circa 16.000 Rom di tutte le parti della Turchia sono stati letteralmente stipati nel Centro Sportivo Abdi Ipekci per ascoltare il Ministro Faruk Çelik, Eleni Tsetsekou (Programma di Gestione del Consiglio d'Europa - Unità Roma e Viaggianti), il Dr. Ivan Ivanov (Direttore di ERIO) ed il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, riguardo la situazione del popolo rom ed il loro desiderio di un cambio positivo per il futuro. L'impegno del governo AKP nel raggiungere cambi significativi nel campo della salute, delle opportunità educative, dell'impiego e dell'alloggio in Turchia per i Rom del paese, è una delle priorità del governo con la sua "apertura democratica".

Erdogan ha raccontato la sua infanzia nel quartiere rom di Kasimpasha (Istanbul), crescendo con i Rom come "fratelli e sorelle" e imparando presto la loro situazione da questa esperienza. In particolare è stata importante la sua amicizia con Balik Ayhan, che oggi era presente all'incontro col Prima Ministro ed alla sua iniziativa per i Rom. Il discorso di Erdogan è stato accolto con enorme entusiasmo dai Rom, ogni punto sottolineato da fragorosi applausi e dal suono dei tamburi "davul", associati sin dai tempi dell'impero ottomano alla musica rom. Quando Erdogan ha sottolineato la situazione dei Rom in molti paesi europei, menzionando le persecuzioni che affrontano e le sofferenze che hanno provato attraverso deportazioni ed esclusione, stava attirando esplicitamente l'attenzione sulle variazioni nelle politiche che questo incontro annuncia per la Turchia, portando in primo piano la posizione di un approccio positivo verso i Rom, in un periodo in cui crescono le attitudini sempre più negative nel resto d'Europa.

Resta da vedere l'impatto reale dell'iniziativa di Erdogan e "dell'apertura democratica" per il popolo rom, come pari cittadini della Repubblica davanti alla legge e alla Costituzione. Se i recenti attacchi alla comunità rom di Manisa, o la distruzione dei quartieri rom ad Istanbul, Mersin, Diyabakir ed altre città negli ultimi anni cesseranno, particolarmente nel contesto della complessa situazione politica aperta con questa serie di iniziative democratiche (con i popoli Kurdi e degli Alevi), è una questione aperta. L'aumentata polarizzazione della società turca attorno a questi temi ha portato ad un rottura potenzialmente divisoria, dove quanti appoggiano questi cambiamenti sono contrapposti a chi rappresenta la vecchia, tradizionalmente secolarista alleanza politico-militare.

Queste versioni contrastanti della modernizzazione in Turchia stanno lottando per il dominio ed è ancora possibile che i Rom si trovino presi tra due fuochi. L'enorme riunione di oggi indica che le forze per la democratizzazione sono capaci di guidare l'agenda dell'inclusione sociale in questa direzione particolare ed incoraggiare l'appoggio alle altre organizzazioni rom europee ed alle istituzioni che promuovono i diritti dei Rom. D'altra parte, in Turchia queste innovazioni sono spesso state fatte deragliare come insegna la storia del tardo impero ottomano e della Repubblica.

Però oggi l'atmosfera era una delle positive promesse ed il tanto atteso riconoscimento del popolo Rom, come degni di pari diritto e rispetto in Turchia. Oggi, i cittadini rom turchi si sentono così come sono stati descritti dal loro Primo Ministro. Cittadinanza ed eguaglianza in Turchia, "Ille'de Roman olsun!" ha detto Erdogan, e la folla ha ruggito la sua approvazione; "Insisto che questo sarà Romani!"

Dr. Adrian Marsh
Researcher in Romani Studies, Istanbul
adrianrmarsh@mac.com