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Francia
Di Fabrizio (del 05/11/2007 @ 09:32:53, in Europa, visitato 1410 volte)

Da La voix des Rroms

Circa 400 Rroms della Romania ha manifestato ieri, 31 ottobre a Saint-Denis (93) per denunciare le recenti incursioni sul dipartimento ed il diritto di lavorare regolarmente in Francia. Una delegazione è stata ricevuta alla vice prefettura di Saint-Denis dal segretario generale, la signora Bartoli ed il sig. Mathieu, capo d'ufficio, che hanno preso nota, ma non hanno potuto rispondere alle rivendicazioni, cioè la sospensione delle espulsioni ed un diritto al lavoro effettivo per questi nuovi cittadini europei.

Dal 1 gennaio 2002, i cittadini rumeni e bulgari hanno acquisito il diritto di entrare e restare nello spazio Schengen, fra cui la Francia per meno di tre mesi, senza visto. In estate 2003, cioè un anno dopo quest'apertura, il ministero dell'interno riconosceva che c'erano in Francia circa 5000 Rroms della Romania nelle bidonvilles, e questa cifra non è sensibilmente cambiata dopo. Varie volte quest'estate, il sig. Brice de Hortefeux ha dichiarato che l'entrata della Romania e della Bulgaria complicava il conseguimento dell'obiettivo quantificato di 25.000 espulsioni di stranieri, poiché il 30% degli espulsi 2006 era costituito da rumeni o bulgari. Nei fatti, si tratta di Rroms di questi due paesi con alcune eccezioni, cosa che vuole dire che 8.000 Rroms rumeni e bulgari sarebbero stati espulsi nel 2006, mentre in tutto sono tra 5000 e 6000, e sempre in Francia. Infatti, dei Rroms sono stati espulsi 2, o 3 volte nel corso dell'anno, da cui la cifra di 8.000 espulsioni, che rappresenta così circa 80 milioni di euro per il contribuente francese se si prende in considerazione la media di 10.000 euro con espulsione. E tutto ciò per rinviare persone di cui si sa pertinentemente che ritorneranno alcuni giorni dopo, poiché hanno il diritto di farlo.

Con l'entrata dei loro paesi rispettivo all'Ue, una nuova tecnica è realizzata: il ritorno volontario forzato. La polizia arriva sul terreno, lo circonda bloccando la circolazione e proibendo l'accesso ad ogni persona esterna. Accompagnata dall'ANAEM, fa firmare gli obblighi di lasciare il territorio francese e la domanda d'aiuto al ritorno, cioè 153 euro per adulto e 46 euro per bambino, sotto la minaccia d'imprigionamento. Nel corso di una riunione giovedì scorso, il prefetto di Seine-Saint-Denis ha dichiarato che non tollererà più nessun "accampamento selvaggio" sul suo territorio.

È in questo contesto che i Rroms si sono mobilitati numerosi per dare l'allarme all'opinione pubblica su questi metodi che distruggono i loro progetti, sprecando il denaro pubblico, la totalità sacrificata all'altare dell'obiettivo sacrosanto di misure di distanza dalla macchina infernale delle espulsioni massicce. Obbligati ad ottenere un'autorizzazione preventiva per lavorare regolarmente hanno chiesto anche l'alleggerimento delle procedure, che rendono questo diritto inaccessibile: un contributo di 893 euro a carico del datore di lavoro ed una procedura che dura in media 3 mesi. Le insufficienze di forze di lavoro non giustificano tale procedura, nella misura in cui gli 80.000 euro sprecati nel 2006 avrebbero potuto in gran parte coprire le spese per assumere più personale che studierebbe le cartelle e che delibererebbe entro alcuni giorni.

In seguito alla riunione con i rappresentanti della vice prefettura, hanno comunicato che attendevano un seguito a questo scambio ed alla relazione che sarebbe stata consegnata alle autorità aventi un potere di decisione. Nessun termine è stato indicato per la risposta. Alla fine della riunione, la delegazione ha segnalato che i Rroms attenderebbe una risposta entro un termine ragionevole, e che manterrebbero e rafforzerebbero la loro mobilitazione.