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Serbia
Di Fabrizio (del 16/08/2008 @ 09:37:30, in Europa, visitato 2745 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

IPS By Vesna Peric Zimonjic

BELGRADO, 12 agosto (IPS) - Alcune settimane fa, la Serbia ha dato l'addio al cantante folk Saban Bajramovic, morto per arresto cardiaco all'età di 72 anni nella città meridionale di Nis. Con un gesto insolito, il Presidente serbo Boris Tadic ha partecipato al funerale, dando l'ultimo tributo al "Re della Musica Zingara"

Ma la presenza del Presidente non è stata l'unica cosa insolita.

"E' triste che (Bajramovic) se ne sia andato," ha detto a IPS Osman Balic, attivista Rom. "Ma è anche un miracolo che sia vissuto così a lungo. Sono sicuro che nella sua città natale di Nis non ci sono Rom di quell'età." Si ritiene che a Nis vivano 25.000 Rom.

I Rom sono un popolo che migrò in Europa dall'India sin dal XIV secolo. Si stima che 12 milioni vivano in Europa, affrontando deprivazioni e discriminazioni.

Secondo gli studi di diversi gruppi Rom per i diritti umani, soltanto un Rom serbo su 60 vive sino al 60° compleanno, e molti non superano l'età di 50.

"La più corta aspettativa di vita è tra i riciclatori di materiali, (un commercio) popolare tra i Rom come mezzo per sopravvivere," ci ha detto Balic. "La loro aspettativa di vita è di circa 45 anni, causa le condizioni estremamente dure che li circondano."

La Serbia ha recentemente assunto la presidenza del "Decennio dell'Inclusione Rom", l'iniziativa internazionale volta a migliorare lo status dei Rom tra il 2005 e il 2015. Nove paesi sono stati coinvolti nel progetto - Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Macedonia, Montenegro, Romania, Serbia e Slovacchia.

Il mese scorso, si è aggiunta l'Albania, mentre la Bosnia-Herzegovina e la Spagna stanno per farlo. La Slovenia ha la posizione di osservatrice.

Gli sforzi sono centrati sul miglioramento delle condizioni socio-economiche di questo gruppo altamente marginalizzato, con punti prioritari all'istruzione, impiego, sanità ed alloggio.

"Non c'è bisogno delle statistiche per vedere la povertà che prevale tra i Rom," ha detto il vice Primo Ministro Bozidar Djelic in una recente conferenza stampa. "Ci sono 593 insediamenti Rom attorno alle grandi città della Serbia, senza nessuna infrastruttura o normali standard di vita."

Djelic ha detto che il nuovo governo che ha assunto la direzione in luglio vorrebbe assegnare 500 milioni di dinari (10 milioni di dollari) invece dei 2,4 milioni programmati in precedenza, per misure per migliorare le condizioni di vita dei Rom.

Ma la Serbia, come molte altre nazioni dell'ex Yugoslavia, non conosce il numero esatto dei Rom nel paese. La Serbia ha una popolazione di 7,5 milioni. Il censimento del 2002 pone il numero dei Rom in 108.000, ma Djelic puntualizza che si ritiene che solo un Rom su tre ammette di appartenere a questo gruppo etnico.

In Bosnia-Herzegovina, il censimento del 1991 contava 6.868 Rom tra la popolazione anteguerra di 4,3 milioni. Ma secondo il Comitato per i Rom interno al Consiglio nazionale dei Ministri (governo federale), il numero è vicino a 70.000.

Il censimento 2001 in Croazia trovò 9.463 Rom su una popolazione di 4,4 milioni. Le organizzazioni Rom dicono che il numero reale è tra 30.000 e 40.000, e la maggior parte non ha una fonte permanente di reddito.

I gruppi locali dei diritti hanno patito un colpo a luglio quando la Corte Europea dei Diritti Umani ha stabilito che la Croazia non discriminava gli studenti Rom mettendoli in classi separate di solo Rom, pratica frequente nei Balcani.

"Questa regola potrebbe avere un impatto su molti paesi in Europa," ha detto Anita Danka del Centro Europeo per i Diritti dei Rom alla belgradese B92 RTV. "La Corte non è stata capace di vedere che l'istruzione segregata può avere una varietà di manifestazioni, inclusa la segregazione nelle scuole principali."

La segregazione esiste anche in Serbia, dove i bambini Rom per decenni sono finiti in scuole speciali.

Le statistiche del Centro Informazione Rom mostrano che il 60%  dei Rom lasciano la scuola all'età di 10anni. Soltanto il 4% dei bambini Rom in Serbia hanno frequentato la pre-scuola o gli asili.

La nascita di solito non viene registrata, dicono gli attivisti. La Serbia il mese scorso ha lanciato una campagna per fornire documenti ai Rom.

"La linea di tendenza è la politica di fornire un'esistenza decente per i Rom dopo molti anni di negligenza," ha detto Luan Koka dell'Organizzazione della Stategia Nazionale per i Rom a IPS. (END/2008)