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Kosovo
Di Fabrizio (del 21/03/2010 @ 09:22:15, in conflitti, visitato 1871 volte)

Da British_Roma (è una lunga storia, a lungo raccontata)

La manifestazione tenutasi in Svezia il 3 marzo contro i rimpatri forzati di 300 rifugiati verso il Kosovo, ha visto dimostrazioni simili a Londra, Seattle, Washington DC, Oregon, Colorado USA e Vancouver in Canada. Se i rimpatri avessero luogo, i rifugiati rom si troverebbero a vivere nei campi inquinati dal piombo di Osterode o Cesmin Lug nel Kosovo settentrionale. Di seguito la cronologia [...]

10 giugno 1999: Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU vota la Risoluzione 1244, mettendo il Kosovo sotto l'autorità della Missione ONU nel Kosovo (UNMIK) e la Forza Nato del Kosovo (KFOR).

Giugno 1999: La Mahalla Rom è attaccata dall'etnia albanese: tutti i suoi abitanti fuggono prima dell'attacco per aura delle loro vite. La KFOR non interviene per prevenire i saccheggi e la distruzione di tutte le case e le infrastrutture nella Mahalla.

Fase 1: Incarico all'UNHCR.

Giugno 1999: I Rom dispersi occupano l'edificio della scuola primaria di Zvecan ed altri edifici pubblici nella regione di Mitrovica. L'UNHCR inizia ad organizzare sistemazioni provvisorie per i dispersi Interni (IDPs) così che possano lasciare la scuola occupata prima dell'inizio dell'anno scolastico.

Ottobre 1999: L'UNHCR sposta alcuni dei Rom dispersi che risiedevano nella Mahalla e che ancora rimanevano nella regione di Mitrovica, in due campi lì situati: Cesmin Lug e Zitkovac. I rimanenti IDPs occupano spontaneamente delle baracche a Kablare e Leposavic, creando due altri campi. Lo spostamento è inteso come temporaneo.

Agosto 2000: Viene chiuso il complesso minerario di Trepka per i motivi di sanità pubblica, dopo uno studio ONU che indica alti livelli di contaminazione da piombo nell'area circostante.

Fase 2: Incarico all'UNMIK

Ottobre 2001: L'UNMIK assume la responsabilità dall'UNHCR della gestione dei campi. I Rom dispersi risiederanno nei campi per due anni.

2004 (mese non definito): L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) facilita i primi esami del sangue su di un gruppo di circa 50 bambini nei campi di Cesmin Lug, Kablare, Zitkovac e Leposavic, condotti da dottori serbi del luogo.

Settembre 2004: L'OMS rilascia un rapporto che mostra livelli estremamente alti di contaminazione da piombo tra la popolazione rom in tutti i campi. I Rom dispersi hanno risieduto nei campi per circa cinque anni.

Aprile 2005: L'UNMIK mette in atto una task-force di diversi soggetti, chiamata  Mitrovica Action Team-MAT (in cooperazione con Ministero della Salute del Kosovo, UNHCR, OMS,UNICEF e OCSE) per sviluppare un quadro di lavoro per la rilocazione temporanea dei Rom IDPs da Cesmin Lug, Zitkovac e Kablare nei baraccamenti vacanti della KFOR di Osterode.

2005: La MAT conclude che il ritorno nella Mahalla ricostruita è la soluzione più sostenibile. Mira ad inventare un programma della gestione dei rischi per gli accampamenti, minimizzare l'esposizione al piombo mentre vengono sviluppate soluzioni per rilocare i campi esistenti. Iniziano negoziati con le autorità di Mitrovica sud (controllata da Kosovari di etnia albanese), circa il ritorno alla Mahalla. Vengono prese nei campi alcune misure di rimedio ad interim, inclusa la distribuzione di cibo e kit sanitari, la distribuzione di stufe a legna  e l'installazione di distributori d'acqua addizionali.

2005 (mese non definito): L'OMS facilita i secondi esami del sangue su un gruppo di circa 50 bambini nei campi di Cesmin Lug, Kablare, Zitkovac e Leposavic, condotti da dottori serbi del luogo.

Settembre 2005: Un'attivista rom locale, Argentina Gidzic, apre una causa contro ignoti al tribunale di Pristina, per la violazione dell'articolo 291 del Codice Penale Provvisorio del Kosovo (che proibisce le azioni che hanno impatto sull'ambiente e mettono in pericolo vita umana).[1] In risposta alla causa non viene intrapresa nessuna azione.

Dicembre 2005: La Norwegian Church Aid (NCA) viene incaricata dall'UNHCR per la gestione dei campi di Cesmin Lug ed Osterode. La KFOR consegna il campo di Osterode (terreno ed edifici) all'UNMIK.

Febbraio 2006: L'European Roma Rights Center ricorre alla Corte Europea ei Diritti Umani a nome dei Rom IDPs, accusando violazioni della Convenzione Europea sui Diritti Umani: articolo 2 (diritto alla vita), articolo 3 (proibizione della tortura), articolo 6 (diritto ad un processo equo), articolo 8 (diritto al rispetto dell'individuo e della vita familiare), articolo 13 (diritto ad un rimedio effettivo) ed articolo 14 (proibizione di discriminazione). La denuncia in qualche settimana è ritenuta inammissibile dal Tribunale, sulla base di legislazione difettosa.

Marzo-aprile 2006: Vengono chiusi i campi di Zitkovac e Kablare (a seguito di un incendio a fine marzo nel campo di Kablare) ed i loro residenti spostati nel campo Osterode, come sistemazione provvisoria nell'attesa di una soluzione durevole nella Mahalla Rom. I residenti di Cesmin Lug rifiutano di andare ad Osterode.

Maggio 2006: Partenza della prima parte del progetto di ricostruzione della Mahalla Rom - 2 edifici (che contengono 48 appartamenti) e 54 case monofamiliari costruite sul terreno della Mahalla distrutta a Mitrovica sud. Gli appartamenti sono destinati ai Rom IDPs che non possono provare di aver posseduto proprietà nella Mahalla a giugno 1999. quanti possono provarlo avranno la loro casa ricostruita.

2006 (mese non definito): L'OMS facilita i terzi esami del sangue su un gruppo di circa 50 bambini nei campi di Cesmin Lug, Osterode e Leposavic, condotti da dottori serbi del luogo.

Agosto 2006: L'OMS organizza la prima delle due distribuzioni di terapie orali celiache ad un gruppo di bambini del campo di Osterode (il periodo della seconda distribuzione non è nota a Human Rights Watch). In totale, vengono curati circa 40 bambini a due riprese.

Giugno 2007: Una novantina di famiglie (circa 450 persone)  ritornano alla Mahalla da tutti i campi di Mitrovica, come pure dalla Serbia e dal Montenegro. Il ritorno è organizzato dalla task force della MAT sotto il comando dell'UNMIK.

Maggio 2008: L'UNMIK passa la gestione dei campi di Cesmin Lug ed Osterode al Ministero del Kosovo per le Comunità ed il Ritorno. Norwegian Church Aid continua a gestire i due campi. Alcuni dei Rom espulsi dalla Mahalla hanno risieduto nei campi contaminati dal piombo per oltre 8 anni.

Fase 3: incarico al Ministero del Kosovo per le Comunità ed il Ritorno

Luglio 2008: Viene aperta una causa da un attivista per i diritti delle famiglie rom di tutti i campi (Cesmin Lug, Osterode, Leposavic) assieme all'Human Rights Advisory Panel con l'accusa di negligenza criminale che porta a severa contaminazione ambientale, causando seri rischi alla salute negli abitanti del campo, come pure la violazione del diritto alla vita e alla vita familiare, con la mancanza di un rimedio legale.

Ottobre 2008: I leader rom chiedono all'Istituto della Salute di Mitrovica di condurre esami del sangue a Cesmin Lug, Osterode e Leposavic. Su 53 test, 21 mostrano livelli di piombo che richiedono intervento medico immediato causa significative minacce di vita (oltre 65 mcg/dl, che è il più alto livello misurabile), 18 hanno livelli di 45 mcg/dl e soltanto due bambini hanno risultati nella norma. I risultati di Leposavic (il quarto campo, situato a circa 50 km dagli altri tre) sono più bassi, comunque ancora sopra la norma di mcg/dl.

Gennaio 2009: L'OMS visita il Kosovo per esaminare la situazione nei campi e parlare con interlocutori chiave locali ed internazionali. Al termine chiede pubblicamente la chiusura di Osterode e Cesmin Lug.

Gennaio 2009: Norwegian Church Aid passa la gestione dei campi di Cesmin Lug ed Osterode all'OnG locale Kosovo Agency for Advocacy and Development (KAAD), fondata dal Ministero del Kosovo per le Comunità ed il Ritorno.

Giugno 2009: Alcuni dei Rom dispersi dalla Mahalla hanno vissuto un decennio in campi contaminati dal piombo.

5 giugno 2009: Lo Human Rights Advisory Panel giudica ammissibile la causa dei Rom sotto diversi aspetti, inclusa l'accusa di violazioni al diritto alla vita, la proibizione di trattamenti inumani e degradanti, il rispetto per la vita privata e familiare, il diritto ad un'udienza giusta, il diritto ad un'effettiva proibizione della discriminazione in generale, la proibizione della discriminazione contro le donne ed i diritti dei bambini, il diritto ad un alloggio adeguato, salute e standard di vita adeguati.