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Kosovo
Di Fabrizio (del 13/10/2008 @ 09:22:41, in conflitti, visitato 1237 volte)

Da Romano Them

11 ottobre 2008 – In reazione all'assegnazione al diplomatico finnico Martti Ahtisaari del Premio Nobel per la Pace, Romano Them ha detto che i Rom kosovari non hanno ragione per unirsi al coro di chi si congratula. "I successi di Ahtisaari nel portare la pace in altre parti del mondo sono innegabili, ma nel caso dei Rom del Kosovo la sua azione è stata un completo fallimento." ha aggiunto l'organizzazione.

Ritornando alla mediazione dell'ex Ministro degli Esteri finlandese, dell'accordo internazionale di pace che pose fine alla guerra contro la Jugoslavia, Romano Them ha ricordato che immediatamente in seguito si stima che circa 100.000 Rom furono cacciati dal Kosovo e le loro proprietà distrutte. Sette anni dopo, quando Martti Ahtisaari assunse la guida del gruppo internazionale di trattativa, che aveva l'intento di raggiungere un accordo sullo status della provincia, egli decise di limitare gli sforzi alle due comunità più grandi, escludendo tutte le altre.

"Per Ahtisaari ed il resto della comunità internazionale, noi Rom del Kosovo praticamente non esistevamo," ha detto un rappresentante di Romano Them. "Ci hanno visto come una sorta di gente povera e miserabile, con un basso livello di civilizzazione, ma non avevamo mai vissuto sotto le tende o nei caravan." Ha inoltre spiegato che i Rom erano una parte integrale nella società del Kosovo. "Rispettavamo le leggi e il sistema in atto," ha detto.

Secondo l'organizzazione, l'esclusione dei Rom dai negoziati sullo status ha avuto ampie conseguenze sulla posizione dei Rom nel Kosovo odierno. Difatti, la Costituzione che fu adottata dal Parlamento del Kosovo a febbraio, è ampiamente costruita sulle proposte incluse nel rapporto preparato dal gruppo di internazionale di trattativa. "Il fatto che la maggiore ambizione di Ahtisaari era di soddisfare le richieste conflittuali degli Albanesi e dei Serbi del Kosovo, ha portato alla negazione degli interessi delle altre comunità, in particolare i Rom, che non avevano nessun partito ad appoggiarli," ha spiegato un altro rappresentante di Romano Them.

Come conseguenza, la posizione di seconda o terza classe dei Rom kosovari è oggi sancita per legge. Romano Them ha citato come esempio i recenti reclami dei rappresentanti delle organizzazioni Rom della società civile a Prizren, che hanno sostenuto che la bozza del nuovo statuto della municipalità non ha alcun interesse per i Rom. "La mancanza di chiare garanzie sulla rappresentanza politica dei Rom a livello municipale e sull'uso della lingua romanì discende dalla nuova legge sull'auto-governo e dalla costituzione del Kosovo", ha detto Romano Them.

Viene quindi giudicato cinico il tentativo della comunità internazionale di rimandare i Rom in Kosovo, dopo averli deprivati delle garanzie essenziali per la loro sussistenza.