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Rom e Sinti al corteo del 25 Aprile con l'associazione Aven Amentza
Di Fabrizio (del 24/04/2008 @ 13:49:27, in Kumpanija, visitato 2182 volte)

COMUNICATO

Come ogni anno, a partire da Carlo Cuomo, di cui ricorre quest’anno il decimo anniversario della morte, Rom e Sinti, ‘milanesi’ indesiderati, parteciperanno al corteo del 25 Aprile dietro lo striscione della loro Associazione Aven Amentza – Unione di Rom e Sinti, con sede nel campo comunale di via Triboniano.

Il volantino distribuito ricorda, come sempre (siamo un paese di memoria corta, è bene insistere), le persecuzioni e le stragi nazifasciste contro Rom e Sinti, e la loro partecipazione alla Lotta di Liberazione, senza conseguenze liberatorie, a tutt’oggi, dalla guerra del pregiudizio. Essi rimangono in attesa –vera prova di resistenza!- d’un 25 Aprile, che viene tutti gli anni, ma non per loro.

Ma il testo denuncia anche l’aggravarsi di atteggiamenti persecutori, in cui si distinguono nuovi ‘amministratori’, esperti spesso bipartisan nell’eliminazione (‘solo’ sgomberi, per carità) di problemi e portatori, anzi che nella loro soluzione: denomadizzare, parola nuova per spregevoli pratiche nazifasciste, che sembravano consegnate ad una dolente memoria. Berlin ohne Zigeuner, Berlino senza Zingari, era lo slogan che accompagnò le Olimpiadi del 1936, prima tappa della strada verso Auschwitz. È la sicurezza, ragazzi. Ma per chi?

Intanto Rom e Sinti cercano di crescer famiglia e lavorare: in nero, sottopagati, licenziati non appena un indirizzo li denuncia come Zingari. E, beninteso, nomadi , e pertanto ladri.

Per i Rom, conclude il testo, clandestini sono i diritti.

Un saluto cordiale dal presidente Ernesto Rossi.


70° anniversario del Manifesto della Razza, base per le Leggi razziali,

60° anniversario della Costituzione italiana,

SESSANTATREESIMO 25 APRILE DI LIBERAZIONE

non solo per gli Italiani ma per tutti coloro che qui sono giunti in cerca di una terra di pace e di lavoro, di democrazia, dove ricostruire la propria vita e riprogettare il proprio futuro.

se questo è un paese libero

lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, quella delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.

In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d’importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una medaglia, in cambio d’una vita sacrificata. VOGLIAMO DIFENDERNE LA MEMORIA

Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com’è nella nostra antica cultura. Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:

*il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata “Osoppo”, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo *Rubino Bonora, partigiano nella Divisione “Nannetti” in Friuli *Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l’11 novembre 1944 *suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell’Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. È decorato al valore. *il sinto piemontese Amilcare Debar, l’unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi “Dante Di Nanni”, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.*E molti altri, ancora più ignoti.

Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per i Rom e i Sinti non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che ha segnato tutta la loro storia. E ancora oggi li opprime.

Quest’anno è il decimo anniversario della morte di Carlo Cuomo, che dedicò la sua vita alla lotta per la giustizia e la libertà, mettendo al centro del suo ultimo impegno i diritti basilari di Rom e Sinti.


SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI

Oltre 300 SGOMBERI in pochi anni a Milano e provincia


Questo significa donne e bambini che vagano abbandonati, persa la scuola e ogni avere; uomini che vanno a lavorare senza una casa in cui fare ritorno, senza saper dove ricoverare la propria famiglia:

certi amministratori si liberano dei problemi invece di affrontarli e risolverli: così siamo tutti capaci

senza grandi stipendi. Denomadizzare è il verbo di ultima moda: parole nuove per idee e pratiche vecchie, spregevoli, inumane, nazifasciste: Berlin ohne Zigeuner, 1936, Olimpiadi di Berlino senza Zingari. Deportati. Così è cominciata la storia di Auschwitz. Siamo l’unico altro popolo, insieme agli Ebrei, sterminato durante la Seconda Guerra Mondiale, per la sola colpa di esistere. È un dolore che non si cancella mai. Ma ritorna più vivo quando vediamo fra voi quelli che rimpiangono un passato infame. E senza vergogna pregano non si sa quale dio, in chiese che non li vomitano fuori.

Punire chi commette reati, italiano, rom, sinto, o altro. Casa, lavoro, scuola, salute, cultura per tutti!

Se un italiano ruba, è un ladro – se un rom ruba, tutti i rom sono ladri – la sentenza è senza appello.

Non importa se ti alzi alle quattro del mattino per andare in cantiere per 10-12 ore di lavoro in nero, malpagato, senza sapere se tornerai a casa vivo o storpiato. Costruiamo le vostre case; a noi offrono campi, container e roulotte. Se no, baracche. O dormitori comunali, per dividere le nostre famiglie. Per poter fingere e sostenere che siamo nomadi, anche se abbiamo lasciato in patria le nostre case.

se la legge è uguale per tutti, perché per Rom e Sinti ci vogliono leggi, regolamenti, patti speciali?

L’Unione Europea è formata da 27 stati e una nazione: questa siamo noi.

(dichiarazione ufficiale del Parlamento dell’Unione Europea)

* *** *

La nostra ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE di ROM E SINTI

è nata quattro anni fa per combattere il pregiudizio, con l’incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un’associazione di Rom, Sinti e non rom (gagè).

La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti, perché oggi, qui, siamo muti *difendere concretamente i nostri diritti, per consolidare l’esercizio dei doveri *usare l’associazione come percorso d’integrazione nell’esercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.

Partecipiamo al progetto europeo di ricerca RomEco; stiamo compiendo una ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza. Ma l’iniziativa di gran lunga più scandalosa cui abbiamo dato vita, grazie al sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l’apertura (giugno 2005) d’uno sportello sindacale, tuttora attivo, nei campi di via Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni lavorative di numerosi Rom, romeni e bosniaci.

SICUREZZA PER TUTTI – LA SICUREZZA È UN BENE COLLETTIVO, NON PRIVATO

Decine di Rom perdono il lavoro perché identificati dall’indirizzo del campo come Zingari

Venite con noi! Questo significa Aven Amentza in romanès. Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d’agire, può contattarci al telefono sotto indicato o all’indirizzo meg.rossi@tin.it.

Per i Rom, clandestini sono i diritti

sede legale: Via Triboniano 212 – 20156 Milano (Italia). Tel. +39.(02).48409114