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USA
Di Fabrizio (del 18/04/2009 @ 09:19:25, in Kumpanija, visitato 2471 volte)

Da Roma_Daily_News

America.gov 7 Aprile 2009 I Rom in America di Carlos Aranaga Staff Writer
Diversi, una comunità di milioni valuta la sua identità culturale

John Nickels è un attivista rom di Wildwood, New Jersey, che dice ciò che pensa sui pregiudizi contro gli Americani di origine rom

Washington - Nella Giornata Internazionale dei Rom, l'attenzione sarà sull'Europa, dove il popolo rom è sopravvissuto a secoli di marginalizzazione e persecuzione. Anche oggi i Rom europei chiedono parità sociale ed opportunità economiche. Meno conosciuti sono i Rom USA,  che l'Ufficio del Censimento conta a poco più di un milione, dispersi negli USA, con gruppi presenti nel Texas, in California e nel Midwest.

Il popolo rom traccia le sue origini nell'Europa orientale e centrale, ma è stereotipato negativamente negli Stati Uniti ed in Europa, sempre più spesso dai media popolari come "Zingari", con presunti comportamenti antisociali. I preconcetti hanno portato al pregiudizio e alla profilatura etnica, incluso leggi locali discriminatorie.

La Giornata Internazionale dei Rom celebra la cultura romanì ed aumenta la consapevolezza delle tematiche affrontate dal popolo romanì. L'8 aprile è stato scelto come ricorrenza annuale dal quarto Congresso Romani Mondiale, tenutosi in Polonia nel 1990. Anche gli Stati Uniti in questo giorno chiamano al rispetto dei diritti umani dei Rom.

Il professore Ian Hancock dell'Università del Texas ad Austin, preminente studioso Rom americano, dice che nel nord America ci sono stati Rom dall'epoca coloniale, quando piccoli numeri [di loro] vennero portati dalla Bretagna per lavorare nelle piantagioni della Virginia, Barbados e Giamaica. Un numero più grande di immigrati rom cominciò ad arrivare in America alla fine del XIX secolo, spinti dalle guerre e dal tumulto sociale in Europa.

L'emigrazione continua a tutt'oggi, dice Hancock, lui stesso immigrato di origine Romanichals, I Romanichals sono il ramo romanì che si trova nel Regno Unito.

Romanì è anche un termine usato per descrivere i dialetti usati da rami del popolo rom. Il linguaggio è fortemente influenzato dalle lingue locali, cosa che può rendere difficili per i Rom di differenti regioni comunicare tra di loro.

Per i Rom tradizionalisti, dice Hancock,  preservare la propria distinta identità culturale è una preoccupazione preminente, anche se forti correnti di assimilazione spostano i giovani verso la più vasta corrente culturale, come per altre minoranze etniche ed immigrati.

"C'è un conflitto di cultura, una paura di perdere la propria -Romani-tà- e di cambiare, che non è bene," dice Hancock.

Nathan Mick è un Americano di discendenza rom, che ha lavorato a Capitol Hill, ha rappresentato gli USA in sedute diplomatiche, ed ora è un funzionario di sviluppo economico a Garrard County, Kentucky. Mick parla degli elementi comuni della cultura rom condivisi dai Rom americani.

"C'è un senso di comunità nella cultura rom che ci spinge a stare assieme vicini, all'interno di rapporti di famiglia strettamente tessuti, per cui non c'è molta interazione tra le differenti comunità rom, che isolano gli stranieri," dice Mick.

"Crescendo, non ero cosciente del tutto delle mie origini," dice Mick. "Mio padre non è Rom, mia madre Romanichal. Sono cresciuto nel Nebraska e giravo con loro d'estate. Solo nel periodo della scuola superiore ho imparato la distinzione. Poi ho saputo dell'Europa, soprattutto l'Olocausto."

Durante la II guerra mondiale oltre 700.000 Rom perirono nel genocidio nazista.

Un gruppo USA attivamente impegnato nel cambiare le vite dei Rom è The Voice of Roma, a Sebastopoli, California, gruppo non-profit con un collegamento speciale ai Rom che vivono come persone disperse in Kosovo. The Voice of Roma ha un ufficio in Kosovo per implementare lo sviluppo economico, progetti umanitari ed educativi. Negli Stati Uniti, il gruppo presenta arti e tradizioni culturali romanì in una maniera che contrasta tanto gli stereotipi romantici che quelli negativi.

Petra Gelbart, nata nell'odierna Repubblica Ceca, etnomusicologa ad Harvard e volontaria presso Voice of Roma, che si focalizza sulle questioni femminili, ha radici nei gruppi rom tedeschi, slovacchi, e ceco-moravi.

"Intendiamo aiutarli ad ottenere più voce e intervento riguardo l'attività economica, istruzione e condizioni migliori nella comunità," dice Gelbart.

Il progetto del gruppo "Fili che Ci Connettono" aiuta i Rom a creare tessuti per renderli più autosufficienti.

The Voice of Roma organizza tutto l'anno eventi culturali. "Canto e suono la fisarmonica," dice Gelbart, che si esibirà a maggio. Per la Giornata Internazionale dei Rom 2009, sono in programma concerti, laboratori di danza, discussioni e festival del cibo rom, nelle sedi di Los Angeles, San Francisco ed Arcata, in California settentrionale.

Secondo Sani Rifati, presidente di Voice of Roma, l'impatto della loro azione culturale è stato "incredibile".

"Uscire nelle scuole di ogni grado e nei college vale realmente la pena. Gli stereotipi culturali che sono lì di fuori stanno davvero paralizzandoci. Tutto ciò aiuta."