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Di Fabrizio (del 25/07/2008 @ 09:10:01, in Kumpanija, visitato 1453 volte)

Da Czech_Roma

Dina Gottliebova Babbitt (o Dinah), è l'artista che dipinse e disegnò gli orribili disegni del dottore di Auschwitz conosciuto come Angelo della Morte, Josef Mengele. Mengele le comandò anche di dipingere i ritratti ad acquarello di diversi zingari, che erano anche loro detenuti ad Auschwitz, per catturare quello che lui chiamava il colore delle pelle zingara meglio di quanto potesse fare con la sua macchina fotografica o coi film del tempo. Una volta che i ritratti furono completi, con orrore di Dina, Mengele mandò gli zingari a morte.

Secondo il sito web del Museo di Auschwitz-Birkenau, sette di quei ritratti furono scoperti dopo la II guerra mondiale fuori dal campo di sterminio di Auschwitz, da  cui furono rimossi senza permesso legale, nei primi anni '70 e venduti al Museo di Auschwitz-Birkenau da gente che apparentemente non sapeva che l'artista, Dina Babbit, era ancora viva e viveva in California (Se questa informazione fosse stata rimossa dal sito web del Museo, ho ancora la pagina web salvata. Contattatemi per vederla su carta intestata del Museo). Il Museo chiese a Dina di andare ad Auschwitz per identificare il suo lavoro. Però, dopo che lo fece, il Museo nel le permise di portare i disegni con sé. Il rifiuto del Museo di lasciare a Dina i dipinti iniziò la sua re-incarcerazione come ostaggio del campo di sterminio di Auschwitz.

E' stata sparsa molta disinformazione sullo scopo di Dina nel chiedere indietro i suoi lavori originali. La verità è che non ha desiderio alcuno di nascondere i ritratti degli zingari dalla storia. In effetti, niente potrebbe essere oltre la verità. Una volta che fosse in possesso dei suoi ritratti, lei intende mostrarli nei musei sull'Olocausto negli Stati Uniti, dove vive libera, e nel mondo. Il Museo di Auschwitz-Birkenau mostra soltanto delle copie per ragioni di sicurezza.

E' stato chiesto: "Perché Dina non portò con sé i disegni quando se ne andò?" La ragione è che si trattava di una marcia di sterminio.

E' stata anche spedita a Dina una lettera dicendo che se qualcuno aveva diritti sui dipinti, quello era Josef Mengele. Un suggerimento nauseante. Sto cercando la lettera originale e la posterò sul sito quando la trovo.

Dina è legalmente accreditata dal Museo come la legittima proprietaria dei suoi lavori e deve firmare ogni volta una liberatoria quando vuole riprodurre i suoi lavori. Ha sempre accomodato col Museo e non ha mai preso nessuna compensazione monetaria, per ciò che le è intitolato, per la riproduzione dei suoi lavori. Ha sempre chiesto al Museo di Auschwitz-Birkenau di dare il denaro guadagnato dalla riproduzione dei suoi ritratti ad acquarello a cause che appoggino i Rom. Tuttavia ora il Museo ribatte che, avendo comprato i dipinti da altra gente, il Museo non deve tornare a Dina i suoi ritratti originali. Ora il diritto internazionale ha stabilito che il possesso di materiale illustrativo rubato non autorizza il possessore a tenerlo. Il Museo mostra solo copie dei dipinti di Dina per ragioni di sicurezza e potrebbe facilmente rappresentare la tragedia degli zingari come fa adesso, con copie dei ritratti di Dina.

Non uno ma due Atti del Congresso degli Stati Uniti sono stati scritti in appoggio di Dina. Uno è della congressista Shelley Berkley. L'altro insieme dalla senatrice Barbara Boxer e da Jesse Helms. Tutti e due divennero parte della Registrazione Congressuale nel 2003. Passarono all'unanimità.

Dina ritiene che ne lei ne i suoi soggetti zingari, avranno mai la loro libertà spirituale dal campo di sterminio di Auschwitz, fintanto che i ritratti non saranno tornati a lei così da essere esposti nei musei dell'Olocausto negli Stati Uniti ed altri paesi liberi nel mondo.

Nostra madre e noi, la sua famiglia, abbiamo provato ad avere indietro i dipinti sino dal 1973. A Dina, che ora ha 85 anni, è stata appena diagnosticata una forma maligna di cancro addominale e mercoledì 23 luglio andrà in chirurgia. La chirurgia prende sei ore ed è molto a rischio sotto tutte le circostanze.

Preghiamo il Museo di ritornare i lavori di Dina adesso. Inoltre imploriamo il Museo di non prolungare per anni questa lotta, che si risolva dopo che Dina sia passata da questa terra. Inoltre, chiediamo la comprensione e l'appoggio del popolo Rom, amici di Dina, nell'assicurare il rilascio spirituale delle vittime Rom di Auschwitz.

Imploriamo quanti ci leggano di appoggiare gli sforzi per avere indietro ora i dipinti firmando le sue pagine su Facebook o mandando una mail di appoggio a Dina al Museo di Auschwitz-Birkenau (muzeum@auschwitz.org.pl). Inoltre vi aggiungiamo il link alla pagina web di Dina Babbit http://www.dinababbitt.com/.

Grazie per la vostri bontà, empatia e supporto.

Michele Kane e Karin Babbitt
Figlie di Dina

michele@dinababbitt.com