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Campo nomadi Modugno, forse c'è una soluzione
Di Fabrizio (del 18/09/2009 @ 20:07:13, in Italia, visitato 1322 volte)

Dopo l'ordinanza di sgombero del Comune di Modugno nella scorsa settimana, Emiliano e Rana avrebbero trovato un terreno in zona Asi. Questa mattina le associazioni di volontariato hanno manifestato con un sit-in

Molto probabilmente si è arrivati a una soluzione dignitosa per la comunità di nomadi residente a Modugno in via dei Gelsomini. All’ordinanza di sgombero della scorsa settimana, con cui si obbligava i circa 50 ospiti (27 dei quali bambini) ad abbandonare l’appezzamento di terreno nella zona Asi, il presidente e vice presidente del consorzio Asi (rispettivamente Michele Emiliano e Pino Rana) hanno rimediato con una soluzione alternativa. Il sindaco di Bari e di Modugno hanno infatti trovato e promesso una nuova sistemazione, sempre in zona Asi, con tanto di servizi igienici e fognari essenziali, prima mancanti.

Ruolo fondamentale nella vicenda l’hanno svolto le associazioni di volontariato, uniche a essersi interessate da principio alla sorte della più antica comunità Rom in territorio barese. Dalle 9.00 di questa mattina molti dei volontari avevano cominciato una protesta organizzando un sit-in, interrotto dopo mezz’ora grazie all’arrivo di Emiliano e Rana. I due hanno infatti dato l'annuncio che ha evitato il protrarsi della manifestazione e, soprattutto, della condizione di incertezza circa il futuro degli abitanti del campo provenienti dalla Bosnia-Erzegovina.

Arrivarono in Puglia dopo un lungo peregrinare. E dopo che la loro gente era stata martoriata a causa della guerra nei Balcani. Mai davvero assistiti dalle istituzioni, si erano sistemati in via dei Gelsomini. Gli adulti, eccetto qualche piccolo episodio di criminalità, hanno sempre provveduto al sostentamento delle famiglie arrangiandosi come potevano. Il risultato più grande, ottenuto grazie all’impegno delle stesse associazioni di volontariato che si sono mobilitate dopo l’ordinanza di sgombero, è stata la scolarizzazione dei 27 bambini. Senza dubbio sarebbero stati proprio loro a subire le conseguenze più gravi se il campo fosse stato smantellato senza una soluzione alternativa.

Da questa mattina, però, sembra che le cose stiano viaggiando sui giusti binari.