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Montenegro
Di Fabrizio (del 10/08/2008 @ 09:49:48, in scuola, visitato 1465 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

05 Agosto 2008 14:11:57 GMT Fonte: UNHCR

PODGORICA, MONTENEGRO - All'età di sette anni, finalmente Adnan Behuli esiste legalmente. Anche se il giovane rifugiato era nato in ospedale, sinora era ufficialmente "invisibile" in Montenegro, perché la sua nascita non era mai stata registrata.

Ora, con l'aiuto dei partner di aiuto legale dell'UNHCR, Servizi di Assistenza Cattolici (CRS)/Centro Legale, il ragazzo ha un certificato di nascita - un'identità legale che gli permetterà questo settembre di iscriversi alla scuola elementare.

Adnan è uno dei 4.338 rifugiati Rom, Ascali ed Egizi che vivono in Montenegro, che lasciarono il Kosovo nel conflitto del 1999. A volte chiamati Zingari, compongono quasi un quinto dei 24.000 rifugiati dell'ex Yugoslavia che tuttora vivono in Montenegro. In questi giorni 220 famiglie Rom, Ascali ed Egizie vivono nel campo rifugiati Konik di Podgorica, che è gestito dal partner di attuazione dell'agenzia dei rifugiati ONU, la Croce Rossa del Montenegro. Il padre di Adnan combatte per far vivere i suoi nove figli con i 200 € che guadagna ogni mese come spazzino.

"Oltre alla povertà estrema ed ai livelli generalmente bassi di scolarizzazione, la mancanza di documenti personali e/o registrazione civile rappresenta un serio ostacolo all'integrazione dei rifugiati Rom, Ascali ed Egizi nella società maggioritaria montenegrina, dice Serge Ducasse, rappresentante dell'UNHCR in Montenegro. "A molti dei loro bambini è negata l'iscrizione alla scuola e non possono ottenere un lavoro appropriato o il pieno accesso ai servizi sociali. Senza documenti adeguati, i rifugiati Rom, Ascali ed Egizi non sono riconosciuti come persone dalla legge e spesso sono senza patria effettivi. Questa condizione viene trasmessa alle generazioni future".

Spesso i Rom non registrano la nascita dei loro figli. La mancanza di documenti porta ad una "reazione a catena" dove gli individui non possono assicurare altri documenti e finiscono senza nessun diritto di base. I movimenti della popolazione in decenni di conflitti nei Balcani hanno esacerbato questo problema, i documenti sono andati persi e le famiglie separate.

Uno studio di inizio anno del CRS/Centro Legale ha trovato che circa il 46% dei rifugiati Rom, Ascali ed Egizi che vivono nel campo di Konik e lì attorno sono a rischio di apolidia.

Per risolvere il problema, l'UNHCR sta mettendo enfasi nell'assicurare rappresentazione legale per aiutare i rifugiati Rom, Ascali ed Egizi dal Kosovo in Montenegro a navigare tra le transenne legali e registrarsi, in una scala mai vista prima. Questo attraverso un progetto regionale dell'Unione Rom Europei sviluppato in Serbia, Bosnia e Herzegovina, Macedonia, Montenegro e Kosovo.

"Speriamo che assistendo un gran numero di casi, aiuteremo a determinare cambiamenti sistematici e rendere più facile portare avanti questi temi in un futuro senza avvocati," ha spiegato Ducasse.

Quella del piccolo Adnan Behuli è una delle prime storie di successo."Ora sono così contento," dice suo padre, Behrim, che ha perso un figlio più grande durante la guerra in Kosovo e non ha nessuna voglia di tornarci. A differenza degli altri bambini che frequentano la scuola del campo, Adnan avrà ora la possibilità di andare alla scuola fuori dal campo, dove la qualità dell'istruzione è migliore, ed avrà quindi più opportunità di integrarsi nella più vasta società montenegrina.

"In tutti questi anni mi sono sentito colpevole," dice Behrim, "ma ora mio figlio inizierà la scuola e sarà in grado di avere un'educazione e spero avrà un buon lavoro, non come suo padre."

By Charlotte Lyne and Gordana Popovic
in Podgorica, Montenegro