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Ungheria
Di Fabrizio (del 21/01/2010 @ 09:35:27, in blog, visitato 1155 volte)

Da Hungarian_Roma

The Morning Star Oriel Myrddin, Carmarthen - 15 gennaio 2010 - by Len Phelan

Abitazione in una caverna, una delle molte immagini presentate nella mostra del Galles del Sud

Una delle conseguenze maligne del collasso del socialismo nell'Europa orientale, è stato il trattamento del popolo rom.

 Marginalizzati ed abusati per generazioni, sono anche crescentemente sotto attacco negli stati dell'Europa centrale.

E in Italia il regime di Berlusconi chiude un occhio, se non incita, i pogrom contro la popolazione rom che con altri gruppi di migranti sono un capro espiatorio per i mal di pancia di uno stato quasi-fascista.

Molte delle immagini dei media sui Rom sono sensazionalizzate, tuttavia ancora provocano pietà e rabbia per il loro trattamento disumano.

Ma l'esposizione di Tina Carr e Anne-Marie Schone rivela sottilmente un'altra sfaccettatura della realtà che è largamente sconosciuta.

Sponsorizzate dal Consiglio delle Arti, le due hanno passato un lungo periodo fotografando i Rom in Ungheria, alcuni dei quali hanno resistito a violenti reinsediamenti.

Le fotografie sono un salutare antidoto all'usuale trattamento di quei soggetti, con un linguaggio figurato, intimo, rispettoso ed empatico, soffuse con la luce, i colori e le decorazioni di una ricca cultura.

Molti Rom vivono in appartamenti comuni di cemento, senza acqua corrente, elettricità o riscaldamento centrale.

Ma ciò che queste fotografe rivelano è un popolo il cui senso d'identità - si può osare dire ottimismo - trascende il loro ambiente spesso colpito dalla povertà.

Questo fuoco ispiratore è un marchio di fabbrica delle due artiste, il cui ultimo progetto è stato uno studio criticamente applaudito su un'altra comunità estraniata - le generazioni "post-carbone" nel Galles del sud.

Colpisce in questa esposizione anche la gamma delle situazioni, dagli appartamenti decorati di Budapest ad una remota comunità troglodita.

Anche se sradicati questi soggetti possono apparire in ambienti urbani o naturali, col titolo dell'esposizione che collega il folklore dei Rom alle loro origini nomadi, è ciò che fornisce un punto di vista che supera quello del reportage puramente pittoresco.

Queste interessanti immagini fanno molto nel contrastare i preconcetti negativi sui Rom nell'evidenziare il loro tenace legame di un'identità da cui, culturalmente, tutti noi possiamo trarre beneficio.

E contrastano i tentativi razzisti di demonizzare un popolo le cui origini sono "europee" come quelle di qualsiasi altro.

Per apprezzare pienamente queste foto di grande formato, è necessaria una visita alla galleria.

Ma potete anche vederle online ed ottenere alcune affascinanti informazioni sui retroscena del progetto visitando www.oncewewerebirds.blogspot.com

Until February at Oriel Myrddin, Carmarthen. (01267) 222-775.