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Marco e il piccolo suonatore Rom
Di Fabrizio (del 15/08/2008 @ 08:53:56, in blog, visitato 1212 volte)

Per ferragosto (auguri a chi è in ferie e chi no) un breve racconto pubblicato l'11 agosto scorso da RomSinti@Politica, penso che l'autore sia Alain Goussot:

E' estate , siamo in agosto e la spiaggia non è piena come gli altri anni. I ragazzi immigrati ambulanti che passano dicono di fare pochi affari, tempi duri per tutti. E' anche arrivato Marco da Seraing , città belga vicino Liegi. Marco ha 24 anni, è stato diagnosticato "insufficiente mentale grave"; parla spesso da solo, fa dei gran gesti nell'aria, porta la maglietta di bagnino anche se pesa circa 90 kili.

Marco ha anche un fischietto che usa per richiamare i bagnanti sulla spiaggia; solo che l'altro giorno richiamò un funzionario della capitaneria di porto in divisa. Fischiava e diceva , in francese, "venez ici, infraction" ; il signor della capitaneria di porto non capiva e mancò poco che denunciasse Marco per oltraggio a pubblico ufficiale.

Il padrone dello stabilimento si avvicinò e spiegò la situazione ma questo non sembrava fermare Marco che continuava a fischiare e a dire "infraction". Alla fine il signor ufficiale se ne andò con un lieve sorriso sulle labbra e Marco continuò a fischiarlo. Faceva un caldo torrido alle ore 15; personalmente ero sotto lo stabilimento a prendere un po' di fresco e leggevo Jankélévitch e il terzo volume della sua opera intitolata "Il non so che e il quasi nulla"; guardando Marco che continuava a girare osservando all'orizzonte verso il mare con un cannocchiale mi venne in mente il collegamento tra quello che scrive il filosofo francese sull'ineffabile e l'atteggiamento di Marco: per tutti i sistemi di classificazione diagnostica Marco è un disabile intellettivo assai grave mentre per il filosofo è solo un "gaffeur", uno che commette "gaffes" e spiazza tutti.

Per l'esperto di neuropsichiatria si tratta di un disturbo serio del funzionamento cognitivo, per il filosofo è l'espressione di una forma d'ironia non prevedibile . Per il neuropsicologo vi è problema di funzionamento delle sinapsi, per il nostro filosofo si tratta solo di una forma di "ironia divina" che sbaraglia continuamente le false situazioni e il modo artificiale di stare nelle norme relazionali. Per Jankélévitch è piuttosto "l'enigma dello sconosciuto".

Marco è esattamente come il gaffeur dei conti di Tolstoi e di Andersen; è quello che crea sconcerto e per qualcuno anche scandalo; è quello che gira con gli occhiali scuri da sole e usa il fischietto per richiamare i bagnanti parlando un dialetto wallone che nessuno capisce; nella testa di Marco vi sono i fumi delle acciaierie di Liegi e le onde del garbino che lo fanno diventare rosso come un pomodoro. Passa il bambino Rom sulla spiaggia, sudatissimo, suona la fisarmonica, si sentono commenti negativi: questi Rom che sfruttano i bambini!

Il ragazzino aspetta una monetina, molti si girano dall'altra parte. Arriva Marco con il suo fischietto e comincia a parlare in dialetto wallone, parla dell'ultima partita del Seraing contro il Charleroi: "Tu as vu? Il a gagné 5 à 0". Esagerato! Poi m'infastidisce perché io sono del Charleroi e dico : "N'exagérons pas!". Il piccolo Rom rumeno ci guarda divertito e si mette a parlare rumeno; si siede e Marco va a prendere un bicchiere d'acqua! Si fa prestare la fisarmonica e prova a suonare mentre beve il piccolo Doran.

Vi è qui come un paradosso: la gente "normale" tiene alla larga il piccolo suonatore Rom osservandolo anche con fastidio, Marco "l'anormale" fa amicizia con lui e gli fa vedere i tesori che tiene nella sua borsina: la maglietta della squadra di calcio, un pezzo di legno indefinito, un guanto (chi sa a cosa serve!), una micromachine (di quelle di una volta) e una figurina di Obelix, il famoso eroe dei fumetti di Uderzo e Goscinny, rigorosamente belgi. Fa vedere a Doran che ha poggiato la fisarmonica sul tavolo; si capiscono benissimo anche se uno viene definito "ritardato mentale" e l'altro visto in cagnesco perché "zingaro".

Non v'è dubbio Marco , secondo il nostro filosofo e non secondo il medico, è maldestro, crea scompiglio, è enorme come Obelix, ha la forza di un toro ma non lo sa, parla da solo indicando spesso il cielo, lo fa in un dialetto incomprensibile per la gente in spiaggia, spesso disturba il riposo dei bagnanti perché soffia nel fischietto del bagnino che si arrabbia, eppure ha un senso profondo dell'umanità, tiene per la mano il piccolo Doran che sorride di fronte a questo ragazzone di 24 anni che è un misto tra Obelix e l'orso morsicano del Parco nazionale d'Abruzzo.

Doran riprende la sua fisarmonica e si rimette in cammino sotto il solo, Marco lo segue per un po' e poi soffia nel fischietto del bagnino (ormai esaurito) come per dirgli ciao amichetto, arrivederci presto! Doran suona di nuovo e sembra più sereno!