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Kosovo
Di Fabrizio (del 02/01/2010 @ 09:13:04, in Europa, visitato 1348 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

ReliefWeb.int I Dispersi Interni ancora cercano una soluzione per casa e documenti ed avere accesso ai loro diritti - Fonte: Internal Displacement Monitoring Centre - 29 Dicembre 2009

NOTA: Nel 2008 il Kosovo ha dichiarato l'indipendenza dalla Serbia. L'Assemblea Generale dell'ONU ha in seguito votato perché in riferimento alla dichiarazione d'indipendenza ci fosse parere consultivo della Corte di Giustizia Internazionale. Sinora, 64 nazioni hanno riconosciuto il Kosovo. Ai fini dei riferimenti descritti alla situazione in Serbia dal 2008 non è incluso il Kosovo.

Nel 1999, oltre 245.000 membri delle minoranze locali sono scappati dal Kosovo per paura delle rivincite della maggioranza albanese, dopo che i bombardamenti NATO avevano obbligato alla ritirata le truppe jugoslave e terminato anni di oppressione dell'etnia albanese. La dichiarazione di indipendenza del Kosovo nel febbraio 2008 ha creato nuova incertezza per quanti ancora erano dispersi, ma non ci sono stati grossi incidenti verso le comunità minoritarie e nessun ulteriore dislocamento. La Serbia non ha riconosciuto l'indipendenza del Kosovo, continuando a guardare all'entità governata dall'ONU come suo territorio sovrano.

All'agosto 2009, si stimavano in 230.000 le Persone Internamente Disperse (IDPs) dal Kosovo alla Serbia, inclusi una stima di 20.000 Rom dispersi che non sono mai stati registrati come tali. Altri 19.000 sono dispersi in Kosovo. Pochi dei dispersi del 1999 hanno trovato soluzioni durevoli. Il tasso dei ritorni è scemato significativamente nel 2008 da un livello già basso, visto che molti degli IDPs aspettavano di valutare l'approccio delle autorità kosovare verso i Serbi e le altre comunità non-Albanesi del Kosovo.

Le prospettive di una situazione durevole in Kosovo sono limitate, la situazione sicuritaria ed economica non induce al ritorno e molti IDPs affrontano difficoltà nel rimpossessarsi delle loro proprietà e nell'ottenere documenti legale. Quanti sono ritornati in Kosovo hanno lottato per trovare lavoro, a causa dell'ampia discriminazione contro i Serbi ed i Rom. Come risultato, gli sforzi del governo serbo per appoggiare il ritorno hanno avuto un successo limitato, e le associazioni dei Serbi dispersi stimano in solo 5.000 IDPs delle minoranze quanti hanno fatto ritorno, rispetto ai 15.000 che ne avevano diritto.

E' migliorata la posizione del governo serbo sull'integrazione locale. Negli anni recenti ha realizzato progetti di supporto allo sviluppo dell'alloggio sociale per gli IDPs, soprattutto per i 4.200 dispersi già sistemati nei centri collettivi. Ma questi sforzi non rappresentano una strategia globale.

Gli IDPs più vulnerabili sono i Rom che hanno specifici bisogni di protezione in quanto così marginalizzati. La loro mancanza di documenti e di qualsiasi residenza ufficiale, combinata alla complessità delle procedure ed all'inflessibilità dei pubblici ufficiale, li previene dal registrarsi come IDPs e limita il loro accesso all'assistenza alloggiativa, sanità ed altre prestazioni sociali. Come risultato, molti resistono alla povertà estrema ed alla scarsa sanità negli insediamenti informali senza elettricità, acqua o fognature.

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