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Svezia
Di Fabrizio (del 08/08/2009 @ 09:42:44, in Europa, visitato 1166 volte)

Da Nordic_Roma, per quanto possa sembrare strano leggendo le prime righe, non si parla dell'Italia

"La disoccupazione è alta, le infrastrutture carenti, la disponibilità di energia antiquata ed insufficiente, deficiente la sanità ed inefficienti i tribunali."

Il 15-20% dell'economia consiste di "crimine organizzato". Strutture interne all'establishment politico "usano la loro posizione per ottenere vantaggi pubblici". Il paese è "una base per il contrabbando internazionale (Narcotici, armi, tabacco, traffici)".

Per i gruppi rom la situazione è "tuttora problematica". Sono esposti a "discriminazione sistematica" e "disordini etnici" possono verificarsi ancora. E allora "ci sarà bisogno di assistenza internazionale (KFOR)".

Questi fatti allarmanti possono essere trovati in un nuovo rapporto nazionale del Tavolo Migrazione Svedese, rilasciato poco prima dell'estate.

Nel febbraio 2008 il Kosovo ha dichiarato l'indipendenza dalla Serbia. Molti dei paesi UE hanno riconosciuto l'indipendenza, ma non tutti, e sicuramente non la Serbia. L'indipendenza porterà qualche miglioramento alla minoranza rom in Kosovo? Loro temono di no. Nonostante le loro richieste, non sono mai stati coinvolti nelle negoziazioni di Ahtisaari che hanno portato a quella decisione.

200.000 persone dal Kosovo, la maggioranza di loro Rom, vivono ancora in esilio, nei confinanti paesi dei Balcani e in Occidente. Hanno terrore di ritornare in Kosovo, da cui furono cacciati dieci anni fa in un crudele esempio di pulizia etnica. La maggioranza albanese accusa i Rom di collaborazionismo con i Serbi durante la guerra.

Quali conclusioni trae il Tavolo Migrazione dal suo stesso rapporto? La Svezia vanta alti standard di diritti umani, un eccellente sistema democratico, ed una generosa politica di asilo. Così i Rom del Kosovo troveranno finalmente protezione in Svezia?

La risposta è no. Al contrario il Tavolo ha iniziato segretamente una serie di deportazioni di massa dei Rom in Kosovo, nonostante gli ammonimenti dell'UNHCR, di Thomas Hammarberg - commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, e le raccomandazioni di numerose OnG.

Fino al 2009, 29 kosovari sono stati rispediti a forza dalla Svezia al Kosovo, secondo il Tavolo Migrazione Svedese. Ma dato che agli incaricati del Tavolo non è permesso registrane l'etnia, non sanno dire se fossero Rom.

Ma io lo so. Attraverso i miei contatti, so che i 29 deportati corrispondono esattamente alla lista di nomi rom in mio possesso. Ad agosto, altri 14 Rom saranno deportati mentre in 20 stanno ancora attendendo dopo aver fatto appello contro l'ordine di deportazione. So i loro nomi. I miei informatori mi hanno detto che molti altri nella stessa situazione non vogliono sia rivelato il loro nome.

Tra quanti saranno deportati c'è una famiglia che ha vissuto in Svezia per due anni. L'uomo era presidente di un'organizzazione rom ed era perennemente minacciato in Kosovo. In un'occasione, gli assalitori albanesi ferirono suo figlio di tre anni, che perse la vista da un occhio. La famiglia ha anche una figlia, nata durante l'esilio in Svezia.

Il Tavolo Migrazione Svedese si aspetta che la famiglia firmi un documento in cui afferma di voler tornare in Kosovo di propria volontà. Ora la famiglia si appella al popolo svedese per un aiuto.

In un intervista al giornale tedesco Frankfurter Rundschau, Thomas Hammarberg, commissario per i Diritti Umani, ha detto che è totalmente sbagliato deportare i Rom in Kosovo. Hammarberg ritiene che i governi europei stiano tenendo un approccio puramente tecnico, firmando un accordo col Kosovo. Il Kosovo ora è indipendente, ma questo non significa automaticamente che abbia la capacità di riammettere i Rom di ritorno.

La Germania, il paese che dai tempi del nazismo ha il debito più grande con i Rom, ora, proprio come la Svezia, li sta rimandando nei loro tormenti in Kosovo. L'Europa tiene gli occhi chiusi sul suo debito plurisecolare versoi Rom.

In Germania, almeno, c'è una forte e vivida opinione contro le deportazioni forzate.

Ma nessuno sembra ascoltare il commissario svedese del Consiglio d'Europa. E la presidenza svedese dell'Unione Europea mantiene il silenzio. La persecuzione dei Rom nella UE - Italia, Ungheria, Repubblica Ceca - non è nell'agenda del Primo Ministro Fredrik Reinfeldt.

Mi vergogno del mio paese!

Irka Cederberg
Journalist
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