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Repubblica Ceca
Di Fabrizio (del 06/11/2009 @ 09:29:08, in Europa, visitato 1599 volte)

Ho seguito la storia della piccola Natálka e della sua famiglia da questa primavera. Ora che hanno di nuovo una casa, ci sono altre buone notizie. Da Czech_Roma

E' terminata l'operazione conclusiva di Natálka, ora si siede e gioca

Lo scorso aprile nella città di Vítkov, alcuni razzisti causarono bruciature sull'80% del corpo della piccola Natálka, durante un attacco incendiario. Ieri ha finalmente passato l'ultima operazione di inserimento della pelle. Michal Kadlčík, a nome dell'equipe dell'ospedale, ha detto alla Televisione Ceca che l'operazione rimpiazzava il finale 7% della pelle della bambina. Durante gli scorsi sei mesi, i chirurghi hanno sostituito la pelle ustionata di Natálka, prima con pelle artificiale e poi gradualmente con innesti di pelle vera presi dalle parti del corpo che erano state risparmiate dalle ferite.

Per il momento, Natálka rimarrà nell'unità di cura intensiva. Sua madre, Anna Siváková, gioisce per il miglioramento del suo stato di salute. "Sta già seduta e gioca. Sta anche iniziando a mangiare normalmente, ha appena pranzato," ha detto Siváková a Romea.cz. Natálka probabilmente subirà in futuro altre operazioni a membra e giunture.

Dopo lo shock iniziale e la paura seguiti all'attacco, Anna Siváková ha iniziato a credere che Natálka sarebbe sopravvissuta. "Ho creduto che avrebbe recuperato - l'ho cresciuta e so com'è, è veramente forte," ha detto Siváková a Romea.cz in una recente intervista.

Siváková spera anche che grazie al successo delle operazioni, la famiglia gradualmente possa cambiare il modo in cui sono stati obbligati a vivere da quell'attacco con le molotov. "Ora per me tutto è completamente sottosopra. Non ho tempo per me e per le altre bambine. Mi sveglio la mattina, preparo la colazione, mi vesto, prendo il treno, visito Natálka,e torno a sera tardi. Questo è ciò che faccio, giorno dopo giorno, quasi ogni giorno," dice Siváková. "So che con Natálka questa situazione sarà differente, perché lei era eccezionale prima dell'attacco... E' sempre stata avanti agli altri bambini della sua età...ad un anno già camminava. Prima dell'attacco, parlava splendidamente, pulito, senza imperfezioni, sapeva nominare tutto correttamente e pronunciare tutto, andava sul vasino da sola, mangiava da sola, beveva il te ed il succo - era molto indipendente."

Ieri, le altre tre figlie di Siváková guardavano una trasmissione della TV Ceca sulla loro sorella. "Era la prima volta che la vedevano da quell'attacco, sullo schermo, e le ha coinvolte profondamente. Ora va un po' meglio," dice Siváková.

I genitori di Natálka stanno cercando di portarla nella nuova casa che attualmente stanno sistemando. Siváková  ha detto a Romea.cz che i lavori stanno facendo rapidi progressi. Resta da terminare l'intonaco esterno, il bagno, i vani portaoggetti e le scaffalature, prima dell'imbiancatura. "Abbiamo dovuto re-intonacare tutti i muri interni e cambiare i sistemi elettrico e di scarico. Cavi e tubature ora sono a posto, Pavel oggi passerà il cemento," dice Siváková.

František Kostlán, translated by Gwendolyn Albert


Sempre da Czech_Roma, un'intervista ai genitori di qualche giorno prima. E' lunghetta, leggetela a puntate o nel fine settimana

Anna Siváková: Sperare non basta, devi credere

Questa è un'intervista con Anna Siváková e Pavel Kudrik, i genitori di Natálka, la piccola quasi bruciata viva in un attacco incendiario all'inizio di quest'anno. Abbiamo discusso con loro su cosa hanno provato dopo l'attacco, come tutta la storia li ha cambiati ed ha cambiato la vita della loro famiglia, e su tutte le conseguenze che si sono sviluppate dal caso. L'intervista è stata dolorosa, non solo per loro, ma anche per noi. Però, abbiamo concordato che fa bene condividere queste esperienze col resto del mondo, così da rivelare la piena estensione dell'orrore e della mancanza di senso della violenza commessa dai fanatici razzisti. Abbiamo discusso di sentimenti e relazioni con la signora Siváková e di questioni pratiche col signor Kudrik.

Intervista con Anna Siváková

Come ti ha coinvolto questo tentativo di uccidere la tua famiglia? Che tipo di cambiamenti ha causato nella vita ordinaria di ogni giorno?

Ci resterà addosso per il resto della vita. E' passato ora metà anno, e da quel giorno continuiamo a riviverlo. Prima dell'attacco vivevamo una vita tranquilla, tutta la famiglia assieme. Non sospettavamo neanche che cose simili fossero possibili in questo mondo. Questo starà con noi sempre, sempre. Ogni volta che vediamo Natálka, avremo questo attacco di fronte a noi.

Ora per me tutto è completamente sottosopra. Non ho tempo per me e per le altre bambine. Mi sveglio la mattina, preparo la colazione, mi vesto, prendo il treno, visito Natálka,e torno a sera tardi. Questo è ciò che faccio, giorno dopo giorno, quasi ogni giorno.

Quali furono i tuoi primi pensieri dopo l'attacco, quando eravate feriti nell'ospedale e Natálka non era con voi?

Erano sensazioni terribili, non potevo dormire, non potevo mangiare, pensavo a lei tutto il tempo, a cosa le stava succedendo, dov'era, alla sua figura... Chiedevo alle infermiere e a dottori, ma nessuno mi diceva cosa le succedeva e com'era la sua situazione. Aggiravano sempre l'argomento, perché io pure ero in cattive condizioni per le mie ustioni. Così chiesi il numero di telefono dell'ospedale dove era curata Natálka, per parlare con i dottori che la assistevano. Il suo dottore mi disse che la inducevano al sonno artificiale, a causa delle sue terribili bruciature, e mi prepararono al peggio. Mi dissero che sarebbe stato difficile per una bambina che non aveva ancora due anni di sopravvivere a bruciature così estese.

In quel momento, avevo orribilmente paura. Paura di perdere Natálka – a ciò non sarei sopravvissuta.

Dopo le paure iniziali, quando hai iniziato a sperare che si sarebbe salvata?

Non speravo: io credevo. Sperare non è abbastanza, io ho creduto che avrebbe recuperato - l'ho cresciuta e so com'è, è veramente forte. Quello che voleva "doveva essere".

Com'era Natálka prima dell'assalto?

So che con Natálka questa situazione sarà differente, perché lei era eccezionale prima dell'attacco. Ho quattro figlie, e Natálka per la sua età è la più sveglia. E' completamente speciale. E' sempre stata avanti agli altri bambini della sua età. Mi prendevano in giro e mi chiedevano dove l'avessi trovata, perché era completamente differente dagli altri bambini. Natálka ad un anno già camminava. Prima dell'attacco, parlava splendidamente, pulito, senza imperfezioni, sapeva nominare tutto correttamente e pronunciare tutto, andava sul vasino da sola, mangiava da sola, beveva il te ed il succo - era molto indipendente.

Pensi che questa eccezionalità l'abbia aiutata a sopravvivere?

Sì.

In qualche maniera a ricominciato ad essere se stessa?

Ancora non parla, perché ha un tubo nella gola, ma è già intelligente. Persino testarda. E' ancora "il generale", sa cosa vuole e l'ottiene, le infermiere ed io dobbiamo darle ciò che vuole.

Come fa a farvi capire cosa vuole?

Con gli occhi, o indicando. Se non capisco, glielo chiedo e le mostro tutto finché lei non annuisce.

Le altre tue figlie hanno sei, nove e dieci anni. Come stanno reagendo?

Male. Vogliono andare a trovare la sorellina, perché non l'hanno vista per metà di un anno, dall'assalto, ma il capo dei medici dice che al momento non è possibile.

Hanno avuto esperienze negative a scuola o nell'ambiente attorno, a causa di ciò che è accaduto?

Non gli piace quando qualcuno da fuori le chiama, o quando lo fa un estraneo. Sono sempre arrabbiate, sempre. Chiunque sia, imprecano contro di me, dicendo che non possono parlare di lei e che ladevono lasciare sola, restarsene fuori - ma le compagne di scuola delle mie figlie le trattano bene.

Tutto ciò come ha influenzato la loro psiche?

 Hanno degli incubi e non dormono bene. Il fatto che non sopportino che degli estranei dicano il loro nome, mostra quanto sono state profondamente colpite. La più grande, che già capisce cosa sta succedendo, è quella che patisce di più. Non solo non dorme più, ma incolpa se se stessa, dice che avrebbe dovuto succedere a lei e non a Natálka. Abbiamo provato a discutere con lei, a dirle che non può pensare così, che non è per niente colpa sua. Ha iniziato ad andare dallo psicoterapeuta.

Le vostre figlie sanno chi ha fatto questo e perché?

Beh... col tempo ne hanno sentito alla televisione o letto sui giornali, così sanno chi è stato e perché l'hanno fatto. All'inizio hanno cercato di ottenere più informazioni possibili da noi, non capivano. Chiedevano: Perché l'hanno fatto a noi, che non abbiamo fatto male a nessuno?

Cosa le dicevate?

Non sapevo cosa dire. Pavel neanche. Ho detto loro che avrei voluto sapere anch'io la risposta.

Come vi ha cambiati tutto ciò?

Sono più sensibile agli altri di quanto lo fossi prima, come quelli che hanno bambini seriamente malati, o che vivono le conseguenze di un alluvione. Mi commuove terribilmente ascoltare storie simili - mi interrompo e piango, mi chiedo perché debbano accadere queste cose. Per me è stato un grande cambiamento. Una persona che è stata ferita ha compassione per tutti e si coinvolge nell'altrui sfortuna.

Pensi che almeno qualcuno di quelli che vi sono attorno sia cambiato in modo simile?

Lo penso, qui in questo posto dove abbiamo la nostra nuova residenza. ma non a Vítkov. Oggi quello è il posto peggiore per miglia e miglia, in termini di relazioni con i Rom.

Com'era Vítkov prima di quell'attacco?

Prima dell'assalto in generale i locali non parlavano bene dei Rom, ma non l'hanno mai fatto verso di noi direttamente.

Hai passato un'esperienza molto seria. Quando ne parli apertamente, pensi che potrebbe aiutare perché cose simili non succedano più, o che violenze di questo tipo possano almeno diventare meno accettate dalla società rispetto ad adesso?

Non lo so, ognuno è differente, giusto? Difficile da dire. Prima noi non avevamo il minimo sospetto che potesse succedere una cosa simile. Non sapevamo del razzismo, del neo-nazismo, o di questo tipo di attacchi. La responsabilità non dovrebbe essere dei soli governo e polizia, la gente in generale dovrebbe fare ogni cosa possibile per essere sicura che cose simili non accadano più, perché è orribile. Devono capire, una volta per tutte, che anche noi siamo persone, di carne e ossa, proprio come loro. E' lo stesso se siamo bianchi o neri, il punto non è il colore. Questi razzisti vivono tra noi, mi chiedo se non si può fare nulla, ma la gente non dovrebbe giudicare sulla base del colore della pelle.

Cosa pensi degli assalitori?

Penso che non possono essere normali. Una persona normale non farebbe mai una cosa simile. Non è stata spontanea, hanno dovuto prepararla, e sapevano in anticipo che stavano per nuocere a qualcuno. Non so come chiamarli.

Cosa vi sarebbe successo se così tante persone non avessero contribuito alla raccolta dei fondi? Ci pensi talvolta, o è per te un argomento difficile?

E' molto difficile chiedere aiuto agli altri. E' un segno della loro buona volontà che potessero aiutarci. E' un grande avvenimento il loro aiuto. Non mi aspettavo che fosse raccolto così tanto denaro, che avremmo trovato un posto dove stabilirci in una nuova casa.

Sapere che ci fosse così tanta gente solidale con voi ti ha cambiato?

Sì, certamente. Mi ha cambiato. Senza il loro aiuto non avremmo potuto vivere. La nostra vita si sarebbe fermata. Non saremmo stati capaci di ricominciare nell'ambiente dove viviamo ora... Mi fa sentire meglio che ci sia gente simile tutto attorno a noi, che ci sia così tanta brava gente.

Stai gestendo ogni cosa in maniera ammirevole. Dove trovi la forza? Da dove la ricavi?

Natálka mi da la forza. Non so cosa avrei fatto se non fosse per lei. All'inizio, non potevo alzarmi, non potevo stare in piedi. Mi ha aiutato vedere come Natálka cambiava nel tempo, come migliorava giorno per giorno. D'improvviso mi dissi che non potevo buttare via la mia vita, che dovevo fare qualcosa e prendermi cura di lei. Se non io, chi l'avrebbe fatto? Mi sono rialzata, proprio letteralmente. So che nessuno può prendersi cura delle mie figlie meglio di me. Mi ha rimesso in piedi.

Gente crudele

Intervista con Pavel Kudrik

Il sindaco di Vítkov nella rivista Respekt ha detto che la vostra vecchia casa andò in fiamme così rapidamente perché colpevolmente lì era immagazzinata della benzina.

Questo davvero mi ha fatto arrabbiare. Non avevamo nessuna benzina nella casa. Mio suocero non me l'avrebbe permesso, perché lì stipava la legna perla stufa. Non mi era neanche permesso di parcheggiare la macchina di fronte all'ingresso o nel granaio - dovevo parcheggiare distante. La polizia di Vítkov lo sa molto bene, perché una volta mi diedero una multa perché avevo parcheggiato in una zona dove era vietato, visto che non c'era un altro posto dove lasciare la macchina.

Stai lavorando per restaurare la nuova casa. Hai potuto conoscere meglio i tuoi nuovi vicini?

Sì, sono molto gentili e servizievoli.

Stai avendo problemi con le riparazioni?

Non posso dedicarmi ad un lavoro regolare fino a ce non ho finito le riparazioni, perché mi prendono tanto tempo e vogliamo finire il prima possibile, così Natálka potrà tornare a casa. Dal primo novembre dovremo anche iniziare a pagare l'ostello dove temporaneamente stiamo vivendo, perché da quel giorno saremo registrati all'ufficio catastale come proprietari della casa che stiamo sistemando.

Come pensi che l'attacco abbia cambiato i vostri bambini?

Penso che il cambiamento più grande è che hanno smesso di aver fiducia nella gente. Non sono sicuri se chi si avvicina abbia buone intenzioni o meno.

Qual è il tuo sentimento più forte in tutta questa vicenda?

Preoccupazione e paura per la mia famiglia. Probabilmente non mi libererò mai di questa paura. E' nella mia testa tutto il tempo, in maniera inconscia, anche se vorrei dimenticare non posso.

Cosa dici del fatto che la polizia ha arrestato i quattro uomini, li ha accusati di tentato omicidio e li tiene in custodia?

Una liberazione. Anche la mozione per bandire il Partito dei Lavoratori mi da buone sensazioni. Sembra che recentemente la polizia e l'attuale governo stiano facendo del loro meglio per agire su tutto ciò.

Cosa ne pensi di chi vi ha assalito?

Sono completamente senza cuore.

Markus Pape, František Kostlán, translated by Gwendolyn Albert