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Colombia
Di Fabrizio (del 16/02/2008 @ 09:36:34, in Kumpanija, visitato 1932 volte)

Da Mundo_Gitano

[...] Dalila Gómez, ex candidata al Senato per il Polo Democrático Alternativo (PDA) è una giovane e bella gitana colombiana che, come succede con le minoranze più antiche, proietta la sua azione politica cercando migliori destini per il suo popolo, visibilità e riconoscimento con equità in un paese che perorala politica del dialogo per ottenere la pace.

Quali obiettivi animano la sua presenza nel Polo Democrático Alternativo?

Il popolo intende essere interculturale in una società maggioritaria a volte ostile ed escludente e cerca di vivere questa interculturalità vivendo questi aspetti positivi delle altre culture per rafforzare la sua propria.

Dentro questa interazione c'è il vincolo al Polo Democrático Alternativo, precisamente per le coincidenze che ha il mio popolo nella sua essenza con l'Ideario de Unidad del Polo. Importante è ciò che vediamo su come dev'essere la vita di comunità, con principi, con valori, con la difesa della vita stessa, della diversità, con principi. Questo è quel che vediamo nel PDA.

Pensiamo che tramite il Polo possiamo sottolineare un primo elemento fondamentale che è la visibilità del popolo gitano. In secondo luogo dimostrare alla gente chi siamo realmente, perché a volte come siamo, impregnati di un'essenza anarchica, ci contestano l'essere vincolati ad un partito politico. Dobbiamo quindi affermarlo, facciamo così, primo perché è un partito progressista, secondo, perché avere una condizione etnica non ci preclude al diritto della partecipazione politica, dove possiamo decidere senza che altri lo facciano per noi.

Istruzione pertinente e di qualità

Quali iniziative porterete per combattere la discriminazione e per ottenere visibilità e partecipazione come popolo?

Noi registriamo la discriminazione verso il nostro popolo in Colombia nel disegno delle politiche pubbliche, perché queste sono generalmente per tutti, è molto differente disegnare una politica pubblica per un gruppo etnico che per la società maggioritaria. La società gagia, maggioritaria, ha molte opportunità senza rinunciare al proprio patrimonio culturale, come succede nel nostro caso. Uno degli elementi omogeneizzanti è precisamente quello dell'istruzione.

Lo Stato è il primo discriminatore del popolo gitano, perché non esiste un referente dal punto di vista educativo per verificare se stiamo ricevendo un'istruzione di qualità. Necessitiamo di referenti dal punto di vista gitano. Predomina in Colombia un sistema d'istruzione dove non esistiamo nella storia. Ci sono una serie di elementi che si scontrano con l'essenza gitana come le gerarchie ed i tempi. Noi misuriamo l'autorità da altri punti, misuriamo altri tempi, l'organizzazione è praticamente piana. Nel popolo Rom tutti comandano a casa loro. Tutti sono patriarchi e le decisioni si prendono attraverso un'istanza collettiva.

Soluzione politica con molto dialogo

Dal punto di vista gitano, che soluzioni vedete al conflitto colombiano?

La pace, e le soluzioni che si possono dare a questo conflitto sembrano come se avessero un nome proprio, come se avessero un padrone. Se noi siamo in un paese come la Colombia, dobbiamo cercare uscite e cercare la pace tanto anelata, perché la parola pace si è deteriorata nei tempi e limiti che le competano, così che questa situazione si veda riflessa in molteplici aspetti che incidono contro, da quello politico, all'economico, al sociale. Consideriamo che come gruppo etnico e anche con gli indigeni e gli afrocolombiani, possiamo proporre importanti alternative per risolvere il conflitto ed ottenere la riconciliazione dei colombiani.

Un passo importante è il ritorno a valori come la vita, la collettività, la sensibilità sociale. Non siamo isole, e questo implica lo scollamento del materiale. Il conflitto consiste nel controllo del territorio, lì dove ci sono ricchezze e diversità. Occorre trovare una soluzione politica attraverso molto dialogo: riscattare il valore della parola.

Noi siamo un popolo di tradizione orale e mai abbiamo avuto bisogno di firmare documenti o altre cose simili per stabilire una coerenza tra quanto si pensa, si dice e si fa. Molte volte si pensa una cosa, se ne dice un'altra e se ne fa un'altra distinta, questo produce uno choc. La soluzione al conflitto passa per la negoziazione e come sempre occorre equilibrare gli interessi delle parti per raggiungere la soluzione.

La proposta Rom al Polo Democrático Alternativo

Si è pensato a materializzare l'iniziativa Rom in un progetto di legge?

Abbiamo una proposta presentata al Comitato Esecutivo Nazionale dal Polo Democrático Alternativo, dalla sa branca parlamentare, che si riassume in un progetto di legge simile alla Ley Gitana, qualcosa che si avvicina alla Legge 70 del 1993 per le comunità indigene. Vogliamo sviluppare l'articolo sette della Costituzione, dove recita che questo è un paese plurietnico e culturale, dove fare azioni informative per quanti siano stati discriminati attraverso la storia.

State organizzando la celebrazione del Giorno Internazionale del Gitano, cosa perseguite con questo evento?

Vogliamo pubblicare un libro, se l'Istituto della Cultura e Turismo ci dirà sì, e così l'8 aprile, Giorno Internazionale del Gitano, potremo lanciare la pubblicazione che sarà presentata dagli autori. Con la celebrazione del Giorno Internazionale del Gitano cerchiamo soprattutto la visibilità, farci sentire. E' un atto politico e culturale, nel quale con i fatti facciamo sentire che viviamo in questo paese, che siamo anche colombiani e che è importante lottare per compensare questo debito storico che si ha con la nostra comunità, in particolare con Bogotà, una delle nostre città preferite che amiamo molto e perché siamo contenti qui, e partendo dal nostro processo ci siamo dati molti strumenti a livello nazionale ed internazionale.

Por: Álvaro Angarita - Periodista y sociólogo

Tomado de: http://colombia. indymedia. org/news/ 2008/01/78661. php
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