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Finlandia
Di Fabrizio (del 22/03/2009 @ 09:10:04, in Europa, visitato 1300 volte)

Da Nordic_Roma

17.3.2009 00:01 - Mari Nurminem

Conversazione reale in savo in una città nel 1989:

Guy: - Così lei è americana? Quel posto ha un sacco di problemi sociali! Un sacco di problemi.

Io: - Sì, vero, ce ne sono.

Guy: - Come il razzismo! In Finlandia non abbiamo razzismo.

Io: - Beh, non avete neanche tante razze. Benché abbiate gli zingari…

Guy: -(questa frase è in finnico): - Niin... mutta onneks ei oo niitä paljoo!

IL RAZZISMO PUO' ritenersi come un nuovo tema qui in Finlandia, dato che negli ultimi 10-15 anni abbiamo avuto molta gente arrivata qui da altri paesi.

Ma non è nuovo, e penso sia un errore parlarne come una cosa nuova che ha a che fare solo con i nostri nuovi immigranti.

Dato che dobbiamo affrontarlo, fino a che la Finlandia non si occuperà del proprio buon vecchio razzismo tradizionale ed esperto, non potrà passare ad occuparsi [di questo] di nuovo tipo.

Quello tradizionale è così familiare che non sono sicuro che la gente persino lo riconosca.

Per alcune ragioni sembra esserci un'opinione che sia una cosa differente, non è razzismo, o per lo meno, non è come il razzismo in altri posti.

Ho avuto gente che mi diceva:

- Ma questo è differente! Noi non diciamo queste cose. In questo caso, sono davvero REALI!

Sembrano non sapere che i razzisti di ogni tipo in tutte le parti del mondo hanno le stesse identiche proteste.

MI RICORDO un altro caso vero e reale di qualche tempo fa.

Quando mi a figlia aveva circa 7 anni, ci accadde di vedere un film una domenica pomeriggio sul primo bambino afro-americano che andò in una scuola per soli bianchi.

Lei mi ha chiesto perché fosse così difficile andare a scuola, perché i bambini avessero bisogno di uomini armati che li scortassero.

Le ho risposto come ho potuto, raccontandole la storia del razzismo negli USA.

Quando le ho detto che nel Sud erano comuni i cartelli "Solo per Bianchi", lei ha risposto:

- Ma non succede in Finlandia?

Le ho detto di no.

E speravo di aver ragione.

Ma la settimana seguente lei ed io eravamo nel centro di Tampere e stavamo andando in una piccola drogheria, quando notammo un cartello sulla porta:

"Qui gli Zingari non saranno serviti."

Era il 1997.

LE COSE SI SONO evolute un poco più tardi. Ci sono stati tentativi un po' alla volta di comprendere meglio la loro cultura.

E ci stiamo abituando ad usare il termine corretto per la gente rom (ho dovuto cercare il termine inglese in internet, il mio"Uusi suomi-englanti suur-sanakirja" del 1984 non conteneva la parola "romani").

La mia speranza è che un giorno mi a figlia racconterà ai suoi bambini la storia di quel cartello, e spero che saranno sorpresi che una cosa simile sia accaduta, perché per loro sarà inimmaginabile.

VOCABOLARIO: Zingaro: mustalainen (e mi scuso per usare questo termine, ma è l'unico usato sinora), Immigrato: maahanmuuttaja, Avere a che fare con: käsitellä, Riconoscere: tunnistaa, Reclamare: väite, Inimmaginabile: jota ei voi kuvitella.