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Romania
Di Fabrizio (del 03/06/2008 @ 09:08:52, in Europa, visitato 1323 volte)

Da Roma_Francais

LE MONDE | 31.05.08 | 14h46 - BUCAREST CORRESPONDANT Le autorità rumene e le associazioni dei Rom di Romania condannano in blocco gli slittamenti razzisti apparsi in Italia. L'indignazione è stata esacerbata da un messaggio apposto all'ingresso di una falegnameria di Pieve di Soligo (Italia del nord-est) e ripresa dalla stampa rumena, che annuncia "l'apertura della stagione, che dura tutto l'anno, della caccia agli animali selvatici migratori come Rumeni, Albanesi, Kosovari, Musulmani, talibani, Afghani, Zingari ed extracomunitari in generale".

Questo non ha dato luogo ad alcuna denuncia ufficiale italiana, tranne quella della CGIL, da cui è stata rivelata la scritta. L'ambasciata rumena a  Roma ha chiesto misure contro gli autori di "questo testo a carattere pronunciatamente estremista e xenofobo".

L'associazione dei Rom d Romania Romani Criss, denuncia, a sua volta, "l'estremismo" della nuova politica italiana sull'immigrazione. "E' inconcepibile che, nell'Europa del 2008, si combatta la delinquenza secondo criteri etnici, si tratta d'una politica d'ispirazione estremista," ha affermato il suo dirigente, Marian Mandache, tramite i suoi avvocati. "Non resta che obbligare i Rom a portare una stella o una banderuola per ritornare settanta anni dietro, ad un'epoca di cui non si vuole più ricordare."

Le allusioni al nazismo si moltiplicano in Romania e rischiano di nuocere ai positivi scambi economici tra i due paesi. 23.000 imprese italiane sono impiantate in Romania e migliaia di rumeni lavorano in Italia. L'organizzazione Caritas stima in 556.000 il numero di Rumeni nella Penisola ma, secondo altre stime, il loro numero, fortemente aumentato dopo l'adesione della Romania all'Unione Europea del2007, potrebbe raggiungere 1 milione di persone.

Mostrata a dito come la prima responsabile della delinquenza, durante la campagna delle elezioni legislative in aprile, che hanno visto il trionfo della destra, questa comunità si sente oggi più fragile ed indebolita.

Mirel Bran - Article paru dans l'édition du 01.06.08