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Rapporto della rete Europea contro il Razzismo
Di Fabrizio (del 15/12/2008 @ 09:28:37, in Europa, visitato 1862 volte)

Ricevo da Maria Grazia Dicati


Nell’anno 2007 i gruppi maggiormente colpiti da episodi di razzismo sono stati i cittadini romeni, i rom ed i sinti.
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La Rete Europea contro il Razzismo ha pubblicato il suo ultimo rapporto sul razzismo in Europa. I rapporti specifici su 25 paesi affrontano il tema del razzismo e della discriminazione in Europa a livello sia legislativo che locale, dalla politica alla pratica, su un periodo di 12 mesi.

I Rapporti non sono studi scientifici sullo stato delle pratiche razziste e discriminatorie in Europa, quanto piuttosto una compilazione di informazioni e dati raccolti dalle organizzazioni membri dell’ENAR. Questo contributo ha un particolare valore poiché il razzismo è spesso difficile da documentare e registrare, specialmente da parte delle fonti ufficiali, quindi le ONG offrono dati alternativi che provengono direttamente dalle esperienze di individui e comunità che sperimentano il razzismo spesso quotidianamente.

Il Rapporto, inoltre, presenta uno speciale sulla situazione dei Rom in Europa, la maggiore minoranza europea- concluso a Settembre 2008. Una raccolta di dati ed informazioni su Rom, Sinti e Camminanti tratti dai rapporti in Irlanda, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Polonia, Italia, Lettonia, Lituania, Estonia e Regno Unito. Il Rapporto rivela un quadro allarmante di discriminazione nell’occupazione, istruzione, salute ed accesso a beni e servizi così come stereotipi negativi, discorsi fondati sull’odio nei media ed una crescente violenza razzista

Lo Shadow Report 2007 non mette in evidenza miglioramenti nella situazione delle discriminazioni sulla base della nazionalità, origine etnica o religione in Italia rispetto all’anno precedente.

In tutti gli ambiti analizzati, le discriminazioni verso migranti e minoranze sono rimaste immutate e la rappresentazione particolarmente negativa dell’immigrazione da parte dei media e del discorso pubblico ha alimentato un clima di paura e insicurezza che ha determinato un aumento del livello di xenofobia in Italia.

Nell’anno 2007 i gruppi maggiormente colpiti da episodi di razzismo sono stati i cittadini romeni, i rom ed i sinti. In queste senso si assiste ad un cambiamento nei gruppi target, che negli anni precedenti erano costituiti soprattutto da cittadini non comunitari e persone di fede musulmana, mentre nel 2007 sono i cittadini comunitari o in alcuni casi italiani appartenenti a minoranze (come i rom) i bersagli più colpiti. La situazione di particolare debolezza dei minori ne fa un gruppo particolarmente a rischio di discriminazione.

Nel settore dell’occupazione sono numerose le forme che può assumere la discriminazione. Si va dal mancato riconoscimento dei titoli di studio acquisiti nel paese d’origine, all’inserimento dei lavoratori stranieri nei livelli contrattuali più bassi e tra la manodopera generica o di bassa qualifica, all’applicazione di condizioni di lavoro più sfavorevoli. Lo scarso ricorso alla formazione e la mancata applicazione delle norme sulla sicurezza hanno determinato una crescita degli infortuni sul lavoro per i cittadini non comunitari, in controtendenza rispetto all’andamento generale degli infortuni.

Nel settore abitativo continua l’innalzamento dei prezzi delle case, che ha determinato nel corso dell’anno un aumento nel numero degli sfratti per morosità. Gli immigrati ricorrono all’acquisto dell’abitazione come soluzione sia per contrastare gli altissimi costi dell’affitto sia per evitare di incorrere nel diffuso problema del rifiuto dei proprietari di case di affittare ad inquilini non italiani. Permane la drammatica situazione abitativa dei campi rom (difficili condizioni igieniche e mancanza di qualsiasi tipo di servizio), che nel corso del 2007 sono state più volte al centro del dibattito pubblico.

Nell’ultimo anno scolastico si sono iscritti nelle scuole italiane poco più di 500.000 alunni con cittadinanza non italiana ed il loro numero è in costante aumento. Emerge il problema della alta concentrazione di alunni stranieri in alcune scuole e cominciano ad essere oggetto dell’attenzione dei ricercatori le questioni relative alle seconde generazioni. Molte polemiche sono state sollevate dalla circolare del Comune di Milano che escludeva dalle scuole dell’infanzia i figli di immigrati irregolari.

Per quanto riguarda il settore sanitario, le difficili condizioni di vita incidono pesantemente sulle condizioni di salute degli immigrati irregolari e dei rom. Questi ultimi incontrano inoltre grandi difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, anche quando possiedono un regolare permesso di soggiorno. I dati sulle interruzioni volontarie di gravidanza continuano a evidenziare una situazione particolarmente preoccupante per le donne straniere.

Tra le novità che registrate per il 2007 vi è la maggiore disponibilità di dati sulla violenza razzista da parte di fonti governative, segnale di un maggior interesse per il rilevamento del fenomeno. I dati forniti da queste fonti rimangono però distanti dalle informazioni rilevate dal ONG e associazioni, che hanno registrato per il 2007 numerosi episodi di violenza, sia verbale che fisica, soprattutto in concomitanza con alcuni fatti di cronaca.

Dal punto di vista del racial profiling l’evento più significativo dell’anno è stata la dura reazione delle forze di polizia all’uccisione di una donna italiana da parte di un cittadino rumeno, che ha portato a vaste operazioni di controllo e di sgombero dei campi.

Il rapporto sottolinea il fatto che nel 2007 la tendenza dei media a rappresentare gli immigrati in maniera fortemente negativa e ad associare il fenomeno migratorio ai temi della sicurezza si è accentuata ed è apparsa particolarmente evidente in corrispondenza di particolari eventi avvenuti durante l’anno. Il linciaggio mediatico nei confronti di rom ed immigrati (in particolare di nazionalità rumena) ha determinato un clima diffuso di ostilità e xenofobia.

Dal punto di vista legislativo, nel 2007 le speranze emerse l’anno precedente di veder realizzate alcune importanti modifiche alla normativa sull’immigrazione e sulla cittadinanza vengono meno, anche se nel corso dell’anno vengono emanate alcune circolari che modificano aspetti minori ma significativi della condizione dei cittadini stranieri. Da segnalare anche la procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia in merito alla trasposizione della direttiva 2000/43/CE ed il decreto approvato dal governo alla fine dell’anno che ha colpito soprattutto i cittadini romeni e i rom, additati come i responsabili della maggior parte dei crimini.

Tra le raccomandazioni presentate nel rapporto, le principali sono le seguenti:
  • Promuovere un discorso pubblico sull’immigrazione più equilibrato, meno legato ai temi della sicurezza e agli interessi politici ed elettorali dei partiti;
  • Progettare e realizzare un sistema di raccolta dati sulle discriminazioni nelle diverse sfere della vita pubblica;
  • Introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative e alle elezioni politiche per i cittadini stranieri residenti in Italia;
  • Riformare la legge sulla cittadinanza per permettere ai lungo residenti, ai bambini nati in Italia da genitori non italiani ed a quelli che arrivano in Italia da piccoli di avere più facilmente accesso alla cittadinanza;
  • Riformare la legge sull’immigrazione, in particolare abolire il “contratto di soggiorno” ed introdurre il meccanismo dello sponsor al fine di permettere ai potenziali migranti di entrare in Italia per cercare un posto di lavoro.