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Il razzismo divide la destra - il caso dei Rom di Pesaro
Di Fabrizio (del 08/10/2008 @ 09:29:51, in Europa, visitato 1324 volte)

Segnalazione di Roberto Malini

Da EL PAIS.com MIGUEL MORA - Roma - 06/10/2008

Circa 50.000 persone, immigrati e cittadini italiani, hanno manifestato assieme questo fine settimana contro la xenofobia e il razzismo. A Caserta, Roma, Milano, Parma e Ancona, convocati da piccoli partiti della sinistra extraparlamentare, c'era gente di tutti i colori, grida contro la Camorra, appelli al Governo perché freni il clima di intolleranza.

Però la grande novità delle ultime ore è che il montare xenofobo che vive il paese inizia a preoccupare anche una parte della destra. E' stato Gianfranco Fini, leader della postfascista Alleanza Nazionale e presidente della Camera dei Deputati, il primo tra le fila del Popolo delle Libertà nel riconoscere che i recenti attacchi agli immigrati mostrano che l'Italia vive "un pericolo di razzismo e xenofobia che sarebbe sbagliato negare".

Secondo Fini, la politica italiana deve tenere la "guardia alta" perché "il tema del razzismo segnerà il nostro impegno incluso durante i prossimi anni". Fini ha lanciato l'idea di creare un Osservatorio contro il Razzismo nel Parlamento, però ha chiesto che si agisca "con tutte le cautele" in casi come quelli della donna somala, sposata con un italiano, che venerdì ha denunciato di essere stata denudata e umiliata da diversi poliziotti nell'aeroporto di Ciampino.

La prudenza di Fini contrasta con lo stile impetuoso della Lega Nord, sua compagna di coalizione nel Governo. Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha negato che l'Italia viva un'emergenza razzista, e ha considerato che gli episodi delle ultime settimane siano solo episodi, appunto, e non un fenomeno generalizzato di cui preoccuparsi. "Ci sono episodi, che devono essere puniti e lo saranno, come ci sono dei montaggi, per esempio il caso della donna somala, che saranno puniti nello stesso modo", ha detto Maroni, che ha annunciato che chiederà i danni alla somala denunciante. Secondo il ministro, "la polizia si è limitata ad applicare la legge con rigore".

E' entrato nel dibattito anche il presidente del Senato, Renato Schifani, che in un curioso esercizio ha accusato il Partito Democratico di avvelenare il clima politico, ha negato che in Italia ci sia razzismo - "non può esistere, non è nel nostro DNA" - , ed ha riconosciuto che "una parte massimalista" del paese ha reagito "in maniera xenofoba" contro fatti come l'omicidio della signora Reggiani, che la polizia ha attribuito ad un gitano rumeno. Schifani, in qualsiasi caso, si appella all'unità per affrontare il tema. "Contro la mafia la politica non si divise, non deve farlo nemmeno col razzismo".

Prima di questo incrociarsi di opinioni, sabato, il presidente, Giorgio Napolitano, ed il papa Benedetto XVI hanno chiesto, durante un incontro celebrato nel Quirinale, che la solidarietà ed i rispetto della dignità umana presiedano la relazione con gli immigranti.

L'OnG EveryOne, nel frattempo, ha inviato ieri a diverse autorità spagnole ed al Parlamento Europeo una petizione di protezione umanitaria urgente per diverse famiglie rumene di etnia gitana che risiedono a Pesaro EveryOne afferma che le autorità italiane da mesi continuano a perseguire e negare l'accesso alla sanità e ad una vita degna per questa piccola comunità in cui diverse persone soffrono di gravi infermità.