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Colombia
Di Fabrizio (del 08/03/2009 @ 08:55:45, in Kumpanija, visitato 1173 volte)

Da Mundo_Gitano

Messaggio di PROROM presentato nella sessione plenaria del secondo Congresso Nazionale del POLO DEMOCRATICO ALTERNATIVO [Bogotá, D.C., 26, 27 E 28 febbraio 2009]
da ANA DALILA GÓMEZ BAOS, Rappresentante del popolo Rom nel Comitato Esecutivo Nazionale del PDA

Ricevano tutti i delegati e delegate presenti in questo Secondo Congresso Nazionale del Polo Democratico Alternativo (PDA) un saluto fraterno e libertario a nome del popolo Rrom, meglio conosciuto come Gitano.

Con la nostra parola millenaria, forgiata lungo secoli di resistenze e lotte contro la discriminazione, il razzismo, la xenofobia e la schiavitù, vi salutano gli invisibili di queste terre, che nonostante vivano in questo paese dall'epoca della dominazione ispanica, seguono ad essere sconosciuti e negati nei loro diritti collettivi.

Tramite me, qui e ora, parlano le voci variopinte di un popolo che spinto alla marginalizzazione e all'esclusione, si è visto obbligato a rimanere in silenzio per lungo tempo. Quindi la mia voce in questo scenario, sono migliaia di voci che vogliono farsi sentire per dire qui anche noi siamo presenti, apportando alla costruzione di questo progetto di speranza in cui partecipano altri popoli,  altre lingue, altre culture, altri colori, altri modi di pensare, infine, altri che son distinti dal nostro popolo però con i quali ci siamo incontrati in questa proposta di costruire un paese dove entriamo tutti.

Quindi voglio che comprendiate che dietro il mio viso ci sono molti altri visi, alcune volte tristi, a volte caricati di frustrazione e rabbia, però oggi specialmente allegri di poter parlare davanti a questo nutrito auditorio dove convergono le diversità di questo paese.

Il Proceso Organizativo del Pueblo Rrom (Gitano) di Colombia (PRORROM) è sorto il 6 agosto 1998 col proposito centrale di rendere i Rrom visibili davanti alla società nazionale e allo Stato colombiano e poter così richiedere il riconoscimento pieno ed integrale dei nostri diritti collettivi, tra cui si stacca, come uno dei più significativi, il nostro diritto alla libera determinazione.

Il nostro collegamento al PDA si spiega perché qui stiamo incontrando scenari adeguati per farci conoscere come siamo, nella nostra grandezza ma anche nelle nostre debolezze, e per tessere alleanze con i popoli indigeni e afrodiscendenti, con i movimenti sociali che si sono mutati in alleati della nostra causa. Non è per caso, quindi, che il mio popolo sta partecipando al PDA.

Nella nostra instancabile ricerca di riconoscimento qui abbiamo incontrato altri popoli e settori sociali che han fatto eco alle nostre domande, ragione per cui possiamo dire senza dubbio che in molti dei visi di chi sta ascoltando queste modeste e disordinate parole, possiamo davvero vedere visi conosciuti, visi di altri Rrom. E' incontrandoci con voi che il nostro popolo può smettere di essere una minoranza etnica, definita quantitativamente, per passare ad essere un popolo soggetto di diritti a cui si riconosce, tra gli altri aspetti, i suoi contributi al processo di configurazione di quella che oggi si chiama Colombia.

Abbiamo visto che molti dei nostri princìpi che danno ordine e armonia alla nostra vita quotidiana, si installano nei lineamenti che han dato forma e contenuto a questo progetto politico e sociale che è il PDA. Il nostro popolo, non occorre ricordarlo, si regge sulla solidarietà, la reciprocità, il mutuo appoggio, la complementarietà degli opposti, la dispersione e l'orizzontalità delle sue autorità, per un enorme attaccamento alla libertà ed all'autonomia... tutti valori che pensiamo possano servire a questo progetto in costruzione permanente com'è il PDA a misura dei nostri sogni e alla portata di tutti.

Rispetto al nostro popolo, sinora il PDA ha dimostrato di essere abbastanza inclusivo, come richiesto ha garantito l'accesso e la partecipazione alle principali istanze di direzione a rappresentanti del nostro popolo e della nostra organizzazione. Senza dubbio, occorre dirlo, manca tuttora molto perché all'interno del PDA si dia una vera democrazia di popoli e culture, cosicché si rompa questo etnocentrismo di radice occidentale, sempre favorito in questo tipo di organizzazioni e che finisce per imporre la sua logica ai popoli e culture portatori di altre tradizioni della conoscenza.

I tre delegati di PRORROM presenti in questo Secondo Congresso Nazionale del PDA - un donna, un giovane e un uomo - in questi due giorni hanno partecipato con entusiasmo e convinzione, pensando quanto sia necessario preservare l'unità e allontanare le minacce di divisione che a volte si sommano. In questo senso abbiamo dispiegato tutte le nostre capacità magiche, eroiche ed inventive per fare che questo sogno di speranza e futuro continui ad avanzare con fermezza, trascendendo sempre le tensioni ed i conflitti che vengono presentandosi.

Contate sempre sui Rrom per aggiungere, mai per dividere. Contate su di noi per rafforzare una proposta amplia ed inclusiva, però senza che questo significhi cambiare sino al punto di smettere di essere quello che il PDA è stato sino a oggi. Quindi, contate sul nostro popolo per continuare a costruire un progetto politico e sociale che necessariamente dev'essere alternativo, progressista, di sinistra... che renda possibile l'uso del socialismo magico in queste terre.

Per finire, un appello fraterno ai Senatori e Rappresentanti alla Camera del PDA: Chi di voi vuole accettare la sfida storica di presentare, col nostro concorso, un progetto di legge che dia al nostro popolo il posto che si merita nel paese e che ci permetta di lasciare indietro questa atavica invisibilità?

Saluti e libertà!

Bogotá, D.C., 28 febbraio 2009.

PRORROM
Proceso Organizativo del Pueblo Rrom (Gitano) de Colombia
Correo-e: prorrom@gmail.com

"Yo no se qué tristeza o qué alegría me producen estas aves errantes a quienes amparan el sol y la luna y el cielo y las estrellas y los árboles. Tristeza de irse a todas horas. Alegría de renovar el horizonte a cada que los pájaros cantan al alba. Alegría de no pesar sobre la tierra más de lo que pesa una yerba. Tristeza de no tener Patria, ni raza, ni alero nativo" / (Tic Tac: 1913)